Perché dovrei scegliere il metodo IMMUNOREICA?

1. Funzionale

Ti dà tutti gli strumenti naturali necessari per permettere al tuo corpo di portare gradualmente in remissione la malattia e ridurre i tempi e le quantità dei farmaci assunti

2. Analitico

Tramite l’osservazione dei sintomi, della storia clinica e delle analisi, si arriva all’individuazione delle cause che mantengono acceso il tuo problema

3. Moderno

Si basa sull’osservazione e l’applicazione costante dei nuovi studi che emergono in merito al controllo dell’infiammazione sistemica, causa principale della maggior parte delle patologie dell’era moderna

Ti riconosci in questa storia?

Sei in ospedale.

È l’ennesima volta che ti trovi in ospedale… sempre per lo stesso motivo.

E i medici ti propongono sempre gli stessi rimedi.

E tu sai che avranno sempre lo stesso effetto, come la volta precedente e quella precedente ancora: starai bene quel tanto che gli permetterà di poterti dimettere e mandarti a casa… fino alla crisi successiva.

Hai provato diversi medicinali negli anni, sempre più forti e dopo un po’… tutto tornava!

Il dolore, la stanchezza, l’impotenza di fronte a un destino che sembra inarrestabile e sul quale sembra tu non possa avere il minimo controllo…

E questa volta, come ogni volta, ti viene in mente una domanda, la stessa di sempre:

“C’è un’alternativa all’uso cronico dei farmaci?”

La risposta è . Ma nessuno te lo dirà mai…

I 2 grandi approcci contro le malattie

Approccio ufficiale

È l’approccio che hai imparato a conoscere da vicino.

Nega che qualsiasi azione dell’uomo, qualsiasi condizione ambientale, relazionale, alimentare possa influire sullo stato di salute di una persona.

Sostiene invece che l’unica reale soluzione è rassegnarsi a sopportare questa condizione a vita e cercare di tamponare gli effetti nefandi di una malattia che può solo degenerare.

Approccio funzionale

È l’approccio del metodo IMMUNOREICA e che tutti tengono nascosto dietro una maschera di ferro, come qualcosa che nessuno debba mai venirne a conoscenza.

Va ad indagare i motivi per cui il corpo, ad un certo punto, smette di funzionare correttamente.

Ricerca le cause nell’ambiente, nelle abitudini, nell’alimentazione per combattere la patologia e controllarla fino a farla sparire del tutto.

E soprattutto: perché uno deve escludere l’altro? Si può continuare a prendere i farmaci e creare nel frattempo la possibiltà di diventarne indipendenti? Ebbene sì!

Non è un protocollo… mi ha reso una persona migliore
Christian Parisotto
Afonia cronica

Mi chiamo Christian Parisotto e ho 35 anni. Sono sempre stato iperattivo, sportivo e in perfetta salute, ma dal febbraio 2016 è cambiato qualcosa.

Venivo da un pesantissimo periodo lavorativo di circa 2 anni con soci che tradivano, orari di 15/18 ore al giorno, nuove responsabilità, nuove società che non ingranavano e sempre più pressioni esterne. Troppa tensione. Il mio corpo mi aveva dato un sacco di segnali che puntualmente ignoravo (stanchezza, insonnia, svenimenti) fino a quando ha deciso lui di fermarmi.

Improvvisamente a marzo 2016 rimasi completamente afono. Scambiandolo per un male di stagione, mi imbottirono di farmaci fino ad arrivare a due cicli di cortisone. La voce non tornava e io mi sentivo a terra. A questo si sono pure aggiunti problemi gastrici, difficoltà a digerire qualsiasi cosa e reflusso gastroesofageo continuo.

Per me che mi vantavo di avere una digestione di “ferro” erano cose completamente nuove. Ho girovagato tra gastroenterologi, foniatri, logopedisti: risposte senza senso, soldi buttati e nessuna soluzione.

La mia vita era cambiata, non uscivo più, non riuscivo a comunicare con la mia compagna e amici, non riuscivo a lavorare perché ero completamente afono senza sosta. I dottori dicevano, pure con molto orgoglio, che non sarei tornato più quello di prima e soffrivo di reflusso come un novantenne.

Dopo 3 cicli di soppressori della pompa protonica e un ciclo di cortisonici (all’inizio di questa avventura), “Mettitela via” mi dicevano.

Per me non esisteva questa possibilità.

L’unica cosa che sapevo è che in un modo o nell’altro avrei saputo venirne fuori, qualsiasi terapia sarebbe stata valutabile.

Conoscevo la paleo dieta e ho cominciato ad applicarla. Mi sono messo a studiare, leggere libri e ne sono praticamente diventato un “talebano”. Ma la situazione non migliorava, anzi: la voce era sempre assente (passavo anche intere settimane senza dire una parola), ho cominciato a perdere velocemente peso (arrivando a -18 kg in un anno: la persona sempre felice, sorridente, loquace che ero non esisteva più) e la cosa cominciava a pesare enormemente anche al punto di vista emotivo. Non ce la facevo più e, in preda alla disperazione, ho deciso che mi serviva una mano.

Ho contattato Ethel, che avevo conosciuto tramite amici comuni via Facebook. Avevo bisogno di una persona che mettesse ordine e un metodo in quello che in parte già conoscevo.

A gennaio 2017, primo colloquio: la soluzione c’era e sembrava a un passo. Ethel fu estremamente chiara fin da subito. Cominciammo subito il suo protocollo e mi diede un sacco di istruzioni utili e informazioni fondamentali. Il suo obiettivo è sempre quello che tu riesca a imparare a gestirti, non cura i sintomi ma insegna un nuovo modo di “vivere”.

