q Come Gestire le Malattie Autoimmuni SENZA FARMACI
Immunoreica logo
Sei ormai rassegnato che la tua malattia sia una condanna a vita?

Potenzia il tuo Sistema Immunitario e attiva il potere di Auto-Guarigione del corpo

Un metodo EFFICACE e TESTATO CON SUCCESSO da oltre 1.000 pazienti
Scopri il metodo IMMUNOREICA
» Oltre 100 testimonianze
Ethel CoglianiEthel Cogliani
Ethel Cogliani
Biologa nutrizionista specializzata in malattie autoimmuni

Perché dovrei scegliere il metodo IMMUNOREICA?

1. Funzionale

Ti dà tutti gli strumenti naturali necessari per permettere al tuo corpo di portare gradualmente in remissione la malattia e ridurre i tempi e le quantità dei farmaci assunti

2. Analitico

Tramite l’osservazione dei sintomi, della storia clinica e delle analisi, si arriva all’individuazione delle cause che mantengono acceso il tuo problema

3. Moderno

Si basa sull’osservazione e l’applicazione costante dei nuovi studi che emergono in merito al controllo dell’infiammazione sistemica, causa principale della maggior parte delle patologie dell’era moderna

Ti riconosci in questa storia?

Sei in ospedale.

È l’ennesima volta che ti trovi in ospedale… sempre per lo stesso motivo.

E i medici ti propongono sempre gli stessi rimedi.

E tu sai che avranno sempre lo stesso effetto, come la volta precedente e quella precedente ancora: starai bene quel tanto che gli permetterà di poterti dimettere e mandarti a casa… fino alla crisi successiva.

Hai provato diversi medicinali negli anni, sempre più forti e dopo un po’… tutto tornava!

Il dolore, la stanchezza, l’impotenza di fronte a un destino che sembra inarrestabile e sul quale sembra tu non possa avere il minimo controllo…

E questa volta, come ogni volta, ti viene in mente una domanda, la stessa di sempre:

“C’è un’alternativa all’uso cronico dei farmaci?”

La risposta è . Ma nessuno te lo dirà mai…

Non è un protocollo… mi ha reso una persona migliore

Christian Parisotto
Afonia cronica
Mi chiamo Christian Parisotto e ho 35 anni. Sono sempre stato iperattivo, sportivo e in perfetta salute, ma dal febbraio 2016 è cambiato qualcosa.

Venivo da un pesantissimo periodo lavorativo di circa 2 anni con soci che tradivano, orari di 15/18 ore al giorno, nuove responsabilità, nuove società che non ingranavano e sempre più pressioni esterne. Troppa tensione. Il mio corpo mi aveva dato un sacco di segnali che puntualmente ignoravo (stanchezza, insonnia, svenimenti) fino a quando ha deciso lui di fermarmi.

Improvvisamente a marzo 2016 rimasi completamente afono. Scambiandolo per un male di stagione, mi imbottirono di farmaci fino ad arrivare a due cicli di cortisone. La voce non tornava e io mi sentivo a terra. A questo si sono pure aggiunti problemi gastrici, difficoltà a digerire qualsiasi cosa e reflusso gastroesofageo continuo.

Per me che mi vantavo di avere una digestione di “ferro” erano cose completamente nuove. Ho girovagato tra gastroenterologi, foniatri, logopedisti: risposte senza senso, soldi buttati e nessuna soluzione.

La mia vita era cambiata, non uscivo più, non riuscivo a comunicare con la mia compagna e amici, non riuscivo a lavorare perché ero completamente afono senza sosta. I dottori dicevano, pure con molto orgoglio, che non sarei tornato più quello di prima e soffrivo di reflusso come un novantenne.

Dopo 3 cicli di soppressori della pompa protonica e un ciclo di cortisonici (all’inizio di questa avventura), “Mettitela via” mi dicevano.

Per me non esisteva questa possibilità.

L’unica cosa che sapevo è che in un modo o nell’altro avrei saputo venirne fuori, qualsiasi terapia sarebbe stata valutabile.

Conoscevo la paleo dieta e ho cominciato ad applicarla. Mi sono messo a studiare, leggere libri e ne sono praticamente diventato un “talebano”. Ma la situazione non migliorava, anzi: la voce era sempre assente (passavo anche intere settimane senza dire una parola), ho cominciato a perdere velocemente peso (arrivando a -18 kg in un anno: la persona sempre felice, sorridente, loquace che ero non esisteva più) e la cosa cominciava a pesare enormemente anche al punto di vista emotivo. Non ce la facevo più e, in preda alla disperazione, ho deciso che mi serviva una mano.

Ho contattato Ethel, che avevo conosciuto tramite amici comuni via Facebook. Avevo bisogno di una persona che mettesse ordine e un metodo in quello che in parte già conoscevo.

A gennaio 2017, primo colloquio: la soluzione c’era e sembrava a un passo. Ethel fu estremamente chiara fin da subito. Cominciammo subito il suo protocollo e mi diede un sacco di istruzioni utili e informazioni fondamentali. Il suo obiettivo è sempre quello che tu riesca a imparare a gestirti, non cura i sintomi ma insegna un nuovo modo di “vivere”.

