Quello che nessuna casa farmaceutica vorrebbe mai che tu sappia sulla tua malattia perché le impedirebbe di speculare sulla tua salute

Se stai leggendo questo articolo, sicuramente sei affetto da qualche patologia alla quale neanche i medici riescono a venirne a capo, ma potrebbe essere anche che non sei tu ma un tuo caro.

Lo so, internet ormai è la spiaggia di chiunque sente che esiste una risposta diversa alle solite risposte riduttive dei medici:

“Ci dovrà convivere, non ci sono soluzioni, è destinata a peggiorare inesorabilmente…”

Peccato però che i medici, oltre ai farmaci, somministrano anche una buona dose di terrore, sfiducia e falsi miti che hanno lo scopo di togliere qualsiasi idea di una soluzione alternativa a quella data e sbaragliare così la concorrenza, che vorrebbe darti delle soluzioni concrete, facendo passare ogni possibile reale soluzione come una truffa.

Sì, questo è il meccanismo che si instilla nella mente delle persone:

“Se come ha detto il medico non c’è speranza, questi che mi dicono che ho qualche possibilità di vivere decentemente la mia vita sicuramente sono truffatori”

Lo so… lo scopo del Sistema Sanitario è annullare la speranza, e per tale scopo si serve di un esercito di persone, con tanto di laurea, camice e stetoscopio che ti dicono che qualsiasi speranza di uscirne non esiste, qualsiasi cosa tu faccia nella vita non potrà influire né negativamente né positivamente nella tua vita.

Qualsiasi cosa… eccetto l’uso dei farmaci!

Diciamo che siamo al paradosso passato per vero.

Mentre il Sistema Sanitario alimenta l’assenza di qualsiasi speranza, il tuo corpo continua a peggiorare costantemente e cominci a non riconoscerti più… sei così a pezzi che l’unica forma di salvezza (o spacciata per tale) sono le medicine.

È proprio questo il motivo per cui, la maggior parte delle volte, la prima reazione di fronte all’idea che l’alimentazione possa aiutare nelle malattie autoimmuni è quella che, se fosse così, sarebbe troppo semplice guarire e sa molto di presa in giro.

Il fatto che sia semplice è solo un’illusione.

In realtà imparare a ristabilire il proprio stato di salute e mantenerlo senza l’uso dei farmaci è di una complessità enorme, ma assolutamente realizzabile: ne sono la prova le numerose testimonianze (puoi leggerle qui) di successo dei miei pazienti.

A questo problema se ne aggiungono altri.

Infatti, in questo caos di informazioni, si inseriscono spesso presunti professionisti, che cercano di intrufolarsi nelle poche speranze che restano e di abbatterle inesorabilmente, spacciando rimedi poco più che semplicistici come miracolosi, dove l’unica caratteristica positiva è di essere naturali.

Non basta che un rimedio sia naturale perché sia valido.

L’approccio naturale, senza delle basi di conoscenza degli equilibri interni del corpo, può fare danni così come l’approccio chimico.

E in questo mare infinito di non-soluzioni, intanto il tuo stato fisico continua a peggiorare inesorabilmente, e nessuno sembra in grado di darti una soluzione che quantomeno allevi le tue condizioni e ti restituisca quello che in gergo medico si chiama “la dignità del paziente”.

Ma ora saprai finalmente perché sia le medicine che i rimedi naturali venduti come miracolosi non funzionano, approfondendo tutte quelle cose che non ti vengono dette o ti vengono dette all’occorrenza e solo in modo parziale.

La prima cosa che vorrei farti capire immediatamente è che:

Ogni sollecitazione negativa crea all’interno del tuo corpo una destabilizzazione tale che contribuisce a predisporre il tuo corpo a TUTTE le patologie.

Sì, tutte: da quelle autoimmuni, al cancro, alle malattie sistemiche, alle neuropatie, ai problemi di apprendimento e molte altre ancora.

Se hai una patologia autoimmune o hai parenti con patologie di questo genere, sai bene di cosa parlo: difficilmente queste patologie restano da sole.

Molte di queste patologie sembrano venire insieme alle loro amiche, come se ci fosse una sorta di “passaparola” che le convoglia tutte nella stessa direzione: IL TUO CORPO.

Questo passaparola non è altro che Infiammazione Sistemica Silente o Sindrome Metabolica.

Questo articolo, finalmente, ti permetterà di capire tutte le interazioni e le implicazioni di ogni singola scelta: dal tuo stile di vita, alla tua alimentazione e all’ambiente in cui vivi.

Ti permetterà di porre le dovute attenzioni per tamponarne gli effetti e vivere limitando la malattia, al punto che talvolta arriverai a dimenticartene, magari non sempre, ma sicuramente una coscienza del genere fa molto più di qualsiasi farmaco a disposizione sul mercato.

Non esistono magie, ma processi… processi di conoscenza, processi di applicazione, processi di guarigione… che avvengono nel lungo termine e mai per caso.

La scienza si basa sulla replicabilità del risultato, e qui stiamo facendo la scienza.