La differenza la fa sempre la persona oltre alle conoscenze: e lei fa la differenza.

Sempre costantemente presente, visto che ci scrivevamo praticamente ogni giorno, sempre disponibile a spiegazioni, consigli o miglioramenti. E ci crede sempre, anche quando sei tu il primo a mettere in discussione che potresti non farcela. Il suo apporto mentale, psicologico e umano fa la differenza.

I miglioramenti c’erano, lentissimi ma c’erano. E lei era sempre lì presente a cercare nuove soluzioni. Insieme abbiamo fatto un lavoro mostruoso e complesso che toccava tantissimi aspetti: dal surrene, alla meditazione, al rilassamento, al digiuno, al sonno per dirne alcuni.

Erano passati 14 mesi. I segnali del corpo continuavano: avevo sempre avuto una salute di ferro, ma in questi 14 mesi avevo pure avuto due operazioni (appendicite e ernia). Però la situazione generale era notevolmente migliorata, riuscivo a parlare anche se spesso dovevo fermarmi dal dolore per non sforzare. Ma almeno parlavo. La perdita di peso si era fermata a 58 kg per 180 cm.

Ero estremamente critico con me stesso e la mia situazione. I primi timidi risultati, secondo me, sono arrivati dopo circa 7/8 mesi. Anche se le persone all’esterno hanno visto già piccoli cambiamenti fin da subito.

Cominciavo comunque a essere veramente stanco: emotivamente davvero stanco. A febbraio di quest’anno pensavo di mollare.

E qui Ethel ha fatto la differenza: mi sostenne in qualsiasi modo possibile, mi diede la forza e la carica di insistere ancora, che ce l’avrei fatta in un modo o nell’altro. Molte volte rischi di mollare un’ora prima del miracolo.

E improvvisamente arrivò. Tutto il lavoro che avevamo fatto insieme, tutte le attenzioni, tutti gli esami di 14 mesi si trasformarono in un miglioramento improvviso.

Da marzo 2018 ho ripreso 8 kg, ho ripreso a fare attività fisica molto intensa, lavoro ma non ne sono più schiavo, ho ripreso a vivere e lo faccio molto meglio di prima perché mi ha insegnato a gestirmi.

La mia voce migliora di giorno in giorno, non ho praticamente più dolore, non è ancora al massimo come volume ma ci arriverà. E mi è sembrato di rinascere.

Penso che, se si arrivasse ad abbinare in modo sistematico un lavoro psicologico e motorio, i risultati già eccellenti si velocizzerebbero. Infatti sono stato spinto più volte da Ethel a tale ricerca e assolutamente quel tassello mi ha dato un’ulteriore spinta soprattutto nella fase di stabilizzazione dei risultati.

E ora ringrazio di aver avuto questa complicazione. Non è solo un protocollo: sono diventato emotivamente una persona migliore, più saggia, che si sa gestire, che sa prendersi le pause, che sa gioire anche delle piccole cose. E in più ho trovato una guida e un’amica.

Grazie, di cuore. E ora arriva il bello!

La mia ricerca mi ha guidato verso IMMUNOREICA
Valentina Giubilei
Diabete autoimmune (tipo 1)

Da qualche mese facevo parte del gruppo della mia città che seguiva la dieta Paleo. Sulla pagina Facebook del gruppo, ogni tanto vedevo degli accenni a Ethel. Poi un amministratore del gruppo mi ha consigliato di chiedere dei consigli di salute alla dott.ssa Cogliani.

Allora ho finalmente dato una bella occhiata al sito, che prima invece avevo solo visto di sfuggita. Mi sono rivolta a lei per un problema di diabete autoimmune (tipo 1).

Il suo approccio è stato molto accogliente, ma allo stesso tempo professionalissimo.

Prima di fare un colloquio, ha voluto capire come mi stavo comportando con la mia salute, e se sarei stata in grado di seguire la Paleo e gli accorgimenti che si fanno per stare meglio con questo metodo, che credo personalmente sia solo per chi ci crede e ne ha fiducia.

Bisogna aprire la mente ad una visione a 360 gradi che non coinvolge solo il corpo, il cibo e l’integrazione… eh no, sarebbe troppo facile, o meglio non sarebbe sufficiente.

Bisogna ascoltarsi, arrivare a conoscersi come non ci si è mai conosciuti, accettare dei limiti per superarne altri, imparare a fare parte del tutto col mondo e farlo armoniosamente… non ci si cura di sole medicine quando si vuole guarire.

La dottoressa è sempre stata molto chiara nelle indicazioni e mi ha sempre spiegato, con parole adatte alla persona con la quale sta parlando, i perché e i come delle scelte che fa per me. Così come mi ha sempre dato delle spiegazioni alle reazioni che vedo accadere quando iniziamo una fase del protocollo, o quando non riesco a spiegarmi perché il mio corpo ha reagito in un particolare modo ad un particolare stimolo… o magari a nessuno stimolo!

Ho sospeso degli integratori che mi erano stati dati da un diabetologo a cui mi ero affidata privatamente, e introdotto integrazione consigliata dalla dottoressa Cogliani. Altri integratori che già prendevo seguendo la dieta Paleo come la vitamina D e la vitamina K2 me li ha confermati.

Per quanto riguarda l’insulina, l’ho inizialmente diminuita al calare dei valori alti e fuori norma delle glicemie che misuro comunque e sempre almeno 5 volte al giorno.

Ci sono periodi in cui ho glicemie talmente nei range delle persone normali in cui non necessito di iniettarmi insulina. In questi periodi, sempre maggiori, misuro le glicemie anche più spesso, per non dover sbagliare.