La differenza la fa sempre la persona oltre alle conoscenze: e lei fa la differenza.

Sempre costantemente presente, visto che ci scrivevamo praticamente ogni giorno, sempre disponibile a spiegazioni, consigli o miglioramenti. E ci crede sempre, anche quando sei tu il primo a mettere in discussione che potresti non farcela. Il suo apporto mentale, psicologico e umano fa la differenza.

I miglioramenti c’erano, lentissimi ma c’erano. E lei era sempre lì presente a cercare nuove soluzioni. Insieme abbiamo fatto un lavoro mostruoso e complesso che toccava tantissimi aspetti: dal surrene, alla meditazione, al rilassamento, al digiuno, al sonno per dirne alcuni.

Erano passati 14 mesi. I segnali del corpo continuavano: avevo sempre avuto una salute di ferro, ma in questi 14 mesi avevo pure avuto due operazioni (appendicite e ernia). Però la situazione generale era notevolmente migliorata, riuscivo a parlare anche se spesso dovevo fermarmi dal dolore per non sforzare. Ma almeno parlavo. La perdita di peso si era fermata a 58 kg per 180 cm.

Ero estremamente critico con me stesso e la mia situazione. I primi timidi risultati, secondo me, sono arrivati dopo circa 7/8 mesi. Anche se le persone all’esterno hanno visto già piccoli cambiamenti fin da subito.

Cominciavo comunque a essere veramente stanco: emotivamente davvero stanco. A febbraio di quest’anno pensavo di mollare.

E qui Ethel ha fatto la differenza: mi sostenne in qualsiasi modo possibile, mi diede la forza e la carica di insistere ancora, che ce l’avrei fatta in un modo o nell’altro. Molte volte rischi di mollare un’ora prima del miracolo.

E improvvisamente arrivò. Tutto il lavoro che avevamo fatto insieme, tutte le attenzioni, tutti gli esami di 14 mesi si trasformarono in un miglioramento improvviso.

Da marzo 2018 ho ripreso 8 kg, ho ripreso a fare attività fisica molto intensa, lavoro ma non ne sono più schiavo, ho ripreso a vivere e lo faccio molto meglio di prima perché mi ha insegnato a gestirmi.

La mia voce migliora di giorno in giorno, non ho praticamente più dolore, non è ancora al massimo come volume ma ci arriverà. E mi è sembrato di rinascere.

Penso che, se si arrivasse ad abbinare in modo sistematico un lavoro psicologico e motorio, i risultati già eccellenti si velocizzerebbero. Infatti sono stato spinto più volte da Ethel a tale ricerca e assolutamente quel tassello mi ha dato un’ulteriore spinta soprattutto nella fase di stabilizzazione dei risultati.

E ora ringrazio di aver avuto questa complicazione. Non è solo un protocollo: sono diventato emotivamente una persona migliore, più saggia, che si sa gestire, che sa prendersi le pause, che sa gioire anche delle piccole cose. E in più ho trovato una guida e un’amica.

Grazie, di cuore. E ora arriva il bello!
Inizia a superare i tuoi limiti

I 2 grandi approcci contro le malattie

Approccio ufficiale

È l’approccio che hai imparato a conoscere da vicino.

Nega che qualsiasi azione dell’uomo, qualsiasi condizione ambientale, relazionale, alimentare possa influire sullo stato di salute di una persona.

Sostiene invece che l’unica reale soluzione è rassegnarsi a sopportare questa condizione a vita e cercare di tamponare gli effetti nefandi di una malattia che può solo degenerare.

Approccio funzionale

È l’approccio del metodo IMMUNOREICA e che tutti tengono nascosto dietro una maschera di ferro, come qualcosa che nessuno debba mai venirne a conoscenza.

Va ad indagare i motivi per cui il corpo, ad un certo punto, smette di funzionare correttamente.

Ricerca le cause nell’ambiente, nelle abitudini, nell’alimentazione per combattere la patologia e controllarla fino a farla sparire del tutto.

E soprattutto: l'uno deve escludere l’altro?

Si può continuare a prendere i farmaci e creare nel frattempo la possibiltà di diventarne indipendenti?

La risposta è !

Il metodo IMMUNOREICA

Perché i nostri problemi diventano cronici? Il motivo è che continuiamo a ripetere costantemente gli stessi errori che hanno creato il problema, alimentandolo all’infinito.

Se sei reduce da una trafila di esperti e professionisti che ti vedono come una serie di pezzi uniti insieme e non nella complessità del tuo corpo… il tuo vagabondare finisce qui.

Il problema è capire quali delle abitudini che stiamo coccolando sono la causa del nostro stato di salute.

La conoscenza sistematica e scientifica del processo infiammatorio – costruita in anni di pratica con oltre 1.000 pazienti – ha permesso di comprendere in modo profondo come ciascuno stimolo esterno interviene a cambiare, alterare e addirittura compromettere gli equilibri interni.

Questa comprensione è il primo passo per un lavoro profondo che parte dalla consapevolezza fino all’azione.