Infatti IMMUNOREICA è frutto di anni di adattamenti, e ancora si sta lavorando in tal senso in modo che questo processo sia replicabile nel maggior numero di casi possibili, tanto che è arrivato a coprire il 90% dei casi, cosa impensabile per qualsiasi medicina, protocollo, metodi simili presenti al mondo.

Ed anche questo non è stato un caso.

Quando qualcuno non riesce a raggiungere la regressione della malattia con il protocollo così come è concepito, si continua ad indagare fino a raggiungere la soluzione.

Ecco come è nato il quadro complesso che andiamo a vedere insieme.

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Quali sono i meccanismi (oscuri ai medici) e come fanno ad incepparsi?

Quando il corpo viene a contatto con un parassita o un danno (sia esso chimico o fisico) la risposta univoca del Sistema Immunitario è quella di far partire il processo infiammatorio, che in questo caso è un processo benefico, che mira a riparare il danno.

Normalmente questo processo dovrebbe durare un tempo definito e auto-estinguersi ad allarme rientrato.

Il problema lo abbiamo quando questo meccanismo si inceppa, bloccandosi nella prima fase (pro-infiammatoria) o avviando dei cicli talmente ravvicinati di infiammazione che il tessuto o organo non ha il tempo di riprendere totalmente la sua funzionalità tra un ciclo e l’altro.

Quindi pensa attentamente: quali sono i fattori che nella tua vita quotidiana, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno ti hanno portato alla malattia?

Non ti vengono in mente? Ti aiuto.

Immagina di vivere ai Tropici, in luoghi incontaminati… sempre all’aria aperta, mangiando il pesce che hai pescato durante il giorno dei succosissimi frutti tropicali… alternando attività fisica e riposo…

Ecco, se la tua vita fosse così non staresti leggendo questo articolo e il Sistema Sanitario Mondiale andrebbe in bancarotta.

Questa immagine non fa altro che replicare lo stile di vita ideale che dovremmo avere per stare bene.

Peccato che non si avvicina neanche minimamente a quello che ci impone la nostra società, e il nostro corpo, chi prima, chi dopo, ne accusa gli effetti.

Lo scopo di IMMUNOREICA è proprio quello di permetterti di stare bene nonostante non puoi vivere nel modo ideale che abbiamo sognato insieme. Niente di più.

Attutire quindi gli effetti deleteri del nostro stile di vita, del nostro cibo, del nostro ambiente e limitare al minimo gli agenti contaminanti… bada, non ho detto eliminare totalmente ma LIMITARE.

Adattare una bellissima teoria ad una cruda realtà. Come ho detto, niente magie.
Questo è per me il primo articolo che chiunque dovrebbe leggere prima di addentrarsi alla lettura di qualsiasi altro articolo proposto in questo blog in modo da capire il senso dietro a quanto viene approfondito nei singoli articoli.

Infatti nei vari articoli vedremo:

  • l’impatto che hanno i farmaci sulla nostra salute
  • quale ruolo dovrebbero avere i farmaci e qual è invece il ruolo che gli viene dato
  • quali sono i meccanismi che innescano alcuni farmaci
  • soluzioni alternative
  • come gestire l’assunzione dei farmaci se si vuole intraprendere in modo parallelo un percorso naturale
  • qual è l’atteggiamento giusto per ottenere i migliori risultati
  • testimonianze reali di persone che hanno gestito prima di te il problema del passare dall’approccio farmacologico ad un approccio naturale, in modo che puoi fare tesoro delle loro esperienze e capire cosa aspettarti da un percorso come quello proposto da IMMUNOREICA

Ogni cosa che andrò ad approfondire in questo articolo è importante per un solo e semplice motivo: sposta l’equilibrio infiammatorio da un equilibrio funzionale ad un disequilibrio patologico.

In parole povere quello che andremo a vedere insieme è ciò che accade dietro la tua malattia, dietro quello che osservano i medici, come influiscono le tue abitudini sugli equilibri interni del tuo corpo tanto da scatenare i tuoi dolori, i tuoi pruriti, cosa ti impedisce di dormire la notte.

Se tutto andasse come dovrebbe

Durante l’evoluzione l’essere umano ha instaurato tutta una serie di meccanismi utili a mantenersi in equilibrio e ad abbattere velocemente qualsiasi insulto che viene dall’esterno.

Questo per ripristinare il più velocemente possibile i propri equilibri, senza che qualsiasi attacco esterno che sia un patogeno, un insulto fisico o un insulto chimico comporti strascichi nel tempo.

Qualunque sia il danno primario, infatti, esso determina la formazione dei primi segnali che portano a liberare le molecole attive (mediatori) che, a loro volta, generano la sequenza a catena dell’infiammazione nell’area danneggiata.

Più è potente l’attacco (lo stimolo dannoso), più è potente la sua risposta, più è lungo il tempo per cui l’attacco agisce, maggiore è il numero delle cellule pro-infiammatorie che vengono reclutate e attivate.

