Testimonianze 2017-10-17T18:57:22+00:00

C’è chi prima di te ha sperimentato questo percorso… e lascio che siano loro a raccontarti i risultati…

Giorgio Tuscano, 34 anni

Gastroenterite cronica e ansia

L’ansia parte dall’intestino

Mi chiamo Giorgio Tuscano, ho 32 anni, e ho sofferto di disturbi gastrici per più di dieci anni ormai. Nel corso del tempo ciò che era iniziato come un semplice bruciore allo stomaco di tanto in tanto, si è trasformato in un incubo perenne. Sono stato curato per gastrite ulcerosa, colite nervosa, colite spastica, gastroduodenite, reflusso gastro-esofageo, stitichezza, e un centinaio di diversi presunti “virus” che mi hanno provocato settimane di diarrea.

Oltre a questo, soffro di sindrome ansiosa dall’età di 24 anni.

Ho assunto nella mia vita sufficienti farmaci da riempirci un autotreno, dai gastroprotettori agli antimicrobici, dai procinetici a montagne di lassativi; solo per dare l’idea, ho assunto Pantoprazolo da 40 mg per 4 anni di fila, senza mai interrompere, ogni mattina. Saltare anche solo una pillola equivaleva ad una catastrofe, con dolori strazianti per tutto il giorno, persino bere acqua mi dava problemi in quei casi.

La risposta dei medici? “È lo stress”.

Peccato che per quello assumessi già diversi psicofarmaci, con risultati davvero modesti.

Dopo una serie di vicissitudini che preferisco non raccontare nemmeno, ormai letteralmente prostrato nel corpo e nella mente, ho avuto modo, per puro caso, di vedere i risultati del protocollo con i miei occhi su una persona a me cara: vi assicuro che non credevo a ciò che vedevo io stesso. Decisi così di contattare la Dottoressa Cogliani con una netta sensazione “non sapevo cos’altro tentare”, le avevo provate tutte, sia nel senso dell’ansia sia nel senso dei miei disturbi digestivi e volevo vedere se il protocollo potesse essere adattato anche ai miei problemi, anche se nutrivo forti dubbi che una situazione così complessa come la mia potesse essere risolvibile.

Era metà di agosto del 2015, e i miei dubbi diventarono scetticismo quando, dopo un primo colloquio, la Dottoressa mi consigliò un cambio di alimentazione che definire radicale sarebbe riduttivo, e un altrettanto deciso numero di integratori da assumere quotidianamente.

Un integratore in particolare colse la mia curiosità, e insieme la mia perplessità: la cosiddetta betaina HCL, ovverosia, come mi fu spiegato, acido cloridrico da immettere nello stomaco! Ora provate a immaginarvi la faccia di una persona che non possa bere un solo cucchiaino di caffè -neanche se zuccherato alla nausea- senza avere forte bruciore allo stomaco, a cui si dica di ingerire acido cloridrico prima di ogni pasto.

Credo fu in quel momento che presi una decisione importante nella mia vita, che non fu, come si potrebbe pensare, quella di fidarmi del protocollo o della Dottoressa Cogliani: quelle vennero dopo. La decisione che presi quel giorno fu di non arrendermi e intentare qualcosa di nuovo, di aprire la mia mente a una vera cura della mia salute in un modo che non credevo possibile.

Da allora, per quanto possa sembrare incredibile persino a me stesso, la mia situazione è andata via via sempre migliorando. I dolori allo stomaco sono spariti, le fastidiose diarree ho scoperto essere causate da alterazioni della flora batterica, non ho più difficoltà a svegliarmi la mattina o a restare sveglio dopo i pasti per l’immane pesantezza, la mia ansia è migliorata, passando dall’assunzione di ansiolitici 3 volte al giorno a… non mi ricordo neanche quand’è l’ultima volta che li ho presi… e una serie lunghissima di altri benefici che non elenco perché quanto sto scrivendo non sembri una forma di propaganda.

Quello che sicuramente mi ha aiutato a seguire il protocollo è stato l’appoggio di mia moglie, che segue lo stesso protocollo ma per patologie diverse, con la quale ho condiviso tutti gli alti e bassi che si sono succeduti prima che si stabilizzasse la situazione.

A tutt’oggi ho una serie molto consistente di integrazioni, dovute alla molteplicità di carenze nel mio corpo scoperte nel corso dei mesi. Per il supporto che ho ricevuto dalla dottoressa Cogliani la clonerei e invierei un suo clone in ogni centro urbano.

La betaina la assumo ancora, a cicli, in quantità e tempi variabili a seconda dello stato del mio stomaco.

Sono fiducioso che anch’essa diventerà, nel tempo a venire, solo un ricordo, proprio come problemi per cui l’ho assunta la prima volta.

*** Dopo 2 anni… ***

Mi chiamo Tuscano Giorgio, ho 34 anni e vivo a Reggio Calabria.

Ho sofferto per anni di problemi gastrici, trattati di volta in volta come reflusso gastrico, gastrite ulcerosa, colite nervosa, sindrome da colon irritabile, ecc ecc. A queste si accompagnava una sindrome non meglio definita “ansiosa” con eccessi di rabbia e crisi di panico.

A 18 anni ho cominciato a soffrire di gastrite. “Troppi caffè” mi fu detto.

A 23 anni cominciai a prendere tranquillanti perché mi sentivo sempre agitato, non riuscivo a dormire e un senso d’angoscia opprimeva spesso le mie giornate. “Troppo stress” mi fu detto.

Nel frattempo continuavo a prendere farmaci per stare tranquillo, per digerire, per mangiare, per dormire, e anche per respirare.

A 27 il mio corpo cominciò a non rispondere più ai soliti farmaci e dolori addominali, insonnia e ansia divennero cronici.

Mi aumentarono i dosaggi e cambiarono le molecole, ma i miei mali non accennavano a diminuire anzi aumentavano.

Cambiai medici, che cambiarono ancora i miei dosaggi e le mie molecole, ma l’unica cosa che aumentava davvero era la mia rabbia e il mio senso di impotenza.

A 31 anni il mio medico curante mi mandò da uno psichiatra, che incrementò i miei ansiolitici e mi consigliò di fare terapia psicologica.

A quasi 32 anni, non avevo più letteralmente la forza di andare avanti, distrutto da ogni tipo di dolore addominale, piegato dalla stipsi, tormentato da crisi di panico e attacchi di rabbia, qualunque cosa bevessi o mangiassi mi faceva star male.

Ho avuto problemi col mio lavoro per la troppa malattia, e mia moglie era disperata quanto me. Pesavo 81 chili.

Non sapevo più cos’altro tentare.

Un giorno un amico consigliò a mia moglie, affetta da psoriasi da anni, di provare a fare una dieta in cui eliminasse praticamente tutto ciò che mangiavamo normalmente, pensai che il mondo fosse impazzito.

Ma dopo solo pochi giorni sotto i miei occhi increduli cominciai a vedere la pelle di mia moglie schiarire.

Confuso, senza più molte speranze di uscire dal buco in cui mi trovavo, decisi di provare anch’io la stessa dieta come fai-da-te, ma i risultati furono molto modesti su di me.

In un ultimo disperato tentativo, contattai la dottoressa Cogliani… “Dottore più dottore meno” pensai.

Da allora il mio mondo è cambiato.

Non è stato facile, né indolore, e neppure veloce.

Ha richiesto durissimo lavoro tanto da parte della dottoressa quanto da parte mia: mesi di dieta ferrea senza eccezioni, una integrazione complessa e mirata, rivista più volte per adattarla a vari “stadi” della mia ripresa o ai nuovi problemi che man mano emergevano.

Analisi, indagini, prove ed errori.

Ho comunque continuato, visto la delicatezza della mia situazione, il supporto psicologico per quasi tutto il tempo.

La dottoressa Ethel Cogliani è rimasta accanto a me e mia moglie Anna, rispondendo alle nostre domande anche assillanti, indagando le particolarità della mia patologia, consigliandomi come correggere non soltanto la mia alimentazione, ma anche tutta una serie di abitudini sbagliate nel mio stile di vita.

Alcune volte cambiavamo alimentazione di giorno in giorno adattandoli alle bizze che faceva il mio intestino: una volta stipsi una volta diarrea poi di nuovo stipsi… e di nuovo diarrea… finchè non si è arrivati alla stabilizzazione. E ogni volta modificavamo in modo da far rientrare il problema il prima possibile.

Oggi, con pazienza e costanza, sono in grado di dire che sto bene.

Nonostante non abbia ancora finito il mio percorso con lei, ho raggiunto uno stato di salute tale da abbandonare la quasi totalità dei farmaci che assumevo, non soffro quasi più di stati ansiosi, non ho più alcuna crisi di panico nè d’ira, ho molta più forza e sono molto più resistente di prima, non manco più dal lavoro, ho perso 17 chili e mangio secondo il protocollo senza eccezioni da più di due anni – con gran soddisfazione, aggiungo.

Mi avevano detto che dall’ansia non si guarisce.

Mi avevano detto che con i miei problemi dovevo convivere.

Oggi sono io che dico che risultati impensabili possono essere raggiunti a patto di avere tre cose:

  • la fortuna di essere seguiti da un professionista davvero competente
  • che voi abbiate davvero la costanza di seguirlo
  • il coraggio di provare davvero a cambiare il vostro modo di vivere

Molto bene, la dottoressa è sempre stata chiara, precisa e molto paziente. Mi ha spiegato moltissime cose, e si è sempre resa disponibile, sono arrivato a contattarla anche quattro volte al giorno nei primi periodi.

Allo stato attuale ho sospeso tutte le terapie precedenti eccetto una, l’Amisulpride, che è comunque in via di eliminazione progressiva. Essendo uno psicofarmaco da me assunto troppo a lungo tanto da indurre dipendenza, ha richiesto tempi lunghi e buone condizioni generali per ridurlo gradualmente.

Al momento lo assumo un giorno ogni 10 circa, sono arrivato anche a dodici senza, contro i sei giorni la settimana di prima. Nel mio studio ho ancora due cassetti stracolmi di farmaci di ogni tipo, dagli ansiolitici ai cortisonici, tutti ormai inutilizzati e scaduti: li tengo lì per ricordarmi ogni giorno come ero allora e come sto oggi.

Sono soddisfatto tanto quanto potrebbe esserlo un uomo che avendo provato l’ultima carta rimastagli senza neppure credervi troppo, oggi si senta nel pieno delle sue forze senza neppure aver terminato il suo percorso.

Inizialmente, infatti, il massimo delle mie aspettative era quella di perdere qualche chilo e magari riuscire a liberarmi dalla stitichezza, ma soprattutto speravo di liberarmi dai dolori costanti all’addome. Non credevo di raggiungere i risultati che ho ottenuto.

Franca Risaliti, 52 anni

Fibromialgia

Alimentazione vs Psicofarmaci 1-0 contro la fibromialgia

Era il luglio 2013 quando ho iniziato l’approccio alimentare per curarmi ottenendo ottimi risultati in termini di forza, rimodellamento del corpo, umore.

A dicembre 2013 iniziai ad integrare e ad applicare il protocollo alimentare autoimmune.

In 20 giorni il miglioramento della fibromialgia fu strepitoso.

Al rientro dalle vacanze di Natale l’equilibrio era un po’ saltato… oltre a ciò, in primavera una psichiatra mi prescrisse un antidepressivo facendo saltare completamente il controllo sulla mia alimentazione.

Cercavo continuamente zucchero.

Il mio corpo si trasformò nuovamente e velocemente (in peggio stavolta): cellulite distribuita su tutto il corpo, notevole aumento del punto vita, oltre ai 13 kg presi.

Poi una caduta mi impedì di camminare per mesi.

Nell’inverno del 2014 ho partecipato ad una cena e in quell’occasione ho conosciuto la dr.ssa Ethel Cogliani.

Alcuni mesi dopo, in piena disperazione, per il peso, i dolori della fibromialgia, i dolori postumi della frattura alla vertebra, la stanchezza cronica, l’umore sempre sotto i tacchi…. mi hanno portato a lanciare un S.o.S. alla dr.ssa Cogliani. Prontamente raccolto.

Sono andata alla 1a visita con una serie di esami e lì ho iniziato a scoprire svariate cose sulla mia non-salute…ho iniziato a sentirmi meno colpevole (o idiota) del solito e, soprattutto ho iniziato a credere che avrei potuto raggiungere quello stato di benessere generale che non ricordo aver mai vissuto.

Volevo stare bene e dimenticarmi della fibromialgia e degli antidepressivi. Stare bene (al meglio che posso)

Le informazioni/indicazione sono sempre state chiare ed esaustive. I report, le newsletters aiutano nel “rinfrescare” la memoria e/o a chiarire eventuali dubbi. Così come gli articoli pubblicati sul sito o nel gruppo Fb.

Senza contare la disponibilità di Ethel.

Ho potuto sospendere tutte le cure, rendendo praticamente inutile la presenza di farmaci come EN gocce, Sirdalud 2mg – miorilassante, Voltadvance in bustine ancora presenti nel mio armadietto dei medicinali.

Ho fibromialgia dal 1993 ed è stata diagnosticata nel 1999 e sono in sovrappeso da sempre fino all’obesità grave, tanto che mi rivolsi ad un chirurgo bariatra per fare bendaggio gastrico e poi bypass gastrico.

Avevo deciso di interrompere gli antidepressivi ma non sapevo, onestamente, dove sbattere la testa dopo la difficoltà che incontravo a rientrare in un regime alimentare ordinato.

Questo percorso mi ha permesso di acquisire consapevolezza circa il mio reale stato di salute ed impiegare le forze che ho nelle giuste azioni. Sapere quali sono i risultati che mi posso aspettare mi mette al riparo da frustrazioni legate ad aspettative non realistiche.

Ho scoperto che, prima di tutto sarebbe stato necessario riequilibrare il mio organismo. E da lì partire. Per me non è facile perché poco costante e “abbastanza” fragile di fronte alle tentazioni. Oltretutto soffrire (o aver sofferto, quindi creato abitudini pessime) di disturbi del comportamento alimentare, non mi aiuta.

Quello che ho ottenuto e che sto ancora ottenendo: non so se la parola guarigione sia quella giusta (ma perché no?), la graduale e costante remissione dei sintomi più gravi ed invalidanti. La scomparsa di fastidi magari sottovalutati, sempre più momenti, se non giorni, di benessere fisico e psichico.

Quando approccio una nuova cura sono sempre molto positiva ed entusiasta.

Oggi mi sento psichicamente più equilibrata e forte, capace di distinguere quando un miglioramento avviene oppure regredisce a seconda del mio impegno.

I primi miglioramenti li ho avvertiti molto velocemente. Più sensibilmente in alcuni mesi. Ancora oggi considero i miei risultati “in itinere”

Mi sento estremamente fortunata ad aver “incrociato” la dr.ssa Cogliani e il suo metodo di lavoro e cura. Ho passato anni curandomi in maniera totalmente sbagliata, provocandomi più danni che altro. Gli insegnamenti ricevuti, gli strumenti dati, le conoscenze acquisite…sono un bagaglio che solo io posso decidere di posare e dimenticare oppure tenere ogni giorno con me ed utilizzare. Oggi so, senza scuse, che il mio benessere può essere solo lavorando in sinergia: la mia volontà e il grande, fondamentale supporto della dr.ssa Cogliani. Oggi so, che nonostante le mie resistenze, arriverò “PRESTO” a dire ogni giorno – o giù di lì – : “OGGI MI SENTO BENE”.

Un buon lavoro… prosegue con il tempo…

Sono ormai 3 anni che sono seguita da Ethel. Non sono mai stata costante ma nonostante periodi non proprio floridi posso dire con certezza che la mia fibromialgia è totalmente scomparsa.

La cosa che ha fatto la differenza è stato il lavoro sulla tiroide per il quale Ethel mi aveva consigliato di associare al nostro percorso un supporto endocrinologico consigliandomi lei stessa l’endocrinologo di riferimento al quale rivolgermi.

La situazione tiroidea e surrenale quando sono arrivata da lei era disastrosa: la mia temperatura minima era di 33.4 gradi e oscillava tra questo valore e 35 gradi, il che, per chi non lo sapesse è sintomo sia di gravissimo problema tiroideo che di gravissimo problema surrenale.

Dopo 1 anno che lavoravamo sulla stabilizzazione della tiroide senza alcun supporto endocrinologico la temperatura si è stabilizzata (se così si può dire) tra 35.1 e 36.3. Ok, non ero più morta come prima ma decisamente c’era ancora molto da lavorare ed è stato in quel momento che Ethel mi ha consigliato il dott. Vergìni.

Con il supporto tiroideo ad hoc e una terapia con LDN per un breve periodo, ho stabilizzato tutto, ho perso peso e sto benissimo, nonostante la mia vita non mi abbia assolutamente premiato in questo periodo.

Per essere un’ex obesa con tanto di operazione di bypass gastrico mi sembra che non mi possa assolutamente lamentare della mia situazione soprattutto (ma non ditelo a Ethel) perché ormai è da un po’ che faccio casini con l’alimentazione.

Quello che posso dire è che se avessi saputo prima che il mio problema di peso dipendeva quasi esclusivamente da un problema tiroideo molto probabilmente non mi sarei neanche mai trovata a dover combattere con l’obesità, con più operazioni, ma soprattutto con i conseguenti problemi che questo ha causato… però magari non l’avrei conosciuta… e questo mi sarebbe dispiaciuto veramente tanto 🙂

Grazie

Daniele Paletti, 47 anni

Rettocolite ulcerosa

23 anni… o 3 mesi

Daniele è arrivato da me che aveva una storia lunga alle spalle con la sua malattia. Era veramente andato da ogni tipo di specialista, in 23 anni ne ha visti fin troppi e nessuno veramente nessuno era riuscito a dare una soluzione definitiva.

Daniele mi contatta tramite sito il 5 gennaio 2015 spiegando la sua situazione. Ed era tutt’altro che rosea. Era in una fase acuta della sua malattia con 15 scariche al giorno e sangue. Già mi aveva detto che stava applicando alcune indicazioni alimentari, ma che aveva bisogno di essere seguito.

Al primo colloquio era visibilmente abbattuto per la sua situazione e in realtà fino all’inizio del ciclo integrativo la situazione non accennava minimamente a migliorare. Io lo rassicuravo perché vedendo le analisi avevo visto una situazione drammatica per quanto riguardava i suoi livelli di vitamina D e quindi solamente l’alimentazione non poteva effettivamente bastare. Dopo 3 settimane, al secondo colloquio abbiamo impostato l’integrazione e nell’arco di poco tempo ha iniziato a migliorare finché un giorno non mi è arrivato questo messaggio a seguito di un problema specifico che aveva avuto:

Mi chiamo Daniele Paletti e ho 47 anni, dal 1992 e cioè da 23 anni soffro di Rettocolite Ulcerosa. Dopo un primo ricovero in clinica e dosi massicce di silicone e sulfasalazina, la malattia andò in remissione e per tanti anni sono riuscito a stare bene, ad eccezione di alcune recidive, risolte anch’esse con periodi di assunzione di cortisone. Oltre ai corticosteroidi ho quotidianamente assunto sulfasalazina in dosi di mantenimento.

Ma negli ultimi due-tre anni la situazione è andata peggiorando e, nonostante i soliti farmaci, che nel frattempo mi hanno procurato ulteriori problemi per i loro effetti colleterali, assunti ad alti dosaggi, ho avuto solo peggioramenti. Diverse evacuazioni giornaliere, muco e sangue nelle feci, l’esigenza di andare in bagno continuamente… insomma, la mia vita stava diventando un inferno!

Verso dicembre 2014, nella mia ricerca disperata su internet nel tentativo disperato di trovare una soluzione ai miei problemi, mi sono imbattuto nel sito IMMUNOREICA. Avevo già sentito parlare di Paleo e di protocollo autoimmune, e avevo anche tentato di applicarlo da solo, anche se (questo l’ho scoperto dopo) non in modo corretto.

Deciso a trovare un professionista che potesse darmi una mano, ho scritto una mail inviandola all’indirizzo inserito nella home page del sito web. Mi ha risposto la dott.ssa Ethel Cogliani, che ha subito iniziato a seguirmi seriamente.

A gennaio ho iniziato il percorso insieme a lei, e dopo un paio di mesi ho iniziato a stare decisamente meglio. Fine del muco, fine del sangue, una (al massimo due) volte in bagno, fine dei dolori e dei fastidi continui. Da quasi due settimane ho smesso di assumere cortisone, e per il momento sembra tutto andare bene.

Certo, questa è una brutta malattia, la strada è lunga e devo stare sempre attento a non esagerare… ma le indicazioni della dottoressa, il regime alimentare che mi ha consigliato, l’insieme delle integrazioni che mi ha suggerito – oltre ad alcune interessanti istruzioni su come dormire, come rilassarmi e come affrontare alcune situazioni – mi stanno facendo riscoprire il piacere di sentirmi bene. Se penso a come stavo solo tempo fa… è veramente incredibile!

Da quel momento sono passati 4 mesi (fino al 21 luglio 2015). Sono ben 3 mesi che è stabile senza cortisone, defecazione normale e controllo assoluto della malattia. Ha iniziato anche a reintrodurre alcuni cibi esclusi in precedenza perché non tollerabili dal suo intestino.

Cettina Sidoti, 55 anni

Psoriasi, artrite psoriasica, sclerosi multipla e reflusso gastroesofageo

Per ognuna un medicinale e tanti effetti collaterali

Sono Cettina Sidoti, ho 55 anni e ho conosciuto il protocollo tramite FB nel gruppo “psoriasi fattori scatenanti – l’alternativa naturale” e conosciuta personalmente la dott.ssa Ethel Cogliani ad un congresso del gruppo a Roma a giugno del 2014.

Avevo contattato IMMUNOREICA per problemi di Psoriasi, sclerosi multipla, artrite psoriasica, reflusso gastrointestinale. Avevo già fatto altre cure in precedenza ma avevo dovuto sospenderle sempre a causa di effetti collaterali.

Soffrivo di psoriasi da circa 40 anni, di S.M. Da circa 20 anni, artrite 10 anni, Reflusso 8 circa e per ciascuna problematica prendevo farmaci diversi che con il tempo hanno causato diversi problemi per la pso qualche crema, per la S.M. Interferone, copaxone, cortisone, per il reflusso omeprazolo, ma niente di risolutivo, anzi.

All’inizio ho provato a seguire i consigli che venivano dati gratuitamente e già vedevo dei risultati interessanti che mi hanno convinta a farmi seguire per migliorarli e consolidarli.

Era tutto molto chiaro ad ogni mia domanda c’era sempre una risposta chiara e immediata e anche per la gestione dei problemi che si presentavano di volta in volta c’era sempre un rimedio che mi permetteva di limitare al minimo i farmaci.

Soprattutto riguardo alla psoriasi e all’artrite reumatoide ho avuto veramente grandi risultati in alcuni mesi, per la sclerosi multipla non saprei dire, forse sì, nell’ultimo anno non ho avuto grandi ricadute e per il reflusso, ci stiamo lavorando proprio nell’ultimo periodo dopo una forte ricaduta in seguito all’assunzione di alcuni farmaci che mi hanno dato particolarmente fastidio.

L’ho contattata perché volevo farmi aiutare a guarire, nel senso generale, a migliorare come persona, non solo come malata e consiglierei assolutamente il protocollo proprio perché ho avuto ottimi risultati.

Grazie veramente

Luca Andrade, 12 anni

Sindrome di La Tourette

Prima di iniziare ad usare il protocollo sui miei pazienti c’è stato lui che poi ha spianato la strada a tutti gli altri: mio figlio.

Il percorso che ci ha portato alla soluzione nutrizionale non è stato proprio lineare, anzi… deviati da psicologi, logopedisti, medici e quant’altro nessuno sapeva che pesci prendere ma tutti sapevano cosa non c’entrava: sicuramente l’alimentazione non era il problema (e lo credono tutt’ora nonostante le evidenze)

Mio figlio aveva 10 anni e da 4 anni lo accompagnava la Sindrome di La Tourette (se non la conosci, guarda questo video) in cui si hanno tutta una serie di tic che si alternano, si sommano in un moto perpetuo che si ferma solo quando si dorme, lui aveva tic diversi da quelli del ragazzo nel video ma alcuni gli creavano difficoltà a rimanere seduto sulla sedia.

Aveva perché non ha più da ormai 2 anni, e non sono state le terapie psicologiche o logopediche o gli psicofarmaci che non gli ho mai dato ad avergliela fatta passare, ma l’alimentazione:

15 giorni: in cui ha sottratto cereali e latticini e i tic sono rientrati quasi totalmente, il restante è andato piano piano scomparendo nei 2 anni successivi in cui lui stesso si autolimitava anche alle feste o a casa di amici, finché piano piano ha potuto ogni tanto alle feste o nella socialità reintrodurli senza che alla fine della festa gli ritornasse il disturbo.

Ebbene sì: alimentazione.