Questo prevede un lavoro sinergico tra corpo, mente e movimento:
Corpo – Andiamo a comprendere: 1) le dinamiche interne allo scopo di potenziare il Sistema Immunitario ogni giorno attraverso il semplice atto del mangiare, 2) le regole che implicano come il cibo entra nel delicato meccanismo della guarigione e l’introduzione graduale e consapevole del digiuno intermittente e terapeutico
Mente – Partendo dai bisogni insiti in ciascuno di noi, costruiamo un percorso consapevole volto ad armonizzare le nostre scelte con le nostre priorità innate.
Movimento – Alla base del cambiamento c’è la capacità di adattarsi tramite il movimento e la connessione tra mente e corpo, e quest’ultima si basa sul respiro, che è la porta attraverso la quale le emozioni agiscono in modo positivo o negativo sul corpo
Il percorso si può articolare in modo armonioso con le tue personali predisposizioni e in base a quanto sei disposto a metterti in gioco per stare veramente bene… quindi sta a te scegliere quanto vuoi andare a fondo con la tua salute ed esplorarla fino a trovare la Super-Salute.

IMMUNOREICA è la risposta alle tue ricerche perché lavora sul tuo corpo in modo sinergico, in modo da portarlo a fare cose che non ti aspetteresti di poter raggiungere.

Questo metodo si basa sulle "5 sfere della salute", che sono le interazioni strette che il corpo ha con la mente, lo spirito, la società e l’ambiente in quanto parti integranti della nostra salute.

È un principio semplice, ma assolutamente non banale: non puoi stare bene nel corpo se la mente non sta bene, e la tua mente non può stare bene in presenza di un contesto sociale e ambientale malato.

La forza di IMMUNOREICA è partire dal problema specifico e indagare sul perché questo si è generato. Questa risposta potrebbe coinvolgere esclusivamente il piano del corpo, ma anche il piano mentale, il contesto sociale o l’ambiente in cui si vive.

Nulla è dato per scontato ed escluso a priori come causa, e si indaga finchè la causa ultima viene toccata.

L’obiettivo di questo metodo è – attraverso un processo graduale e consapevole di trasformazione – portare chiunque inizia un percorso con noi all’indipendenza sanitaria, cioè la consapevolezza che, partendo dalla conoscenza di come ogni singolo stimolo determina un cambiamento all’interno del nostro corpo, si posso eseguire azioni specifiche allo scopo di prevenire la degenerazione del corpo e tutte le problematiche che ne derivano.

La mia ricerca mi ha guidato verso IMMUNOREICA

Valentina Giubilei
Diabete autoimmune (tipo 1)
Da qualche mese facevo parte del gruppo della mia città che seguiva la dieta Paleo. Sulla pagina Facebook del gruppo, ogni tanto vedevo degli accenni a Ethel. Poi un amministratore del gruppo mi ha consigliato di chiedere dei consigli di salute alla dott.ssa Cogliani.

Allora ho finalmente dato una bella occhiata al sito, che prima invece avevo solo visto di sfuggita. Mi sono rivolta a lei per un problema di diabete autoimmune (tipo 1).

Il suo approccio è stato molto accogliente, ma allo stesso tempo professionalissimo.

Prima di fare un colloquio, ha voluto capire come mi stavo comportando con la mia salute, e se sarei stata in grado di seguire la Paleo e gli accorgimenti che si fanno per stare meglio con questo metodo, che credo personalmente sia solo per chi ci crede e ne ha fiducia.

Bisogna aprire la mente ad una visione a 360 gradi che non coinvolge solo il corpo, il cibo e l’integrazione… eh no, sarebbe troppo facile, o meglio non sarebbe sufficiente.

Bisogna ascoltarsi, arrivare a conoscersi come non ci si è mai conosciuti, accettare dei limiti per superarne altri, imparare a fare parte del tutto col mondo e farlo armoniosamente… non ci si cura di sole medicine quando si vuole guarire.

La dottoressa è sempre stata molto chiara nelle indicazioni e mi ha sempre spiegato, con parole adatte alla persona con la quale sta parlando, i perché e i come delle scelte che fa per me. Così come mi ha sempre dato delle spiegazioni alle reazioni che vedo accadere quando iniziamo una fase del protocollo, o quando non riesco a spiegarmi perché il mio corpo ha reagito in un particolare modo ad un particolare stimolo… o magari a nessuno stimolo!

Ho sospeso degli integratori che mi erano stati dati da un diabetologo a cui mi ero affidata privatamente, e introdotto integrazione consigliata dalla dottoressa Cogliani. Altri integratori che già prendevo seguendo la dieta Paleo come la vitamina D e la vitamina K2 me li ha confermati.

Per quanto riguarda l’insulina, l’ho inizialmente diminuita al calare dei valori alti e fuori norma delle glicemie che misuro comunque e sempre almeno 5 volte al giorno.

Ci sono periodi in cui ho glicemie talmente nei range delle persone normali in cui non necessito di iniettarmi insulina. In questi periodi, sempre maggiori, misuro le glicemie anche più spesso, per non dover sbagliare.