Alcune sono immediatamente pronte per l’uso (per es. istamina e serotonina), altri vengono mobilitati più o meno rapidamente in una sequenza ordinata che prevede:

  1. Abbattimento dell’intruso
  2. Smaltimento dei tessuti danneggiati
  3. Ricostruzione

Come sei passato da equilibrio a malattia

Sono sicuro che questa domanda te la sei posta, dato che teoricamente dovrebbe essere tutto in ordine ed è tutto previsto e coordinato.

Ma “dovrebbe essere” non vuol dire che lo “è” (come tu ben puoi provare sulla tua stessa pelle).

Equilibrio è la parola d’ordine.

Se tutto fosse nell’ordine delle cose, gli attivatori della fase pro-infiammatoria devono essere in equilibrio con quelli della fase anti-infiammatoria.

Non esistono buoni e cattivi, esiste però un eccesso o una carenza patologica dei singoli elementi che fanno progredire correttamente la cascata infiammatoria

Questa è la differenza sostanziale che permette alla cascata infiammatoria di essere portata a termine fisiologicamente o no.

Fa la differenza tra una risposta corretta del Sistema Immunitario o no, tra un corpo sano (o comunque in equilibrio) e un corpo continuamente malato.

Quello che accade normalmente nella nostra quotidianità è che il nostro stile di vita, l’ambiente, il cibo immettono sempre più componenti vanno a stimolare la fase pro-infiammatoria e sempre di meno invece portano al completamento del processo infiammatorio.

Quando andrai a leggere il Report (qui puoi riceverlo gratis) avrai sotto mano tutte le abitudini che apparentemente ti stanno coccolando, ma in realtà stanno coccolando anche la tua patologia. Cioè attivano meccanismi che continuano ad alimentare il processo infiammatorio, il quale logora lentamente e progressivamente i tessuti, danneggiandoli e impedendo loro una piena funzionalità.

Partire in quarta senza buoni freni

Come abbiamo detto, il problema nella Sindrome Metabolica è una persistenza dello stato infiammatorio generale del corpo, e questo avviene proprio perché c’è sistematicamente un eccesso delle componenti che stimolano l’inizio della fase pro-infiammatoria.

Omega 6

Sono definiti come la componente “cattiva” degli acidi grassi a catena lunga (o PUFA) ma in un’ottica di equilibrio essi dovrebbero trovarsi in equilibrio con gli omega 3 perché il loro ruolo sia ben definito nel nostro ambiente.

Quindi non devono essere totalmente assenti o troppo bassi, ma neanche troppo in eccesso, come invece avviene normalmente nella popolazione occidentale, in cui praticamente gli omega 6 sono sproporzionatamente in eccesso rispetto agli omega 3.

Istamina

Questa molecola, anch’essa preposta come innesco della cascata infiammatoria, riesce a svolgere il suo ruolo corretto solo se si trova stabilmente sotto una certa soglia. Quando i giusti segnali ne fanno aumentare la concentrazione si attiva la cascata infiammatoria, quando questi segnali si calmano deve scendere di nuovo a valori basilari sotto la soglia.

Nei soggetti allergici o intolleranti questi livelli non scendono mai sotto la soglia, portando ad una risposta costante del Sistema Immunitario, apparentemente senza senso, verso qualsiasi sostanza o stimolo si trovi a contatto.

Escludendo determinati cibi contenenti istamina, stimolanti l’istamina o inibitori della degradazione dell’istamina, si abbassa il livello in modo che la risposta a tali sollecitazioni sia veramente correlata ad un reale allarme.

Casi Studio


Qui potrei mettere tantissimi casi dei miei pazienti che ponendo attenzione a determinati cibi, per lo più legati all’istamina, sono riusciti a regolare sensibilmente reazioni cutanee, asma, stanchezza, problemi di reflusso e molte altre problematiche.

Molti sono soggetti con problemi di pelle.

Questo può essere un tuo problema?

Per rispondere a questa domanda devi stare attento a diverse cose, tra cui cercare di capire quando la tua patologia peggiora. Se tende a peggiorare nel primo periodo autunnale e in primavera molto probabilmente devi fare enorme attenzione all’istamina.

Sì, talvolta basta poco per capire se bisogna rivolgere la propria attenzione verso un determinato problema e potersi attivare, magari approfondendo con analisi specifiche.

Radicali liberi

Anche se ormai demonizzati, la loro presenza è in realtà fondamentale per una corretta risposta del Sistema Immunitario.

Il problema diventa insostenibile se, come abbiamo detto, questi sono in eccesso e quindi i sistemi tampone che abbiamo nel corpo per arginarli sono scarsi rispetto alla loro produzione.

Molte sostanze, circostanze, comportamenti e cibi vanno a stimolarne la produzione e, finché rimangono ad un livello funzionale, tutto il sistema che si va a creare è in equilibrio, sopra una certa quantità invece vanno a danneggiare i tessuti o addirittura lo stesso DNA.