Man mano che è avanzata l’adolescenza sono emersi alcuni sintomi prima non presenti che mi hanno permesso, grazie anche ad un libro “Curare l’ipotiroidismo” di Raul Vergini, di diagnosticargli l’ipotiroidismo senza neanche passare dalle analisi.

Avuta una diagnosi, sapevo come intervenire!

E da lì è migliorata tutta quell’indolenza, apatia, insofferenza, diciamo quel “pessimismo cosmico” in cui gli ipotiroidei sembrano sprofondare, è migliorata la sua socialità… alla faccia di tutti quelli che volevano imbottirlo di psicofarmaci.

Sì, è grazie a lui che mi sono convinta che il protocollo che avevo in mano era veramente potente… sì, i miei pazienti già avevano avuto i loro risultati… ma veder uscire dal tunnel il proprio figlio sicuramente ha un sapore molto più grande.

Il messaggio che posso dare ai genitori con bambini con particolari disturbi, non fatevi mai dire che sono incurabili, cercate di capire qual è il problema funzionale alla base e risolvetelo.

Chiunque vi dica che sia incurabile o che l’unica via sono gli psicofarmaci… non è vero.

Giulia Gorghini, 36 anni

Oligoartrite sieronegativa, psoriasi, tiroidite autoimmune

1 anno e mezzo per la diagnosi… ma la soluzione non arrivava

Ciao a tutti, mi chiamo Giulia Gorghini, ho 36 anni e da febbraio del 2013 la mia vita è iniziata a cambiare, tutta colpa della mia salute che ha iniziato a darmi problemi senza capire neanche il perché…

Premetto che prima del 2013 non ho mai avuto problemi di nessun tipo, tranne le solite febbri stagionali e qualche dente del giudizio tolto… insomma difficilmente ho avuto bisogno di farmaci nella mia vita.

Tutto iniziò quando a gennaio 2013 ebbi un mese intenso di lavoro, nessuna sosta se non quelle delle 5 ore per dormire, il resto della giornata in continuo movimento lavorativo. Da lì inizio a sentire i primi acciacchi fisici sino al primo aumento di peso. Ero aumentata nel giro di un mese quasi 8 kg e non riuscivo proprio a giustificare il fatto che stavo aumentando di peso perché in realtà la mia alimentazione non era affatto cambiata, anzi mangiavo quasi esclusivamente verdure, solo carne bianca, yogurt magro e tutto ciò che fosse integrale.

Insomma ero una di quelle che mangiava sano, ma continuavo nonostante tutto ad aumentare di peso, nulla mi faceva scendere, neanche il digiuno. Insieme all’aumento di peso iniziavo a sentirmi sempre più stanca e sempre più triste, nulla mi rendeva felice e non riuscivo a controllare neanche i miei stati d’animo, insomma sbalzi di umore costanti.

Nel frattempo iniziai le prime analisi, le prime visite specialistiche che mi portarono sempre ad un risultato fallimentare, nonostante i miei impegni a seguire le indicazioni che i medici mi davano. Nulla da fare mi sentivo ogni mese peggiorare, fino a quando a settembre 2014 iniziai ad avere un forte dolore al ginocchio destro, dolore che nel giro di pochi giorni diventò sempre più forte e il ginocchio sempre più gonfio quasi da non riuscire a piegare neanche più l’articolazione.

Tutto questo lo avevo associato ad un esercizio eseguito in palestra, ma mi sembrava assurdo che fosse quello il motivo.

Mi recai al Pronto Soccorso e da lì iniziò il mio calvario tra ortopedici e fisioterapisti, ma mi sentivo sempre più peggiorare, nessun tutore, nessun cortisone, nessuna infiltrazione, nessun esercizio riportava il mio ginocchio ad avere una funzionalità normale. Il peso che aumentava e i dolori che mi distruggevano.

Nel giro di un anno vidi la mia vita cambiare, non guidavo più, non riuscivo a camminare più di 10 minuti consecutivi, ma la cosa assurda era che il dolore non diminuiva nemmeno da ferma.

Stavo impazzendo, non riuscivo proprio a capire, eppure avevo seguito tutte le terapie che mi erano state date dagli specialisti.

Poi arriva maggio del 2015 e i miei dolori e gonfiori nel giro di un mese si distribuirono nel 50% del mio corpo, quindi al ginocchio destro si unirono la caviglia destra, il braccio destro, l’articolazione mandibolare destra e l’indice sinistro della mano.

Stessi sintomi del ginocchio, iniziai ad avere in queste articolazioni gonfiori e forti dolori che persistevano anche da ferma, anzi si manifestavano in forma più acuta durante le prime ore del mattino, ossia verso le 4/5, tanto che costrinsi il mio compagno a dormire in un’altra stanza visto il mio continuo lamento e non mi sembrava giusto che neanche lui dormisse per colpa dei miei dolori.

Tutto mi sembrava assurdo e nessuno che mi sapeva dire nulla, che mi sapeva guarire. Saltando il periodo estivo che ho passato tra divano e letto, sono arrivata finalmente a sapere cosa avevo, a sapere cosa mi stava dando tutti questi problemi, e quello in parte fu il giorno più bello di quel periodo bruttissimo. Ho trovato, dopo tanti incompetenti, un’equipe di reumatologi alla Columbus di Roma che mi dissero quello che avevo e mi diedero la terapia che mi permise di stare meglio, di risentirmi quasi una persona normale.

Arrivai lì il 14 settembre del 2015 che pesavo quasi 102 kg, nel giro di tre anni ero ingrassata di quasi 34 kg, un incubo. Mai pesata così tanto in 35 anni di vita.

Lì dopo un’accurata visita e dettagliate analisi, mi è stata diagnosticata “l’oligoartite sieronegativa con psoriasi e tiroidite autoimmune”.

Finalmente si poteva dare un nome a tutto questo dolore che oramai da un anno e mezzo mi portavo dietro. Da lì iniziai una terapia basata su farmaci immunosoppressori (Methotrexate e Solazopirine). Farmaci che mi portarono dopo circa tre mesi ad avere i primi miglioramenti ma ancora non mi sentivo bene, ancora non stavo bene, e la mia rabbia ed angoscia aumentava giorno per giorno. Tutto questo non lo trovavo giusto… Iniziai uno stretto follow up in ambito reumatologico mediante visite reumatologiche, esami strumentali e analisi periodici.

Sì è vero mi sentivo meglio ma non abbastanza, i dolori erano diminuiti, riuscivo a salire una rampa di scale senza fermarmi, ero finalmente riuscita a riprendere la macchina, ma non stavo bene, fino a quando ho saputo tramite il mio compagno dell’esistenza della dottoressa Ethel che aveva conosciuto in quel periodo, dicendomi se volevo contattarla perché lei seguiva pazienti con malattie autoimmuni e che magari poteva essermi di ulteriore aiuto.

Inizialmente ero un po’ contraria e impaurita di prendere l’ennesima delusione.

Ma così non fu… sì è cosi, non ci posso ancora credere, dopo il primo incontro sono uscita dal suo studio già entusiasta, ma nello stesso tempo rimanevo ancora un po’ diffidente. Inizio così a fine giugno a seguire il suo protocollo, ma momentaneamente solo seguendo le indicazioni alimentari, per il supporto vitaminico dovevo aspettare il risultato delle analisi che portai al successivo controllo mensile. Mah, che dire! Dopo una settimana solo nell’avere cambiato alimentazione e dopo aver seguito i consigli della dottoressa Ethel, mi sembrava di vivere in un sogno dove prima o poi, pensavo, mi sarei sicuramente svegliata.

Risveglio scattante, non era più necessario aspettare un quarto d’ora per alzarmi dal letto, mi sentivo già carica e non con il mio solito stato d’angoscia, riuscivo ad avere una vita normale facendo cose che fino a giorni prima del protocollo non riuscivo minimamente a fare.

Ero contenta, ho ripreso a sorridere di più e ad avere la voglia di fare.

Non mi sembrava vero, non potevo crederci, mi sentivo già bene!

BENE: una parola che non usavo più da tre anni.

Il 26 di luglio ho avuto il secondo appuntamento e quindi l’aggiunta di vitamine, e che dire, non mi sono iniziata a sentire bene ma benissimo.

Sapete ho scritto questa testimonianza prima di partire dalle ferie che sono iniziate il 6 di agosto e sono terminate il 17 agosto.

La sto concludendo solo oggi 18 agosto perché volevo essere ancora più certa di quello che stavo scrivendo.

Sono state le ferie più belle che abbia mai fatto, tra amici e parenti, ma ancor più belle perché uscivo la mattina presto e rientravo la sera senza mai fermarmi, senza mai perdere l’entusiasmo e la voglia di fare.

Sì, oggi lo posso dire: mi sento non BENE ma BENISSIMO e tutto questo grazie alla dottoressa Cogliani che grazie al suo lavoro e alle attenzioni che ha verso le malattie mi ha reso una donna felice.

Si oggi sono ancora sotto terapia Methotrexate, pur avendo già sospeso la Solazopirine spontaneamente. Devo rinunciare ancora al desiderio di diventare mamma per via dei farmaci che sto prendendo e non so ancora per quanto, ma oggi io sono felicemente malata, ho la forza e la voglia di affrontare il tutto e, non mi voglio illudere, ma sono convinta che quando a settembre andrò all’ennesimo controllo reumatologico qualche notizia positiva l’avrò anche da loro.

In 3 anni di patologia ho preso molti farmaci tra cortisonici e antidolorifici nonché una dieta alimentare datami dalla nutrizionista della Columbus di Roma e non avevo assolutamente intenzione di iniziare alcun altro protocollo perché ero stanca di non ottenere alcun risultato. Ora dire che sono soddisfatta è proprio poco, anzi lo consiglierei a chiunque voglia riprendere la voglia di vivere la propria vita, certo ancora c’è da lavorare, ma tempo al tempo.

In poche settimane ho potuto nuovamente dire di essere felice e tutto sembra procedere in discesa anche grazie ad una competenza che va oltre la malattia in sé ma anche del paziente che si trova davanti.

Ma il grazie più grande in questo momento lo posso dare e dire solo alla dottoressa Ethel Cogliani che con il suo protocollo nel giro di un mese mi ha ridato il sorriso. Ed è per questo che da quando l’ho conosciuta non posso fare a meno di parlare bene di lei, di consigliarla a chiunque ne avesse bisogno perché se dopo tanto dolore oggi SORRIDO è grazie a LEI.

Giordana Proto, 37 anni

Tiroidite di Hashimoto ed enterocolite

Dopo una vita, ho trovato la strada che faceva la differenza

Mi chiamo Giordana Proto, ho 37 anni e da sempre combatto con il mio colon, SIBO, leaky gut e tiroidite di Hashimoto (causata proprio dal mio intestino).

Ho vissuto tutta la vita con gravi difficoltà ad alimentarmi, non trovavo mai qualcosa che potesse essere un fattore scatenante per le mie crisi di enterocolite, con perdita dei sensi, stati confusionali, vomito, emicranie, crisi glicemiche.

Dopo le indicazioni e il regime alimentare dettato dalla dott.ssa Cogliani ho iniziato a stare subito meglio e a riprendere forza, lucidità e grinta. Non ho più quel senso di fame continua: mi sento sazia, sgonfia e il mio nuovo menù mi rende felice.

Se penso a quanti anni ho passato a chiedermi “Cosa mi avrà fatto male oggi?” e a non sapermi dare una risposta il presente mi sembra un’utopia.

Per tutto questo devo ringraziare la dott.ssa Cogliani, Paolo Antolini e il Dott. Luchi che mi hanno rimesso insieme andando ad aggiustare tutto ciò che nel mio corpo stava perdendo il suo equilibro. Non è stato facile perché spesso appena aggiustato sembrava tornare tutto come prima per poi riprendersi e poi ricadere nuovamente, ma alla fine siamo riusciti a mantenere un equilibrio stabile e qualsiasi mia aspettativa è stata più che superata.

Dopo 2 mesi in realtà già sapevo che la strada era quella giusta e che anche con gli alti e bassi si sarebbe arrivati dove non sarei mai riuscita ad arrivare con i farmaci soltanto.

Maria Vizzini, 33 anni

Stanchezza cronica

Per essere una super-mamma bisogna avere delle super forze… che non avevo

Mi chiamo Maria Vizzini, ho 33 anni e ho conosciuto Ethel tramite un corso a cui ha partecipato mio marito.

Al tempo avevo già rivoluzionato da alcuni anni la mia concezione di cosa costituisse cibo reale cosa invece fosse “franken­cibo” (cibo finto), e come funzionasse il corpo umano studiando in maniera molto intensa da blog e siti americani, e alcuni libri.

Attuando alcuni accorgimenti alimentari ed integrativi mi sono curata dalla nausea nella fine della seconda gravidanza, ho fatto rientrare l’acidità di stomaco e l’eczema alle maniche opprimevano mio marito da una vita, e ho perso più di 20 Kg in una decina di mesi dopo la seconda e terza gravidanza, senza fare un singolo giorno di esercizio fisico, senza patire la fame o le voglie, e nutrendomi di cibi che nella visione anni 90 del cibo mi avrebbero dovuta fare morire di infarto, o quantomeno non perdere un singolo etto ­ burro, latte intero crudo, panna, pancetta, formaggio, carne tanta carne, cioccolata, gelato, e chi più ne ha più ne metta…

No, non sono una di quelle persone che hanno il “metabolismo veloce” (se qualcuno sa cosa sia di preciso, poi me lo faccia sapere), anzi sono stata cicciottella tutta la vita, e dopo il primo figlio non sono mai tornata al peso pre­gravidanza, peso che era già eccessivo di un buon 6kg.

Torniamo ad Ethel.

Sinceramente quando mio marito mi ha detto che al corso c’era una nutrizionista ero profondamente prevenuta.

Le ho chiesto il contatto sicura che nel giro di poco avrebbe sparato qualche enorme cavolata nutrizionale che avrebbe confermato che in Italia di nutrizione non ci aveva capito ancora niente nessuno.

Il tempo passava e le cavolate non arrivano.

E intanto la mia salute deteriorava.

Dai miei studi avevo già capito che le mie ghiandole surrenali erano in seria difficoltà ­ causa tre gravidanze in 5 anni, 6 anni di allattamento ininterrotto, sonno precario, quattro anni di stress intenso per difficoltà familiari ed economiche, un disastro!

Sapevo però che c’era qualcosa di ben più profondo e complesso nel mio corpo stava andando velocemente a rotoli, e mi era chiaro che avevo bisogno dell’assistenza di un professionista fidato per rimettermi in sesto, perché nonostante fossi sulla giusta strada, non avevo le competenze per curarmi da sola.

A Novembre 2015 il mio corpo ha detto basta: Novembre mi ha trovata piantata sul divano con giramenti di testa, palpitazioni, totale mancanza di pazienza, zero speranza, nulla voglia di combattere, nessuna forza fisica, confusione mentale tale da farmi desiderare che le persone, e soprattutto i miei bambini, non mi parlassero neanche, stanchezza estrema, ma difficoltà di addormentamento la sera, spossatezza anche dopo aver dormito, e mancanza di capoparto a 15 mesi dalla nascita della più piccola (quando dopo la prima e seconda gravidanza si era presentato dopo 7­8 mesi), calo di energia ancora più eccessivo dopo i pasti… non vivevo più, e i miei figli ancora di meno…

Un giorno su Facebook Ethel ha scritto che stava bevendo del buon brodo di ossa in una tazza: è un suo post che non dimenticherò mai perché, pur sembrando insignificante, racchiudeva una quantità enorme di informazioni, informazioni che mi hanno fatto capire che Ethel conosceva il Cibo, “il Cibo Vero” che è degno di portare questo nome, e che di lei mi sarei potuta fidare ciecamente.

Molti esami del sangue e un paio di ore di colloquio dopo, ho iniziato il protocollo.

E subito RISULTATI: dopo tre giorni avevo più energia, al punto che mi è venuto mal di schiena perché non ero più abituata a stare in piedi!!

Tre mesi dopo, 18 mesi dopo il parto, il mio corpo ha ricominciato a funzionare: il capoparto si è fatto vedere… altro risultato tangibile da mostrare agli scettici 🙂

Sono guarita in poco tempo?

No, quello no.

I danni accumulati in anni non si recuperano in poche settimane, e il miglioramento iniziale non si è mantenuto costante, anche perché ad oggi non sono mai riuscita a mettere in atto tutto quello che Ethel mi ha consigliato.

Eppure, nonostante gli sgarri che ci sono stati (Ethel non mi picchiare), nonostante i pezzi incompleti del protocollo, oggi, dopo soli sei mesi di cura, mi sono sentita abbastanza in forze da sostenere il lavoro all’estero di mio marito.

Cioè mio marito è in un’altra nazione da martedì pomeriggio a sabato notte tardi, e i bambini (6,5 ­ 4­ 2) sono con me giorno e notte: faccio da mangiare, lavo i piatti, faccio il bucato, passeggiamo, leggiamo libri, ridiamo, li prendo in braccio, affronto con una tranquillità che non ho mai avuto in vita mia le loro emozioni forti ed esplosive, mantengo la calma e con i bambini addirittura mi diverto!

Come ho detto ad Ethel pochi giorni fa, se non fosse per le sue conoscenze a quest’ora sarei o in ospedale o al manicomio, e lo dico senza la minima ironia.

La direzione che avevo preso era quella.

Io non penso che chiunque possa leggere questa testimonianza abbia avuto un’esperienza molto diversa dalla mia: speso denaro, tempo, energia per stringere un pugno di mosche, il corpo che non migliora, non funziona, e la medicina tradizionale non sa fare altro che dare delle soluzioni temporanee che ti lasciano ancora più bisognoso di cure.

Certo non è una pillolina che magicamente ti cura, e chiunque lo pensi, meglio che non intraprenda questo percorso, e devi continuare a cercare (sperando forse di trovare qualcosa).

Questo protocollo è per chi non vuole più nascondere la testa nella sabbia, per chi non cerca più trucchi magici da mago Silvan: cambia pagina, e vai oltre, perché qui non troverai niente che ti soddisfi se cerchi magie.

Ma se invece nel profondo si sente che la soluzione c’è, se non si ha paura di rivedere tutto quello che ti hanno sempre detto sulla “malattia” e sulle cure, se sei pronto a diventare il medico di te stesso, se sei pronto a prenderti la responsabilità di creare e mantenere la tua salute, allora ti dico solo questo:

CONTATTA ETHEL.

Contatta Ethel e comincia oggi a creare il benessere che stai inseguendo da tanto tempo.

“Sì ma sei di parte, io ho dei problemi molto diversi dai tuoi, magari per te ha funzionato, io però ho una malattia differente…”

Certo, capisco, e sarei d’accordo con te se non fosse per un piccolo particolare: se Ethel non pensa di poterti aiutare è lei stessa che NON TI PRENDE IN CURA.

Questo è il suo livello di professionalità, serietà e onestà. Se il suo protocollo non è adatto alla tua condizione, lei te lo dice e non inizia neanche a lavorare con te.

Puro e semplice.

Lo so che in Italia dove sono arraffoni è difficile credere che una cosa del genere sia possibile: eppure sono qui per dirti che è vero.

Quindi cosa stai aspettando ancora?

Il tuo futuro, la tua salute sono a portata di mano: non farli aspettare.

Ok, forse ho esagerato 😛

Gabriele Vettorel, 47 anni

Diabete

Tra insulina e cali glicemici il mio peso non scendeva

Mi chiamo Gabriele Vettorel, ho 47 anni e dal 1996 ho il diabete insulinodipendente.

Ho sempre avuto la tendenza ad ingrassare e ho sempre alternato periodi di dieta per contenere l’aumento di peso anche associando integrazioni e fitoterapia ma decisamente i risultati sono stati scarsi.

Alto 186 cm sono arrivato a pesare in primavera di quest’anno circa 85 kg con frequenti correzioni di insulina per controbilanciare le iperglicemie pomeridiane e serali. Desideravo dimagrire e ridurre il fabbisogno insulinico però saziandomi, senza “morire di fame” o senza tornare dal lavoro alla sera completamente “affamato”.

Dopo aver provato ripetutamente al-cune diete senza aver avuto riscontro significativo e duraturo, ho scoperto nel web questo sito, dove ho seguito per più di un anno quanto pubblicava la dr.ssa EtheI Cogliani.

Dopo attenta valutazione della serietà e della professionalità della nutrizionista mi son deciso ad intraprendere un percorso sotto la sua guida. Iniziato a giugno lo sto ancora proseguendo con già l’ottimo risultato di essere dimagrito (78 kg), di non aver più attacchi di fame, di saziarmi con minor quantità di cibo e di aver diminuito il fabbisogno insulinico.

Gli esami del sangue eseguiti prima e dopo confermano che la strada intrapresa è quella giusta. Stiamo ancora lavorando su alcuni parametri ematologici e tarando l’integrazione e pertanto mi attendo ulteriori miglioramenti. Certo non è facile rinunciare al dolce, ala pasta e alla pizza ma… provare per credere, ne vale la pena.

Giusitta Latorre, 48 anni

Psoriasi e allergie

Io e i miei figli in una trappola senza fine: i farmaci

Mi chiamo Giusy Latorre, ho 48 anni e due figli di 15 e 12. Nonostante abbia sempre studiato e operato per una buona salute, ho sofferto di allergie senza potermene liberare né io né i miei figli. Ci siamo sempre appoggiati alla medicina ufficiale senza riuscire a trovare una soluzione in nessun modo sballottati tra medicina ufficiale e ospedali. I vaccini? Inutili! Cortisone e antistaminici? Sempre! Ero rassegnata ad avere l’asma.

Alla nascita della mia prima figlia, compare la psoriasi che curo con vitamine e dieta vegetariana seguendo indicazioni ayurvediche. Ma non mi ha mai lasciato divenendo dolore alle ossa diffuso, e diventando fortissima alle mani e cervicale.

Ho trovato la dott.ssa su internet mentre cercavo di trovare un metodo per uscire dalla spirale di farmaci e dal dolore scopro il gruppo su FB.

Decido di far seguire i miei ragazzi per riuscire finalmente ad avere un metodo per tenere sotto controllo le loro allergie con cui sono nati: una rivelazione! Dopo anni di cortisone ed antistaminici stavano subito senza muco per giorni, respiravano!

Non finirò mai di ringraziare infinitamente Ethel anche per la pazienza e la delicatezza con cui ha aiutato il piccolo a fare le analisi. Dalla reazione emotiva lei stessa si è resa conto delle torture subite in anni di prelievi continui negli ospedali.

Seguiti sempre Allergologi e Otorini vari, io ho fatto il vaccino per 3 anni nel ‘90 al ‘93. I ragazzi seguiti prima all’Umberto I e poi al Bambin Gesu’ dalla nascita antiistaminici, cortisone al bisogno e vaccino omeopatico negli ultimi 2 anni prima del 2016, al vaccino ci siamo arrivati su consiglio di una mamma che lo usava, a noi avevano consigliato al Gemelli il vaccino LAIS 2.500 euro a testa per 2 anni.

Una somma che non potevo affrontare da separata. Parlandone ad una mamma mi disse prova l’omeopatico e la Pediatra mi diede il Pollen Istamine: proviamo mi disse, e funzionò: ho usato il dosaggio del sito della Vanda 1 compressa al giorno per 3 giorni la prima settimana e poi 1 a settimana. Ha funzionato dopo un mese circa, usando anche l’antistaminico insieme. Però avevo già diminuito il latte e i formaggi di testa mia. La pediatra riteneva fondamentale il latte per il calcio alle ossa.

Il test fatto in studio da lei è stato veloce e indolore. I benefici dei suoi consigli psicologici e la sua dolcezza hanno incoraggiato alle ulteriori analisi nei laboratori, dove i miei figli non volevano più mettere piede, conosciuti fin dalla nascita e da dove si esce sempre con gli stessi valori e ti danno sempre le stesse medicine… con lo stesso risultato…

I nostri grandi nemici sono il latte e la cioccolata, per cui i gelati e i dolci e la mozzarella ed i formaggi sono la nostra croce… i bambini li amano alla follia ma appena li mangiano gli torna una rinite molto forte.

E poi c’è la Pasqua e il Natale ed i nonni che regalano cioccolato e nelle case si mangia Lasagna e formaggio fresco… questa è la società in cui viviamo.

Dalla nascita non si vedeva un giorno senza farmaci, e il naso senza colare e starnuti, grazie al regime seguito si riprende la crescita e scompaiono i dolori mestruali di mia figlia e l’acne diffusa. Seguiamo Ethel da un anno e nonostante i molti risultati lottiamo con la riluttanza degli adulti che ci circondano perché ciò che sosteniamo non è confermato dai medici.

Ormai per me è una crociata e avverto tutte le mamme. Vi prego, non seguite i pediatri che si spacciano per nutrizionisti e che continuano ad avvelenare i nostri figli con latte industriale e poi darci il Milicon per i dolori di pancia dei nostri figli.