Sono stata diagnosticata diabetica due anni fa ed ancora lo sono. Solo che al momento riesco a tenere sotto controllo i miei valori. Appena diagnosticata, ho fatto le cure come da protocollo ospedaliero, che mi hanno in quel momento salvato la vita. Poiché il mio esordio è stato piuttosto forte.

Dopo quattro mesi ho scoperto la dieta dei gruppi sanguigni e ho deciso di provarla. Quello è stato un momento di grossa svolta nella mia vita. Ho visto la prima luce, poiché ho iniziato a capire il valore di una nutrizione diversa dalla dieta mediterranea. Fortunatamente il mio gruppo sanguigno zero mi permise di provare una dieta molto molto simile alla dieta Paleo. E così ho visto che il mio corpo iniziava a farcela da solo.

Ho imparato a gestirmi con la dieta dei gruppi sanguigni e mi sono iniziata a fare tante domande. Sono stata un po’ autodidatta una volta imparate le basi e da sola, studiando e leggendo ma soprattutto testando i cibi su di me, sono arrivata ad escludere da questa dieta degli alimenti e ad aggiungerne altri, così facendo mi sono sempre più avvicinata alla Paleo che era quella con cui riuscivo a gestire le mie glicemie.

A questo punto ho cercato un dottore professionista che potesse correggermi in caso di errori grossolani che un autodidatta può, suo malgrado, fare e che mi consigliasse la giusta integrazione.

Devo dire che mi trovavo già bene con la dieta Paleo, ma seguivo diversi gruppi senza avere un punto di riferimento, che invece credo sia fondamentale.

Al momento sono veramente soddisfatta ed il mio augurio è che al cambiare del mio stato, Ethel riesca sempre ad indicarmi come aggiustare il tiro, come al momento. La disponibilità della mia dottoressa è impagabile. La consiglio a tutti!

Innanzitutto, vorrei consigliare al mondo di smettere di credere alla dieta mediterranea. Però ho imparato che ognuno ha il suo percorso. Io ci sono arrivata perché lo volevo: ho studiato la mia malattia tutte le sere su libri e su internet. Ho voluto davvero provare nuove vie per trovare un percorso nel quale mi sentissi partecipe fisicamente e mentalmente, nel quale non ci fossero dogmi ma una mano tesa.

Non siamo tutti uguali e molta gente, nel caso di un diabete, preferisce poter mangiare una pastarella al bar, un gelato in estate, una pizza con gli amici al prezzo di un’iniezione o due di insulina. Ed è giusto così allora, ognuno deve essere libero di scegliere per sé stesso accogliendo poi le conseguenze delle proprie scelte.

Mi aspettavo una dottoressa che sapesse curarmi.

Ho trovato una dottoressa che è anche un’amica, che c’è: la differenza da tanti dottori è che lei c’è!

Parlando di diabete, una patologia che viene influenzata da così tante variabili, posso parlare di risultati in generale, poiché anche un’arrabbiatura da poco può alterare le glicemie, ed ecco che si potrebbe pensare che il protocollo ha fallito… ed invece NO!

In linea generale seguo IMMUNOREICA da 4 mesi, e posso dire che la mia ultima emoglobina glicata era di pochissimo più alta di una persona normale non affetta da diabete. Le precedenti non erano malvagie, ma non erano così buone.

Il mio corpo si sta rimodellando, e la mia mente è serena perché mi sento in buone mani. Ho sempre voluto praticare il digiuno, ma essendo diabetica non mi sono mai sentita all’altezza di poterci provare da sola.

La dottoressa giustamente non me lo ha fatto provare all’inizio del nostro percorso, ha voluto conoscere meglio come ero, come reagivo, ha seguito i miei progressi e tutte le mie analisi.

Ma da un mese mi segue nel digiuno secco, che al momento mi sta dando dei risultati stratosferici.

E ripeto, il fatto che è con me mentre lo faccio, perché la sua presenza anche se non fisica è garantita, rende tutto molto sereno.
Inizia a essere indipendente dai farmaci

I 5 Passi dell’Algoritmo della Salute

Definizione dei sintomi

Acquisire la capacità di leggere un mondo silenziato di informazioni in grado di guidarci in modo estremamente preciso alla comprensione di ciò che sta accadendo all’interno del nostro corpo.

Scoperta delle cause

Imparare a correlare in modo estremamente fine ciascuna causa, in quale sequenza, a che livello di profondità, e le singole implicazioni delle stesse.

Identificazione degli obiettivi

Non c’è percorso che puoi percorrere senza sapere dove vuoi arrivare. È per questo che in molti si ritrovano impantanati in lagune senza via d’uscita. Con questo passo finalmente usciamo dal loop delle soluzioni senza uscita.

Scelta degli strumenti e strutturazione della strategia

Hai mai pensato che scegliere uno strumento prima di sapere cosa farci è totalmente inutile se non potenzialmente dannoso? Ebbene spesso si parla di strumenti senza aver valutato i primi 3 passi dell’algoritmo e poi ci si ritrova ad avere in mano un pugno di mosche.