Sono stata diagnosticata diabetica due anni fa ed ancora lo sono. Solo che al momento riesco a tenere sotto controllo i miei valori. Appena diagnosticata, ho fatto le cure come da protocollo ospedaliero, che mi hanno in quel momento salvato la vita. Poiché il mio esordio è stato piuttosto forte.

Dopo quattro mesi ho scoperto la dieta dei gruppi sanguigni e ho deciso di provarla. Quello è stato un momento di grossa svolta nella mia vita. Ho visto la prima luce, poiché ho iniziato a capire il valore di una nutrizione diversa dalla dieta mediterranea. Fortunatamente il mio gruppo sanguigno zero mi permise di provare una dieta molto molto simile alla dieta Paleo. E così ho visto che il mio corpo iniziava a farcela da solo.

Ho imparato a gestirmi con la dieta dei gruppi sanguigni e mi sono iniziata a fare tante domande. Sono stata un po’ autodidatta una volta imparate le basi e da sola, studiando e leggendo ma soprattutto testando i cibi su di me, sono arrivata ad escludere da questa dieta degli alimenti e ad aggiungerne altri, così facendo mi sono sempre più avvicinata alla Paleo che era quella con cui riuscivo a gestire le mie glicemie.

A questo punto ho cercato un dottore professionista che potesse correggermi in caso di errori grossolani che un autodidatta può, suo malgrado, fare e che mi consigliasse la giusta integrazione.

Devo dire che mi trovavo già bene con la dieta Paleo, ma seguivo diversi gruppi senza avere un punto di riferimento, che invece credo sia fondamentale.

Al momento sono veramente soddisfatta ed il mio augurio è che al cambiare del mio stato, Ethel riesca sempre ad indicarmi come aggiustare il tiro, come al momento. La disponibilità della mia dottoressa è impagabile. La consiglio a tutti!

Innanzitutto, vorrei consigliare al mondo di smettere di credere alla dieta mediterranea. Però ho imparato che ognuno ha il suo percorso. Io ci sono arrivata perché lo volevo: ho studiato la mia malattia tutte le sere su libri e su internet. Ho voluto davvero provare nuove vie per trovare un percorso nel quale mi sentissi partecipe fisicamente e mentalmente, nel quale non ci fossero dogmi ma una mano tesa.

Non siamo tutti uguali e molta gente, nel caso di un diabete, preferisce poter mangiare una pastarella al bar, un gelato in estate, una pizza con gli amici al prezzo di un’iniezione o due di insulina. Ed è giusto così allora, ognuno deve essere libero di scegliere per sé stesso accogliendo poi le conseguenze delle proprie scelte.

Mi aspettavo una dottoressa che sapesse curarmi.

Ho trovato una dottoressa che è anche un’amica, che c’è: la differenza da tanti dottori è che lei c’è!

Parlando di diabete, una patologia che viene influenzata da così tante variabili, posso parlare di risultati in generale, poiché anche un’arrabbiatura da poco può alterare le glicemie, ed ecco che si potrebbe pensare che il protocollo ha fallito… ed invece NO!

In linea generale seguo IMMUNOREICA da 4 mesi, e posso dire che la mia ultima emoglobina glicata era di pochissimo più alta di una persona normale non affetta da diabete. Le precedenti non erano malvagie, ma non erano così buone.

Il mio corpo si sta rimodellando, e la mia mente è serena perché mi sento in buone mani. Ho sempre voluto praticare il digiuno, ma essendo diabetica non mi sono mai sentita all’altezza di poterci provare da sola.

La dottoressa giustamente non me lo ha fatto provare all’inizio del nostro percorso, ha voluto conoscere meglio come ero, come reagivo, ha seguito i miei progressi e tutte le mie analisi.

Ma da un mese mi segue nel digiuno secco, che al momento mi sta dando dei risultati stratosferici.

E ripeto, il fatto che è con me mentre lo faccio, perché la sua presenza anche se non fisica è garantita, rende tutto molto sereno.

L’ansia parte dall’intestino
Giorgio Tuscano
Gastroenterite cronica e ansia

Mi chiamo Giorgio Tuscano, ho 32 anni, e ho sofferto di disturbi gastrici per più di dieci anni ormai. Nel corso del tempo ciò che era iniziato come un semplice bruciore allo stomaco di tanto in tanto, si è trasformato in un incubo perenne. Sono stato curato per gastrite ulcerosa, colite nervosa, colite spastica, gastroduodenite, reflusso gastro-esofageo, stitichezza, e un centinaio di diversi presunti “virus” che mi hanno provocato settimane di diarrea.

Oltre a questo, soffro di sindrome ansiosa dall’età di 24 anni.

Ho assunto nella mia vita sufficienti farmaci da riempirci un autotreno, dai gastroprotettori agli antimicrobici, dai procinetici a montagne di lassativi; solo per dare l’idea, ho assunto Pantoprazolo da 40 mg per 4 anni di fila, senza mai interrompere, ogni mattina. Saltare anche solo una pillola equivaleva ad una catastrofe, con dolori strazianti per tutto il giorno, persino bere acqua mi dava problemi in quei casi.

La risposta dei medici? “È lo stress”.

Peccato che per quello assumessi già diversi psicofarmaci, con risultati davvero modesti.

Dopo una serie di vicissitudini che preferisco non raccontare nemmeno, ormai letteralmente prostrato nel corpo e nella mente, ho avuto modo, per puro caso, di vedere i risultati del protocollo con i miei occhi su una persona a me cara: vi assicuro che non credevo a ciò che vedevo io stesso. Decisi così di contattare la Dottoressa Cogliani con una netta sensazione “non sapevo cos’altro tentare”, le avevo provate tutte, sia nel senso dell’ansia sia nel senso dei miei disturbi digestivi e volevo vedere se il protocollo potesse essere adattato anche ai miei problemi, anche se nutrivo forti dubbi che una situazione così complessa come la mia potesse essere risolvibile.