Dovrebbero essere inseriti dei piani di informazione sul pericolo di allergie da cibo nei lattanti da subito, fare dei controlli ed evitare tali cibi, perché si instrada una vita di sofferenza per i bambini a causa degli alimenti per l’infanzia ormai industrializzati e pieni di latte in polvere.

Si dovrebbe fare una campagna di informazione di una dieta per le neo-mamme di sostegno all’allattamento con cibi senza latte vaccino, e non dare il glutine all’intestino in formazione agli infanti: e poi ci si chiede perché è sempre più diffusa è la celiachia!!!

Nutrire con obiettivo la salute ormai sembra essere un’utopia perché disturba l’industria alimentare e farmaceutica, e i pediatri educano alla malattia fin dalla nascita…

Se avessi conosciuto IMMUNOREICA quando ero incinta non avrei dato ai miei figli l’alimentazione del pediatra e né il latte in polvere, non avrebbero avuto tutti i disturbi di cui ci siamo adesso liberati, e che ci ritrovano increduli ogni volta che tornano!

Sì perché un altro mito è quello che bisogna reintrodurre i cibi dopo che ci si è disintossicati. Non si può reintrodurre regolarmente un cibo che intossica! Cosa che, invece, sostengono i dottori che fanno dieta di esclusione e poi reintroduzione.

Il corpo reagisce sempre e si vendica in varie forme. La conoscenza che l’intestino si ribella ai prodotti industriali, dovrebbe essere ben raccontata alle neo-mamme che bombardano (in buona fede) il corpicino del loro bambino con veleni spacciati per ottimi prodotti studiati per loro.

È pieno nelle corsie degli ospedali di riviste e campioncini che regalano alle donne incinte per far assaggiare e provare. Anche a me hanno regalato una valigetta in ospedale con tante bustine e prodotti di note marche per bambini, regalo gradito a molte: ne facciamo una con estratti ed articoli del sito di IMMUNOREICA???

Io mi offro per distribuirlo e raccontare i pericoli di una alimentazione infiammante all’intestino del nascituro. Sono sicura che me ne sarebbero grate in molte che gli evito le nottate insonni a consolare un pancino in tumulto… e da lì comincia la lunga storia di distruzione dell’intestino di un nuovo nato che invece si ritiene che sia ‘normale’: si deve abituare alle nuove cose ti dicono… potesse parlare ci darebbe un botto in testa il povero intestino!! Altro che abituarsi.

C’è la malascienza e c’è IMMUNOREICA 😉

Marta Lovino, 25 anni

Dermatite atopica

Tra alti e bassi… il traguardo è stato raggiunto

Mi chiamo Marta Lovino, ho 25 anni e dal terzo mese di vita soffro di dermatite atopica. Inutile dire tutte le cure mediche fatte in passato. Tra cortisone topico ed orale ed antibiotici… con il passare degli anni la D.A. sembrava espandersi sempre di più. Non sono riuscita più a tenerla sotto controllo (solo al mare passava tutto).

Nata e vissuta a Milano, questa bellissima città non ha fatto altro che peggiorare la situazione (allergie che iniziavano a marzo e che terminavano a novembre).

Ad un certo punto ho detto basta.

Ho lasciato famiglia, ragazzo ed amici e me ne sono andata. Mi sono trasferita in provincia di Roma, in un paesino sul mare. Ho ricominciato a respirare, ma la D.A. comunque tra alti e bassi stava sempre dietro l’angolo. Nell’aprile 2015 ho cominciato a fare ricerche, e casualmente mi sono imbattuta sul gruppo di fb sulla dermatite atopica.

I primi mesi sono stata a distanza, leggevo e cercavo di capire se fosse potuta essere una strada percorribile. A settembre decisi di intraprendere questa strada, ma non sapendo da dove cominciare, contattati la dottoressa Ethel Cogliani che si rese immediatamente disponibile nei miei confronti.

Dopo la prima visita mi resi conto che era molto informata ed esaustiva ogni mia piccola domanda. ad esami del sangue fatti, mi diede con precisione tutte le informazioni specifiche sulla mia persona. Certo la strada percorsa non è stata tutta rose e fiori, ho avuto tante ricadute nel giro di pochi mesi, ma sempre meno aggressive e sempre più veloci nel riassorbirsi.

Una cosa molto importante da dire è che sono mesi che non assumo più cortisone e già solo da questo punto ti di vista è un traguardo! La pelle sta bene, gli esami del sangue migliorati, insomma grazie alla dottoressa Ethel che è riuscita a fare quello che da sola non ero stata in grado di fare. Una persona disponibile h24, che mi ha ridato la speranza di vivere una vita normale!

Giusi Cangiano, 52 anni

Tiroidite di Hashimoto

Tutti i miei problemi avevano un nome: Hashimoto

Mi chiamo Giusi Cangiano ho 52 anni, soffro di Tiroidite di Hashimoto.

La diagnosi è arrivata a novembre del 2014 ma con il senno di poi probabilmente era già mia compagna da alcuni anni. Già dal 2011 infatti cominciavano dei cambiamenti significativi del mio corpo e del mio umore. Aumento di peso lento ed inesorabile, nonostante un buon livello di attività fisica, umore altalenante con fasi di grande nervosismo o depressione!

Difficoltà di concentrazione nel lavoro e soprattutto insonnia terribile! Svegliarmi alle 3 di notte e non riuscire più a riaddormentarmi era diventato “normale”. Insomma un disastro! Nello stesso periodo cominciavano a manifestarsi anche altri sintomi attribuibili ad una fase di premenopausa, sudore improvviso, caldo e freddo alternati e insonnia, insonnia, insonnia… sempre più grave!

La gestione del quotidiano diventava sempre più difficile. Parallelamente ai miei disagi aumentava la fame di dolci, di zuccheri e carboidrati in generale! (adesso tutto questo si spiega ma all’epoca ero in una spirale!!). Il mio peso lievitava, avevo il viso sempre gonfio, fino a raggiungere circa 70 kg io sono alta 157cm quindi un bel po’!

Nell’arco del 2013 il ciclo mestruale comincia a diradarsi fino a scomparire per la fine del 2013. Fino a questo punto la questione era stata rapidamente risolta dal medico di base e dal ginecologo come una menopausa difficile, una fase che sarebbe passata prima o poi.

Con l’inizio del 2014 il mio corpo comincia ad urlare per farsi ascoltare!!

A quanto finora descritto si aggiungono dei mal di testa devastanti! mi colgono del tutto impreparata… cominciano in piena notte intorno alle tre o alle quattro di notte e durano ore… giorni… con vomito e vertigini. Passano soltanto con i triptani dei farmaci che agiscono sul dolore a livello centrale. E ad un certo punto sono arrivata ad assumerli a giorni alterni! Praticamente avevo mal di testa sempre…!

Analisi cliniche di routine “nella norma”, ho pensato seriamente all’inizio di avere un problema al cervello ma poi ho cominciato a realizzare e ad analizzare quanto mi stava accadendo! I miei mal di testa cominciavano sempre in un orario preciso secondo uno schema che mi faceva pensare ad un problema metabolico piuttosto che ad altro! A questo punto ho cominciato a sperimentare! Ho la fortuna di avere una formazione scientifica ho sempre fatto ricerca e istintivamente sono partita alla ricerca delle MIE CAUSE!

Il primo passo verso la guarigione avveniva nell’estate del 2014 quando ho cominciato ad associare la comparsa dei mal di testa al consumo di zuccheri e lieviti, che era diventato davvero notevole. Limitando sempre di più il carico di zuccheri nell’arco di alcuni mesi cominciavo a tenere abbastanza sotto controllo l’insorgenza del mal di testa!

Capivo che si instaurava un rapporto causa-effetto ogni sgarro lo pagavo con un mal di testa devastante! A settembre 2014 per perdere un po’ dei chili accumulati decidevo di seguire un regime dietetico bilanciato, tradizionale eliminando appunto gli zuccheri e i lieviti, che avevo individuato come causa dei miei mal di testa, e bilanciando i nutrienti. Comincio a perdere un po’ di peso ma moooltooo lentamente!! 800g in 15 giorni questo era il mio massimo dimagrimento.

I mal di testa erano diminuiti ma tutti gli altri sintomi no! Mi accompagnavano ancora l’insonnia, i dolori muscolari, la depressione, gli sbalzi umorali e la stanchezza perenne!

A Novembre 2014 per l’ennesima volta ripeto le analisi di controllo, anche quelle per la funzionalità tiroidea, sempre rimaste finora “nei range” ma stavolta decido di aggiungere la ricerca degli anticorpi. …eccoli spuntano gli antiTPO e gli antiTG.

A quel punto ho fatto una ecografia che ha rivelato una tiroide multinodulare con 2 noduli dominanti che l’endocrinologa decide di sottoporre ad ago aspirato. Fortunatamente l’ago aspirato non ha evidenziato alcun problema per cui visto che i miei ormoni restavano ancora nella norma sebbene “al limite” vengo liquidata con diagnosi di Tiroidite di Hashimoto una piccola quantità di Eutirox (37,5mg al giorno) e una dose di vit.D (il classico “flacone di Dibase da 25.000UI sul pane 1 volta al mese”!!!).

Nessun commento su tutti i sintomi che continuavo a riferire e a lamentare.
Ricomincio a studiare!! Imparo che la tiroidite e la celiachia hanno qualcosa in comune, scopro che per i problemi di tiroide e soprattutto per le tiroiditi esiste un protocollo alimentare di in grado di dare buoni risultati definito “dieta Paleo”.

E qui si apre un mondo, continuo a sperimentare su me stessa! Da febbraio 2105 comincio a nutrirmi secondo lo schema della Paleo, leggendo tanto e documentandomi in rete. Comincio a migliorare comincio a perdere peso più facilmente, i valori ormonali migliorano gli anticorpi però sono sempre lì e anche l’insonnia che mi distrugge! Studiando e cercando in rete arrivo finalmente al protocollo di Ethel!

Capisco che è lei la strada giusta per me! Che il suo protocollo considera TUTTI gli aspetti della mia patologia e finalmente a settembre di quest’anno comincio il mio percorso con lei! Il suo intervento è stato fondamentale! Il mio approccio “autodidatta” mi aveva permesso di uscire dall’emergenza ma non di raggiungere il benessere.

Ethel ha innanzitutto corretto e completato la mia alimentazione consentendomi di trarre reale beneficio dalla dieta e soprattutto mi sta aiutando a ristabilire degli equilibri persi da tempo aggiungendo e modificando via via l’integrazione, essenziale per le corrette funzioni sia della tiroide che di altri sistemi! In un mese e mezzo di alimentazione guidata da Ethel e di integrazione giusta la mia tiroide è nettamente migliorata!

Gli anticorpi sono ormai completamente rientrati ma il lavoro continua!! Il prossimo passo ad esempio sarà provare la sospensione dell’Eutirox e intanto l’attenzione si estende anche agli altri sistemi ormonali, al surrene ad esempio, provato da anni di malessere stress e sbilanciamenti. Il primo meraviglioso risultato tangibile è stato ricominciare ad avere un sonno più regolare! Mi capita ancora il risveglio notturno ma oggi riesco ad addormentarmi di nuovo e non mi sveglio più esausta!

Il lavoro che abbiamo davanti è ancora lungo ma quello già fatto è importantissimo! Grazie ad Ethel sto imparando a conoscere i miei limiti, a gestire l’infiammazione, lo stress e anche lo sgarro dal protocollo!

Lo consiglierei e lo sto consigliando. Si tratta di un approccio estremamente affidabile con solide basi scientifiche e con ottimi risultati. Penso che il servizio sia già di ottimo livello, eccellente il grado di comunicazione con la dott.ssa Cogliani sempre estremamente disponibile. Mi piacerebbe approfondire da un punto di vista teorico alcuni aspetti e mi auguro di farlo negli incontri periodi che la Dott.ssa terrà per i pazienti.

Ho adottato uno stile alimentare e di vita che resterà mio! Che dire? Sono felice di aver intrapreso questo cammino! So che la mia guida è competente e non si ferma mai, che continua a studiare ad approfondire e io sarò felice di farlo insieme a lei! …e che non si libererà tanto facilmente di me!

Isabella Rossi, 48 anni

Psoriasi

Per curare la pelle l’immunosoppressore non lo prendo!

Sono Isabella Rossi, ho 48 anni e da circa 4 soffro di psoriasi.

Dopo le prime visite presso vari dermatologi vado avanti per circa 2 anni con l’applicazione di pomate cortisoniche, ma all’epoca avevo poche macchie localizzate sulla parte bassa delle gambe.

Ho provato a fare un ciclo di fototerapia ma causa una grave reazione allergica cutanea ho dovuto sospendere dopo la seconda seduta.

Poi, nell’arco di un paio di settimane senza apparente motivo, la psoriasi è letteralmente esplosa e mi sono ritrovata le gambe e le braccia piene e pure la schiena stava “fiorendo”.

A quel punto mi sottopongo a nuova visita dermatologica con una luminare della zona che mi prescrive una terapia a base di metotrexate, un immunosoppressore, dicendomi che non avevo altre opzioni visto come ero ridotta.

Io impanicata dal dover assumere tale farmaco, cerco un’alternativa e passo ore su internet a cercare informazioni. Mi imbatto nel gruppo Facebook e comincio a seguire le informazioni date. Ottengo ben presto dei risultati incoraggianti fino ad avere la quasi totale remissione ma ho anche preoccupanti ricadute. Inoltre faccio fatica a seguire la dieta e le integrazioni.

A quel punto nel mese di agosto 2015 mi rivolgo alla dott.ssa Ethel Cogliani e mi affido a lei. Ottengo ottime informazioni su come gestire la dieta che ormai da 1 anno e mezzo cercavo di gestire con scarso successo, grande competenza e disponibilità e i risultati ottenuti finalmente si stabilizzano nonostante l’arrivo dell’inverno che per me è il periodo critico di ricaduta.

Sono enormemente soddisfatta dei risultati nonostante il percorso soprattutto all’inizio è molto impegnativo.

Tutt’ora sono seguita perché la strada è ancora lunga ma sul fronte psoriasi la battaglia è a mio favore!

Ringrazio davvero di cuore

Ascanio Crocetti, 55 anni

Artrite psoriasica e psoriasi

20 anni di peggioramenti e medicine crescenti… 8 mesi per riuscire a togliere antidolorifici e immunosoppressori… ma ancora c’è da lavorare

Salve, volevo condividere con voi la mia esperienza sulla psoriasi e l’artrite psoriasica.

Mi chiamo Ascanio Crocetti di anni 55 e nel 1991 ho avuto la prima manifestazione di psoriasi, dopo circa due anni è comparsa anche l’artrite psoriasica iniziando dapprima dal dito medio della mani sinistra poi un altro dito della mano destra.

Su consiglio di un dottore iniziai a farmi curare come se fosse una tendinite, non risolvendo il problema mi sono rivolto ad un reumatologo che dopo le specifiche analisi, mi fece iniziare il Methotrexate e successivamente mi aggiunse anche la Ciclosporina.

Dopo diversi anni (e danni), mi fece ricoverare presso un ospedale di Roma perché erano usciti in commercio dei farmaci biologici.

Per rientrare nel protocollo dell’utilizzo dei questi farmaci biologici dovevi avere dei requisiti e io né avevo a sufficienza (che fortuna!) in quanto l’artrite ormai mi aveva colpito mani, bacino, ginocchia, caviglie e dita dei piedi, solo la psoriasi era poca, in testa, genitali, una macchia sul petto ed una in un polpaccio.

Entrato nel protocollo, ho iniziato a far uso di Embrel (farmaco biologico).

Dopo circa tre anni non era più sufficiente e quindi mi hanno aggiunto quattro pasticche al giorno di Salazopyrin (immunosoppressore) .

Avendo sempre liquido sinoviale alle ginocchia, mi hanno fatto lastre e biopsia per vedere se era il caso di cambiare biologico, ma non è stato così, mi hanno lasciato il biologico dicendomi che in futuro dovrò mettere le protesi.

Da quanto sopra scritto si può notare che in più di 20 anni l’unico esito di ogni cura è stato il peggioramento. Stanco di questo stato, ho intensificato le ricerche su internet di prodotti naturali per la cura di questa malattia e mi sono imbattuto nel sito di IMMUNOREICA.

Non avendo mai sentito parlare di approccio nutrizionale alla patologia (anzi mi dicevano che l’alimentazione non c’entrava niente), ho approfondito e ho subito capito che nel mio stato non potevo affrontare questo percorso da solo, affidandomi quindi alla Dottoressa Ethel Cogliani.

Da Luglio 2016 ho iniziato ad essere seguito da lei e con le sue indicazioni sulla nutrizione, integrazione e stile di vita, oggi mi sento un’altra persona; molto energica, non ho più dolori e liquido alle ginocchia, con le analisi quasi perfette e soprattutto non prendo più gli immunosoppressori.

Ricordo distintamente che essendomi sentito quasi subito bene avevo deciso arbitrariamente di sospendere gli immunosoppressori, ricredendomi subito di questo gesto un po’ avventato. Infatti confidando subito l’errore alla dottoressa lei mi disse che era troppo presto e comunque sarebbe stato possibile toglierli ma con gradualità e possibilmente seguito da un medico che mi permettesse di dare il giusto tempo in base anche alle analisi che regolarmente sono costretto a fare per via del protocollo che seguo per il Biologico.

Fatto sta che ho ricominciato mio mal grado a riprendere l’immunosoppressore e a scalarlo in modo regolare fino ad oggi (29 marzo 2017) che è un mese abbondante che l’ho tolto totalmente. Ora manca il biologico e da qui parte un nuovo percorso.

Ovvio che le indicazioni da seguire sono tante, l’impegno è molto i primi tempi, ma con fiducia, tenacia e costanza, il risultato è arrivato, non solo per l’artrite e psoriasi ma anche per altri disturbi che avevo.

Grazie Ethel Cogliani.

Aldo Marangoni, 51 anni

Artropatia psoriasica

Non potevo più lavorare… ora sono rinato

Sono Aldo Marangoni, ho 51 anni, e dal 2011 che mi hanno diagnosticato l’artropatia psoriasica.

Tutto è iniziato con un male all’avambraccio sinistro. Subito ho pensato al tunnel carpale, ma con l’andare del tempo i dolori sono comparsi su tutte le articolazioni. Iniziati i vari esami e le visite dal reumatologo mi è stata diagnosticata un’artrite psoriasica ed ho iniziato una terapia con il Metotrexate 15 mg, cortisone, Dicloreum 150 mg, folina, pantoprazolo…

Ho perso il lavoro, perché facendo l’idraulico non riuscivo più a fare movimenti e sforzi che il lavoro mi richiedeva. Mi alzavo la mattina, facevo colazione e mi riaddormentavo sul divano. Ero caduto in una depressione totale, non avevo più voglia di fare niente.

Un giorno ero al computer su Facebook e vedo il gruppo IMMUNOREICA della dott.ssa Ethel Cogliani, chiedo l’iscrizione al gruppo e dopo poco chiedo il colloquio.

Questo era a metà maggio 2016, il 24 maggio inizio il protocollo. Nel giro di 2 settimane inizio a sentirmi subito meglio: i dolori diminuivano, la voglia di muoversi iniziava di nuovo a farsi sentire, con conseguente perdita di peso. Io sono 1,65 e pesavo 90 kg.

All’inizio di luglio faccio la visita di controllo e inizio le integrazioni.

Oggi 15 ottobre ho riiniziato a lavorare, peso 70 kg, i dolori si sono ridotti del 70% e sono riuscito a sospendere il Metotrexate, la forza e la voglia di muoversi è ritornata, la strada da percorrere per la guarigione totale è ancora lunga, però sono sulla buona strada.

Un grazie di cuore alla dott.ssa Ethel, l’unico rammarico è il non averla trovata prima, ho perso 5 anni della mia vita.

Questo sono io prima e dopo:

Gabriele Broglia, 29 anni

Psoriasi

Ho rifuggito ogni possibile cura ufficiale ma non avevo alternative… finché…

Sono Gabriele Broglia, ho 29 anni, vivo a Roma, molto vicino allo studio di Ethel.

Fin da piccolo l’ambiente olistico è stato per me familiare grazie alla pratica delle arti marziali attraverso le quali ho compreso la complessità del nostro corpo non valutandolo come un pezzo di carne e basta ma come qualcosa di molto più elevato, nutro una grande fede in Dio e faccio una profonda ricerca interiore.

Tutto questo mi ha subito portato a vedere l’approccio di Ethel come qualcosa che “parla la mia stessa lingua”, ma andiamo per gradi…

Anche se il mio problema lo portavo avanti da anni mi sono rivolto a lei dopo avere avuto una forte delusione sentimentale che mi ha causato una grossa fragilità caratteriale, in quel momento i miei squilibri sono emersi molto fortemente, e sono arrivato ad avere evidenti problemi di pelle sul volto tali che avevo imbarazzo ad uscire di casa.

Conoscevo Ethel da tanto tempo frequentando lo stesso ambiente di arti marziali, e in alcuni incontri mi aveva parlato di aspetti alimentari molto affascinanti che non conoscevo minimamente.

Questa conoscenza mi affascinava tantissimo mista al suo stato di salute e di preparazione atletica mi faceva ragionare e riflettere, fino a quando, dopo una visita dermatologica alla quale il medico che mi visitò si pose con i soliti farmaci cortisonici distruttivi, mi decisi e chiamai Ethel per fissare il primo appuntamento.

Andai nel dicembre del 2015 e da lì si iniziò ad aprire per me il vasto mondo della consapevolezza alimentare e dell’integrazione, compresi vari errori che facevo in passato ed ebbi come penso sia naturale un’iniziale disorientamento su come gestire le cose che potevo mangiare che inizialmente mi sembravano veramente poche!

La mia famiglia pur essendo scettica ha comunque accettato le mie scelte alimentari e mia madre ha collaborato attivamente nell’aiutarmi ad evitare i cibi sconsigliati nel protocollo

Le indicazioni sono sempre state chiare e precise, occorre solo la propria forza di volontà per seguirle.

Non avevo mai intrapreso prima del percorso con Ethel alcuna delle terapie che la medicina “convenzionale” mi aveva prescritto, proprio perché la mia preparazione in campo scientifico mi porta costantemente a diffidare quasi pienamente dei protocolli canonici.

Ovviamente per trovare un equilibrio occorre grande forza di volontà e dedizione, per cui sono partito mangiando praticamente sempre lo stesso piatto per qualche mese… lentamente ho iniziato a conoscere, anche grazie ad Ethel, che c’erano mille possibilità e che bastava cercare i cibi giusti per avere comunque un risultato e un gusto eccellente!

Dopo i primi mesi arrivarono i primi miglioramenti, e durante l’estate ebbi la totale scomparsa di qualsiasi sintomo, in quel periodo sono riuscito anche a raggiungere una consapevolezza molto più elevata della gestione dei cibi, ero in grado di variare e fare molti piatti gustosi, oggi posso dire che non rimpiango minimamente il vecchio modo di mangiare, ma trovo molto più gustoso e appetitoso quello attuale.

Penso che ovviamente ogni persona troverà in base al proprio corpo i propri equilibri rispettando ovviamente i principi fondamentali, al momento l’inverno è tornato con la sua mancanza di sole e di buona energia, ma i sintomi non sono tornati, se non in una forma lievissima, che è dovuta a delle muffe che ancora non riesco ad eliminare… il mio corpo è via via sempre più forte e sento che riesce a gestire delle situazioni che appena l’anno scorso mi avrebbero messo ko!

Oltre a questo consiglio a tutti di perseverare e non mollare, anche quando non sembra evidente ci stiamo rinforzando, me ne sono accordo quando tutta la mia famiglia aveva influenza e tosse e pur frequentando le stesse stanze non sono stato minimante coinvolto!

Avevo la determinazione di trovare qualcosa privo di principi chimici deleteri per migliorare, raffinare e portare al massimo il mio corpo, essendo anche uno sportivo non è stato solo il problema di pelle a farmi muovere, ma anche tanti altri fattori di salute e benessere.

Sono veramente soddisfatto proprio perché oltre che ad un metodo per ripristinare l’integrità della mia cute ho anche un regime di vita che mi consente di essere sempre al massimo nelle attività che svolgo.

Non posso non consigliarlo perché purtroppo gran parte delle persone che ci circondano mangiano ogni giorno tossine e arrivano a deteriorare la loro salute, lamentandosi ogni giorno, non capendo che la rivoluzione parte da dentro.

Le aspettative di un percorso di autoconsapevolezza che mi permettesse di purificare in profondità me stesso sono pienamente rispettate, certo è che ogni percorso che si rispetti richiede tempo e dedizione e il fatto di poter raggiungere ancora ulteriori miglioramenti mi entusiasma, nonostante i primi risultati io li ho avuto già dopo 1 mese.

Perciò forza Ethel! Continua a divulgare una disciplina alimentare e di salute per tutti!!!