Verifica degli effetti

Come sapere che la strada che hai intrapreso è giusta? Ci sono degli strumenti anche per questo: modalità ben precise per vedere e rivedere le proprie strategie senza dover aspettare tempi lunghissimi e trovarsi poi senza energie.

L’automazione di questo algoritmo all’interno del tuo corpo ti darà il Super-Potere di decidere in tempo reale sulla tua salute

Le 4 FASI per gestire al meglio le malattie autoimmuni senza farmaci

Entrando nel mondo IMMUNOREICA passerai inevitabilmente attraverso 4 fasi fondamentali che garantiscono nei tempi più veloci possibili (che vengono essenzialmente scanditi dalla capacità del corpo di recuperare) la riduzione, la remissione e il controllo della sintomatologia senza farmaci.
1

Determinazione delle cause

Verranno studiati la tua storia clinica, la risposta del tuo corpo a singoli stimoli, il tuo stile alimentare, le tue abitudini, il tuo lavoro, le circostanze in cui si è sviluppata la patologia.

Questo studio – associato a una corretta visione ed interpretazione delle analisi – permette di indirizzare gli sforzi al fine di ridurre al minimo l’uso di farmaci, che verranno utilizzati solo in caso di ricadute sempre più sporadiche e sempre meno intense, man mano che il corpo ritrova il suo equilibrio.

2

Alimentazione e stile di vita

Dall’alimentazione allo stile di vita verrà messo tutto sotto la lente di ingrandimento allo scopo di impostare un percorso adatto a portarti fuori dal tunnel della malattia.

Ogni cosa verrà impostata in modo da ridurre l’impatto infiammatorio di un’alimentazione degenerata, di un ambiente inquinato, di abitudini errate allo scopo di ridurre molti dei problemi principali che mantengono accesa l’infiammazione che sta distruggendo il tuo corpo: permeabilità intestinale, disbiosi e sibo, mimetismo molecolare, allergie, infezioni.

In questo modo limitiamo al minimo i contributi negativi partendo dall’atto più comune nella nostra giornata: mangiare.

3

Strategia

In un mondo in cui i cibi sono sempre più poveri di nutrienti e l’ambiente sempre più inquinato, la reperibilità di alcuni nutrienti è diventata quasi nulla, l’ambiente e le abitudini che coccoliamo ogni giorno ci portano sempre più lontano da una vita che valga realmente la pena di essere vissuta.

Se lo scopo di ciascuno di noi è sicuramente quello di stare bene nonostante tutto, ognuno disegna il proprio percorso in base a molti fattori che verranno considerati a uno a uno in modo da disegnare il percorso più adatto per ottenere ciò che desideri. Perché la salute non è che il punto di arrivo, ma il punto di inizio.

Una corretta integrazione, una revisione delle abitudini sbagliate, un lavoro profondo sugli stimoli che continuiamo a dare al nostro corpo, anche senza accorgercene, permette di mettere mano a tutti quei piccoli niente che ignoriamo, ma che fanno parte del “perché” il nostro corpo non risponde come vorremmo.

4

Collaborazione

Alcune situazioni complesse impediscono un lavoro concreto sul problema senza farsi affiancare da altre figure.

Questo perché spesso diagnosi sbagliate, cure errate o inesatte o riduttive, hanno permesso al danno di propagarsi estesamente nel corpo o potrebbero non aver contemplato la stretta correlazione corpo-mente.

In questi casi, dove necessario, ti indirizzeremo in un percorso con altri specialisti (endocrinologi, naturopati, odontoiatri/dentisti, immunologi…) allo scopo di completare il quadro.

L’ansia parte dall’intestino

Giorgio Tuscano
Gastroenterite cronica e ansia
Mi chiamo Giorgio Tuscano, ho 32 anni, e ho sofferto di disturbi gastrici per più di dieci anni ormai. Nel corso del tempo ciò che era iniziato come un semplice bruciore allo stomaco di tanto in tanto, si è trasformato in un incubo perenne. Sono stato curato per gastrite ulcerosa, colite nervosa, colite spastica, gastroduodenite, reflusso gastro-esofageo, stitichezza, e un centinaio di diversi presunti “virus” che mi hanno provocato settimane di diarrea.

Oltre a questo, soffro di sindrome ansiosa dall’età di 24 anni.

Ho assunto nella mia vita sufficienti farmaci da riempirci un autotreno, dai gastroprotettori agli antimicrobici, dai procinetici a montagne di lassativi; solo per dare l’idea, ho assunto Pantoprazolo da 40 mg per 4 anni di fila, senza mai interrompere, ogni mattina. Saltare anche solo una pillola equivaleva ad una catastrofe, con dolori strazianti per tutto il giorno, persino bere acqua mi dava problemi in quei casi.

La risposta dei medici? “È lo stress”.

Peccato che per quello assumessi già diversi psicofarmaci, con risultati davvero modesti.