Ci sono esami specifici che possono farci dire a che livello si trova il nostro “stress ossidativo” ma anche qui, prima di spendere inutilmente i soldi in analisi che possono dare esiti negativi, possiamo avvalerci di un’osservazione abbastanza immediata.

Infatti uno dei segnali che può farti capire se uno dei nostri problemi sono i radicali liberi, è la reazione che può avere il corpo quando esposto al Sole: più l’esposizione causa bruciature e arrossamenti, più lo stress ossidativo di base è alto.

Poi, ovvio, bisogna andare ad indagare anche su cosa ha generato, o continua a generare, questo stato ossidativo eccessivo per intervenire anche su quell’aspetto lì.

Casi Studio


Mauro è un mio paziente con dermatite atopica (e con morbo di Chron) e lavora con l’oro da quando aveva 15 anni.

La sua causa scatenante non era assolutamente eliminabile dalla sua vita, ma abbiamo iniziato a cicli a ripulire il suo organismo dai residui di metalli pesanti e introdotto significative quantità di cibi antiossidanti.

Nell’arco di 5 mesi piano piano ha iniziato a ridursi l’infiammazione. Prima non poteva esporsi neanche 2 minuti alla luce solare che la sua dermatite peggiorava vistosamente, adesso può dimenticarsi ogni tanto di mettersi la camicia a maniche lunghe d’estate!

Insulina

Tutti la conoscono per via del suo coinvolgimento in una delle malattie più comuni nella società occidentale: il diabete. Ma l’insulina, nonostante se ne faccia un abuso per compensare l’eccesso di zuccheri della dieta occidentale, ha un effetto pro-infiammatorio non indifferente se il corpo fa fatica ad arginarli.

Quindi correggere la dieta, in modo che la richiesta di insulina sia limitata, aiuta sensibilmente la riduzione dello stato infiammatorio generale.

Un eccesso di insulina può sicuramente essere dovuto ad una predisposizione genetica ma, anche in questo caso, è un parametro che può essere tenuto sotto controllo eliminando cibi industriali o troppo zuccherini.

Casi Studio


Mario, 76 anni e un diabete galoppante ed insufficienza renale al 19%.

E’ arrivato da me che prendeva 26 unità di insulina al giorno. Nell’arco di 1 settimana le aveva ridotte a meno di 10 e nell’arco di 2 mesi, da che era prossimo alla dialisi, il suo rene ha recuperato dal 19% al 27% della sua funzionalità.

Ridurre l’infiammazione permette il recupero delle funzionalità, e l’insulina è parte delle componenti infiammatorie.

Corretta una, piano piano sta recuperando anche l’altra. Ora passiamo alla seconda fase infiammatoria e cosa ne causa la compromissione.

La carenza di nutrienti

Perché la seconda fase dell’infiammazione (la fase anti-infiammatoria) non va a buon fine?

Come abbiamo detto già all’inizio, ma è bene ripeterlo perché è un concetto molto difficile da far passare, niente nel corpo è un reale nemico se mantenuto in equilibrio con il resto.

Una delle catastrofi a cui sta portando gradualmente la nostra società è che degli equilibri naturali ai quali il nostro corpo, la nostra genetica, era abituata, si stanno gradualmente, inesorabilmente e neanche tanto lentamente modificando, verso una direzione assolutamente ingestibile da parte del nostro corpo.

Questo fa sì che sempre più persone, sempre più giovani stanno facendo la conoscenza di patologia prima quasi sconosciute e comunque relegate alle fasce più anziane della nostra società.

Una delle problematiche che il nostro corpo ha subìto è stato il completo tracollo di tutta una serie di nutrienti che erano alla base del suo funzionamento, e molti di questi intervengono proprio nella seconda fase della cascata infiammatoria:

Vitamina D

L’abitudine a stare in luoghi chiusi e ad escludere dall’alimentazione cibi come il pesce (difficile da preparare) ci porta lontano dalle 2 fonti principali di vitamina D: il Sole (prima di tutto) e il pesce.

Sia il timo, la ghiandola preposta alla formazione dei linfociti (sì, i nostri soldati contro le invasioni esterne), che le cellule in sé sono avidissimi di vitamina D, in mancanza della quale la creazione e la maturazione del linfocita maturo diventano assai complicate, facendo diminuire l’efficacia della risposta immunitaria.

Casi Studio


Daniele Paletti è un mio paziente con la Rettocolite Ulcerosa, ed è venuto da me dopo 15 anni di gastroenterologi e tanta poca fiducia… ma che aveva puntato un’ultima volta verso un approccio naturale per migliorare la sua situazione.

Abbiamo iniziato il percorso prima solo con l’alimentazione ma purtroppo le scariche, nonostante comunque non fossero violente come prima, avevano avuto per il primo mese pochi miglioramenti.

Sapevo che ciò sarebbe accaduto perché con analisi alla mano i valori di vitamina D erano bassissimi e il paratormone era 2 volte il valore massimo.

Appena iniziata l’integrazione specifica, dopo 1 settimana ha avuto un netto miglioramento che è andato consolidandosi nel mese e mezzo successivo con la sospensione graduale di tutti i farmaci.