Tommaso Marcello, 42 anni

Psoriasi

23 anni… e solo l’approccio nutrizionale mi ha aiutato

Mi chiamo Tommaso Marcello e ho 42 anni, nel 1993 all’età di 19 anni, il mio corpo si riempì di macchie rosse.

Non riuscivo a capire che fosse, era una situazione incontrollabile e inspiegabile, la mia situazione era moralmente e psicologicamente negativa.

Mi rivolsi a un dermatologo e mi diagnosticò la patologia di Psoriasi.

Il medico mi disse che era una malattia autoimmune e le cause non erano ben note. Avrei dovuto convivere con questa malattia, poiché, non sarei guarito, ma avrei potuto tenerla sotto controllo con farmaci e una giusta alimentazione… già, alimentazione!!!

Ma nessun medico mi spiegò che avrei dovuto eliminare dalla mia dieta cibi spazzatura, industriali, che contenessero glutine, lattosio e quant’altro. Forse, non era nemmeno colpa loro, vent’anni fa, non era come oggi, c’era poca informazione e non esistevano social network per potersi confrontare come facciamo noi. Forse c’era anche poco interesse nel guarire definitivamente un paziente, perché un malato affetto da psoriasi o altra patologia autoimmune è costretto a comprare medicine per poter stare “meglio”.

Questo stato patologico, crea dipendenza e il paziente, diventa un portatore economicamente sano per le aziende farmaceutiche. Di cure ne ho provate tante, dalle creme al catrame ai farmaci omeopatici, acque termali, creme al cortisone, iniziai anche un percorso di psicoterapia. Fu un approccio positivo per altri aspetti, migliorare l’autostima, ma non fu sufficiente per la psoriasi.

Sono state tutte cure a mio parere fallimentari o palliative. Non ero per niente contento della mia situazione e mi chiesi quali fossero le cause che scatenassero l’infiammazione. Con internet, la situazione cambiò, iniziai a documentarmi, capii che l’alimentazione era fondamentale, iniziai a mangiare cibi alcalini e facilmente digeribili, capii che era importante drenare e purificare il mio organismo da tossine accumulate da cibo e a gestire situazioni stressanti ed emotive. Le macchie iniziarono a regredire, stavo orgogliosamente meglio e non mi sentivo più diverso dagli altri.

Tutto questo non bastava, avevo bisogno di un Nutrizionista, di un personal training che mi seguisse e che mi insegnasse a gestire la mia alimentazione. Nel mese di maggio di quest’anno ho contattato la dott.ssa Ethel Cogliani, che fin da subito si è interessata attivamente alla mia problematica, spero che questo suo metodo possa essere d’aiuto a tante altre persone che come me, non hanno mai smesso di sognare. Oggi posso manifestare apertamente il mio stato d’animo sereno e sarei fiero di aiutare il prossimo.

IMMUNOREICA è dal mio punto di vista una piattaforma d’informazione creata appositamente per tenere costantemente informato il paziente su come correggere la propria alimentazione. Un personal training per chi vuole guarire. Inoltre, si instaura un feedback tra paziente e nutrizionista, uno scambio d’informazioni utili per monitorare la patologia e tenerla sotto controllo.

Non ero soddisfatto dei medici che ho incontrato sul percorso della mia vita, di come conducessero le terapie… tutti dicevano “proviamo con questo medicinale” ma erano soltanto esperimenti su noi pazienti. Nessuno diceva di cambiare alimentazione, nessun ha prescritto delle intolleranze alimentari ecc… ecc. Cosi, iniziai a documentarmi, intraprendendo un percorso di psicoterapia e il primo libro che ho letto è stato: “Guarire la psoriasi” di Pagano, a seguire “la Dieta del gruppo sanguigno” di Mozzi. Iniziai a star meglio e capii che si poteva guarire!

Mi iscrissi al gruppo “Psoriasi fattori scatenanti” dove, ancora oggi ne faccio parte perché è un punto fermo e di ritrovo per tutti noi. Da questo punto in poi della mia vita, è iniziata una nuova esperienza, un nuovo approccio alla Vitamina D, associata ad altri integratori; una terapia che seguita dalla Dott.ssa Ethel Cogliani ha apportato nella mia vita notevoli cambiamenti.

Sono molto soddisfatto del protocollo, perché è un gran passo in avanti!! 20 anni fa, non c’era la possibilità di guarire, tutto era basato in modo empirico e non scientifico. Oggi c’è la certezza di guarire e migliorare.

Lo consiglio sempre a chi come me, ha passato un’adolescenza basata sull’imbarazzo personale e sociale…Incontro spesso persone che soffrono di psoriasi, cerco di essere una prova evidente. Al mare, al mercato o altrove, quando incontro persone come me, consiglio subito di togliere glutine e lattosio e di iscriversi al gruppo IMMUNOREICA per ricevere le giuste direttive.

Osservo che in IMMUNOREICA, c’è la giusta informazione, c’è uno scambio di opinioni tra paziente e medico, i dubbi e chiarimenti sono monitorati con professionalità e scrupolosità. Ho avuto modo di conoscere personalmente la Dott.ssa Ethel, ottima personal trainer, prende a cuore la situazione, ama andare contro corrente, rispetto alle teorie dei suoi colleghi nutrizionisti, convinta di ciò che fa e sa dove vuole farci arrivare! Secondo me fare il medico non è solo studiare e mettere in pratica, un medico deve avere la percezione di capire, deve analizzare e immedesimarsi nel paziente, deve essere intuitivo e penso che Lei, sappia guardare in questo senso, pertanto, auguro buon lavoro e di crescere sempre più…

Ad maiora

Cristina G., 56 anni

Tiroidite di Hashimoto e depressione

Piangevo e non riuscivo a fermarmi

Mi chiamo Cristina, ho 56 anni e so esattamente quando la mia malattia è iniziata.

Era il 1987 avevo da poco avuto il mio secondo figlio quando ho perso mia suocera e mio nonno a distanza di poche settimane l’uno dall’altro, se a questo aggiungete la familiarità… ecco fatto!

La mia tiroide inizia a fare le bizze… io ricordo solo la sensazione di non essere in grado di affrontare il futuro, stanchezza estrema e… la depressione. La diagnosi ufficiale arriva nel 1991: Tiroidite di Hashimoto, quindi mi viene consegnata la mia scatoletta di Eutirox e… via…

Da allora ho avuto momenti di depressione che ho curato con analisi prima e farmaci poi. Stavo meglio solo a momenti, ma poi avevo momenti di crisi. Ovvio che la mia famiglia e la mia vita ne subivano le conseguenze.

Con la menopausa la situazione peggiora, aumento di peso, momenti in cui preferivo stare “spenta”, dolori vari, pelle squamosa, poca memoria, stanchezza mentale e fisica infinita, glicemia e colesterolo fuori dai valori di riferimento e altri sintomi che nessuno diceva essere collegati alla mia patologia, anzi a dire la verità il mio medico continua a sostenerlo anche adesso!

Quando comparve la psoriasi cercando on. Line tropo il gruppo e un giorno viene citato il libro del dottor Vergini sull’ipotiroidismo. Lo compro e da lì comincia la mia ricerca. Vado a Forlì da Vergini e inizio una nuova terapia associata ad integratori mirati e già noto dei miglioramenti. Continuando a leggere mi rendo conto e soprattutto dai segnali del mio corpo che il farmaco da solo non basta.

Continuo a cercare, cambio terapia cambio nutrizionisti provo a seguire una dieta simil-paleo, ma i risultati non sono stabili e continuo ad ingrassare e gonfiare.

Dopo la morte di mio padre e lo stress conseguente ho un periodo di grave difficoltà, le mie surrenali erano sfinite e io con loro.

Contatto Ethel, ci sentiamo per telefono e io e mio marito (sant’uomo) ci rechiamo in studio da lei a Roma. Era novembre 2016.

Parliamo… ci raccontiamo… piangiamo tutti insieme… poi comincio a seguire le sue indicazioni dietetiche e le integrazioni consigliate. La prima cosa che scompare è la sensazione di gonfiore che avevo dopo i pasti: bellissimo!!! Posso respirare anche a stomaco pieno.

Ad oggi devo dire che nonostante io sia una paziente disubbidiente i risultati si vedono. Sorrido e per me questo è un traguardo, ho voglia di vivere e di affrontare la vita, non ho dolori, il mio peso (che era in ogni caso l’ultimo dei miei problemi) sta scendendo.

Ho imparato a leggere i messaggi che il corpo mi manda, so che se mangio male, il giorno dopo avrò la mente annebbiata, il cervello che “gira lento”. So che lo stress non fa per me e non sono bionica… quindi devo fare piccoli passi, prendermi cura di me, coccolarmi e farmi coccolare (il sant’uomo di mio marito ha il suo bel da fare).

Sono guarita? No, la mia tiroide di fatto è autodistrutta e difficilmente si riprenderà mai quindi dovrò integrare per sempre e prendere l’ormone sostitutivo. Ma ad oggi posso dire che nonostante tutto sto bene: riesco a guardare al futuro senza la sensazione di panico che mi accompagnava costantemente e di inadeguatezza che ho provato per troppo tempo.

Che dire… grazie Ethel!!!

Yanela Gonzalez, 36 anni

Artrite reumatoide

Da Cuba all’Italia il mio corpo ha cominciato a stare progressivamente male

Sono Yanela Gonzalez, ho 36 anni e nel giugno 2008 avverto eruzioni cutanee improvvise non curabili con cortisonici e a fine luglio 2008 gonfiori simmetrici in gomiti, ginocchia piedi e anche che comportano difficoltà di deambulazione e movimento.

Dopo alcuni giorni di febbri serali molto alte vengo ricoverata nel Reparto di Reumatologia a Pisa e viene diagnosticata, dopo alcune settimane di analisi e accertamenti, artrite reumatoide.

Viene intrapresa terapia con Metotrexate 15mg e Medrol; dopo un mese vista la persistenza dei sintomi viene aggiunto un farmaco ‘biologico’ per infusione (Remicade); infine dopo ulteriori 3 mesi vista la persistenza dei sintomi Remicade viene sostituito con Humira e la sintomatologia va in remissione.

Nel 2011 decido di provare ad avere gravidanza e quindi abbandono per almeno 5 mesi la terapia in atto sostituendo ai medicinali suddetti Azatioprina, Plaquenil e Medrol. Dopo circa 4-5 mesi di abbandono della precedente terapia ho forte ricomparsa dei sintomi fino a che a settembre 2011 quando resto incinta.

Allora i sintomi improvvisamente regrediscono e per tutta la gravidanza non ricompaiono. Dopo il parto, al quarto mese di allattamento ho ricomparsa dei sintomi, sospensione deII’allattamento e ripresa delIa terapia con Medrol e Metotrexate; non viene più ripreso Humira.

La sintomatologia regredisce rapidamente. Quindi in generale si può affermare che l’artrite dopo la gravidanza è un po’ meno aggressiva.

Ho provato a intraprendere un protocollo di alimentazione vegano ma con risultati poco confortanti anzi ho avuto problemi di abbassamento dell’emoglobina nel sangue con frequente debolezza e capogiri.

Fermamente convinta che la mia patologia dipendesse dall’ambiente e dall’alimentazione (provengo da un paese caraibico e mi sono trasferita in Italia nel 1999) ho continuato la ricerca di qualcosa di alternativo su Internet ed ho provato a intraprendere un percorso con la Dott.ssa Ethel Cogliani.

Ovviamente nelle prime settimane c’è bisogno di un assestamento dal punto di vista delle abitudini alimentari ma, prendendo la cosa anche come uno stimolo e, perché no, un divertimento, sono riuscita in poco tempo ad abbandonare anche tutti i carboidrati (ad eccezione del riso che è consentito nella dieta) e a organizzarmi per preparare dei pasti ugualmente sfiziosi.

Ho inoltre iniziato con le integrazioni consigliate.

In pochi mesi, oltre a perdere molto peso, ho cominciato a notare una buona condizione delle mie articolazioni da anni abbastanza gonfie nonostante la terapia farmacologica.

Come benessere. generale mi sento bene.

Spero che i progressi continuino anche se già il mantenimento dell’attuale condizione mi rende già soddisfatta avendo sospeso parzialmente la terapia con Reumaflex in 4 mesi riprendendo anche ad allenarmi.

Consiglierei il percorso perché permette di raggiungere un buon livello di benessere psico-fisico anche oltre i risultati sulla patologia di cui si soffre.

Enrica Craia, 52 anni

Psoriasi palmoplantare

Ormai è solo lo stress che devo imparare a controllare

Mi chiamo Enrica Craia, ho 52 anni, e dal 2012 soffro di psoriasi palmo-plantare.

Nei periodi di peggioramento non mi permetteva di camminare o afferrare con le mani qualsiasi cosa, anche il semplice contatto con l’acqua provocava dolore. La mia pelle era tesa piane di tagli e spesso sanguina, tenere i piedi dentro le scarpe era una tortura.

Dal momento in cui l’ho scoperta è iniziato il pellegrinaggio nei vari ospedali con strutture “pso-care”, quindi a Roma presso l’I.D.I. (pessima esperienza e scarsa competenza) dove mi hanno prescritto cure topiche a base di urea e cortisone e mi hanno dato la prima sentenza di NON GUARIGIONE (convivere con quel dramma per tutta la vita era per me inaccettabile).

Successivamente, sempre alla ricerca di una soluzione e mai arrendendomi alla prima sentenza, sono stata a “La Sapienza” dove, oltre alle pomate, mi hanno dato il Neotigason, che io nella mia più completa ignoranza ho accolto a braccia aperte.

Dopo 4 mesi ero diventata una larva, la psoriasi era lì sempre più cattiva, e quindi ho deciso di togliere tutto e altri farmaci per ripristinare ciò che era stato distrutto: il mio corpo.

Vista l’incapacità della medicina ufficiale di trovare una soluzione, anzi la sua capacità di peggiorare la situazione, ho iniziato ad orientare la mia attenzione verso le cure alternative, così sono passata all’omeopatia, ma… nulla di fatto.

Mi sono affidata quindi ad un dermatologo della mia città, ma anche le sue cure erano a base di cortisone e preparati galenici che mi obbligavano a dormire tutta fasciata tipo mummia.

Poi Tor Vergata dove dopo 8 mesi sono stata quasi allontanata perché non ho accettato la cura con immunosoppressori.

Poi al culmine della disperazione, una sera, mi sono imbattuta sul web nel gruppo e lì mi si è aperto un mondo.

Ho letto, ho cercato di capire. Ci ho messo 3 mesi per metabolizzare il tutto e poi ho deciso. Era settembre 2016, ma evidentemente non potevo fare da sola e quindi mi sono affidata alla dott.ssa Cogliani.

Ad ottobre sono andata da lei e il percorso è ufficialmente iniziato.

Da subito ho riscoperto l’energia che avevo perso e la fiducia in me stessa, poi anche la psoriasi è andata via via migliorando e l’alimentazione, che dapprima sembra uno scoglio insormontabile, non è più un problema. E poi c’è la carissima dott.ssa Cogliani che oltre alla grandissima competenza ha un carico di umanità raro.

In tutte le malattie si è soli, ma se si ha la fortuna e la forza di intraprendere questa strada, con Ethel Cogliani si ha una marcia in più.

La strada è ancora lunga, ho ancora alti e bassi, dove le ricadute sono sempre più diradate e sempre più brevi e rientrano spontaneamente semplicemente continuando a fare quello che mi è stato insegnato a fare. Lo stress purtroppo è il mio punto debole e che mi frega ogni volta che arriva, ma cercherò di imparare a gestirlo sempre meglio. Ci credo e ce la farò, anzi ce la faremo!!!

Passare da terapie topiche basate su pomate al catrame e cortisone, unguenti inefficaci ecc., ad un chemioterapico (che ho assunto per qualche mese ma che è bastato per avere effetti devastanti sul mio corpo) a sentirmi dire che non c’era cura per le mie sofferenze, per poi arrivare ad un metodo che comunque, anche con delle ristrettezze, mi ha riportato a vivere e a togliermi quella condanna a vita, non mi sembra vero. E sono solo pochi mesi… dopo anni di sofferenza.

La salute è un diritto… che voglio conquistarmi!

Grazie grazie grazie

Alessandra Petruccioli, 54 anni

Artrite reumatoide, tiroidite e colite cronica

Ho ritrovato la salute… ho ritrovato me stessa

Il mio nome è Alessandra Petruccioli, ho 54 anni e tanta voglia di vivere serena e in armonia con il mondo! Sono impiegata da 33 anni in una grande azienda, il mio è lavoro sedentario.

Colite cronica dall’età di 20 anni, tiroidite dal 2000, Artrite Reumatoide Sieronegativa diagnosticata nel 2014 ma già nel 2007 ho iniziato ad avere dolori molto forti alle mani e ai polsi, da non riuscire a tenere in mano una penna.

Ricerche varie, lastre. ecografie. elettromiografie, diversi specialisti… non si capiva da cosa fossero causati questi terribili dolori. Improvvisamente i dolori si alleggerivano, oppure passavano da una mano all’altra. Passava un po’ di tempo e tornavano… sempre più forti.

Visite da neurologi, ortopedici, fisiatri, reumatologi (essendo sieronegativa neppure veniva rilevato dalle analisi)… cure varie, farmaci prescritti sulla base di ipotesi.

Nel frattempo c’era una precedente problematica, la tiroide di Hashimoto, che mi accompagnava da anni e per la quale avevo dapprima utilizzato Eutirox prescritto subito da 100 e dopo tempo eliminato perché da ipo-tiroidismo era passato in iper-tiroidismo… peggio mi sento!

Inoltre, sin dall’età di 20 anni, soffrivo di colite che con il tempo era diventata cronica. Mi ero abituata anche alle coliche e ai dolori e la ignoravo, generando così altre problematiche.

Tornando all’artrite reumatoide… passano gli anni e “finalmente” nel 2014 mi è stata diagnosticata l’Artrite Reumatoide Sieronegativa. Quel giorno mi sono sentita persa! Avevano dato un “nome” ai miei dolori che da anni mi tormentavano e che avevano determinato un vero cambiamento nel mio umore, fino ad arrivare ad incupire le mie giornate e poi il mio carattere.

Avevano identificato il motivo per il quale le mie dita stessero crollando una ad una. Si erano dapprima logorati e poi spezzati i tendini estensori di mignolo anulare e medio di entrambe le mani (la forte infiammazione non permetteva una giusta lettura delle ecografie e risonanze).

Dopo anni di incerte e false diagnosi ecco la “sentenza”: artrite reumatoide… MA COME!?! E ORA CHE FACCIO? Sapevo di avere una malattia invalidante, seria! Sconosciuti i motivi per cui si presenta.

A quel punto erano 2 le certezze. La prima che non si guarisce. L’altra che avrei dovuto assumere farmaci importanti… quindi cortisone, immuno-modulatore e immuno-soppressore. In poche parole: chemioterapia… ERO TERRORIZZATA!!!

Inoltre, a detta di alcuni reumatologi ai quali ho presentato le mie 100 radiografie, 100 ecografie, 100 risonanze magnetiche, 100 analisi (dalle quali si capiva bene poco) mi consigliavano movimento moderato, evitare assolutamente sforzi. Ferma zitta e… abbozza (come si dice dalle mie parti).

Per un anno sono stata in balia di brutti pensieri. Sentivo di aver commesso errori in passato, di essermi troppo trascurata, non avrei dovuto fare questo o quello… ma l’idea peggiore che mi tormentava, era riferita al mio futuro.

Frequentando gli ambulatori di Reumatologia dei vari ospedali ed in particolare del San Camillo, vedevo le condizioni in cui erano le mie compagne di sventura: ossa deformi, corpi gonfi dal cortisone, persone che camminavano lungo i corridoi attaccate a flebo di chemioterapici o biologici (che di biologico non hanno nulla), stampelle, carrelli, sedie a rotelle… insomma anime tormentate da dolori con corpi trasformati dalla malattia, con un presente sofferente e il futuro assolutamente incerto. Tutte speravamo in un farmaco che arrestasse anche solo momentaneamente quei dolori.

Solo dopo 2 anni, quindi nel 2016, grazie al medico della mia azienda, ho scoperto che tramite l’alimentazione si potevano raggiungere buoni risultati. Ho letto diversi articoli sulle varie diete scoprendo vari approcci.

Certo non mi sembrava facile stravolgere le mie abitudini alimentari, quindi ho iniziato a scegliere gli alimenti da eliminare e a diminuire le quantità per quelli che mi permettevo di mantenere. Scarsi risultati… avevo bisogno di consigli e competenza.

Avendo un profilo Facebook ho scelto diversi gruppi di artrite reumatoide, psoriasica e malattie autoimmuni. Ho incontrato così un giovane uomo sardo affetto da artrite psoriasica al quale ho chiesto di indirizzarmi verso un bravo reumatologo a Roma o altrove. Per tutta risposta mi scrive: “Reumatologi???… No, ma ti consiglio una brava biologa-nutrizionista che può aiutarti attraverso l’alimentazione. Io sto molto meglio e gestisco la mia patologia con il giusto cibo e il movimento e non prendo più farmaci”.

Visto quello che pubblicava, mi è sembrato convinto del fatto suo, molto informato e determinato. Mi sono detta: “Provo”.

Seguendo il suo consiglio ho contattato la dottoressa Ethel Cogliani la quale mi ha dimostrato da subito una grande disponibilità e competenza. Ho iniziato a seguire le sue indicazioni alimentari e di integrazione.

La seconda settimana constatavo già dei miglioramenti. Dapprima i problemi intestinali provocati dalla mia vecchia colite cronica. Quello è stato proprio il primo passo fondamentale che mi ha portato a pensare che la strada fosse quella giusta.

Inoltre, a maggio del 2016, si era infiammato il tendine di Achille del piede destro e dopo poco è spuntato una sorta di sperone… l’osso si è modificato e si paventava l’idea di un intervento se l’infiammazione non si fosse bloccata. Zoppicavo perché il tendine tirava e il dolore era piuttosto forte. Successivamente, verso ottobre dello stesso anno, con la dieta l’infiammazione si è ridotta fino a permettermi di camminare bene.

Dopo pochi mesi, i dolori diminuiti, mi facevano sperare nella reale efficacia del protocollo. Da lì a breve effettuando le solite analisi di routine e facendole controllare al medico i valori erano migliorati…. TUTTI MIGLIORATI: dal colesterolo alla glicemia, alla PCR, alla omocisteina, alla VES, ai valori della tiroide…

Ora è un anno che seguo il protocollo IMMUNOREICA. Seguita da una reumatologa che ha potuto visionare i miglioramenti delle analisi, ho diminuito tutti i farmaci al “minimo sindacale” e sono fiduciosa in un eventuale sospensione degli stessi entro febbraio prossimo.

Per l’artrite Methotreate (chemioterapico, immuno-soppressore) da 20 una volta a settimana, Plaquenil (immuno-modulatore) quotidianamente, Medrol (cortisone) da 16 mg tutti i giorni, all’inizio. Ad oggi, ma già dopo 6 mesi dalla dieta, diminuito il dosaggio: Methotrexate da 7,5 e Medrol da 4 a giorni alterni. Ho perso oltre 14 kg e mi sento molto più leggera, non solo fisicamente, anche emotivamente.

In abbinamento alla dieta faccio molto movimento in un centro olistico e pratico il Tai Chi Taoista (Tai Chi curativo).

La mia vita è cambiata totalmente. Ho ritrovato il piacere di stare insieme agli altri pur mantenendo le mie rinnovate abitudini alimentari. Ora sono serena e non penso più a questa patologia con paura, preoccupazione ed angoscia.

Sì è vero, ho una malattia seria… e allora? Mangio bene, mi muovo, evito i stravizi… ma vivo il presente, il Qui e l’Ora! Accolgo i miei doloretti ora sopportabili con grande serenità.

Il passato non esiste più… quantomeno non esiste più il senso di colpa. Il futuro non è più un pensiero gravoso.

Ho forse evidenziato maggiormente il successo riscontrato dalla dieta seguita, in termini personali ed emotivi, ma chi leggerà questa testimonianza probabilmente già sa quali sono gli eventuali farmaci e i riscontri negativi sull’organismo. L’aspetto emotivo lo ritengo molto importante ed essenziale per affrontare le difficoltà che si incontrano.

Ringrazio la dottoressa Cogliani per la sua competenza e la sua grande umanità che mi hanno permesso di acquisire una costanza che non ho mai avuto. Infatti ho fatto diverse diete per la colite, che però non sono mai riuscita a mantenere per incostanza ricadendo nei soliti errori alimentari.

Sono stata seguita con attenzione e ho ricevuto risposte immediate alle mie domande. Ero un po’ confusa all’inizio per il mio atteggiamento dubbioso e da vera “San Tommaso”, ma ho iniziato a sperimentare concretamente e a trovare immediato beneficio.