Dopo una serie di vicissitudini che preferisco non raccontare nemmeno, ormai letteralmente prostrato nel corpo e nella mente, ho avuto modo, per puro caso, di vedere i risultati del protocollo con i miei occhi su una persona a me cara: vi assicuro che non credevo a ciò che vedevo io stesso. Decisi così di contattare la Dottoressa Cogliani con una netta sensazione “non sapevo cos’altro tentare”, le avevo provate tutte, sia nel senso dell’ansia sia nel senso dei miei disturbi digestivi e volevo vedere se il protocollo potesse essere adattato anche ai miei problemi, anche se nutrivo forti dubbi che una situazione così complessa come la mia potesse essere risolvibile.

Era metà di agosto del 2015, e i miei dubbi diventarono scetticismo quando, dopo un primo colloquio, la Dottoressa mi consigliò un cambio di alimentazione che definire radicale sarebbe riduttivo, e un altrettanto deciso numero di integratori da assumere quotidianamente.

Un integratore in particolare colse la mia curiosità, e insieme la mia perplessità: la cosiddetta betaina HCL, ovverosia, come mi fu spiegato, acido cloridrico da immettere nello stomaco! Ora provate a immaginarvi la faccia di una persona che non possa bere un solo cucchiaino di caffè -neanche se zuccherato alla nausea- senza avere forte bruciore allo stomaco, a cui si dica di ingerire acido cloridrico prima di ogni pasto.

Credo fu in quel momento che presi una decisione importante nella mia vita, che non fu, come si potrebbe pensare, quella di fidarmi del protocollo o della Dottoressa Cogliani: quelle vennero dopo. La decisione che presi quel giorno fu di non arrendermi e intentare qualcosa di nuovo, di aprire la mia mente a una vera cura della mia salute in un modo che non credevo possibile.

Da allora, per quanto possa sembrare incredibile persino a me stesso, la mia situazione è andata via via sempre migliorando. I dolori allo stomaco sono spariti, le fastidiose diarree ho scoperto essere causate da alterazioni della flora batterica, non ho più difficoltà a svegliarmi la mattina o a restare sveglio dopo i pasti per l’immane pesantezza, la mia ansia è migliorata, passando dall’assunzione di ansiolitici 3 volte al giorno a… non mi ricordo neanche quand’è l’ultima volta che li ho presi… e una serie lunghissima di altri benefici che non elenco perché quanto sto scrivendo non sembri una forma di propaganda.

Quello che sicuramente mi ha aiutato a seguire il protocollo è stato l’appoggio di mia moglie, che segue lo stesso protocollo ma per patologie diverse, con la quale ho condiviso tutti gli alti e bassi che si sono succeduti prima che si stabilizzasse la situazione.

A tutt’oggi ho una serie molto consistente di integrazioni, dovute alla molteplicità di carenze nel mio corpo scoperte nel corso dei mesi. Per il supporto che ho ricevuto dalla dottoressa Cogliani la clonerei e invierei un suo clone in ogni centro urbano.

La betaina la assumo ancora, a cicli, in quantità e tempi variabili a seconda dello stato del mio stomaco.

Sono fiducioso che anch’essa diventerà, nel tempo a venire, solo un ricordo, proprio come problemi per cui l’ho assunta la prima volta.

Ora tocca a te!

La situazione generale:
I farmaci portano effetti collaterali spesso più devastanti della malattia stessa
Alcune malattie, che prima sembravano andare a scapito dei più anziani, adesso colpiscono fasce sempre più giovani della popolazione
Siamo costantemente dipendenti da farmaci per dormire, digerire, respirare meglio…
Con il metodo IMMUNOREICA:
Mai più visite specialistiche senza senso alla ricerca di qualcosa che potresti non trovare mai
Mai più analisi a casaccio che sembrano dirti solo che la tua malattia è solo invenzione della tua mente
Mai più medicine inutili che permettono unicamente all’infiammazione di propagarsi indisturbata
La salute è un diritto… e deve essere conquistato da subito… prima che sia troppo tardi

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Riempi il modulo e in 48 ore verrai contattato da un componente dello staff che ti farà una serie di domande preliminari, ti spiegherà e risolverà eventuali dubbi, e fisserà insieme a te l’appuntamento con lo specialista che ti seguirà nel tuo viaggio nel mondo IMMUNOREICA

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Ho preferito scegliere di evitare complicazioni certe

Mariangela Masala
Osteoporosi e tiroidite di Hashimoto
Mi chiamo Mariangela Masala, ho 55 anni e a marzo del 2016 eseguo una MOC di controllo che evidenzia una osteoporosi avanzata a femori e vertebre con alto rischio di frattura.

Vista la gravità della situazione il medico mi propone il piano terapeutico Prolia (Denosumab): sottocutanea semestrale più diversi farmaci da assumere giornalmente. Alla mia domanda sugli effetti collaterali dei farmaci prescritti il medico un po’ scocciato mi risponde: “sono farmaci e qualche effetto collaterale lo danno pure” – tipo? Dico io. “Ma dolori articolari e muscolari… ma solo qualche caso, non è detto che succeda a lei”.