Ad oggi è 1 anno e mezzo che è stabile (novembre 2016).

Uno dei segnali che ti fanno capire se è proprio la carenza di vitamina D il fattore che influenza la tua malattia, anche senza fare le analisi, è la risposta positiva all’esposizione solare estiva e un radicale peggioramento nei periodi freddi, e anche forti sbalzi di umore stagionali con picchi di depressione nei periodi invernali.

Omega 3

È inutile dire che escludere il pesce, mangiare carne da allevamenti intensivi (ricca di omega 6), troppa frutta secca (ricca di omega 6) porta progressivamente ad un disequilibrio tra le due componenti pro e anti-infiammatoria. Il corretto rapporto omega 3/omega 6 può attivare il normale funzionamento infiammatorio e migliorare la sensibilità all’insulina.

In quest’ottica, che cosa è una malattia autoimmune?

Il Sistema Immunitario di un organismo è ciò che permette all’organismo di mantenersi in salute, in quanto preposto a combattere qualsiasi cosa possa andare a danneggiarlo.

Quindi è importante capire le cause per cui il Sistema Immunitario se la prende con il corpo stesso.
Una delle principali caratteristiche di questo Sistema è la capacità di riconoscere strutture appartenenti specificatamente all’organismo (“self”) da quelli estranei (“non-self”).

Le malattie autoimmuni sono dovute a un “errore” del Sistema Immunitario, il quale dirige le proprie potenzialità offensive contro tessuti propri dell’organismo anziché contro gli agenti infettivi.

Ne derivano gravi danni ai tessuti con conseguente sviluppo di malattie diverse a seconda dell’organo e tessuto colpito.

Tradotto in termini molto semplici, è un autogol che si fa il corpo.

1… 2… 5… ognuno ha la sua patologia, alcuni le collezionano

Una cosa che salta subito all’occhio a chi si trova costantemente a contatto con soggetti con patologie autoimmuni, è che difficilmente ne hanno una sola.

Queste patologie sembrano soffrire di solitudine, e con il tempo si trovano altre amiche autoimmuni e festeggiano in un corpo via via in deterioramento. Poco dopo la comparsa della prima, comincia una progressione infinita che porta presto ad averne diverse.

Esistono più di 80 malattie autoimmuni che colpiscono differenti strutture del corpo umano (psoriasi = pelle, diabete di tipo 1 = cellule di Langerhans del pancreas, sclerosi multipla = sistema nervoso centrale…) ed hanno un’incidenza del 5-7% della popolazione mondiale.

La forte probabilità di soffrire di diverse malattie autoimmuni è figlia della naturale tendenza dell’infiammazione cronica a diffondersi nei tessuti circostanti, aumentando quindi il numero di tessuti coinvolti nella degenerazione.

La risposta dei medici alla comparsa di queste malattie è molto semplice: ciascun medico cerca di curare gli effetti sui singoli organi proponendo cure specifiche per ciascun problema… 5 malattie? 5 cure.

In realtà il problema è che affrontando in modo separato i singoli problemi, si entra in un tunnel senza fine di farmaci che vanno ad alimentare nel lungo termine la malattia, a causa degli effetti collaterali che derivano dall’assunzione.

In un corpo sempre più provato e sempre meno reattivo, quello che accade mediamente è che i dosaggi iniziali cominciano a non fare più effetto e quindi vanno aumentati.

La risposta di IMMUNOREICA è “1 cura”

Questo perché se il grosso problema è la persistenza dell’infiammazione, più si riesce ad arginarla e meno sono i tessuti coinvolti.

La prima cosa da fare è capire cosa tiene accesa l’infiammazione

Uno dei fattori che intervengono nel mantenere stabile il processo infiammatorio è il mimetismo molecolare. Questo è il fenomeno che spiega molte delle malattie autoimmuni, di qualsiasi natura esse siano e qualsiasi zona corporea sia interessata.

Sono 2 gli agenti che sono in grado di innescare questo meccanismo:

  1. I patogeni che lo utilizzano come strategia di proliferazione nell’organismo ospite, facendo in modo di non essere riconosciuti usando tossine molto simili a componenti del corpo umano, che chiameremo antigeni, e questo permette loro di crescere in numero indisturbati. Il problema arriva quando il numero dei patogeni diventa significativo e il Sistema Immunitario entra in allarme, vedendo questo eccesso inspiegato di antigeni e quindi riconosce la natura estranea degli stessi
  2. Alcune componenti presenti nei cibi che assumiamo normalmente nella nostra dieta quali il glutine (presente nei cereali), le lectine (presenti nei legumi), la caseina (presente nel latte), la solanina (presente nelle solanacee) che ovviamente mangiate in eccesso, come è usuale che accada, allarmano il nostro Sistema Immunitario proprio come fare un qualsiasi patogeno.