Era metà di agosto del 2015, e i miei dubbi diventarono scetticismo quando, dopo un primo colloquio, la Dottoressa mi consigliò un cambio di alimentazione che definire radicale sarebbe riduttivo, e un altrettanto deciso numero di integratori da assumere quotidianamente.

Un integratore in particolare colse la mia curiosità, e insieme la mia perplessità: la cosiddetta betaina HCL, ovverosia, come mi fu spiegato, acido cloridrico da immettere nello stomaco! Ora provate a immaginarvi la faccia di una persona che non possa bere un solo cucchiaino di caffè -neanche se zuccherato alla nausea- senza avere forte bruciore allo stomaco, a cui si dica di ingerire acido cloridrico prima di ogni pasto.

Credo fu in quel momento che presi una decisione importante nella mia vita, che non fu, come si potrebbe pensare, quella di fidarmi del protocollo o della Dottoressa Cogliani: quelle vennero dopo. La decisione che presi quel giorno fu di non arrendermi e intentare qualcosa di nuovo, di aprire la mia mente a una vera cura della mia salute in un modo che non credevo possibile.

Da allora, per quanto possa sembrare incredibile persino a me stesso, la mia situazione è andata via via sempre migliorando. I dolori allo stomaco sono spariti, le fastidiose diarree ho scoperto essere causate da alterazioni della flora batterica, non ho più difficoltà a svegliarmi la mattina o a restare sveglio dopo i pasti per l’immane pesantezza, la mia ansia è migliorata, passando dall’assunzione di ansiolitici 3 volte al giorno a… non mi ricordo neanche quand’è l’ultima volta che li ho presi… e una serie lunghissima di altri benefici che non elenco perché quanto sto scrivendo non sembri una forma di propaganda.

Quello che sicuramente mi ha aiutato a seguire il protocollo è stato l’appoggio di mia moglie, che segue lo stesso protocollo ma per patologie diverse, con la quale ho condiviso tutti gli alti e bassi che si sono succeduti prima che si stabilizzasse la situazione.

A tutt’oggi ho una serie molto consistente di integrazioni, dovute alla molteplicità di carenze nel mio corpo scoperte nel corso dei mesi. Per il supporto che ho ricevuto dalla dottoressa Cogliani la clonerei e invierei un suo clone in ogni centro urbano.

La betaina la assumo ancora, a cicli, in quantità e tempi variabili a seconda dello stato del mio stomaco.

Sono fiducioso che anch’essa diventerà, nel tempo a venire, solo un ricordo, proprio come problemi per cui l’ho assunta la prima volta.

Ok, voglio guarire anch’io

Le 4 FASI per gestire al meglio le malattie autoimmuni senza farmaci

Entrando nel mondo IMMUNOREICA passerai inevitabilmente attraverso 4 fasi fondamentali che garantiscono nei tempi più veloci possibili (che vengono essenzialmente scanditi dalla capacità del corpo di recuperare) la riduzione, la remissione e il controllo della sintomatologia senza farmaci.

Determinazione delle cause

Verranno studiati la tua storia clinica, la risposta del tuo corpo a singoli stimoli, il tuo stile alimentare, le tue abitudini, il tuo lavoro, le circostanze in cui si è sviluppata la patologia.

Questo studio – associato a una corretta visione ed interpretazione delle analisi – permette di indirizzare gli sforzi al fine di ridurre al minimo l’uso di farmaci, che verranno utilizzati solo in caso di ricadute sempre più sporadiche e sempre meno intense, man mano che il corpo ritrova il suo equilibrio.

Alimentazione e stile di vita

Dall’alimentazione allo stile di vita verrà messo tutto sotto la lente di ingrandimento allo scopo di impostare un percorso adatto a portarti fuori dal tunnel della malattia.

Ogni cosa verrà impostata in modo da ridurre l’impatto infiammatorio di un’alimentazione degenerata, di un ambiente inquinato, di abitudini errate allo scopo di ridurre molti dei problemi principali che mantengono accesa l’infiammazione che sta distruggendo il tuo corpo:

  • Permeabilità intestinale
  • Disbiosi e sibo
  • Mimetismo molecolare
  • Allergie
  • Infezioni

In questo modo limitiamo al minimo i contributi negativi partendo dall’atto più comune nella nostra giornata: mangiare.

Strategia

In un mondo in cui i cibi sono sempre più poveri di nutrienti e l’ambiente sempre più inquinato, la reperibilità di alcuni nutrienti è diventata quasi nulla, l’ambiente e le abitudini che coccoliamo ogni giorno ci portano sempre più lontano da una vita che valga realmente la pena di essere vissuta.

Se lo scopo di ciascuno di noi è sicuramente quello di stare bene nonostante tutto, ognuno disegna il proprio percorso in base a molti fattori che verranno considerati a uno a uno in modo da disegnare il percorso più adatto per ottenere ciò che desideri. Perché la salute non è che il punto di arrivo, ma il punto di inizio.

Una corretta integrazione, una revisione delle abitudini sbagliate, un lavoro profondo sugli stimoli che continuiamo a dare al nostro corpo, anche senza accorgercene, permette di mettere mano a tutti quei piccoli niente che ignoriamo, ma che fanno parte del “perché” il nostro corpo non risponde come vorremmo.