Per saperne di più cerco in internet e trovo alcune importanti raccomandazioni per minimizzare il rischio di osteonecrosi della mandibola/mascella e di ipocalcemia durante il trattamento con Prolia. Si segnala, inoltre, la possibilità di infezioni della pelle, delle vie urinarie e del cuore, mal di schiena, parestesie o rigidità muscolari, spasmi e crampi muscolari.

Panico.

Prendo tempo e passo ore sul computer a cercare risposte alle mie domande. Parlo con più persone possibili, medici e non: la credenza comune è che per curare l’osteoporosi si deve prendere il calcio e mangiare latte e formaggio in abbondanza anche in caso di intolleranza. Quante storie, poi ti abitui! Così mi dicono… Vengo anche a conoscenza degli effetti devastanti che il farmaco ha avuto su alcune donne del mio paese e del circondario.

Sono sempre più convinta che quella non è la mia strada ma nel contempo non trovo alternative fino a quando una persona, con cui mi era capitato di parlare di alimentazione, mi consiglia un sito e un nome: Ethel Cogliani.

Due giorni dopo, il primo colloquio telefonico.

Sin dal primo momento Ethel mette insieme i pezzi del puzzle che io butto sul tavolo in modo disordinato: asma, dermatiti, allergie, intolleranze, insonnia, tiroidite di Hashimoto, crisi di panico, problemi digestivi, mal di stomaco, stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari e naturalmente osteoporosi- e ricostruisce la mia storia dandomi la speranza che da questa situazione potrò uscire cambiando alimentazione e stile di vita.

Dopo otto mesi di protocollo la mia condizione è decisamente migliorata: digerisco bene, ho più energie, sto migliorando la funzionalità tiroidea, non ho dolori articolari, ho una qualità del sonno decisamente migliore anche se non ho eliminato del tutto l’assunzione di (metà 0,25) Xanax (ma conto di toglierlo al più presto), durante la primavera/estate non ho avuto neanche un episodio di allergia (rinite, dermatiti).

L’osteoporosi non è immediatamente verificabile in quanto la MOC è prevista ogni due anni e sono al corrente che alla mia età l’osso si ricostituisce molto lentamente; per me sarà comunque un ottimo risultato non avere un peggioramento.

Inizialmente l’idea di non poter mangiare pasta e pane per sostituirli con tutta quella carne e soprattutto limitare il consumo di frutta… non la vedevo bene però mi sono detta o questa alimentazione o il Prolia. Ho scelto la prima.

La Salute è un diritto… di scelta!

Un viaggio a tappe

Daniele Fontanelli
Morbo di Chron, ipotiroidismo, asma bronchiale, influenza ricorrente
Mi chiamo Daniele Fontanelli, ho 58 anni, di professione Tecnico Sanitario di Radiologia Medica. Ho cominciato a non stare bene da giovanissimo. Sono sempre stato “cagionevole”, smilzo, “indietro” con la crescita. Negli anni della mia giovinezza, tra i 12 e i 30 anni, sono riuscito a stare bene o quanto meno molto meglio, poi sono cominciati i “disturbi”.

Prima lievi e sporadici, poi sempre peggio fino a condizionarmi pesantemente la vita. L’esordio cosi lento e costante mi ha portato nel tempo a dimenticarmi cosa volesse dire stare bene, e son giunto a considerare la mia corea di sintomi come la mia vita “normale”.

Stanchezza, confusione mentale, attacchi d’asma bronchiale, ma sopratutto violente e dolorosissime coliche addominali sub-occlusive che mi hanno portato a fare diversi lunghi ricoveri ospedalieri fino ai 45 anni, quando (dopo 10 anni di sofferenze, esami, colonscopie, gastroscopie, risonanze ecc.) mi viene diagnosticato il morbo di Crohn.

Faccio varie terapie farmacologiche (cortisone, Mesalazina Azotiotropina) tutte con scarsi effetti e per lo più temporanei. Solo la sospensione dell’alimentazione mi faceva stare meglio. arrivo a pesare 54 kg (sono alto 1,75 m).
Alterno periodi di acuzie a periodi di remissione che purtroppo divengono, man mano che passano gli anni, sempre più brevi, fino a passare dallo stare malissimo allo stare male, ma mai bene.

Intorno ai 50 anni sono praticamente un invalido, sottopeso, sempre stanco svogliato e depresso, in più mi appare la psoriasi alle caviglie e una fascia di dermatite lichenosa all’addome (guarda caso) e ai genitali. Un inferno. Una non-vita. Un uomo finito in tutti sensi. Mi si prospetta l’intervento chirurgico, vogliono buttare un po’ di “budella” ormai compromesse per sempre, ma senza guarire ovviamente.

Da lì, nelle lunghe notti di degenza, arrivo a capire che se non prendo io in mano la mia vita e la mia salute nessuno lo farà per me. È una sorta di risveglio, prendo coscienza del fatto che ho guardato troppo fuori da me e troppo poco dentro. Del resto la medicina “ufficiale” non ha risposte da darmi se non che non guarirò e che staro sempre peggio, anche dopo la chirurgia.