Già nelle prime 2 settimane sentivo il mio organismo migliorato. Non più gonfiore di pancia e la stanchezza cronica lasciava spazio ad una mia rifiorita energia.

Ringrazio me stessa per aver scelto di fidarmi e affidarmi a lei, e per aver acquisito una maggior costanza e determinazione riconoscendomi una forza che avevo dimenticato di avere.

Sabrina Sanna, 31 anni

Acne e rosacea

Per curare un problema estetico ho migliorato la mia vita

Mi chiamo Sabrina Sanna e ho 31 anni. Dall’adolescenza ho sempre sofferto di acne, prima nella zona bassa del viso e negli ultimi anni nella parte degli zigomi.

Ho cambiato più di qualche dermatologo ma alla fine questi brufoli uscivano sempre. Tutti curavano l’inestetismo ma nessuno che arrivasse alla causa del problema. Peeling, creme, acidi sul viso mi hanno accompagnata fino a circa settembre 2016.

Sono una persona curiosa, leggo molto riguardo ciò che mi interessa. Un giorno ho letto su una pagina sportiva che molti atleti di cross-fit si avvicinavano ad un regime alimentare che escludeva determinati cibi quali cereali, latticini, legumi. Ho iniziato ad approfondire leggendo dei libri e ho deciso di provare ad eliminare questi cibi e subito ho trovato un miglioramento: niente più enormi cisti sebacee sul viso.

Sentivo però il bisogno di trovare qualcuno che mi seguisse in modo approfondito per sconfiggere il problema. Mia cognata mi consigliò la dottoressa Cogliani. Chiamai e presi appuntamento.

Da lì ho cominciato ad avere moltissime ed importanti informazioni sullo svolgersi del percorso che avremmo iniziato insieme. Una guida a cui fare riferimento per qualsiasi problema avessi avuto, analisi del sangue periodiche su cui andare ad agire con specifiche integrazioni, di cui la maggior parte delle persone non ne conosce neanche l’esistenza.

I miglioramenti ci sono stati non solo a livello estetico, per cui non mi devo più vergognare delle guance rosse alla Heidi, ma anche a livello fisico. Di fatto ho interrotto l’applicazione di qualsiasi prodotto locale che avevo usato fino a quel momento anche se non voglio cantare vittoria (giusto per scaramanzia, non si sa mai).

Lo consiglio a tutti sia a persone con problematiche abbastanza importanti, sia a coloro che vogliono migliorare la loro salute e la loro vita di conseguenza. Infatti i benefici sono arrivati anche nel semplice dormire, facendomi capire come ciò che mangiamo è di fondamentale importanza per qualsiasi sfera della nostra vita.

Michela Bolis, 43 anni

Stanchezza cronica

Da un’intossicazione alimentare è partito il mio calvario

Ciao sono Michela Bolis, 43 anni, da parecchio tempo (6 anni) lottavo con un gonfiore addominale fastidioso e a volte ingombrante. La pancia che non stava più nei pantaloni. Magra con la pancia che gonfiava a dismisura dopo ogni pasto. La mia alimentazione era equilibrata, niente salse, niente abbuffate, tranne nelle ricorrenze (quelle lasciatemele).

Poi lo scorso anno un’intossicazione alimentare, da riso bollito, dà il via ad un effetto domino di una serie di problematiche: ferritina bassa, vitamina D sotto i piedi, una coprostasi colica, febbricola per 9 mesi, avendo il Sistema Immunitario inefficiente non poteva mancare un virus “sistemico”. Problemi a effetto domino che mi hanno dato il colpo di grazia.

Con il tempo tutto questo squilibrio mi ha portato a stanchezza cronica, dolori articolari, malessere generale. Una mattina mi sono svegliata con l’umore sotto i piedi perché a distanza di 9 mesi dall’inizio del declino ero ancora uno straccio, senza forze.

Abituata a lavorare a mille, non potevo stare in quella condizione.

Avevo sentito parlare della D.ssa Ethel Cogliani in un gruppo di Facebook, sono andata a ricercare i post, a guardare la sua pagina per prendere informazioni. Le ho scritto una pappardella con il finale: MI PUOI AIUTARE?

Da subito la mia piacevole sorpresa di non essere giudicata, bensì ascoltata e il mio malessere accolto per tutto il colloquio telefonico.

Grazie alle capacità empatiche della D.ssa la mia decisione di proseguire il percorso/protocollo. Compilata l’anamnesi inviata via email, 2°colloquio via Skype con altre domande per approfondire e ricercare il problema scatenante. L’approccio meticoloso per la ricerca della causa mi confermava che ero sulla strada giusta.

Interessante scoprire che avevo un leggero reflusso manifestato per lo più ai pasti con la necessità di soffiarmi il naso, e la parte del mio corpo che ne risentiva per la maggiore di questo disturbo era L’INTESTINO con conseguente gonfiore.

Per risolvere la stanchezza mi consiglia delle analisi del sangue. Per “fortuna” anche da lì emergono dei dati che spiegano perché il mio corpo non riusciva più a spegnere l’infiammazione cronica da 9 mesi.

Con tutti i dati alla mano mi prescrive un protocollo alimentare specifico, l’integrazione necessaria per riportare i parametri nella norma.

A distanza di 1 mese e mezzo la situazione è notevolmente migliorata. Addome piatto, stanchezza qualche strascico ma non più come 1 mese fa.

Per una persona che lavora sulla salute come me questa cosa mi ha fatto capire come ogni competenza ha le sue valenze ed è veramente importante creare una rete di professionisti che possano guidare le persone ad una sempre più completa coscienza del proprio corpo a 360°.

La cosa che mi ha sorpreso è stata che non era stato il mio primo tentativo di risolvere il problema con l’alimentazione, ma non aveva sortito gli effetti che volevo come invece è capitato in questo caso, quindi è stato evidente la differenza data dal differente approccio alimentare utilizzato.

La cosa bella di questo approcci è che rispetta la natura del corpo senza forzature, senza medicamenti. L’intero organismo ha la possibilità di ripristinare i suoi equilibri nel rispetto della sua fisiologia.

Continuerò il protocollo sino a che non tornerò completamente… anzi di più… nelle mie forze!

Grazie D.ssa Cogliani.

Marco Crippa, 43 anni

Steatosi epatica e sovrappeso

Ho provato tante diete, ma i valori non sono mai rientrati

Mi chiamo Marco Crippa, ho 43 anni. Da diversi anni sono marcatamente in sovrappeso e da circa 10 anni soffro di steatosi epatica in seguito all’assunzione di dosi massicce di Tegretol, Depakin e altro per una errata diagnosi di nevralgia trigeminale, poi scoperta come una infezione odontogena grave.

Da allora il mio fegato non si è mai ripreso e nel corso degli anni ho fatto due tentativi di “dieta” facendomi seguire da un medico dietologo. In entrambi i tentativi, dopo alcuni risultati da un punto di vista di dimagrimento, ho poi mollato. Troppa la noia di mangiare sempre le stesse cose e soprattutto costantemente affamato. Inoltre anche gli esami ematici non miglioravano.

Alcuni mesi fa mi sono messo in ricerca di qualcosa di “diverso” da un punto di vista di approccio nutrizionale e cercando mi sono imbattuto nella dott.ssa Ethel Cogliani. Dopo aver letto, fatto alcune ricerche ho preso il coraggio a due mani e ho scritto la prima email. Da qui è iniziato il mio percorso. Primo colloquio, poi un secondo, esami approfonditi e poi si è iniziato.

Gli esami ematici non erano uno splendore: steatosi epatica, transaminasi molto alta, vitamina D praticamente inesistente, glicemia alta, calciuria alle stelle, paratormone anche…

Mi è stato spiegato in modo esaustivo cosa dovevo fare, come, quali integratori assumere e così è iniziato il mio percorso di cambiamento.

All’inizio non è stato facile abituarmi a questo modo nuovo di alimentarmi, mi sono dovuto “disintossicare” dagli zuccheri, dai cereali, dal pane che sino a ieri pensavo irrinunciabile. Ma poi… più passava il tempo più stavo meglio, iniziavo a dimagrire e poi dopo 4 mesi anche il riscontro degli esami di controllo: transaminasi ok, glicemia sotto controllo, calciuria a posto, paratormone pure, ma c’è ancora da lavorare.

Direi che il risultato per me è stato stupefacente e quasi oltre ogni più rosea aspettativa. E poi anche il peso, sono a –20 e soprattutto non sto soffrendo la fame!!!

Che dire di altro: Grazie Dottoressa, anche se so che la strada è ancora lunga!

Laura D’Arcangeli, 42 anni

Psoriasi

Mi sono ripulita completamente e ho trovato un nuovo stile di vita

Mi chiamo Laura D’Arcangeli e nel 2013 a causa di un forte stress ho cominciato a soffrire di psoriasi in alcune parti del corpo: orecchie, nuca, inguine. Appena si presentava usavo il Dovobet consigliatomi dal dermatologo.

Poi a febbraio 2017, a seguito di un aborto spontaneo, la psoriasi si è scatenata in tutto il corpo soprattutto nella zona inguinale. Anche nella mia famiglia ci sono stati e ci sono episodi di psoriasi ma mai a questo livello. Ero angosciata e demoralizzata per tutto l’accaduto, oltre alla perdita del bambino il mio corpo era pieno di macchie rosse.

Poi un giorno, cercando su Facebook un gruppo con cui condividere i dolori e i fastidi di questa patologia, sono approdata in un gruppo e chiedendo se c’erano degli specialisti che operavano su Roma mi diedero il nome della dott.ssa Ethel Cogliani e la contattai. All’inizio la chiamavo dottoressa ma adesso Ethel mi viene meglio, che mi accolto la prima volta nel suo studio e mi ha ascoltato per più di un’ora prima di darmi indicazioni.

Appena aperta la email delle indicazioni, mi sono trovata impanicata dall’alimentazione dagli integratori da assumere e stravolta mi sono detta: NON CE LA FARO’ MAI!

Io sono anche allergica al nichel, e lei mi ha aiutato a riorganizzare la mia alimentazione e a sostituire la moltitudine di cibi che purtroppo avrei dovuto escludere: poche indicazioni che però hanno fatto la differenza. Anche con le integrazioni abbiamo dovuto sostituirne alcune, ma alla fine siamo riuscite a risolvere tutti i problemi.

I primi giorni sono stati duri. Se mi capitava di andare fuori a mangiare mi portavo tutte le mie integrazioni e ordinavo solo le cose consentite… se non c’erano mi portavo qualcosa da casa. All’inizio mi sentivo a disagio, tutti che mi guardavano in modo curioso.

Ora gi stessi che si chiedevano perché mi portavo con me le cose cucinate da casa, o che vedevano quelle pasticche colorate vicine al mio bicchiere, restano sbalordite dai risultati raggiunti da me. E soprattutto da Ethel la quale è sempre stata disponibile a rispondere a qualsiasi mio dubbio, anche a domande talvolta stupide, ma senza il suo consenso non mi sono mai mossa anche per fare l’anestesia dal dentista o per fare una cura ormonale.

Lei non ti prescrive solo una cura… ti spiega tuto quello che serve, come va ad agire e come potrebbe rispondere il nostro organismo. Ora sto cercando un’altra gravidanza e lei è stata felicissima di darmi dei consigli naturali.

Questa esperienza mi ha insegnato che il nostro corpo ci manda mille avvisaglie prima di conclamare qualsiasi patologia. Io ho imparato ad ascoltarlo, a nutrirlo come un bambino piccolo al quale non si danno alimenti industriali o spazzatura. Qualche volta mi concedo uno sgarro ma rientro sempre nei limiti.

Ora che sono completamente ripulita (anche dalla psoriasi inversa che è la più antipatica) continuo comunque il mio stile di vita sano, cerco di evitare lo stress superfluo, e poi seguo un regime alimentare che posso tollerare ricordandomi che noi siamo ciò che mangiamo.

Grazie Ethel

Francesca B., 42 anni

Ipotiroidismo

Stare meglio senza farmaci si può

Mi chiamo Francesca B., da mesi mi sentivo fiacca sia nel corpo che nella mente.

Soffro da anni di ipotiroidismo ed ho preso per anni Eutirox fino ad approdare ad un mantenimento di 25mg. Da un anno il mio endocrinologo mi ha fatto interrompere la terapia per vedere se la mia tiroide potesse andare da sola. Le analisi andavano benino, ma il “rallentamento” c’era e piano piano le analisi hanno cominciato a sballare: colesterolo, omocisteina, amilasi tutte leggermente alte.

Non ho voluto prendere farmaci e tramite mia cugina sono approdata ad Ethel. Il colesterolo è sceso e il mio stato generale è migliorato moltissimo.

La chiarezza e la disponibilità della dottoressa sono spettacolari e ogni dubbio veniva risolto subito, niente a che vedere con il mio medico che per il colesterolo voleva farmi assumere un prodotto della Herbalife che ovviamente ho rifiutato.

Non avevo assolutamente intenzione di intraprendere nessun’altra strada, sapevo che non avrei mai usato farmaci e mia cugina mi ha dato questa soluzione, che si è rivelata ottimale.

Credo veramente che una buona alimentazione consapevole faccia la differenza e la sicurezza che trasmette Ethel in quello che fa ti conforta. All’inizio è stato faticoso cambiare la mia alimentazione e scoprire che molti alimenti che hanno fatto parte della mia infanzia in realtà erano dannosi.

Le mie aspettative sono state ampiamente rispettate, le analisi lo dimostrano, ma lo dimostra anche il fatto che mi sento veramente meglio e tutto questo solamente dopo un mese.

Federico Pera, 40 anni

Psoriasi e problemi intestinali

Ero ricoperto dalla testa ai piedi

Mi chiamo Federico Pera ed ho 40 anni. Soffro di psoriasi da sempre, e per me questo è sempre stato molto invalidante perché non riuscivo ad uscirne ed ero ricoperto dalla testa ai piedi.

Preso dallo sconforto, dopo molti tentativi e varie cure, tra cui lampade, pomate, ho provato con la ciclosporina che finalmente mi ha pulito, ma solo inizialmente. Infatti poco dopo sono iniziati dei forti problemi intestinali, e la psoriasi è ricomparsa anche peggio di prima, tanto che anche la mia quotidianità era compromessa. Non uscivo perché avevo paura di sentirmi male.

Mi sono imbattuto con il gruppo su Facebook, e da lì ho cominciato a vedere una speranza. Dopo tanti sacrifici ora posso dire di stare bene, anche se sento che il mio percorso per consolidare i risultati è ancora lungo.

La parte che ha fatto più fatica ad essere portata in remissione è stata la faccia. Tutto il corpo sembrava rispondere bene, ma la faccia rimaneva intatta, anzi tendeva a peggiorare. Molto probabilmente le 2 forme di psoriasi erano diverse, ed effettivamente ci siamo dovuti concentrare su un problema di candida e di radicali liberi. Comunque ci siamo riusciti anche per la pelle del viso che ormai coprivo tatticamente con la barba, che finalmente potrò tagliare.

Andrea Pasqualone, 39 anni

Psoriasi

In 25 anni le avevo provate tutte

Sono Andrea Pasqualone, ho 39 anni e da quando ho 15 anni che soffro di psoriasi.

Ho fatto tantissime cure tra cui cortisone, lampade, penicillina ma i risultati che ottenevo erano limitati a pochi giorni.

Quindi mi sono messo alla ricerca di soluzioni alternative e possibilmente naturali che mi portassero alla remissione della malattia, e un giorno su Facebook mi sono imbattuto nel gruppo. Parlava di migliorare la propria condizione solo con l’alimentazione e l’integrazione. Ho iniziato dapprima a seguire qualche indicazione da solo, poi ho contattato la dottoressa Ethel Cogliani e ho cominciato con lei che mi sta seguendo tutt’ora.

Il primo mese è stata dura, ma vedendo i risultati sono andato avanti senza mai sgarrare. Mi sento bene e la mia pelle si è pulita totalmente. Lo consiglio continuamente a chiunque mi chiede come ho risolto il mio problema. La cosa bella è che, oltre che efficac,e è anche salutare perché ti permette di sospendere anche le terapie farmacologiche. Certo, ci vuole tempo e dedizione, ma se si vuole veramente risolvere un problema non si può non metterci impegno.

Mara A., 29 anni

Inizio di artrosi e voglia di prevenzione

Ho preferito intervenire prima che tutto peggiorasse

Mi chiamo Mara A., ho 29 anni, mi sono rivolta a Ethel dietro suggerimento di una cara amica che soffre di una malattia autoimmune.

Il mio intento era sperimentare un regime alimentare corretto che potesse aiutarmi a eliminare delle reazioni di intolleranza abbastanza fastidiose, e a gestire un inizio di artrosi che non volevo degenerasse. Da quando seguo il metodo IMMUNOREICA non ho più avuto significative reazioni (forti pruriti, eritemi…) che poi ho ricollegato alle solanacee, e ho risolto dei problemi costanti di gonfiore addominale (legati a cereali e latticini). Inoltre, a livello di forma fisica, mi sento più tonica ed è migliorato l’aspetto della mia pelle.

La scelta di intraprendere questo percorso ha un carattere prevalentemente preventivo, in quanto in famiglia è presente un caso di celiachia e di artrite reumatoide. Mi ritengo molto soddisfatta dei risultati che ho ottenuto quasi da subito.

Ethel, al primo colloquio, ha dedicato molto tempo a spiegare la “ratio” del regime alimentare che mi stava proponendo. Le informazioni più specifiche sono state comunicate successivamente anche per email in modo da avere anche un riferimento scritto e facile da consultare ovunque. Ho riscontrato sia chiarezza nella trasmissione delle informazioni che disponibilità a chiarimenti (nel corso della dieta).

Ho dovuto adattare i ritmi della dieta con i miei tempi fisiologici, ho osservato l’impegno di andare a letto entro una certa ora e, al mattino, la colazione proteica mi ha aiutato a gestire meglio la fame. Ero andata per vedere un miglioramento generale del mio stato fisico e così è stato.

Lo consiglierei perché penso che possa essere di grande aiuto a ripristinare un regime alimentare più consono all’uomo, eliminando tutti quei cibi fortemente irritanti o allergizzanti che nel lungo termine portano inevitabilmente alla malattia. Sono felice di aver scoperto questo percorso prima che mi capitasse qualcosa di grave e magari più difficilmente controllabile.

Claudio Cerutti, 35 anni

Dermatite seborroica

L’unica strada: l’alimentazione, l’integrazione e lo stile di vita

Mi chiamo Claudio Cerutti e ho 35 anni.

Da diversi anni soffro di dermatite seborroica, soprattutto al viso. Non è certamente una patologia invalidante, anche se abbastanza fastidiosa e sicuramente inestetica. Periodicamente la pelle del viso mi si arrossa e gonfia, per poi desquamarsi dopo qualche giorno.

Le cose hanno cominciato a migliorare nell’estate del 2015 quando, a seguito della lettura del libro di Robb Wolf, ho cominciato ad adottare la Paleo Dieta (prima in versione “standard” poi con il protocollo autoimmune).

Un ulteriore miglioramento l’ho avuto il marzo dell’anno dopo, quando ho cominciato ad integrare con vitamina D, K2, Magnesio ed Omega3.

Nonostante le cose fossero migliorate ed applicavo la dieta in maniera ferrea senza mai sgarrare, ogni tanto avevo i miei soliti sfoghi al viso, anche se più di rado.

Decido allora di farmi seguire da uno specialista. La scelta è caduta su Ethel, che avevo conosciuto ad un corso, perché era l’unica che conoscessi che seguiva la filosofia che cercavo: la cura tramite il cibo, le integrazioni e più in generale lo stile di vita.

Durante la prima call via Skype con Ethel, mi arriva la doccia fredda: devo eliminare i cibi che stimolano l’istamina. Già nel protocollo autoimmune il numero di cibi è molto ristretto (si può mangiare solo carne, pesce, frutta e verdura – esclusi peperoni, melanzane, pomodori, frutta secca, uova).

Ora avrei dovuto eliminare pure molti tipi di pesce (tonno, alici, sardine, salmone, uova di pesce, crostacei, frutti di mare, molluschi) e pure alcuni tipi di frutta (fragole, prugne, ananas, kiwi, lime, arance, mandarini).

Volevo morire!

Dopo il primo shock iniziale, decido di mettere in pratica i consigli di Ethel in modo rigido per almeno tre mesi. Per vedere se il protocollo funziona, non posso permettermi di sgarrare. Fortunatamente quando mi ci metto sono abbastanza inflessibile.

Nemmeno le feste di Natale mi fermano. Al cenone della vigilia da mia zia non posso mangiare praticamente nulla (antipasti ai frutti di mare, spaghetti con le vongole, salmone e come frutta l’ananas) e mi tocca farmi un’insalata il resto del tempo a guardare “Una poltrona per due”!

Seguire rigidamente il protocollo per tre mesi senza nemmeno uno sgarro è stata dura. Ma lo sforzo non è stato vano: dopo 1 mese di esclusioni ho visto già i primi risultati e non ho avuto nemmeno uno sfogo nell’arco di 3 mesi.

Finalmente dopo tanto cercare sembra che abbia trovato la chiave di volta per risolvere il problema!

Ad oggi raramente qualche lieve sfogo ce l’ho ancora (anche se molto attenuato, con un lieve rossore e senza desquamazione) e spesso collegato a giorni in cui sgarro dormendo molto meno.

Posso dire di avere praticamente risolto il problema visto che normalmente in primavera era un disastro e invece l’ho passata praticamente indenne a parte un piccolissimo episodio accadutomi quando ho provato ad usare l’olio di cocco sulla pelle. Mai più!

Questo è stato il risultato: di nuovo la faccia irritata.

Da lì ho capito che anche il cocco avrei dovuto mangiarlo con moderazione.

Mi sento solo all’inizio di un percorso di continuo “ascolto” del mio corpo e miglioramento dello stile di vita (alimentazione, integrazioni, riposo, esercizio fisico) e nel portare il corpo a riaccettare anche solo con moderazione alcuni cibi che adesso mi vieta categoricamente.

Un tale tipo di percorso è l’unico che può garantire la salute nel medio-lungo termine e soprattutto quando si tratta di patologie autoimmuni non vedo altre strade visto che l’approccio farmacologico nasconde solo i sintomi mentre la malattia continua ad aggravarsi in maniera sotterranea.

Sicuramente senza la guida di Ethel sarebbe molto più complesso intraprenderlo.

Giulia Vannini, 23 anni

Dermatite atopica

Per tutta una vita, tanti specialisti e un’unica cura… che non ha mai funzionato

Mi chiamo Giulia Vannini, ho 23 anni e dopo pochissimi mesi dalla mia nascita mi è stata diagnosticata dermatite atopica. Fin da piccola la dermatite non mi ha dato grossi problemi se non qualche piccola irritazione nelle zone tipiche della dermatite atopica, cioè pieghe delle braccia e delle ginocchia.

Circa 4 anni fa, in concomitanza con l’inizio dell’Università, la Dermatite atopica è compresa in modo molto acuto con prurito che mi tormentava sia di giorno che di notte con piaghe sparse in tutto il corpo. Mi vergognavo ad uscire di casa perché anche d’estate ero costretta a coprirmi per nascondere la mia pelle.

L’estate 2013 andai al pronto soccorso perché grattandomi mi ero infettata il collo e il decolleté, in più dal dolore non riuscivo più a dormire, a studiare e soprattutto a vivere una vita normale. In pronto soccorso mi prescrissero cortisone per via orale da scalare dopo 3 mesi. Ovviamente iniziai a stare meglio, ma giusto il tempo di terminare la terapia e la dermatite tornò ancora più aggressiva di prima.

Mi affidai ad una dermatologa della mia città che mi prescrisse una terapia cortisonica, stavolta topica, ma quest’ultima non ha mai risolto il problema. Ero entrata in un circolo vizioso del cortisone che invece di curare tampona il problema e una volta terminato un ciclo la pelle ne chiede ancora di più per stare meglio.

Dopo circa 2 anni è subentrato anche l’herpes simplex nel viso (herpes a tutta la fronte e nel collo) per il quale ho fatto lunghi cicli per un anno di antivirale per bocca. Anche in questo caso, però, una volta terminato un ciclo, l’herpes ritornava. Ho provato a cercare altri metodi come l’omeopatia e la mesoterapia, ma mai nessuna è riuscita a risolvere il problema.

A dicembre 2016 in piena disperazione cercai su internet un metodo alternativo rispetto alla medicina tradizionale che potesse aiutarmi e così, tra le varie ricerche, ho trovato la dottoressa Ethel Cogliani. Abbiamo avuto il primo incontro a gennaio 2017 e fin da subito la dottoressa è stata disponibilissima nei miei confronti.

Una volta intrapreso il percorso ho preso la drastica decisione di interrompere la terapia cortisonica per via topica che ormai facevo da anni, e ovviamente sono entrata in piena crisi. La pelle era come ustionata con piaghe e croste sparse in tutto il corpo. Dopo circa un mese e mezzo… forse 2 mesi sono arrivati i primi miglioramenti: la pelle migliorava e si ripuliva giorno dopo giorno fino ad oggi che dopo 4 mesi dall’inizio del protocollo posso dire di essere una persona nuova.