Collaborazione

Alcune situazioni complesse impediscono un lavoro concreto sul problema senza farsi affiancare da altre figure.

Questo perché spesso diagnosi sbagliate, cure errate o inesatte o riduttive, hanno permesso al danno di propagarsi estesamente nel corpo o potrebbero non aver contemplato la stretta correlazione corpo-mente.

In questi casi, dove necessario, ti indirizzeremo in un percorso con altri specialisti (endocrinologi, naturopati, odontoiatri/dentisti, immunologi…) allo scopo di completare il quadro.

Ora tocca a te!

La situazione generale:

  • I farmaci portano effetti collaterali spesso più devastanti della malattia stessa
  • Alcune malattie, che prima sembravano andare a scapito dei più anziani, adesso colpiscono fasce sempre più giovani della popolazione
  • Siamo costantemente dipendenti da farmaci per dormire, digerire, respirare meglio…

Con il metodo IMMUNOREICA:

  • Mai più visite specialistiche senza senso alla ricerca di qualcosa che potresti non trovare mai
  • Mai più analisi a casaccio che sembrano dirti solo che la tua malattia è solo invenzione della tua mente
  • Mai più medicine inutili che permettono unicamente all’infiammazione di propagarsi indisturbata
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Per ognuna un medicinale e tanti effetti collaterali
Cettina Sidoti
Psoriasi, artrite psoriasica, sclerosi multipla e reflusso gastroesofageo

Sono Cettina Sidoti, ho 55 anni e ho conosciuto il protocollo tramite FB nel gruppo “psoriasi fattori scatenanti – l’alternativa naturale” e conosciuta personalmente la dott.ssa Ethel Cogliani ad un congresso del gruppo a Roma a giugno del 2014.

Avevo contattato IMMUNOREICA per problemi di Psoriasi, sclerosi multipla, artrite psoriasica, reflusso gastrointestinale. Avevo già fatto altre cure in precedenza ma avevo dovuto sospenderle sempre a causa di effetti collaterali.

Soffrivo di psoriasi da circa 40 anni, di S.M. Da circa 20 anni, artrite 10 anni, Reflusso 8 circa e per ciascuna problematica prendevo farmaci diversi che con il tempo hanno causato diversi problemi per la pso qualche crema, per la S.M. Interferone, copaxone, cortisone, per il reflusso omeprazolo, ma niente di risolutivo, anzi.

All’inizio ho provato a seguire i consigli che venivano dati gratuitamente e già vedevo dei risultati interessanti che mi hanno convinta a farmi seguire per migliorarli e consolidarli.

Era tutto molto chiaro. A ogni mia domanda c’era sempre una risposta chiara e immediata, e anche per la gestione dei problemi che si presentavano di volta in volta c’era sempre un rimedio che mi permetteva di limitare al minimo i farmaci.

Soprattutto riguardo alla psoriasi e all’artrite reumatoide ho avuto veramente grandi risultati in alcuni mesi, per la sclerosi multipla non saprei dire, forse sì, nell’ultimo anno non ho avuto grandi ricadute e per il reflusso, ci stiamo lavorando proprio nell’ultimo periodo dopo una forte ricaduta in seguito all’assunzione di alcuni farmaci che mi hanno dato particolarmente fastidio.

L’ho contattata perché volevo farmi aiutare a guarire, nel senso generale, a migliorare come persona, non solo come malata e consiglierei assolutamente il protocollo proprio perché ho avuto ottimi risultati.

Grazie veramente

Un viaggio a tappe
Daniele Fontanelli
Morbo di Chron, ipotiroidismo, asma bronchiale, influenza ricorrente

Mi chiamo Daniele Fontanelli, ho 58 anni, di professione Tecnico Sanitario di Radiologia Medica. Ho cominciato a non stare bene da giovanissimo. Sono sempre stato “cagionevole”, smilzo, “indietro” con la crescita. Negli anni della mia giovinezza, tra i 12 e i 30 anni, sono riuscito a stare bene o quanto meno molto meglio, poi sono cominciati i “disturbi”.

Prima lievi e sporadici, poi sempre peggio fino a condizionarmi pesantemente la vita. L’esordio cosi lento e costante mi ha portato nel tempo a dimenticarmi cosa volesse dire stare bene, e son giunto a considerare la mia corea di sintomi come la mia vita “normale”.

Stanchezza, confusione mentale, attacchi d’asma bronchiale, ma sopratutto violente e dolorosissime coliche addominali sub-occlusive che mi hanno portato a fare diversi lunghi ricoveri ospedalieri fino ai 45 anni, quando (dopo 10 anni di sofferenze, esami, colonscopie, gastroscopie, risonanze ecc.) mi viene diagnosticato il morbo di Crohn.

Faccio varie terapie farmacologiche (cortisone, Mesalazina Azotiotropina) tutte con scarsi effetti e per lo più temporanei. Solo la sospensione dell’alimentazione mi faceva stare meglio. arrivo a pesare 54 kg (sono alto 1,75 m).
Alterno periodi di acuzie a periodi di remissione che purtroppo divengono, man mano che passano gli anni, sempre più brevi, fino a passare dallo stare malissimo allo stare male, ma mai bene.

Intorno ai 50 anni sono praticamente un invalido, sottopeso, sempre stanco svogliato e depresso, in più mi appare la psoriasi alle caviglie e una fascia di dermatite lichenosa all’addome (guarda caso) e ai genitali. Un inferno. Una non-vita. Un uomo finito in tutti sensi. Mi si prospetta l’intervento chirurgico, vogliono buttare un po’ di “budella” ormai compromesse per sempre, ma senza guarire ovviamente.