Il problema risiede infatti nel fatto che il nostro Sistema Immunitario ha una memoria e questo antigene, che abbiamo detto essere molto simile a quello umano

Quindi, da quel momento in poi, anche le componenti del corpo molto simili verranno sempre considerate come estranee, determinando un costante attacco del nostro corpo dal fuoco amico perché non più riconosciuto come tale.

E il corpo si fa di nuovo autogol.

Ma non finisce qui (ovviamente)!

Ti avevo detto che il quadro dietro ogni singola malattia è ben più complesso da come lo dipingono i medici, i quali dicono che siamo predisposti ad ammalarci.

Sì, molto ma molto più complesso.

Infatti è proprio la componente ambientale – nessun medico la considera come importante – che in realtà ci dà il potere di agire sulla nostra salute attivamente, e può portarci fuori dal tunnel di quantitativi di farmaci sempre crescenti.

Magari possiamo pure non arrivare a toglierli totalmente, ma sicuramente possiamo ridurli in numero e quindi anche le conseguenze che ne potrebbero derivare diminuiscono di entità e di probabilità.

Come il tuo stile di vita ti sta uccidendo

Per capire come il quadro generale può essere ulteriormente influenzato dallo stile di vita, dall’alimentazione e dagli anti-nutrienti assunti da essa, bisogna rivedere alcuni luoghi comuni nella nostra società alla luce delle nuove scoperte:

  • tutti ritengono il Sistema Immunitario il primo ad intervenire nel proteggerci dagli invasori… e non c’è niente di più sbagliato
  • tutti ritengono l’intestino solo un organo assorbente ed espellente… e non c’è niente di più sbagliato

Quello che pochi sanno è che tra le prime armi di difesa che il nostro corpo ha a disposizione abbiamo la pelle e la mucosa intestinale, che separano l’ambiente interno al nostro corpo da quello esterno, controllando l’accesso o meno delle sostanze.

Tra i problemi causati dall’alimentazione occidentale, insieme ai contaminanti e al modo di vivere che ci hanno imposto, c’è un danno non indifferente alla mucosa intestinale (“leaky gut” o permeabilità intestinale).

Questo permette a sostanze, che normalmente verrebbero escluse ed espulse, di passare la mucosa intestinale e invadere i tessuti interni attivando una risposta immunitaria che, nel caso di molecole molto simili agli antigeni del nostro corpo, causa danni pesantissimi ai tessuti (e qui ritorna il concetto di mimetismo molecolare.

Quando immettiamo del cibo (e anche medicinali) nel nostro organismo, non stiamo nutrendo solo noi stessi, ma anche tutta una popolazione batterica amica residente nell’intestino

Oltre alla funzione assorbente selettiva, le popolazioni presenti nell’intestino gli fanno assumere un ruolo importante nella metabolizzazione di determinate componenti presenti nel nostro cibo che altrimenti non verrebbero assorbite e, sempre grazie ai nostri amici microscopici, l’intestino diventa il primo baluardo di difesa del nostro corpo.

Se non rispettiamo la nostra flora batterica andiamo progressivamente ad irritare la mucosa intestinale in un meccanismo che si auto-alimenta ogni volta che introduciamo cibo senza pensare alle conseguenze.

Ecco perché cominci lentamente a sentirti sempre più stanco… a perdere energie giorno dopo giorno… a sentirti frustrato, perché non sai a cosa aggrapparti.

Casi Studio


Giorgio Tuscano, una persona ansiosa da sempre, è arrivato da me per un problema digestivo: accusava gonfiore nella parte alta del tratto intestinale dopo ogni pasto e violenti dolori (ipocloridria: acidità dello stomaco compromessa).

Rettificato il problema, la sua flora intestinale ha cominciato a non dargli più problemi, abbiamo introdotto i fermenti, abbiamo stabilizzato con l’alimentazione l’infiammazione intestinale.

Ad oggi (novembre 2016) non prende più ansiolitici e prende l’antidepressivo 1 volta a settimana.

E ancora il percorso è da completarsi.

In realtà il problema è ben più grande ancora… sì, anche più di così.

Una scorretta alimentazione porta ad uno squilibrio della flora batterica, il quale a sua volta porta ad un altro tipo di squilibrio: lo squilibrio ormonale.

Sì, il nostro intestino fa molte cose oltre che mandarti al bagno più o meno regolarmente, e un equilibrio intestinale porta anche, inaspettatamente, ad un equilibrio ormonale stabile.

Gli ormoni governando le funzioni generali del corpo, figurati quanto possano influenzare lo stato generale di salute.

Quindi, da un’alterazione pressoché minima quasi trascurabile, anzi sempre trascurata, come un gonfiore di stomaco, arriviamo a una situazione catastrofica per poi chiederci come abbiamo fatto. Influenzando comunque, più o meno indirettamente, lo stato infiammatorio.

Alla fine l’infiammazione determina squilibri ormonali, e gli squilibri ormali aumentano l’infiammazione.

E tu sei in mezzo a questo turbinio incasinato e non ne esci.

E i medici ti continuano a dire che non c’entra lo stile di vita, non c’entra l’alimentazione, che devi buttare giù quella pastiglia… e basta!