Non solo la mia pelle è nettamente migliorata, ma è cambiata in positivo la mia qualità di vita e di benessere sia fisico che psicologico. Ancora so di poter migliorare, ma sono decisamente soddisfatta e felice di ver intrapreso questo percorso. Non tornerei mai indietro e ringrazio per questo la dottoressa Ethel.

Cristina Efficace, 48 anni

Tiroidite di Hashimoto, gastrite, sclerodermia, herpes gestationis

Tante malattie autoimmuni e nessuno che le prendeva sul serio

Mi chiamo Cristina Efficace, ho 48 anni e tantissime patologie da gestire di cui 3 autoimmuni. Ho conosciuto Ethel tramite Facebook a settembre 2016 in uno dei momenti più bui per la mia salute, degli ultimi anni.

Soffro di tiroidite di Hashimoto dal 1998, Herpes Gestationis dal 2004 (che dell’herpes ha solo il nome ma in realtà è una patologia rara che colpisce le donne in gravidanza) e Sclerodermia localizzata dal 2012. Da anni anche gastrite e reflusso. Nel passato tanta asma. Sono arrivata al suo studio con la speranza che potesse risolvere subito tutto, perché in realtà la consideravo magica.

La realtà, la mia soprattutto, mi ha portato invece a fare i conti con l’attesa, la caduta, la risoluzione per poi ricadere di nuovo, anche perché sono molto indisciplinata ma davvero molto. Infatti nonostante le indicazioni chiare l’inizio è stato turbolento e l’idea di affidarmi ciecamente non è mai stata nelle mie corde.

Nei primi 3 mesi avevo ottenuto risultati molto buoni ma esigenze familiari mi hanno portata a ritrovare tutte le mie vecchie abitudini. Il risultato sommato ad una improvvisa menopausa ha avuto effetti dirompenti su di me.

Ma la problematica principale o perlomeno con più sintomatologia non è aumentata, non ha dato problemi, non mi ha costretta a prendere medicine. Direi un successo. Ora sono tornata a “comportarmi bene” con me stessa anche se le mie ribellioni ogni tanto mi fanno deragliare, ma so che se vinco il mio essere così schiva, invece di risolvere sempre tutto da me e mi affido di più a lei non potrà che essermi d’aiuto. È una grande persona, sempre disponibile e trovo sia quest’ultima una qualità pressoché scomparsa.

Per anni il mio medico di famiglia ha “curato” alcune mie patologie con un: “lei ha l’ansia, prenda queste gocce tranquillanti, vada da uno psicologo, non ha niente”. Il risultato lo sto ancora scontando. Spero di sconfiggerlo con l’aiuto di Ethel vista la progressione graduale e inarrestabile degli ultimi 6 mesi.

Nel frattempo ho comunque sospeso qualsiasi medicina per la gastrite e il reflusso e gli antibiotici per cistite e candida di cui ero diventata schiava. L’idea di affiancare un protocollo naturale alle normali medicine ma che ti permetta piano piano di abbandonarle è veramente qualcosa di utile che si potrebbe fare, ma visto che già trovare qualcuno che prenda sul serio la patologia è un miracolo, penso che un percorso del genere nelle vie ufficiali sia solo utopia.

Brunilde Ciulli, 61 anni

Artrite reumatoide

Troppi farmaci… nessun effetto

Mi chiamo Brunilde Ciulli, ho 61 anni. Da 2 anni mi è stata diagnosticata artrite reumatoide, ma i sintomi erano già presenti nei 2 anni precedenti la diagnosi, seppure non sono stati compresi dai medici a cui mi ero rivolta, che avevo dolori più o meno forti a spalle ginocchia e polsi.

Nessuno ha mai pensato di prescrivermi analisi approfondite per capire cosa avessi finché un giorno decido di rivolgermi ad un reumatologo. Da lì inizia il mio percorso tra vari specialisti finché nel luglio 2015 arrivo alla diagnosi.

Inizio il primo trattamento medico tradizionale con cortisone e metotrexate, ma i dolori non accennavano a diminuire, così mi viene proposto di iniziare un trattamento con farmaco biologico. I dolori continuavano ad essere troppo forti rispetto ai numerosi farmaci che assumevo, così i medici che mi avevano in cura decidono di cambiare farmaco biologico.

Anche questo secondo biologico non sortisce gli effetti desiderati, la mia fiducia nell’equipe medica che mi seguiva viene meno e decido di rivolgermi all’equipe del professor Ferraccioli presso la Columbus. La diagnosi viene confermata, la terapia seguita un po’ meno! Vengono apportate delle modifiche alla terapia seguita fino ad allora: si continua con lo stesso biologico ma con combinazioni di farmaci diverse.

Proprio durante una delle tante visite fatte presso la Columbus, conosco una ragazza affetta anche lei da una malattia reumatologica che mi racconta entusiasta del protocollo alimentare che sta seguendo e degli ottimi risultati ottenuti in poco tempo, soprattutto in termini di riduzione del dolore alle articolazioni.

Incuriosita chiedo tutti i riferimenti della dottoressa che mia figlia provvede immediatamente a contattare appena tornate a casa.

Così a dicembre 2016 inizio anch’io a seguire questo protocollo alimentare.

Non ho avuto nessuna difficoltà ad abituarmi alla nuova tipologia di alimentazione, non ho sofferto la fame, nessuno stress del dover pesare i cibi!

Dopo 10-15 giorni i miei dolori si erano già ridotti di molto, dopo un mese/mese e mezzo alcuni sono proprio scomparsi. Mi sentivo molto meglio, il gonfiore dato dal cortisone era scomparso quasi del tutto e dopo 5 mesi ho perso con enorme piacere anche 5 kg.

Il mio benessere è stato confermato anche dalle analisi di routine che faccio con la dottoressa Ethel Cogliani e per i controlli alla Columbus.

Sono molto soddisfatta. Spero di ottenere ancora altri miglioramenti in modo da poter ridurre l’apporto farmacologico a cui sono sottoposta attualmente.

Grazie dottoressa Ethel

Maura Massei, 38 anni

Ipotiroidismo

L’apatia faceva parte costante della mia vita… ora non mi basta il tempo per fare tutto quello che vorrei

Sono Maura Massei ho 38 anni e ho pensato a lungo per capire cosa potevo scrivere sulla testimonianza. Leggevo le altre testimonianze e mi dicevo che il mio problema non era poi così grande… in fondo il mio ipotiroidismo non era niente a confronto dei problemi che leggevo.

Io prima ero sempre stanca, senza voglia di far nulla, ero diventata apatica… umore a pezzi, tutto buio era diventato… poi con l’aumento di peso si era tutto amplificato.

Ora invece vedo l’arcobaleno ;-), sto meglio, molto meglio, sono instancabile, ho voglia di fare mille cose, ora è il tempo che non basta più ^_^!!!

Poi sentirsi dire dagli amici o da conoscenti che il tuo viso splende di luce, “sei radiosa!”… finalmente poter rispondere MI SENTO BENE, MI SENTO ALLA GRANDE!!!

Posso solo ringraziare di cuore Ethel per tutte le attenzioni e dritte date che sono state preziose e fondamentali per riuscire a superare quei brutti sintomi che porta l’ipotiroidismo… abbiamo ancora da migliorare con il peso ma niente è a confronto di quanto conquistato fin’ora.

Grazie grazie di <3

Giulia Sala, 26 anni

Dermatite atopica e alopecia

Io come Benjamin Button

Mi chiamo Giulia Sala ho 26 anni e soffro dalla nascita di dermatite atopica e ho avuto due importanti episodi di alopecia.

La mia pelle da quando sono nata è stata sempre molto crespa (diciamo non ho mai avuto la classica pelle del neonato).

Nel corso degli anni ho provato centinaia di cure per riuscire a guarire da questa patologia che rende la vita quotidiana abbastanza complicata, ma nessuna di queste ha avuto gli effetti che speravo.

Ho sempre fatto uso di cortisone che mi dava molto sollievo durante la somministrazione ma poi, una volta smesso, la questione ritornava più complicata di prima.

Ad un certo punto ho provato con un potente immunosoppressore, ma anche questo non ha avuto gli effetti sperati.

Ho provato anche con l’omeopatia ma non è servita a nulla.

Da circa un anno e mezzo, sotto consiglio di mia sorella, anche lei seguita dalla dottoressa, anche lei con dermatite atopica ma con cause totalmente diverse dalle mie, ho iniziato a farmi seguire anche io ed è proprio da un anno e mezzo che non ho più ingerito una pasticca di cortisone.

All’inizio sono partita con la dieta e con i vari integratori che la dottoressa mi aveva suggerito. Le prime due settimane sono state fantastiche. La pelle, soprattutto quella del viso, era liscissima e non più rossa, tanto che mi ricordo che le persone che mi conoscono mi chiedevano a cosa fosse dovuto il cambiamento.

Poi c’è stato un lungo periodo in cui sono ritornata alla fase di partenza, con un’importante differenza però, e cioè quella che comunque riuscivo a gestire i sintomi della dermatite e a tenerli sotto controllo anche senza cortisone. Questo non era mai avvenuto prima.

Ora ci sono periodi in cui mi sento benissimo e la pelle è liscia come non lo è mai stata, e altri in cui sto un po’ peggio, ma mai come era prima e tutto limitato nel tempo e senza grossi fastidi.

Un cambiamento molto importante che è avvenuto sul mio corpo grazie a Ethel riguarda l’energia fisica. Prima le giornate erano accompagnate da un enorme senso di spossatezza, di stanchezza, non vedevo l’ora che arrivasse la sera per dormire. Ora questo senso di stanchezza si è notevolmente ridotto, riesco ad affrontare le giornate con più energia e a dedicare a mia figlia più tempo di qualità e di questo ne sono molto contenta.

Un altro miglioramento riguarda anche il prurito. Prima passavo le giornate e le nottate a grattarmi, il prurito era all’ordine del giorno ed era insopportabile. Ora è migliorato tantissimo anche quest’aspetto e finalmente riesco a dormire sonni tranquilli, il che non è cosa da poco.

Per quanto riguarda l’alopecia non ho più avuto nessun episodio, anzi i capelli sono forti e crescono tantissimo.

Tra alti e bassi posso dire di stare molto meglio, anche se la strada verso il controllo totale è ancora lunga, ma ho piena fiducia nella dottoressa che è sempre super disponibile e mi sta seguendo alla perfezione. Sono felice perché mentre prima erano molte di più le giornate in cui stavo male ora la situazione si è capovolta e riesco a dedicare più energia alle persone che mi sono vicine e al mio lavoro.

In primavera magari devo ancora stare attenta ad alcuni cibi che sto reintroducendo dopo un lungo periodo che li avevo esclusi perché mi davano reazioni immediate di peggioramento.

Insomma sto esplorando i limiti del mio nuovo corpo con la piacevole scoperta che, anche se faccio qualche errore, non torno mai al problema come lo avevo prima.

Grazie <3

Barbara Ferrero, 22 anni

Amenorrea secondaria

Le terapie normali non hanno dato esiti per 3 anni finché…

Mi chiamo Barbara Ferrero, ho 22 anni, da novembre 2013 (3 anni) ero in amenorrea secondaria, scatenata da pregressi disturbi del comportamento alimentare. Questa condizione nel tempo si è aggravata, causandomi stanchezza, stress, perdita di capelli e ciglia, difficoltà a concentrarmi e osteopenia.

Tutto questo mi ha portato a cercare una soluzione, e così, ho iniziato a seguire una terapia a base di estrogeni e progesterone.

La terapia EP però non ha mai migliorato quelle che sono le conseguenze dell’amenorrea, e quindi il continuo senso di stanchezza e malessere generale sussisteva. Tutto ciò però è considerato normale dai medici curanti, che mi continuavano a ripetere di “pazientare” e attendere la ricomparsa del ciclo mestruale.

Non vedendo miglioramenti, e non volendo attendere passivamente di star meglio, ho iniziato ad informarmi autonomamente. In un primo momento, ho iniziato a cambiare la mia alimentazione, assumendo anche diversi integratori basandomi sui libri che avevo letto sull’argomento, ottenendo risultati minimi ma comunque maggiori della terapia EP. Ero contenta di questi piccoli risultati, ma sapevo che avrei potuto migliorare ulteriormente se seguita da un esperto.

Tramite conoscenze personali, ho conosciuto il metodo IMMUNOREICA e la Dottoressa Ethel Cogliani con la quale ho subito iniziato il mio percorso. I miglioramenti sono iniziati fin da subito, in particolare con l’assunzione di tutte le integrazioni previste.

Dopo due settimane, il senso di stanchezza è migliorato, sono molto più serena e riesco a gestire meglio lo stress, i capelli e le unghie si sono rafforzati, e riesco a mantenere più facilmente la concentrazione e finalmente i primi di gennaio dopo oltre 3 anni di assenza, seppur con un flusso molto scarso, mi è ricomparso il ciclo mestruale.Attualmente seguo ancora la terapia EP, ma spero di poterla interrompere al più presto.

Non avevo intenzione di seguire altri percorsi prima di conoscere IMMUNOREICA ma dopo tanto insistere da parte del mio compagno ho deciso di affidarmi, poi il fatto che fosse un precorso naturale e senza controindicazioni o effetti collaterali mi ha convinto e sono felice che lo abbia fatto.

Gianluca Pisacane, 39 anni

Psoriasi

Le creme mi facevano peggiorare

Mi chiamo Gianluca Pisacane, ho 39 anni.

Soffrivo di psoriasi da 4/5 anni sempre curata con trattamenti topici (creme cortisoniche) che, alla sospensione, mi provocavano un peggioramento del malessere (desquamazione, pruriti, arrossamenti) ed una maggiore sensibilità della pelle.

Ho deciso quindi, all’ennesima crisi, di capire e conoscere le cause di quello che succedeva alla mia pelle.

Fra le varie ricerche mi sono imbattuto in IMMUNOREICA.

Ho letto avidamente le loro linee guida e provato a seguire la “dieta autoimmune”. Presto mi sono reso conto che era necessario l’aiuto di un professionista che mi aiutasse soprattutto con le necessarie integrazioni (vit. D – magnesio – omega3 ecc. ecc.) così ho deciso si contattare la dott.ssa Ethel Cogliani.

Sin da subito è stato chiaro il percorso da seguire e gli equilibri da trovare ed è stato facile comprendere l’utilità dei singoli integratori per mettere ogni cosa nel giusto ordine. Il percorso è stato agevolato grazie alla dedizione, i chiarimenti e la pazienza della dott.ssa Ethel Cogliani ma non senza il necessario impegno.

Il mio percorso, nella liberazione dalla PSO, si è articolato così:

Prima fase: conoscenza della psoriasi, eliminazione alimenti “nocivi”, calibrazione della dieta ed introduzione dei necessari integratori;

Seconda fase (dopo un mese circa): primi miglioranti della salute generale (regolarizzazione del ciclo sonno veglia, ritrovate energie soprattutto nella parte finale delle giornata).
Aspetti negativi: la psoriasi era peggiorata, piccola crisi di guarigione (la pso si era estesa, aveva interessato anche il cuoio capelluto, l’umore era a terra ma ho resistito);

Terza fase: inizia, dopo circa 3 mesi, la fase della remissione.
La mia PSO era diventata più chiara ed aveva smesso di dare prurito. Le macchie, in questo stadio, erano diventate più sottili, si erano unite tra loro e diventate rosee.

Quarta fase: la pelle era sempre più rosa ed era tornata ad assumere una consistenza come quella mai interessata dalla PSO.

I primi risultati sono arrivati dopo i primi 6 mesi. Dal 6° al 12° mese ho ottenuto la regressione totale.

Sono davvero soddisfatto del lavoro fatto, a volte impegnativo ma ricco di soddisfazioni.
Le informazioni sull’alimentazione da seguire e sulle integrazioni da assumere sono state puntuali e molto chiare, la gestione quindi decisamente semplificata. È stato importante conoscere il motivo e il compito svolto dai singoli integratori.

Precedentemente mi ero affidato esclusivamente a soluzioni topiche cortisoniche. Ma poi ho sospeso la terapia. Quando mi sono scontrato con il protocollo stavo cercando una soluzione alternativa alle creme cortisoniche che, ogni volta che le sospendevo non facevano altro che aggravare la situazione.

Sono veramente molto soddisfatto perché grazie al protocollo sono riuscito non solo a superare i problemi di psoriasi (che è regredita completamente) ma anche a migliorare alcuni aspetti della vita (ciclo sonno/veglia – mal di testa frequenti) ed ho ritrovato l’armonia con il mio fisico.

Dire che lo consiglierei è dire poco. Aiuta ad essere più consapevoli delle capacità e dei limiti del proprio corpo. Con il protocollo si comprende come un’alimentazione curata e una bilanciata dose d’integrazioni possono migliorare la quotidianità. Ed ogni aspettativa è stata più che superata.

David Verna, 43 anni

Artrite psoriasica e psoriasi

Immunosoppressori che mi hanno portato alla chemioterapia

Mi chiamo David Verna, ho 43 anni ed ho la psoriasi da quando ne avevo 22.

È iniziata con qualche macchia sul petto scambiata per un fungo poi ha iniziato a degenerare anche sulle gambe, schiena, gomiti e testa. Inutile descrivere il disagio di un ragazzo di 22 anni coperto di croste, spesso sanguinolente, costretto a grattarsi come una scimmia e perdendo forfora dalla testa. La vergogna nello spogliarsi, il disagio di avere la giacca sempre impolverata. I farmaci si limitavano a unguenti catramosi che potevano essere usati solo di notte (perché era impensabile andare in giro coperto di catrame).

Un po’ di sollievo lo davano le lampade ma l’effetto era limitato e sembravo Carlo Conti per intenderci.

La scoperta della Ciclosporina fu illuminante. Dopo i cicli di immunosoppressore ero completamente pulito. I medici nel frattempo continuavano a dire che dalla psoriasi non si guarisce quindi il destino era di passare la vita tra immunosoppressori e lampade.

Dopo 8 anni di questi cicli di cura contraggo una neoplasia. Il sospetto che nessuno potrà mai né confermare né smentire è che gli immunosoppressori hanno contribuito a farmi ammalare. Dopo alcuni cicli di chemioterapia sono guarito. Io non sono stato così fortunato. A giugno di quest’anno stavo messo proprio male e perdevo sangue continuamente, anche a lavoro, e ormai il cortisone non faceva più effetto. Vado così in ospedale elemosinando dei farmaci biologici di cui avevo sentito parlare. La risposta è stata che costavano troppo e venivano usati solo come ultima spiaggia.

Mi propongono l’ennesimo immunosoppressore ed io accetto. Comincio le analisi di routine e un’infermiera che mi stava facendo il prelievo mi parla di un metodo totalmente naturale basato sull’alimentazione. Non ne sapeva molto lo aveva appena scoperto. Torno a lavoro, vado su internet e lo cerco. E’ un protocollo per le malattie autoimmuni, una dieta in sostanza, non avevo niente da perdere e così comincio a provare.

Dopo 3 settimane sono completamente pulito. Funziona. Quasi non ci credo. Non volendo però sbagliare e magari trovarmi senza psoriasi ma con qualche altra malattia per aver seguito una dieta sbagliata e mi rivolgo alla dott.ssa Ethel Cogliani.

Ethel ha rivoluzionato la mia alimentazione, ha inserito diverse integrazioni, mi ha riempito di consigli e grazie a tutto questo posso dire di poter vivere la mia malattia in modo totalmente diverso. Adesso so che posso stare bene senza medicine, senza lampade, semplicemente prendendomi cura di me. Stando attento a come mangio, ma anche a come vivo. E’ dura non lo nascondo, tutte le convinzioni su cui si basava la mia alimentazione, tutte le mie abitudini sono state stravolte, ma sono proprio i risultati ottenuti a rendermi consapevole che non posso, non voglio e non devo tornare indietro.

Stare bene, in salute è troppo importante ed io adesso mi sento bene. Finalmente!

Marco Marziali, 34 anni

Psoriasi palmoplantare

Tutto è iniziato da una ferita che non si rimarginava

Sono Marco Marziali, ho 34 anni e soffro di psoriasi palmo plantare dal 2007, quando, dopo essermi procurato un taglio su un dito lavorando in officina, la ferita stentava a rimarginarsi, anzi si estendeva fino al 2013 dove mi sono ritrovato i palmi completamente screpolati.

Nell’agosto 2013 ho conosciuto l’approccio usato dalla dottoressa. Seguendo la pagina ho notato i frequenti interventi nei post da parte di Ethel, da lì ho deciso di voler andare da lei.

Mi sono subito trovato molto bene, Ethel è stata sempre presente e disponibile a rispondere ai dubbi che avevo durante il percorso e ho potuto sospendere ogni terapia precedente, venendo da 6 mesi in cui avevo usato il Neotigason e la situazione era peggiorata notevolmente.

In realtà le cure da me provate sono state svariate, ma ogni dermatologo mi prescriveva sempre cure a base di cortisonici diciamo che IMMUNOREICA per me era l’ultima spiaggia, non sapevo più cosa fare.

Sono veramente soddisfatto, finalmente ho la consapevolezza che si può riuscire a tenerla sotto controllo senza farmaci nonostante il mio lavoro mi porta spesso a contatto con agenti molto nocivi per la mia patologia.

Consiglierei a tutti questo tipo di approccio, poi Ethel oltre ad essere una brava professionista è una grande persona, sempre disponibile ma soprattutto quello che mi è piaciuto è come interagisce con noi pazienti, si mette sul tuo stesso piano senza avere mania di onnipotenza, non come i dermatologi che ho incontrato che si liberavano di me in meno di dieci minuti dicendo che non si poteva fare niente.

E infatti la situazione non migliorava mentre con il protocollo fin da subito sono stato bene, fino a marzo che ho avuto una ricaduta ma gestita perfettamente grazie anche all’aiuto della Dottoressa, sicuramente nel mio caso la componente stress la fa da padrone ma anche il mio lavoro non è da meno sempre a contatto con metalli polveri e solventi chimici.

Andrea Sicuro, 33 anni

Psoriasi

Guarisci e… dimagrisci

Mi chiamo Andrea Sicuro, ho 33 anni, e fino a 2 anni fa non ho mai sofferto di nulla, ma da un paio di anni la mia vita è cambiata, da una macchiolina sul gomito, mi son riempito in modo eclatante, sconforto per quello che ho subito mi ha portato, in giro per vari specialisti, con relativo esborso, sia di creme, visite, lampade ecc. ecc. senza nessun miglioramento.

Ho provato, anzi sono stato costretto a prendere la ciclosporina, mi sono ripulito, ma il mio fisico in quel periodo ne ha risentito notevolmente.

Mi sono iscritto al gruppo e ho provato a seguire il protocollo facendomi seguire dalla dottoressa Ethel Cogliani, in seguito alla testimonianza di altre persone che già erano state seguite da lei. Più che dottoressa è una persona sempre disponibile, paziente e super preparata, mi ha consigliato e mi consiglia ogni giorno, anche per domande banali e ho ricevuto l’assistenza che nessun medico mi ha mai rivolto.

Non avevo aspettative dal protocollo, visti poi gli scarsi risultati delle altre cure, e sono stato piacevolmente sorpreso dai risultati ottenuti in 2 mesi che seguivo la dieta e 1 mese che prendevo le integrazioni.

La psoriasi è una malattia cronica, ma tenerla sotto controllo e a volte vederla regredire, sono soddisfazioni, riuscendo poi a tornare in forma grazie anche alla perdita di peso.

Erika Alfonsi, 23 anni

Dermatite atopica e problemi intestinali

Guarisce un problema e si aggiusta l’altro

Mi chiamo Erika Alfonsi, ho 23 anni e da quando ne ho 14 soffro di dermatite atopica ho girato non so quanti dermatologi sia al livello ospedaliero che privatamente sono finita anche all’Idi di Roma ma la cura è sempre stata la stessa cortisone per bocca, cortisone via topica, antibiotici e creme idratanti apposta per pelli sensibili e con dermatiti.

I miglioramenti sono sempre stati pochi e per poco tempo poi il tutto tornava come sempre, ho anche provato l’approccio omeopatico ma è stato sempre peggio.

Devo dire che è sempre stata sotto controllo ma l’anno scorso è esplosa ovunque, prurito pelle secca un incubo. Sono stata ricoverata all’ospedale regionale di ancona e curata con antibiotici (5 cicli in un mese) insieme al cortisone.

La situazione inizialmente è migliorata poi è tornata come sempre con l’aggiunta però di dolori intestinali e vomito quasi tutti i giorni, così arrivata all’estremo ho cercato una via alternativa e ho trovato IMMUNOREICA, ho cambiato alimentazione iniziato le integrazioni ho iniziato a soffermarmi su di me su cosa mi faceva stare male ad ascoltarmi e capire tante cose e finalmente sono arrivati i primi veri miglioramenti.