Da lì, nelle lunghe notti di degenza, arrivo a capire che se non prendo io in mano la mia vita e la mia salute nessuno lo farà per me. È una sorta di risveglio, prendo coscienza del fatto che ho guardato troppo fuori da me e troppo poco dentro. Del resto la medicina “ufficiale” non ha risposte da darmi se non che non guarirò e che staro sempre peggio, anche dopo la chirurgia.

Visto che la medicina “scientifica” non era evidentemente ed esplicitamente (me lo avevano più volte ribadito i miei medici curanti) in grado di risolvere soddisfacentemente i miei problemi, ma solo di offrirmi terapie tampone costose piene di effetti collaterali e nel mio caso anche poco efficaci, la soluzione più logica mi viene quella di cercare fuori dal consueto percorso calcato per anni senza apprezzabili risultati.

Dapprima, mi muovo a tentoni e faccio anche tante cose sbagliate o non efficaci (agopuntura, agopuntura secondo Voll, pranoterapia, massaggio cranio sacrale, ecc.) consulto anche una maga esperta in arti esoteriche, spendo una barca di soldi, fino a quando non faccio la cosa giusta imboccando la strada dell’alimentazione. Come non averci pensato prima in una malattia infiammatoria cronica del tubo digerente?! Ma i miei gastroenterologi su mia specifica richiesta hanno sempre escluso che il cibo avesse un ruolo attivo nei miei problemi che sono chiaramente, a detta loro, di natura genetica.

Incontro la Paleo, cambio lentamente stile di vita. Aiutato e seguito da vari altri specialisti e nutrizionisti, lentamente le cose cominciano a migliorare finché, nella mia continua ricerca (ormai dopo tanti vicoli ciechi sono scafato e ho imparato a riconoscere le informazioni meritevoli di approfondimento in mezzo al gran marasma di venditori di fumo) incontro il sito IMMUNOREICA e conosco la Dott.ssa Cogliani. L’avessi fatto prima! Mi sarei risparmiato tante spese inutili e tanto tempo perso.

Lei ha messo a punto e armonizzato le strategie che in una sorta di patchwork avevo, parzialmente in autonomia, adottato. Il mio star bene passa attraverso il corretto stile di vita, la corretta alimentazione, il come e il quando, l’analisi delle personalissime condizioni fisiopatologiche individuali e dunque dalla giusta integrazione oltre a molte altre “dritte”.

Sotto la sua “direzione d’orchestra” le cose hanno cominciato a integrarsi e a girare veramente bene. L’approccio della dott.ssa Cogliani è globale, a tutto tondo, dove la singola manifestazione patologica passa in secondo piano rispetto alle condizioni generali di vita del paziente.

I risultati ovviamente, dopo tanti anni di malattia e l’intestino completamente devastato, non sono arrivati subito, ci son voluti anni, in cui però il miglioramento lento ma costante è diventato iperbolico sotto le sue direttive.

A oggi sono più di due anni che non ho più manifestazioni patologiche evidenti della mia malattia “principale”. Non assumo nessun farmaco, e quest’inverno non ho avuto incredibilmente nessun attacco d’asma (sarà un caso?). Ma soprattutto, e indipendentemente da tutto, ho riscoperto cosa vuol dire stare bene, che è diverso dal passare dallo stare male a meno peggio, al vivacchiare.

Con i suoi consigli e le sue preziose indicazioni sono sveglio, vitale, reattivo, pieno d’energia, magro e muscoloso. Faccio sport, amo, insomma ho smesso di sopravvivere e ho cominciato di nuovo a vivere. Ho ottenuto i risultati più velocemente di quanto mi aspettassi, sembrava come se fosse il perfetto coronamento di anni di ricerca.

Mi rassicura molto il fatto che il protocollo sia in costante evoluzione grazie al lavoro costante di ricerca e sperimentazione di Ethel, proprio com’è il mondo in cui viviamo e lo stato di coscienza, in evoluzione.

Grazie Ethel!

Ho preferito scegliere di evitare complicazioni certe
Mariangela Masala
Osteoporosi e tiroidite di Hashimoto

Mi chiamo Mariangela Masala, ho 55 anni e a marzo del 2016 eseguo una MOC di controllo che evidenzia una osteoporosi avanzata a femori e vertebre con alto rischio di frattura.

Vista la gravità della situazione il medico mi propone il piano terapeutico Prolia (Denosumab): sottocutanea semestrale più diversi farmaci da assumere giornalmente. Alla mia domanda sugli effetti collaterali dei farmaci prescritti il medico un po’ scocciato mi risponde: “sono farmaci e qualche effetto collaterale lo danno pure” – tipo? Dico io. “Ma dolori articolari e muscolari… ma solo qualche caso, non è detto che succeda a lei”.

Per saperne di più cerco in internet e trovo alcune importanti raccomandazioni per minimizzare il rischio di osteonecrosi della mandibola/mascella e di ipocalcemia durante il trattamento con Prolia. Si segnala, inoltre, la possibilità di infezioni della pelle, delle vie urinarie e del cuore, mal di schiena, parestesie o rigidità muscolari, spasmi e crampi muscolari.

Panico.

Prendo tempo e passo ore sul computer a cercare risposte alle mie domande. Parlo con più persone possibili, medici e non: la credenza comune è che per curare l’osteoporosi si deve prendere il calcio e mangiare latte e formaggio in abbondanza anche in caso di intolleranza. Quante storie, poi ti abitui! Così mi dicono… Vengo anche a conoscenza degli effetti devastanti che il farmaco ha avuto su alcune donne del mio paese e del circondario.