C’è una cosa che i medici forse non sanno… o, se lo sanno, fanno finta che non esista perché è troppo difficile da spiegare e considerare:

Alla base di ciò che ti sta accadendo, a parte un’immodificabile componente genetica, ci sono tantissime componenti ambientali che possiamo controllare tramite accorgimenti sullo stile di vita, sull’alimentazione ed un corretto uso delle integrazioni.

È così che puoi rispettare e ripristinare i naturali equilibri del tuo corpo.

Riconoscere ed agire sulle singole cause è l’unico modo per abbassare il livello infiammatorio presente nel corpo, migliorando così la risposta del Sistema Immunitario e abbassando i livelli di allarme base.

Niente di più semplice e più complicato allo stesso tempo.

Il fatto è che la parte più difficile non è agire sulle cause, ma determinarle tutte.

Casi Studio


Erika Alfonsi, anch’essa era venuta da me con un problema digestivo e una dermatite atopica in fase acuta.

Abbiamo iniziato a lavorare dapprima sul suo problema digestivo che le causava una eccessiva crescita batterica intestinale (SIBO). Appena corretto il problema, ha iniziato a vedere miglioramenti.

Ma ancora non eravamo arrivate al nocciolo del problema.

Dopo un controllo endocrinologico è emerso una forma di ipotiroidismo subclinico. Stabilizzando la funzionalità tiroidea con le dovute integrazioni, abbiamo visto di nuovo muoversi la dermatite nella direzione del miglioramento.

Ad oggi (novembre 2016) la sua pelle è pulita e non ha avuto alcun tipo di ricaduta. Anche in primavera in cui la sua pelle mediamente peggiorava, la sua tiroide è stabile ed ha ottenuto tutta una serie di benefici a livello di energia che non avrebbe mai ottenuto senza intervenire su ogni singolo aspetto del suo problema.


Non conoscere le cause semplicemente non ti permette di utilizzare i corretti strumenti, e questo fa passare attraverso un calvario di cure non specifiche, invasive e inefficaci… finché la situazione sarà diventata grave… allora sì che sarà difficile agire in modo efficace.

Sei ancora veramente sicuro che quella pasticca che mandi giù tutti i giorni, o quella puntura che fai ogni settimana, può realmente toglierti il problema?

Ma soprattutto, sei sicuro che non te ne stia creando di altri?

Sempre più persone giovani fanno uso di farmaci… per quanto il corpo sarà in grado di tollerarli?

10 anni? 15 anni?… e poi?

Se hai 35 anni e prendi medicine fina a 50 anni, faranno ancora effetto? O il tuo corpo sarà così degenerato che non riusciranno più a tamponare gli effetti?

Se la vita media è di 80-85 anni, ti aspettano altri 30-35 anni di sofferenza.

Sei disposto a scommettere che tu sarai tra i pochi che non si troverà nella situazione di dover abbandonare il lavoro per problemi di salute?

E se succede? Poi chi mantiene te e la tua famiglia? Sui foglietti di istruzioni dei farmaci non c’è scritto: “EFFETTI COLLATERALI: perdere il lavoro.”

Casi Studio


Aldo Marangoni, 51 anni e artrite tale che non poteva lavorare da quasi 5 anni.

Facendo l’idraulico e non potendo impugnare i ferri del mestiere, l’unica cosa che poteva fare era lasciare il lavoro. A 46 anni non poter lavorare è una condanna non indifferente.

Eppure adesso è tornato a lavorare e sta piano piano scalando i farmaci (novembre 2016).

I farmaci magari sottolineano i possibili (non certi) risultati immediati… ma tu hai una vita da vivere, e non qualche mese o anno, ma ancora decenni e nessuno ti garantisce che questo funzioni per sempre, anzi…

E poi… sei ancora sicuro che il rimedio spacciato per miracoloso con la curcuma, o con lo zenzero, o semplicemente con un po’ di magnesio, o con dosaggi omeopatici di qualsiasi eccipiente… può realmente fare la differenza in questo casino, senza cambiare realmente punto di vista nella tua vita e della tua vita?

Basta parlare in pillole e rimedi miracolosi!

Gli anni in cui ti sei imbattuto in medici e specialisti ti hanno dimostrato che non bastano.

Come non bastano i semplici consigli che trovi su internet.

Oh sì, magari bastano per un po’… magari bastano per tamponare qualche momento, ma ti fanno restare lì immobilizzato nel tempo, in un tempo interminabile in cui il tuo corpo sta male.

Sì, hai fermato il tempo nel momento sbagliato… in un limbo in cui tu non sei in grado di gestire la tua malattia, che subirà alti e bassi senza che tu saprai mai il perché, in un eterno presente di sofferenza.

Ti guardi allo specchio e… vedi i segni di logoramento (e non parlo dell’età).

Poi il rimedio che ti capita sott’occhio quando ricerchi su internet è l’ennesima vaga risposta ad una domanda sbagliata che ti poni ormai da troppo tempo:

“Come posso eliminare questo problema il prima possibile?”