Ho iniziato il tutto a gennaio è dura ci sono alti e bassi ma sento di aver trovato la cura, la soluzione. Sto sempre meglio ho ripreso a vivere e combattere.

Sono andata dalla Dott.ssa Cogliani non solo per la dermatite ma anche per problemi intestinali comparsi a maggio 2015.

Ho iniziato ad approcciare questo protocollo per capire cosa scatenava la mia dermatite atopica e risolvere alla radice i miei problemi.

Veramente non avevo mai avuto risultati così, i problemi di stomaco in un mese e mezzo sono completamente spariti mentre sulla per la D.A. ci stiamo lavorando ma ci sono buoni risultati delle parti sono guarite completamente.

Lo consiglio a chiunque abbia il mio stesso problema perché è l’unica alternativa che mi ha dato risultati visibili e per qualunque problema o dubbi basta chiedere e le cure sono tutte naturali e si impara a conoscere sé stessi.

Antonietta Marino, 58 anni

Psoriasi guttata

50 anni e non venirne fuori

Mi chiamo Antonietta Marino, ho 58 anni e soffro di psoriasi guttata dall’età di 8 anni.

Ho attraversato anni devastanti con numerosi ricoveri all’ospedale Gemelli di Roma dove mi curavano con la fototerapia (Puva) che proseguivo anche da esterna.

Ho avuto anche lunghi periodi di remissione senza mai averne compreso il motivo.

Poi con la menopausa e dei farmaci antipertensivi è tornata alla grandissima.

Ad inizio anno trovo su fb il gruppo, ho iniziato con l’alimentazione senza glutine, latticini etc e ho avuto da subito un miglioramento della pso incredibile ma qualcosa ancora non andava, la stanchezza, l’umore, la mia atavica insonnia e i miei frequenti attacchi d’ansia non mi lasciavano mai.

Poi qualcuno sul gruppo scrive che è sempre meglio farsi seguire, cerco e trovo che a Roma c’è la dottoressa Ethel Cogliani. Sono già i primi di luglio la chiamo, ci accordiamo e arrivo alla mia prima visita il 21 luglio.

Da subito sento di essere nel posto giusto con la persona giusta. Pronti e via il mio Pth è da record (150) e vitamina d 36, ci siamo iniziamo integrazioni ad hoc per me, consigli fondamentali e la promessa che lei sarebbe stata sempre in contatto con me.

Wooow!!!

Adesso siamo a fine novembre e per alcune cose stiamo aggiustando il tiro. Intanto non prendo da mesi gli antipertensivi perché la mia pressione è normale, la psoriasi fa la bella addormentata (sperando che nessun principe la svegli), ma la cosa che va al di là della pso è lo stato di benessere, la forza fisica ritrovata, l’andare a letto e DORMIRE, e poi una serenità interiore che a volte mi stordisce e mi fa pensare… ma perché non ti ho conosciuta prima Ethel.

Grazie per tutto e soprattutto per la pazienza <3

Mariangela Masala, 55 anni

Osteoporosi e tiroidite di Hashimoto

Ho preferito scegliere di evitare complicazioni certe

Mi chiamo Mariangela Masala, ho 55 anni e a marzo del 2016 eseguo una MOC di controllo che evidenzia una osteoporosi avanzata a femori e vertebre con alto rischio di frattura.

Vista la gravità della situazione il medico mi propone il piano terapeutico Prolia (Denosumab): sottocutanea semestrale più diversi farmaci da assumere giornalmente. Alla mia domanda sugli effetti collaterali dei farmaci prescritti il medico un po’ scocciato mi risponde: “sono farmaci e qualche effetto collaterale lo danno pure” – tipo? Dico io. “Ma dolori articolari e muscolari… ma solo qualche caso, non è detto che succeda a lei”.

Per saperne di più cerco in internet e trovo alcune importanti raccomandazioni per minimizzare il rischio di osteonecrosi della mandibola/mascella e di ipocalcemia durante il trattamento con Prolia. Si segnala, inoltre, la possibilità di infezioni della pelle, delle vie urinarie e del cuore, mal di schiena, parestesie o rigidità muscolari, spasmi e crampi muscolari.

Panico.

Prendo tempo e passo ore sul computer a cercare risposte alle mie domande. Parlo con più persone possibili, medici e non: la credenza comune è che per curare l’osteoporosi si deve prendere il calcio e mangiare latte e formaggio in abbondanza anche in caso di intolleranza. Quante storie, poi ti abitui! Così mi dicono… Vengo anche a conoscenza degli effetti devastanti che il farmaco ha avuto su alcune donne del mio paese e del circondario.

Sono sempre più convinta che quella non è la mia strada ma nel contempo non trovo alternative fino a quando una persona, con cui mi era capitato di parlare di alimentazione, mi consiglia un sito e un nome: Ethel Cogliani.

Due giorni dopo il primo colloquio telefonico.

Sin dal primo momento Ethel mette insieme i pezzi del puzzle che io butto sul tavolo in modo disordinato: asma, dermatiti, allergie, intolleranze, insonnia, tiroidite di Hashimoto, crisi di panico, problemi digestivi, mal di stomaco, stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari e naturalmente osteoporosi- e ricostruisce la mia storia dandomi la speranza che da questa situazione potrò uscire cambiando alimentazione e stile di vita.

Dopo otto mesi di protocollo la mia condizione è decisamente migliorata: digerisco bene, ho più energie, sto migliorando la funzionalità tiroidea, non ho dolori articolari, ho una qualità del sonno decisamente migliore anche se non ho eliminato del tutto l’assunzione di (metà 0,25) Xanax (ma conto di toglierlo al più presto), durante la primavera/estate non ho avuto neanche un episodio di allergia (rinite, dermatiti).

L’osteoporosi non è immediatamente verificabile in quanto la MOC è prevista ogni due anni e sono al corrente che alla mia età l’osso si ricostituisce molto lentamente; per me sarà comunque un ottimo risultato non avere un peggioramento.

Inizialmente l’idea di non poter mangiare pasta e pane per sostituirli con tutta quella carne e soprattutto limitare il consumo di frutta… non la vedevo bene però mi sono detta o questa alimentazione o il Prolia. Ho scelto la prima.

La Salute è un diritto… di scelta!

Andrea Longo, 36 anni

Da 110 kg a 86 kg in meno di un anno… e riuscire a mantenerli

Quel maledetto vestito stretto… che mi ha cambiato la vita

Mi chiamo Andrea Longo. Ho 36 anni. Ho sempre avuto problemi di peso sin da piccolo. Sono sempre stato un po’ rotondotto. Con il passare degli anni ho provato innumerevoli diete che promettevano risultati immediati con zero rischi di “ricaduta” e ogni volta, dopo aver perso una certa dose di peso, riprendevo tutto con gli interessi.

Il punto limite l’ho raggiunto l’estate del 2014 quando avevo sfiorato i 110kg di peso.

Ethel la conosco dai tempi del liceo e avevo notato su Facebook che aveva cominciato questo percorso come nutrizionista. Avevo letto alcuni dei suoi risultati e dei suoi studi e ne avevamo anche parlato. Così ho deciso a settembre 2014 di provare.

Lo scatto che mi ha portato a dire “basta!” può sembrare stupido, ma è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un costume per il Lucca Comix che non entra per colpa della pancia.

Non ne potevo più e DOVEVO entrare in quel costume.

Così ho contattato Ethel e quanto prima ci siamo visti.

Per fortuna, a parte una forte intolleranza al lattosio, non ho problemi fisici di sorta. La visita e la diagnosi sono state precise, accurate e corrette fin dalla prima settimana.

Ho cominciato a seguire le indicazioni e a prendere le integrazioni richieste e tempo 1 mese avevo già perso svariati chili.

Certo, all’inizio di una dieta di qualunque tipo la perdita di peso è generalmente molto evidente, ma al tempo a me quello interessava.

E infatti alla fine del secondo mese sono riuscito ad entrare nel suddetto costume e a partecipare come programmato al Lucca Comix.

Ma la strada non è finita lì.

Ho cominciato anche a sentire benefici dalla dieta che stavo seguendo. Avevo più energie, mi sentivo meglio.

Così ho continuato.

In poco meno di 1 anno avevo perso 20 chili, senza soffrire la fame, senza sentire grande mancanza delle cose che ovviamente avevo dovuto escludere.

Insomma! Ho avuto benefici sotto tutti gli aspetti.

Meno grasso accumulato, più forza, più mobilità e migliore concentrazione.

Adesso il regime alimentare che mi ha dato Ethel è diventato il mio modo di mangiare quotidiano. Non mi pesa e mi piace! Quando ne ho voglia sgarro tranquillamente mangiando e bevendo quello che voglio perché so che se lo sgarro è “una tantum” non solo non mi fa ingrassare, ma non mi fa neanche male!

Il metodo di Ethel ha funzionato egregiamente, bisogna sempre però ricordarsi che se nella vostra testa non vi imponete di seguire le indicazioni, i benefici non arriveranno o non dureranno mai! Questo detto, la dieta di Ethel mi ha facilitato le cose, permettendomi di mangiare di gusto, abbondantemente, ma finalmente in maniera corretta!

Camilla Ripani, 42 anni

Fibromialgia e non solo

Dalla continua degenerazione… ad una rapida inversione di rotta

Mi chiamo Camilla Ripani e la salute non è mai stato il mio forte.

Ho patologie su vari fronti, da problemi ginecologici a problemi relativi al sistema nervoso, come per esempio una forma di endometriosi, Infiammazione pelvica (coinvolgente intestino e utero), quindi colite, adenomiosi, dismenorrea, ma anche sbalzi glicemici, debolezza, febbre continua, fibromialgia, problemi digestivi, annessi e connessi.

Sono passati solo sei mesi da quando ho iniziato a essere seguita da Ethel Cogliani, ma ho subito percepito un miglioramento sul fronte dei dolori muscolari, dei problemi di sonno, della debolezza, delle neuroinfiammazioni e della digestione.

In generale ho acquisito più forza e addirittura ho messo su cinque chili, ricavandone un aspetto più sano e tonico.

Prima mangiavo in continuazione ma ero perennemente sotto peso, e avevo anche il colesterolo drasticamente basso con tutto quello che ne derivava.

Grazie a Ethel, sto lavorando sui problemi di malassorbimento e, con l’aiuto di integratori mirati e di una dieta personalizzata (ma non solo, visto che lei dà consigli anche sullo stile di vita), mi sento meglio.

Per non parlare del fatto che la Cogliani analizza gli esami del sangue in modo approfondito e con rara preparazione, con un’ottica direi olistica visto che riesce a mettere in connessione tutti i vari valori come se fossero (e lo sono!) parte di un’unica rete, individuando così i vari meccanismi anche in un’ottica di prevenzione nel vedere che direzione sta prendendo il corpo.

In realtà, per quanto riguarda il mio percorso, c’è ancora molto da fare, anche perché le mie patologie sono complesse, presenti da moltissimi anni e ho difficoltà ad assumere integratori a causa di numerose intolleranze e allergie, quindi dobbiamo procedere con pazienza e gradualità.

Certo che levar via quasi trent’anni di dolori e infiammazione pelvica non è uno scherzo, in più la forma di endometriosi di cui soffro mi ha riempito l’utero di adenomiomi. Nonostante tutto il protocollo di Ethel mi ha dato risultati immediati sul fronte stanchezza, fibromialgia e anche miglioramento dello stato intestinale e acquisto del peso (prima mangiavo il doppio e dimagrivo) ora ho messo su cinque chili e non vanno più via, insomma ho un aspetto molto più sano e femminile.

Inoltre la mia pelle è più compatta e distesa e i muscoli si sono tonificati anche se non faccio ginnastica. Prima, pur mangiando tantissimo, ero in evidente deperimento.

Ma prima peggioravo in continuazione, nonostante le infinite cure che ho fatto (ma non le elenco per pietà) ora invece ho invertito la direzione e non faccio che migliorare! Sono sicura che, se avessi incontrato Ethel qualche anno fa, mi sarei evitata moltissimi problemi.

Raccomando Ethel Cogliani e IMMUNOREICA a chiunque cerchi di mettere il proprio corpo nelle migliori condizioni possibili per stare bene e recuperare la salute.

Antonella Graziano

Psoriasi

Ora nel Mar Morto ci vado per piacere… forse

Antonella era venuta da me che ogni anno andava nel Mar Morto a maggio per vedere la sua psoriasi in remissione fino a dicembre.

Quando venne da me nel novembre 2015 purtroppo la psoriasi già stava ricomparendo.

Da alcune indagini abbiamo visto una corrispondenza dell’aggravarsi della psoriasi in concomitanza di infezioni di candida e così abbiamo iniziato a lavorare su di quello insieme a tutto un insieme di fattori che concorrevano alla regolare comparsa di questo fungo.

Desidero ringraziare pubblicamente con grande professionalità Ethel Cogliani.

Opera con dedizione, ma soprattutto competenza.

Luglio 2015 entro nel gruppo Metodo Apollo, per me una luce di speranza nel lungo tunnel buio della psoriasi.

Nei vari post osservo l’amore con il quale Ethel dispensa consigli e decido di incontrarla per una visita ufficiale.

Mi si apre un mondo, faccio le analisi che dice Ethel e che nessun medico o dermatologo mi aveva mai prescritto, apriti cielo: omocisteina alle stelle, vit d con tutto il sole che prendo assente, mutazione c677t, candida frequente.

Ethel: “e te credo che stai così…”

Inizio il percorso con lei, una fatica tremenda, dieta, integrazioni, iniziale peggioramento, ma lei non demorde, mi cura, mi chiama tutti i giorni, aggiusta le dosi, mi dice “Anto forza dobbiamo rinforzare il Sistema Immunitario”.

Bene posso dirvi questo ad oggi, candida raramente, febbre raffreddori mai avuti nell’anno.

Il percorso è lungo e ci vuole costanza, ma oggi luglio 2016 la mia psoriasi che fino allo scorso anno mi deturpava il corpo, oggi è presente solo sui gomiti (poca). Sono tornata a vivere ed a mostrarmi, a mettere le gonne un traguardo che pensavo irraggiungibile.

Grazie Ethel e continua a seguirmi come hai fatto. Tvb

Monica Ferrari, 41 anni

Connettivite indifferenziata, intolleranza al nichel e problemi gastrointestinali

Volevo stare bene ma di farmaci non ne volevo sapere

Mi chiamo Monica Ferrari, ho 41 anni, 2 anni fa a fine giugno ho scoperto di avere un’allergia al nichel molto elevata, un’intolleranza al lattosio e connettivite indifferenziata.

La diagnosi mi fu fatta dopo 5 mesi di grossi fastidi: diarrea acida, candida vaginale, vaginiti, infiammazioni agli occhi e in generale, delle macchie al viso, stanchezza, irritabilità, perdita di capelli e molto altro ancora che non sto ad elencare.

Ho consultato un’alimentarista e dopo un regime alimentare privo di nichel e lattosio ho avuto un miglioramento. Nel frattempo nell’ospedale, a reumatologia, mi è stata prescritta una cura a base di cortisonici e cardioaspirina che io non ho assunto.

Qualche mese dopo un amico mi consiglia un dottore omeopata che cura con macchinari sofisticati per la rigenerazione cellulare e dopo 1 anno e 8 sedute ho visto altri miglioramenti ma non ero soddisfatta…

Facendo ricerche tra internet e Facebook alla ricerca di gruppi con approcci alternativi mi sono ritrovata nel gruppo in cui la dott.ssa Ethel era nutrizionista di riferimento e da quel momento non mi sono sentita né sola né diversa.

Ho voluto intraprendere un percorso con la dottoressa, molto molto preparata oltre ad essere molto gentile e sempre veloce nel rispondere alle mie domande e ai miei dubbi.

Il 24 aprile ho avuto il primo colloquio via Skype e ho iniziato il protocollo vedendo i primi risultati già dopo meno di un mese, adesso a distanza di 3 mesi sono notevolmente migliorata sia come stanchezza e voglia di fare, felicità, episodi di diarrea ridotti al minimo, la ricrescita dei capelli che avevo perso a manciate e a detta di tutti risulto ringiovanita.

Non ho abbandonato né l’alimentarista né l’omeopata che mi hanno aiutato con i loro mezzi e agli ultimi controlli hanno notato i miglioramenti ignari della nuova cura intrapresa.

Ora sono in cerca di una gravidanza, serena perché vedo il mio corpo cambiato, pronto per quel tipo di missione e sicura che sarò seguita nel migliore dei modi.

All’inizio mi sono sentita spaesata per i cambiamenti che ho dovuto apportare e nel gestire le integrazioni che mi erano state date. L’unica cosa che rimpiango è che Piacenza non sia più vicina a Roma per poter vedere di persona Ethel.

Claudia Camilloni, 46 anni

Rettocolite e splondilite

Il mio intestino un inferno

Mi chiamo Camilloni Claudia e ho rettocolite e spondilite da 19 anni. Ho iniziato con tutti i vari antiinfiammatori, cortisone, Methotrexate, Salozopirina fino ad arrivare ai farmaci biologici fatti per 9 anni.

Il mio sistema immunitario era arrivato sotto zero e quindi ho iniziato a cercare cure alternative approcciando alla Paleozona. Da lì mi si è aperto un mondo: VIt. D, Omega 3, magnesio ma da sola non ottenevo i risultati che desideravo.

Così sono entrata in contatto con la dott.ssa Ethel Cogliani, trovata per caso su Facebook ed ho iniziato il protocollo ottenendo i primi risultati già dopo un mese.

Ora continuo con le nuove integrazioni e spero di rimettere il mio Sistema Immunitario in forma.

Consiglio il percorso perché i medici danno troppi medicinali quando si può risolvere con alcune integrazioni mirate e senza effetti collaterali.

Grazie Dott.ssa per la disponibilità che mi dà rispondendo sempre a qualsiasi dubbio mi sia venuto.

Teresamaria Oliviero, 51 anni

Psoriasi

Quasi 40 anni… e per caso sui social… la soluzione

Sono Teresamaria Oliviero ed ho 51 anni.

All’età di 13 anni ho cominciato a notare degli arrossamenti con le crosticine ai gomiti e dopo le visite di rito dal dermatologo mi fu diagnosticata psoriasi.

Devo dire di essere fortunata perché è stata sempre a livelli leggeri, ma, nono stante tutto, mi faceva imbarazzo, specie nella stagione estiva, quando dovevo scoprire le braccia!

Durante gli anni non mi sono tanto preoccupata dei gomiti e tenevo la situazione sotto controllo solo a livello topico con creme ed unguenti al cortisone.

Da circa 10 anni però le macchie sono cominciate a spuntare sulle gambe sotto le ginocchia e in quel momento è cominciato il problema vero, perché son ostate sempre ben visibili in quanto più estese.

Non ho mai ottenuto risultati soddisfacenti con la crema tradizionale ed in più mi sentivo emotivamente depressa perché non speravo che la situazione potesse migliorare.

Per fortuna o per destino ho trovato il gruppo IMMUNOREICA su Facebook e mi sono messa immediatamente in contatto con la dottoressa Cogliani che mi è sembrata preparata e professionale, anche i suoi modi mi sono piaciuti, sempre garbati e rassicuranti.

All’inizio avevo un po’ di difficoltà nella gestione della nuova alimentazione ma dopo è stato tutto più semplice. Avevo iniziato con un po’ di scetticismo ma ho voluto comunque provare per trovare qualcosa di positivo per me.

Sono 5 mesi che sto seguendo il protocollo e devo dire che subito ho trovato dei cambiamenti nel mio corpo, ho perso peso e mi sono rassodata, e la mia pelle migliora giorno dopo giorno e non ho avuto più i mal di testa che mi perseguitavano sempre.

Ho fatto ultimamente ben 2 visite dermatologiche di controllo che mi hanno confermato che la psoriasi è in via di guarigione.

Più di così, cosa dire, mi sento veramente soddisfatta.

Grazie mille dottoressa e grazie a tutto il gruppo IMMUNOREICA che siete un sostegno prezioso.

Enza Lombardi, 40 anni

Dermatite atopica

Non accarezzavo più i miei figli per paura di ferirli

Mi chiamo Enza Lombardi, ho 40 anni e vivo a Roma. Soffro di dermatite atopica praticamente da sempre, ma solo negli ultimi 4 anni la situazione è letteralmente esplosa, a seguito di un evento drammatico, diventando insostenibile.

Avevo le mani gonfie, arrossate e con tagli profondi che mi facevano molto male.

Lavarmi le mani era diventato doloroso e le mie notti le passavo grattandomi.

Ero arrivata ad evitare le carezze ai miei figli per paura di fargli male tanto erano ruvide e screpolate.

Ho seguito diverse cure a base di cortisonici, ho fatto test di intolleranze ed allergologici: i risultati erano sempre negativi ma il prurito aumentava e non si capiva la ragione.

Un giorno parlando con una vicina di casa, malata di psoriasi, mi parlò di un gruppo Facebook e delle linee guida. mi disse che stava meglio e quindi provai anche io ma non mi bastava solo il gruppo, volevo essere seguita e così contattai la dott.ssa Ethel Cogliani.

È passato circa un anno, ormai le mie mani sono migliorate sensibilmente e, in alcuni momenti, la regressione è totale ma soprattutto finalmente riesco a capire quali cibi devo evitare e quali invece posso tollerare.

Il percorso è ancora lungo ma è l’unico possibile.

Angela Battista, 35 anni

Dermatite

Pensavo che l’unica strada fosse farmacologica

Sono Angela Battista, ho 35 anni, e avevo un tremendo sfogo sulla mano dovuto ad allergie multiple aggravato dal lavoro che facevo sempre a contatto con saponi e tinture.

Ho conosciuto IMMUNOREICA navigando su Facebook.

Prima di conoscerla l’unica alternativa a cui avevo pensato era quella farmacologica, perché era l’unica che conoscevo, infatti appena apparsa avevo iniziato una terapia d’urto per gestire l’emergenza del prurito e delle infiammazioni sulla pelle con cortisonici e antistaminici, che poi ho immediatamente sospeso per iniziare il percorso IMMUNOREICA.

Ho ricevuto molteplici informazioni di varia natura, sia per ciò che attiene l’aspetto clinico sia per ciò che attiene la gestione del problema, in particolar modo sull’alimentazione e l’uso degli integratori, ricevendo spiegazioni anche sulle loro specifiche funzioni.

Le attese da questo percorso a me sconosciuto erano divise tra speranze e dubbi, considerati i tempi in cui viviamo, dove è molto facile incontrare gente senza scrupoli pronta a speculare sulla pelle dei malati e invece i risultati sono andati ben oltre le aspettative e la consapevolezza acquisita agevola il percorso da me iniziato.

I benefici li ho avvertiti già dopo una decina di giorni e i risultati dopo appena 2 mesi.

Non posso che consigliare questo approccio a chi soffre perché ti insegna ad ascoltare i messaggi del corpo e a gestirli nel miglior modo possibile, affidandosi alla competenza e alla serietà della dottoressa Cogliani.

La situazione era questa, ma ora non c’è più niente.

Carlotta Grigoli, 33 anni

Tiroidite di Hashimoto

Grazie ad un’amica… sono arrivata ad una soluzione senza medicine

Eccomi con la mia testimonianza. Da buona ipotiroidea ci ho messo un po’ a scriverla, e perdonate l’ironia, ma ora voglio ridere di questa bestiolina autoimmune che mi ha cambiato la vita quasi quattro anni fa.

Io sono così convinta che la psiche influisca tantissimo sul nostro stato di salute, anche fisico, così come l’alimentazione: siamo quello che mangiamo, e quello che pensiamo. Solo che se hai una tiroide che ama auto-distruggersi, ne va non solo della salute fisica, ma anche di quella mentale ed emotiva. Sono io!

Diagnosticata questa malattia, visto che la tiroide era a pezzi, risposta anticorpale altissima: dal dicembre 2012 mi è sembrato di entrare nel corpo di un’altra persona. A stento mi riconoscevo: ho iniziato ad ingrassare senza motivo, mani e piedi freddi, umore pessimo, scoppi di pianto improvvisi, e soprattutto mi sono ritrovata senza energie. Io che ero così abituata a fare mille cose, a praticare sport sempre, mi ritrovavo con il fiatone dopo una rampa di scale.

Inizio il percorso standard per questa malattia: compensazione con Levotiroxina e arrivederci e grazie. Il problema è che questo approccio molto “a pezzi” e poco olistico mi ha sempre lasciata perplessa, e non era solo una mia convinzione, ma il mio corpo me lo comunicava incessantemente. Vero, la tiroide non funzionava, ma visto che la “farfallina” regola tutti i processi del nostro corpo, poteva essere solo una pastiglietta a rimettermi in salute? Ho iniziato a fare ricerche, studiare, cercare risposte alternative.