Sono sempre più convinta che quella non è la mia strada ma nel contempo non trovo alternative fino a quando una persona, con cui mi era capitato di parlare di alimentazione, mi consiglia un sito e un nome: Ethel Cogliani.

Due giorni dopo il primo colloquio telefonico.

Sin dal primo momento Ethel mette insieme i pezzi del puzzle che io butto sul tavolo in modo disordinato: asma, dermatiti, allergie, intolleranze, insonnia, tiroidite di Hashimoto, crisi di panico, problemi digestivi, mal di stomaco, stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari e naturalmente osteoporosi- e ricostruisce la mia storia dandomi la speranza che da questa situazione potrò uscire cambiando alimentazione e stile di vita.

Dopo otto mesi di protocollo la mia condizione è decisamente migliorata: digerisco bene, ho più energie, sto migliorando la funzionalità tiroidea, non ho dolori articolari, ho una qualità del sonno decisamente migliore anche se non ho eliminato del tutto l’assunzione di (metà 0,25) Xanax (ma conto di toglierlo al più presto), durante la primavera/estate non ho avuto neanche un episodio di allergia (rinite, dermatiti).

L’osteoporosi non è immediatamente verificabile in quanto la MOC è prevista ogni due anni e sono al corrente che alla mia età l’osso si ricostituisce molto lentamente; per me sarà comunque un ottimo risultato non avere un peggioramento.

Inizialmente l’idea di non poter mangiare pasta e pane per sostituirli con tutta quella carne e soprattutto limitare il consumo di frutta… non la vedevo bene però mi sono detta o questa alimentazione o il Prolia. Ho scelto la prima.

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20 anni di peggioramenti e medicine crescenti… 8 mesi per riuscire a togliere antidolorifici e immunosoppressori
Ascanio Crocetti
Artrite psoriasica e psoriasi

Salve, volevo condividere con voi la mia esperienza sulla psoriasi e l’artrite psoriasica.

Mi chiamo Ascanio Crocetti di anni 55 e nel 1991 ho avuto la prima manifestazione di psoriasi, dopo circa due anni è comparsa anche l’artrite psoriasica iniziando dapprima dal dito medio della mani sinistra poi un altro dito della mano destra.

Su consiglio di un dottore iniziai a farmi curare come se fosse una tendinite, non risolvendo il problema mi sono rivolto ad un reumatologo che dopo le specifiche analisi, mi fece iniziare il Methotrexate e successivamente mi aggiunse anche la Ciclosporina.

Dopo diversi anni (e danni), mi fece ricoverare presso un ospedale di Roma perché erano usciti in commercio dei farmaci biologici.

Per rientrare nel protocollo dell’utilizzo dei questi farmaci biologici dovevi avere dei requisiti e io né avevo a sufficienza (che fortuna!) in quanto l’artrite ormai mi aveva colpito mani, bacino, ginocchia, caviglie e dita dei piedi, solo la psoriasi era poca, in testa, genitali, una macchia sul petto ed una in un polpaccio.

Entrato nel protocollo, ho iniziato a far uso di Embrel (farmaco biologico).

Dopo circa tre anni non era più sufficiente e quindi mi hanno aggiunto quattro pasticche al giorno di Salazopyrin (immunosoppressore) .

Avendo sempre liquido sinoviale alle ginocchia, mi hanno fatto lastre e biopsia per vedere se era il caso di cambiare biologico, ma non è stato così, mi hanno lasciato il biologico dicendomi che in futuro dovrò mettere le protesi.

Da quanto sopra scritto si può notare che in più di 20 anni l’unico esito di ogni cura è stato il peggioramento. Stanco di questo stato, ho intensificato le ricerche su internet di prodotti naturali per la cura di questa malattia e mi sono imbattuto nel sito di IMMUNOREICA.

Non avendo mai sentito parlare di approccio nutrizionale alla patologia (anzi mi dicevano che l’alimentazione non c’entrava niente), ho approfondito e ho subito capito che nel mio stato non potevo affrontare questo percorso da solo, affidandomi quindi alla Dottoressa Ethel Cogliani.

Da Luglio 2016 ho iniziato ad essere seguito da lei e con le sue indicazioni sulla nutrizione, integrazione e stile di vita, oggi mi sento un’altra persona: molto energica, non ho più dolori e liquido alle ginocchia, con le analisi quasi perfette e soprattutto non prendo più gli immunosoppressori.

Ricordo distintamente che essendomi sentito quasi subito bene avevo deciso arbitrariamente di sospendere gli immunosoppressori, ricredendomi subito di questo gesto un po’ avventato. Infatti confidando subito l’errore alla dottoressa lei mi disse che era troppo presto e comunque sarebbe stato possibile toglierli ma con gradualità e possibilmente seguito da un medico che mi permettesse di dare il giusto tempo in base anche alle analisi che regolarmente sono costretto a fare per via del protocollo che seguo per il Biologico.

Fatto sta che ho ricominciato mio mal grado a riprendere l’immunosoppressore e a scalarlo in modo regolare fino ad oggi (29 marzo 2017) che è un mese abbondante che l’ho tolto totalmente. Ora manca il biologico e da qui parte un nuovo percorso.

Ovvio che le indicazioni da seguire sono tante, l’impegno è molto i primi tempi, ma con fiducia, tenacia e costanza, il risultato è arrivato, non solo per l’artrite e psoriasi ma anche per altri disturbi che avevo.

Grazie Ethel Cogliani

5 anni di dipendenza e le energie atterrate
Alberico Cecchini
Problemi gastrici

Da 5 anni ero dipendente da un antiacido, il Pantoprazolo da 40 mg. Ogni volta che tentavo di diminuire il dosaggio stavo molto male.