Eh… il Sistema medico ci ha abituato che il cibo non c’entra niente con quello che ci accade dentro.

È la parte assolutamente più difficile da far passare: ristabilire un contatto sul meccanismo di causa-effetto riguardo l’alimentazione.

E soprattutto l’unica cosa che ti farà muovere sono tutta una serie di azioni che ti porteranno in quel futuro che aspetti da tanto tempo.

Bene, ora sei a conoscenza di tutti i principali cataclismi che avvengono all’interno del tuo corpo ogni giorno mantenendo le cose così come stanno (e nonostante le medicine che prendi), tutti quei piccoli o grandi squilibri che hanno fatto in modo che la tua vita si sia trasformata in una macchina che distruggesse la tua salute.

Se sei arrivato fin qui hai ufficialmente tutti i parametri su cui quotidianamente lavora IMMUNOREICA.

Lo so… pensavi di trovare la soluzione cotta e mangiata anche questa volta.

Ma purtroppo sarà sempre difficile che tu possa trovare la grande soluzione in un articolo, anzi è molto probabile che ti mantenga costantemente nella tua condizione, illudendoti di miglioramenti momentanei.

Ma come può il metodo IMMUNOREICA darmi la soluzione che tanti medici non riescono a darmi?

Questo metodo ha cominciato a prendere forma negli anni in cui ho lavorato nel mio studio.

Tutte le informazioni, i casi, le complicazioni incontrate fino ad adesso sono state organizzate, semplificate e schematizzate in modo da avere sotto controllo tutte le possibili cause delle patologie che sconvolgono la società moderna.

Così andiamo ad indagare in modo abbastanza veloce ed intuitivo e il paziente, già dai primi colloqui, può lavorare in modo specifico sulle singole cause senza perdere ulteriormente il tuo prezioso tempo, già dilaniato da diagnosi che non arrivavano, cure inadeguate e controlli superficiali.

Non basta avere una laurea per capire veramente come intervenire sulle malattie: anch’io sono laureata e questo modo di approcciare alle patologie non lo conoscevo all’inizio. La mia tanto amata formazione mi aveva portato ad indagare sulle malattie con un approccio totalmente diverso.

L’approccio comune che viene insegnato a noi biologi, ma anche ai medici, è quello di sezionare il problema e andare ad indagare sulle singole componenti cambiando la singola cosa che non va.

Da un punto di vista prettamente logico, potrebbe anche essere interessante come approccio. Il problema risiede però in qualcosa altrettanto logico ma difficilmente visibile, comprensibile ma soprattutto assolutamente non considerato: la complessità dei meccanismi di interazione dei singoli equilibri nel corpo.

Quando vai a spostare un singolo tassello per aggiustare un problema che risiede in una parte specifica del corpo, non vai a toccare solo quello specifico meccanismo.

Questo accade perché ogni singola molecola che serve al nostro corpo per mantenere un determinato equilibrio, è responsabile anche di altri equilibri e quindi rischiamo di scoprire una parte per non scoprirne un’altra, nel tentativo vano di utilizzare una coperta troppo corta per lo scopo.

Non è facile capire questo concetto, ed è stato anche quello che mi ha fatto innamorare letteralmente di questo approccio, permettendomi ogni giorno di applicarlo e approfondirlo da 3 anni a questa parte con ogni singolo paziente che entra nel mio studio, imparando con il tempo a controllare sempre più fattori variabili.

Dopo aver rinnegato per diversi anni il mio corso di studi, perché mi sono sentita tradita di una formazione che non mi aveva portato una conoscenza attiva, utile, reale, approdare a questo tipo di approccio e poterlo esplorare e approfondire mi ha ridato fiducia nell’utilità delle mie conoscenze.

Mia madre si è ostinata a pagare quel cavolo di Albo dei Biologi per tanti anni, nonostante ogni anno le ripetevo che erano soldi buttati. Lei mi diceva: “Sento che un giorno mi ringrazierai”. La sua profezia si è avverata solo quando ho deciso di diventare nutrizionista.

Con questo articolo ti ho portato, seppure in modo semplice in un mondo di conoscenze che sicuramente ti ha spiazzato, così come ha spiazzato me e che potrai approfondire anche nel mio libro “Dietro la Malattia” che puoi trovare solo online: clicca qui per ordinarlo.

IMMUNOREICA è un percorso che permette al corpo di riprendere il controllo della propria salute e piano piano di poter fare a meno dei farmaci.

Non ci sono approcci scientificamente controllabili, con valori controllabili che possono in nessun modo dirsi più efficaci di un percorso come quello proposto da IMMUNOREICA.

Scarica immediatamente il Report Gratuito e inizia il tuo viaggio verso la coscienza di cosa sta accadendo al tuo corpo, e prendere il futuro nelle tue mani.

Se hai urgenza o sei interessato ad una consulenza, contattami.

La salute è un diritto… fanne buon uso!

2017-08-29T15:49:11+00:00

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