Oscillando tra l’accettazione e lo sconforto, soprattutto quando ho iniziato a vedere che invece di migliorare, con la famosa pastiglietta, peggioravo.

Mi svegliavo la mattina con la mente annebbiata, le mani gonfie e doloranti. Io, quella che leggeva una pagina e la fotografava, che nuotavo ogni giorno…dov’ero finita?

Sono stata arrabbiata con me stessa per mesi, poi con il mondo, soprattutto quello della scienza ufficiale. che nella persona dei medici allopatici, si limitava a sorridermi e dirmi “Beh, eventualmente alzi il dosaggio della pasticca”.

Poi l’incontro con Ethel! Sono gli amici a farci doni importanti, in questo caso la mia amica Maria Vizzini che mi ha parlato di Ethel e del suo protocollo.

Fin da subito ho incontrato una persona disponibile, preparata e umana: caratteristica, quest’ultima che purtroppo non accomuna molto terapeuti tradizionali.

Ho iniziato a capire che il nostro corpo è un sistema complesso e perfetto (ma questo lo sapevo già), ma che ha bisogno di essere supportato e oliato a dovere, in tutti gli ingranaggi, per funzionare a pieno regime: sono quelle cose taciute dall’informazione odierna, perché troppo a buon mercato per mantenere la gente in salute.

Dopo aver provato mille diete, dove il senso di fame e privazione perenne erano il comune denominatore, mi sveglio al mattino (con la mente lucida e le mani normali!) pensando che mi attende cibo vero che mi sazierà e mi darà energia!

Gli amici e conoscenti mi chiedono come riesca a dimagrire mangiando: beh, è l’unica via!

Di corpo ne abbiamo uno solo, e come dice la nostra Ethel, è un nostro diritto e dovere trattarlo il meglio possibile.

Ho riscoperto il piacere della tavola e del sentirmi bene. Non so se guarirò mai, o se quei piccoli anticorpi mi faranno compagnia per tutta la vita, ma così impareremo a convivere serenamente!

Grazie Ethel!

Barbara Ravaglia, 42 anni

Fibromialgia, dermatite palmoplantare, ipotiroidismo

Fibromialgia: la malattia che non esiste

Mi chiamo Barbara Ravaglia, ho 42 anni e da sempre la mia vita è stata faticosa e piena di stress fisici ed emotivi.

Mi ricordo che da piccola mi chiamavano “calimero” perché mi lamentavo in continuo del caldo, della stanchezza, della luce, dell’umidità.

Studiare era l’unica cosa che mi riusciva bene senza fatica e con orgoglio mi sono laureata in farmacia, ma poi il mondo del lavoro mi ha messo in crisi: troppe responsabilità, il rapporto coi colleghi, la mia precisione quasi ossessiva.

Ho cominciato a pensare che qualcosa non andava in me, ma i medici non sono mai riusciti a vedere il quadro completo: ognuno seguiva il suo piccolo problema con scarsi risultati (capillari deformati, obesità, congiuntiviti, sensibilità alla luce, al caldo e all’umidità, orticaria e acne da stress, dermatite mani piedi cronica, ipotiroidismo subclinico, insonnia, dolori ai polsi, alle tibie, alle spalle…).

Ho speso tanto fra esami e cure ma non stavo bene!!!

Ho preso farmaci di ogni tipo: (FANS, Contramal, miorilassanti, Lorazepam, protettore stomaco, Eutirox, pillola, pomate cortisoniche…) e tentato tutte le cure da quelle ufficiali a quelle alternative (Osteopatia, posturologia, agopuntura, magnetoterapia)

La gravidanza è stato il periodo più bello della mia vita (gran parte dei problemi sono spariti!) fino al settimo mese quando ho cominciato ad avere male alle anche (2010), la sinistra in particolare era un tormento continuo e quel bruciore negli anni mi ha distrutto, tutto era difficile: accudire il mio bambino, perdere i 20 kg accumulati in gravidanza, insonnia, prurito al seno, reflusso…

Sono tornata al lavoro (farmacista part-time) ma dopo 2 anni ho scelto di mollare! Per i medici non c’era nulla, anzi più di uno mi ha consigliato antidepressivi e psicologo, prendevo farmaci in continuo e stavo sempre peggio, ho lasciato il lavoro che cominciavo ad apprezzare ed ho eliminato gran parte dei farmaci.

Seguendo solo casa e bambino ho ritrovato un po’ di serenità ma il dolore all’anca non migliorava.

Nel 2014 dopo due aborti all’ottava settimana ho deciso che volevo saperne di più: perché il mio corpo non funzionava bene?

Altri soldi, altri esami e finalmente (grazie ad una fisioterapista e ad una fisiatra che sono andate oltre la semplice visita!) arriva la diagnosi nel 2015: fibromialgia e conflitto acetabolo femorale da operare.

Ma come potevo affrontare un intervento all’anca e successiva riabilitazione con un fisico distrutto?

Un giorno un’amica di famiglia vedendomi così abbattuta mi ha spiegato le basi della dieta Paleo e mi ha consigliato di chiamare Ethel Cogliani…è stata la mia salvezza!!!

Con Ethel, dopo aver perso ogni fiducia nei medici e non sapendo più dove sbattere la testa, ho iniziato il mio percorso a ottobre 2015, mi ha ascoltato, mi ha illuminato sulle possibilità di miglioramento e col suo appoggio seguo la dieta Paleo Autoimmune e assumo gli integratori che mi ha consigliato…sono rinata: è tornata l’energia, la voglia di fare, i dolori che mi assillavano sono sotto controllo, la dermatite non mi dà più fastidio, comincio a dormire meglio…

Il 26 febbraio 2016 ho fatto l’intervento all’anca sinistra, un mese di stampelle e finalmente i primi passi senza dolore, grazie a questo nuovo stile di vita il mio fisico risponde bene e posso affrontare la riabilitazione con tranquillità.

Adesso so ascoltare mio corpo e tornerò a vivere, a godermi i momenti con la famiglia, a lavorare, a fare quello che prima ho sempre evitato perché non ce la facevo!

Grazie Ethel, sei la mia luce!!!

Giulia Masi, 28 anni

Dermatite atopica

Quando tutto non funzionava

Mi chiamo Giulia Masi e ho 28 anni. Ho la dermatite atopica da sempre ma il primo brutto episodio l’ho avuto a 16 anni ed è durato circa due anni, anni in cui ho provato di tutto: cortisonici, ciclosporina, ricoveri etc… e tanti dottori.

Finalmente dopo due anni un dermatologo mi consigliò di eliminare latticini, crostacei e pomodori e così grazie anche ad un mese di mare la dermatite scomparve e per ben 10 anni non è più ricomparsa.

A settembre dello scorso anno ho avuto un altro brutto picco della malattia che interessava tutto il viso, il cuoio capelluto, petto, seno, inguine, collo e gomiti. Ero a pezzi, ero stanca fisicamente in quanto la notte non dormivo ma soprattutto ero stanca psicologicamente.

Non riuscivo a trovare una cura che potesse veramente aiutarmi a risolvere il problema e non a tamponarlo, non mi fidavo più di nessun dottore, non volevo più farmi aiutare.

Avevo solo un punto da cui partire, dovevo curare l’alimentazione ma non sapevo minimamente come.

Ho iniziato a leggere i post dei gruppi della dermatite e psoriasi e a improvvisare diete “fai da te” ma sapevo che non sarebbe bastato. Fino a

quando un weekend ho pensato di essere nell’inferno di Dante: febbre, infiammazione alle stelle, rigetto per qualsiasi crema, solo voglia di stare sotto le coperte e non vedere nessuno.

In quel momento ho deciso di contattare Ethel e in quello stesso momento ho riiniziato a volermi un po’ bene.

Non ho tolto subito le cure che facevo ma molto gradualmente finché il mio corpo non ne ha avuto più bisogno.

Ho iniziato con lei un percorso alimentare e di integrazioni, che continuo tuttora a distanza di 8 mesi dal nostro primo incontro. La dermatite sembra in netta remissione ed io posso dire di stare bene, posso dire di aver imparato cosa può aiutarmi a stare bene e cosa invece è assolutamente dannoso per me. Non credo di essere arrivata alla fine di questo percorso, credo che durerà tutta la vita, è un percorso di conoscenza con noi stessi.

Quindi il mio ringraziamento a Ethel vale doppio, non solo mi ha aiutata con la dermatite ma soprattutto a capire da cosa esplodevano questi picchi, era il mio corpo che chiedeva aiuto ed io l’ho trascurato per un anno intero. Non succederà mai più.

Giorgio Cuscito, 49 anni

Da 92 kg a 85 kg

Dimagrire divertendosi

Giorgio, spettacolare sassofonista swing, oltre a voler perdere peso, voleva ritrovare la vitalità che lo ha sempre contraddistinto ma che aveva perso proprio a causa del suo peso.

Nessuna dieta funzionava e il problema era che non riusciva a stargli dietro.

Persi 7 kg in un mese e mezzo gradualmente, senza palestra e senza fatica e in maniera naturale.

Mi sento molto meglio a tutti i livelli, sia fisico che energetico. Lucidità a tremila. Insomma sto BENISSIMO. Di tutto questo voglio ringraziare la nutrizionista, fotografa, ballerina di salsa e grande amica Ethel Cogliani.

Se avete bisogno di consigli SERI e non emotivi sull’alimentazione, contattatela senza esitare

Ebbene… un mese e mezzo e tanti buoni risultati e ancora voglia di proseguire perché… perché SENZA FAME e CON GUSTO… una dieta come si fa a smetterla!!! ;-).

Se poi vogliamo metterci pure che risolve anche problemi articolari, infiammazioni, problemi ormonali eventuali… proseguire non è solo un piacere ma un dovere verso noi stessi.

Dimagrisci e stai in forma… dimagrisci e guarisci…

Dario Rosciglione, 50 anni

Da 100,5 kg a 94,5 kg in 2 settimane

Perdere 6,5 kg e 15 anni… in 2 settimane

Dario è un jazzista swing e il peso in eccesso proprio non gli permetteva di trasmettere al meglio l’entusiasmo dato da questo tipo di musica.

Insieme al suo peso si portava dietro stanchezza, difficoltà di muoversi, problemi articolari.

Ad oggi è passato un altro mese e sta già a 10 kg persi senza fare sport e… sgarrando di tanto in tanto ;-).

L’integrazione in questo caso l’ha fatta da padrone perché aveva anche dei problemi non indifferenti, disfunzionali, che sono stati risolti con adeguati accorgimenti: livelli ormonali sballati che determinavano una serie di disfunzioni. Nell’arco di poco più di un mese di integrazione stanno riducendosi abbastanza vistosamente.

Quello che è importante dalle sue enormi testimonianze durante i colloqui è stato il riscontrare continui miglioramenti su tutte le sfere della sua vita, tanto che ad uno dei colloqui stavamo chiacchierando e nel parlare mi ha detto che gli si erano ridotte le rughe e io gli ho detto “beh non è male ringiovanire un po’” e lui ”a me basterebbero anche solo 5-6 anni in meno” e io, che ben sapevo che i suoi risultati erano ben maggiori di quanto a lui “bastava” gli chiesi “perché tu 5-6 anni fa stavi così bene?”

No, io non mi ricordo neanche se mai mi sono sentito così bene… forse a 35 anni

E questo dopo solo 2 settimane ^_^.

Dopo un mese e mezzo, al nostro terzo incontro ormai era in grado di dire:

Non mi sento a dieta, per me questo è un nuovo stile di vita da mantenere. Non mi ricordo neanche di quando stavo male!

Set, game, match 🙂

Come perdere chili… e anni… mangiando bene e divertendosi 🙂

Adriana Nardinocchi, 44 anni

Ipertiroidismo

1 anno e mezzo di dieta ma la situazione peggiorava… finché…

Mi chiamo Adriana Nardinocchi, ho 44 anni, quattro anni fa ho subito un incidente stradale e dopo alcuni mesi ho scoperto di avere l’ipertiroidismo.

Sono stata curata da una dottoressa della ASL della provincia di Teramo, soltanto che dopo la cura ho scoperto di avere delle intolleranze, precisamente nickel, frumento e lattosio.

Mi è stato consigliato una dietista la quale mi ha dato una dieta che in un primo momento sembrava efficace ma successivamente si è rivelato un disastro in quanto peggioravo nonostante seguissi le indicazioni già da un anno e mezzo, da quando avevo scoperto di essere oltre che ipertiroidea anche intollerante.

Non avevo assolutamente intenzione di iniziare alcuna terapia ma un giorno parlando con una mia amica, che conosceva questo percorso e stava effettuando una ricerca tramite internet di un professionista che potesse seguire in modo naturale e fosse nelle nostre vicinanze, mi ha parlato della possibilità di seguire un’alimentazione specifica e dalle sue ricerche aveva contattato la dott.ssa Ethel Cogliani, proponendomi di iniziare questo percorso insieme a lei, e così è stato.

All’inizio ho avuto non poche difficoltà a capire come approcciarmi e ancora adesso la seguo con diversi sgarri, ma considerando che non sapevo assolutamente a cosa andavo incontro penso che le cose siano andate più che bene.

Già dopo 3 settimane ho visto un netto miglioramento, che si è consolidato nei mesi successivi.

I consigli della dott.ssa e le sue integrazioni mi hanno dato dei buoni risultati facendomi sentire meglio, più in forza e soprattutto riportando a valori ottimali dei valori delle mie analisi, gonfiore migliorato nettamente, regolarità intestinale. L’unica difficoltà che mi sento di esporre è il regime alimentare che io non riesco ancora ad applicare fino in fondo, per il resto tutti i consigli forniti dalla dott.ssa sono stati ottimali.

Pierluigi M., 45 anni

Tiroidite di Hashimoto

Eutirox… no grazie!

Mi chiamo Pierluigi, ho 45 anni, e nel 2013 mi è stata diagnosticata da una endocrinologa ospedaliera una tiroidite autoimmune (Hashimoto).

I sintomi erano comparsi in realtà già circa cinque anni prima, ma come spesso succede per le tiroiditi autoimmuni, il corretto riconoscimento della patologia è avvenuto solo molto tempo dopo.

Negli anni precedenti, i sintomi più evidenti (costipazione, dolori addominali, difficoltà digestive e bruciori) sono stati curati con farmaci del gruppo gastrointestinale (pantoprazolo, omoprazolo…), provocando in realtà (e a mia insaputa) non un miglioramento ma un netto peggioramento della vera patologia nascosta dietro questi sintomi.

Il peggioramento dei sintomi, a fronte di un aumento del dosaggio dei farmaci prescritti, mi ha indotto a rivolgermi ad altri specialisti che hanno cominciato ad indagare finalmente su eventuali alterazioni del sistema immunitario.

Una volta diagnosticata la patologia, mi sono reso conto che tutto quanto avevo fatto fino ad allora non solo era stato inutile, ma aveva paradossalmente contribuito a peggiorare di molto il quadro clinico iniziale.

La prospettiva di assumere a vita una compressa di Eutirox, come mi era stato inizialmente prospettato, e di mettere a riposo la ghiandola in questione, senza considerare gli allarmi provenienti dal sistema immunitario (anti TPO pari circa a 800) non mi attraeva per nulla.

Ho effettuato una serie di ricerche su internet, soprattutto su siti stranieri (prevalentemente americani) e poi finalmente ho conosciuto IMMUNOREICA, che mi ha consentito di ricominciare tutto da capo, di definire un quadro estremamente preciso del rapporto con l’alimentazione e di come questa possa costituire la chiave di volta per rimettere in equilibrio una situazione in forte squilibrio.

Pur considerando le difficoltà della vita quotidiana che ci mette di fronte quotidianamente ad alimenti di pessima qualità, che danneggiano seriamente il nostro corpo, IMMUNOREICA mi ha permesso di districarmi in questo difficile labirinto, di affrontare la patologia gradualmente e di capire come comportarmi anche quando mangio fuori per lavoro o sono a casa di amici. Non solo dal punto di vista nutrizionale ma anche dal punto di vista del rapporto con gli altri, familiari compresi.

Sono stato seguito sempre dalla dott.ssa Ethel Cogliani, coadiuvata dal Maestro Stefano per alcune sedute di yoga e respirazione. Sin dal primo appuntamento telefonico i contatti sono stati diretti, immediati, costanti.

Mi sono trovato subito a mio agio nella gestione delle informazioni e delle indicazioni, convinto che il percorso fosse estremamente adatto alla mia patologia.

Tutte le motivazioni alla base del nuovo regime alimentare mi sono state spiegate con argomenti estremamente validi.

Ho affrontato il percorso cosciente di dover fare alcuni sacrifici, ma con la consapevolezza che non è mai mancata la volontà da entrambe le parti di trovare la soluzione migliore per adattare le scelte nutrizionali alle mie esigenze terapeutiche, tenendo presenti le rigide regole dettate dal protocollo, riuscendo così a sospendere alcuni farmaci omeopatici, seguito da uno specialista di malattie del sistema immunitario, che avevo cominciato ad assumere poco prima dell’inizio dell’approccio nutrizionale dapprima con il protocollo GAPS poi secondo il protocollo IMMUNOREICA.

Mi ritengo estremamente soddisfatto, in quanto pur a fronte di alcuni sacrifici, i benefici sono stati sin da subito evidenti e vi è stato un grande progresso nella qualità di vita.

Lo consiglierei sempre a tutti, non è solo un protocollo terapeutico ma una filosofia di vita per stare bene con se stessi, conoscere il proprio corpo e imparare a gestire il rapporto con l’alimentazione.

Prima di iniziare non sapevo cosa aspettarmi. A seguito del primo colloquio, e poi dopo aver compreso più a fondo il tipo di approccio adottato, mi aspettavo una sostanziale rapida diminuzione dei sintomi legati alla patologia e successivamente un progressivo arretramento della patologia, possibilmente per giungere ad una progressiva guarigione.

Le aspettative sono state rispettate pienamente, pur non essendo io stato in grado di seguire scrupolosamente sempre tutto quanto indicato.

I benefici sono stati quasi immediati, con il cambiamento radicale delle abitudini. Dopo alcune settimane difficili, con fasi alterne, il grande salto in avanti si è verificato dopo circa tre mesi.

I risultati migliori si ottengono solo se vi è la convinzione che il percorso è estremamente valido. Non è solo un protocollo nutrizionale ma è un ripensamento dei rapporti con il corpo, con gli altri e con la natura.

Il miglioramento della patologia dopo un anno è stato decisamente grande e le speranze di una completa guarigione sono a portata di mano.

Valentina M., 39 anni

Psoriasi, morbo di Chron, allergie

Tra i 3 litiganti… il quarto gode

Mi chiamo Valentina e ho 39 anni, mi sono rivolta ad Ethel a causa del mio “vivace” profilo autoimmune, che nel corso degli ultimi 11 anni mi ha portato a manifestare tre diverse patologie.

Ho voluto consultare la dottoressa nell’intento di voler comprendere cosa stesse accadendo al mio organismo con un punto di vista non meramente medico, quindi non volto a tamponare periodicamente i sintomi con medicinali, ma piuttosto orientato a individuare la causa delle mie sofferenze ed evitarne l’esacerbarsi.

Da subito mi sono imbattuta in un’indagine profonda e meticolosa, che non ha lasciato nulla al caso e da cui ho iniziato a revisionare totalmente il mio stile di vita e la cura di me. Ho avuto moltissime spiegazioni, indicazioni precise e puntuali. Ho ricevuto grandissima disponibilità a fronte di ogni mia perplessità e sostegno nelle difficoltà che ho incontrato.

Non assumo farmaci dal 2005, ma ora penso di poter dire che non assumerò farmaci neanche per il resto della vita.

Il mio primo problema autoimmune è comparso nel 2005, il morbo di Chron, poi a seguire la psoriasi nel 2010 e le allergie nel 2014.

All’inizio, come accade sempre in questi casi ho intrapreso cure a base di cortisone, ma in breve tempo mi sono accorta di non trovare particolari benefici, se non momentanei e in grado di circoscrivere per poco i sintomi. Per questo, ho sospeso ogni cura e iniziato ad affrontare le mie malattie in un altro modo, molto in linea con il metodo IMMUNOREICA, che sentivo quindi molto affine alla mia idea di cura della salute, infatti non avrei mai intrapreso nessun altro tipo di approccio che non quello naturale.

Dopo sette mesi dall’inizio del protocollo, posso ritenermi molto soddisfatta, nella misura in cui posso riferire un netto miglioramento della mia situazione (ancora non pienamente in remissione), ma soprattutto perché ho compreso la CAUSA dei miei problemi ed ho gli strumenti per affrontarli e non farmi sopraffare.

Poter conoscere cosa accade in me e potermi spiegare ogni (anche bizzarra) manifestazione, mi ha restituito la sensazione di non essere in balia di un destino ineluttabile, la chiara comprensione di cosa mi rende diversa dagli altri e quindi un modo speciale in cui prendermi cura di me, la fiducia di poter cambiare le cose, una migliorata qualità della vita e della salute.

Appena posso infatti lo consiglio a tantissime persone che si trovano nella mia stessa condizione o che abbiano voglia di modificare, in una direzione illuminata, il loro modo di affrontare la loro malattia.

Non penso che il lavoro fatto da Ethel possa essere in nessun modo migliorabile, anche quando all’inizio uno si trova a dover gestire molte informazioni e la pesantezza di un cambio di abitudini non indifferente, ma Ethel è sempre presente a indirizzare e sostenere.

Da questo percorso mi aspettavo esattamente quello che ho ottenuto: la consapevolezza e la fiducia nel cambiamento.

Gran parte dei risultati poi li ho ottenuti nei primi tre mesi, e adesso si sta lavorando sullo zoccolo duro del consolidamento del lavoro fatto fino ad adesso.

Giada Califano, 34 anni

Orticaria cronica

L’antistaminico è per sempre… o forse no

Mi chiamo Giada Califano, ho 34 anni, e circa 5 cinque anni fa ho cominciato ad avere delle eruzioni cutanee.

In seguito a numerosi controlli sono riuscita ad avere una diagnosi di orticaria cronica. Ho fatto numerose analisi ma niente… l’unica cosa che sapevano dirmi è che l’orticaria è il tabù dei dermatologi che non si conoscono le cause che la scatenano e che non c’era una cura, che non dipendeva dall’alimentazione, che potevo solo prendere antistaminici e che dipendeva dallo stress e dal mio carattere ansioso.

Cinque lunghi anni tra alti e bassi dove l’unico rimedio era questo benedetto antistaminico…che soffocava il problema ma non lo risolveva e, poiché diversi medici mi dicevano la stessa cosa, mi ero rassegnata a questa mia condizione.

Tutto questo finché circa un anno fa una persona mi chiese come mai il mio collo stava “andando a fuoco” e le spiegai il tutto.

Lei mi parlò della dott.ssa Ethel Cogliani. Mi misi subito in contatto con lei. Una persona fantastica che ringrazierò per il resto dalla mia vita. Dopo un primo colloquio approfondito, semplicemente modificando la mia alimentazione e aggiungendo delle integrazioni di cui il mio corpo era carente, non ho più avuto niente.

Dopo solo tre giorni dall’inizio della mia nuova alimentazione non ho più preso un antistaminico… e mai come ora posso confermare che “siamo ciò che mangiamo”.

Tra le mille analisi fatte nessuno mi aveva prescritto quelle che mi ha poi dato Ethel e che in effetti si sono rivelate fondamentali nella cura dell’orticaria.

Curare l’alimentazione oggi è fondamentale per stare bene.

La cosa straordinaria di Ethel è che non ho mai riscontrato in nessun medico che prende a cuore ogni singolo caso e ti fa sentire come se fossi l’unico.

Sempre presente e attenta ad ogni tua esigenza…. la cosa incredibile, pazzesca direi, è che sono bastate 72 ore per dimenticare gli antistaminici… e questo grazie a lei.

Fabrizio G., 52 anni

Dermatite

Riuscivo a tenere a bada la mia malattia… ma non abbastanza

Sono Fabrizio G., ho 52 anni e sono sempre stato uno sportivo. La mia dermatite ha avuto sempre alti e bassi ma grazie all’aiuto di mia madre e alla mia attenzione verso il corpo sono sempre riuscito a tenerla a bada.

Durante una ricaduta, nella ricerca su internet, per caso mi sono imbattuto nel sito della dottoressa Ethel Cogliani. L’approccio che usava mi piaceva visto poi che non volevo far alcun uso di cortisonici ben cosciente del rischio di rebound e quindi peggioramento della situazione in seguito a sospensione.

Ora sono praticamente pulito e stabile da mesi. Visto comunque che convivo con la mia patologia da una vita, per me era un modo per approfondire le mie conoscenze sul mio corpo che già mi erano state date da mia madre, attenta dietista, sin da quando ero piccolo.

Quello che so è che il lavoro sul corpo è un lavoro continuo e che i risultati ottenuti sono sempre migliorabili e con una buona guida si può fare.