Non mi volevo rassegnare già a 47 anni a prendere questo farmaco a vita, anche perché mi dava diversi problemi: difficoltà nella digestione, debolezza, difficoltà di concentrazione, nervosismo. Inoltre dormivo male e non riuscivo più a fare sport né a stare bene.

Quando la dottoressa Ethel Cogliani mi avrebbe accompagnato in pochi mesi a risolvere completamente la situazione, sinceramente non le credevo. Però, man mano che miglioravo, ho preso la sicurezza e ho cominciato a togliere gradualmente il Pantoprazolo. Seguendo le sue indicazioni nutrizionali è stato molto più facile del previsto.

Ora sono più di 6 mesi che non prendo nulla e mi pare un sogno. Ho ritrovato le mie energie, la mia concentrazione, ho ripreso il tennis, digerisco bene, dormo bene.

Ho ritrovato la mia vita.

Ora dimentico di usare il broncodilatatore
Andrea Solferino
Insufficienza respiratoria e asma

Sono nato a Catania e seguo IMMUNOREICA da maggio 2018. Prima ero già indirizzato verso una dieta con pochi carboidrati dopo aver praticato per i 4 anni precedenti un’alimentazione vegana.

Questi miei tentativi di vari tipi di alimentazione sono stati indotti dalla speranza di risolvere una persistente asma cronica non allergica, diagnosticata con svariate spirometrie e controllata con l’assunzione di broncodilatatori e cortisonici. Inoltre soffrivo di ipertensione, insonnia e disturbo gastroesofageo. Con l’eliminazione dei carboidrati ho avuto i primi miglioramenti sui disturbi gastroesofagei e sull’ipertensione e non molto sull’insonnia e l’asma.

Per questo ho continuato a ricercare altre strade incontrando così, tramite sue interviste in TV, la dott.ssa Ethel Cogliani con il suo protocollo IMMUNOREICA. Inizialmente mi ha aiutato a inquadrare meglio la situazione con analisi mirate, iniziando così un’alimentazione e integrazione più specifica. Non ho avuto problemi per il nuovo approccio perché già abituato ai cambiamenti.

Dopo un paio di mesi sono iniziati i primi miglioramenti anche per l’asma e l’insonnia con alti e bassi a seconda della mia costanza nel seguire le giuste indicazioni, non solo alimentari ma anche di comportamento generale, come rispetto dei cicli circadiani (sonno – veglia), attività fisica, esercizi respiratori, schermi per luci artificiali, ecc. In seguito mi è stato proposto di intraprendere un percorso che prevedeva dei digiuni secchi con cadenza settimanale di 24-36 ore.

Le indicazioni sono state molto precise e non ho avuto grossi problemi per attuarlo, salvo che non sempre la concentrazione psicologica mi assisteva. Comunque per diversi mesi sono riuscito ad attuarlo con regolarità. A ogni digiuno ho trovato dei miglioramenti, specie per l’asma. Sono stato seguito al meglio con consigli specifici, come ad esempio per l’insonnia.

Ogni digiuno è stato ed è diverso l’uno dall’altro perché dipende da molti fattori, come la preparazione in entrata e in uscita dallo stesso. Quando ho seguito bene le indicazioni, il digiuno è stato meno faticoso, non ho mai superato le 40 ore svolgendo anche attività fisica e la difficoltà maggiore l’ho sempre riscontrata nel giorno di uscita.

Mi piacerebbe affrontare digiuni più lunghi ma questo comporta un’assistenza più stretta. La cosa più bella che ho provato con i digiuni è che si risolvono anche piccoli disturbi come un mal di gola o dolori articolari.

Attualmente posso riscontrare un netto miglioramento per la problematica dell’asma anche con la mia dimenticanza nell’usare il broncodilatatore, che ho quindi ridotto drasticamente. Le spirometrie hanno segnato un miglioramento come anche l’insonnia.

Questa esperienza con la dott.ssa Cogliani, che ringrazio per sempre, è significativa anche perché ho acquisito una responsabilità maggiore nel saper rispettare le prescrizioni per uno stile di vita più in armonia con la Natura, da cui dipende il risultato di una buona salute e la consapevolezza che il vero benessere è nelle nostre mani.

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I libri immancabili nella libreria di chi vuole capire cosa si cela dietro le problematiche che stanno devastando la salute della nostra società, senza che riusciamo in qualche modo a capirne le reali dinamiche e quindi a fermarle.

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“I 3 Errori della Salute”

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Articoli per riviste/media

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Ethel Cogliani

Fondatrice di IMMUNOREICA®

Autrice di "Dietro la Malattia" (2016), "Tiroide X-Files" (2017), "Super-Vivere nel XXI Secolo" (2020), "Paura" (2020) e "La Struttura della Salute"(2021), ha la sua impostazione accademica come genetica molecolare che l'ha portata per diverso tempo a fare ricerche in ambito molecolare.

Presto scopre che la ricerca viene mossa dal denaro e sente che la strada che deve percorrere è un'altra. Quasi accidentalmente incappa nell'alimentazione come approccio alle malattie, scoprendo un mondo di interazioni in grado di modulare in modo fine l'espressione genica senza intervenire direttamente sulla struttura dei geni stessi (epigenetica).

Con il tempo estende la sua attenzione anche allo stile di vita, approcciando in modo disinvolto e senza pregiudizi alcune pratiche – tra cui il digiuno, la terapia del freddo, miglioramento del sonno – allo scopo di potenziare, modulare, stimolare il Sistema Immunitario. È così che sviluppa il suo protocollo IMMUNOREICA, che ha lo scopo di migliorare condizioni autoimmuni e degenerative anche molto gravi.