Visto che la medicina “scientifica” non era evidentemente ed esplicitamente (me lo avevano più volte ribadito i miei medici curanti) in grado di risolvere soddisfacentemente i miei problemi, ma solo di offrirmi terapie tampone costose piene di effetti collaterali e nel mio caso anche poco efficaci, la soluzione più logica mi viene quella di cercare fuori dal consueto percorso calcato per anni senza apprezzabili risultati.

Dapprima, mi muovo a tentoni e faccio anche tante cose sbagliate o non efficaci (agopuntura, agopuntura secondo Voll, pranoterapia, massaggio cranio sacrale, ecc.) consulto anche una maga esperta in arti esoteriche, spendo una barca di soldi, fino a quando non faccio la cosa giusta imboccando la strada dell’alimentazione. Come non averci pensato prima in una malattia infiammatoria cronica del tubo digerente?! Ma i miei gastroenterologi su mia specifica richiesta hanno sempre escluso che il cibo avesse un ruolo attivo nei miei problemi che sono chiaramente, a detta loro, di natura genetica.

Incontro la Paleo, cambio lentamente stile di vita. Aiutato e seguito da vari altri specialisti e nutrizionisti, lentamente le cose cominciano a migliorare finché, nella mia continua ricerca (ormai dopo tanti vicoli ciechi sono scafato e ho imparato a riconoscere le informazioni meritevoli di approfondimento in mezzo al gran marasma di venditori di fumo) incontro il sito IMMUNOREICA e conosco la Dott.ssa Cogliani. L’avessi fatto prima! Mi sarei risparmiato tante spese inutili e tanto tempo perso.

Lei ha messo a punto e armonizzato le strategie che in una sorta di patchwork avevo, parzialmente in autonomia, adottato. Il mio star bene passa attraverso il corretto stile di vita, la corretta alimentazione, il come e il quando, l’analisi delle personalissime condizioni fisiopatologiche individuali e dunque dalla giusta integrazione oltre a molte altre “dritte”.

Sotto la sua “direzione d’orchestra” le cose hanno cominciato a integrarsi e a girare veramente bene. L’approccio della dott.ssa Cogliani è globale, a tutto tondo, dove la singola manifestazione patologica passa in secondo piano rispetto alle condizioni generali di vita del paziente.

I risultati ovviamente, dopo tanti anni di malattia e l’intestino completamente devastato, non sono arrivati subito, ci son voluti anni, in cui però il miglioramento lento ma costante è diventato iperbolico sotto le sue direttive.

A oggi sono più di due anni che non ho più manifestazioni patologiche evidenti della mia malattia “principale”. Non assumo nessun farmaco, e quest’inverno non ho avuto incredibilmente nessun attacco d’asma (sarà un caso?). Ma soprattutto, e indipendentemente da tutto, ho riscoperto cosa vuol dire stare bene, che è diverso dal passare dallo stare male a meno peggio, al vivacchiare.

Con i suoi consigli e le sue preziose indicazioni sono sveglio, vitale, reattivo, pieno d’energia, magro e muscoloso. Faccio sport, amo, insomma ho smesso di sopravvivere e ho cominciato di nuovo a vivere. Ho ottenuto i risultati più velocemente di quanto mi aspettassi, sembrava come se fosse il perfetto coronamento di anni di ricerca.

Mi rassicura molto il fatto che il protocollo sia in costante evoluzione grazie al lavoro costante di ricerca e sperimentazione di Ethel, proprio com’è il mondo in cui viviamo e lo stato di coscienza, in evoluzione.

Grazie Ethel!

Per ognuna un medicinale e tanti effetti collaterali

Cettina Sidoti
Psoriasi, artrite psoriasica, sclerosi multipla e reflusso gastroesofageo
Sono Cettina Sidoti, ho 55 anni e ho conosciuto il protocollo tramite FB nel gruppo “psoriasi fattori scatenanti – l’alternativa naturale” e conosciuta personalmente la dott.ssa Ethel Cogliani ad un congresso del gruppo a Roma a giugno del 2014.

Avevo contattato IMMUNOREICA per problemi di Psoriasi, sclerosi multipla, artrite psoriasica, reflusso gastrointestinale. Avevo già fatto altre cure in precedenza ma avevo dovuto sospenderle sempre a causa di effetti collaterali.

Soffrivo di psoriasi da circa 40 anni, di S.M. Da circa 20 anni, artrite 10 anni, Reflusso 8 circa e per ciascuna problematica prendevo farmaci diversi che con il tempo hanno causato diversi problemi per la pso qualche crema, per la S.M. Interferone, copaxone, cortisone, per il reflusso omeprazolo, ma niente di risolutivo, anzi.

All’inizio ho provato a seguire i consigli che venivano dati gratuitamente e già vedevo dei risultati interessanti che mi hanno convinta a farmi seguire per migliorarli e consolidarli.

Era tutto molto chiaro. A ogni mia domanda c’era sempre una risposta chiara e immediata, e anche per la gestione dei problemi che si presentavano di volta in volta c’era sempre un rimedio che mi permetteva di limitare al minimo i farmaci.

Soprattutto riguardo alla psoriasi e all’artrite reumatoide ho avuto veramente grandi risultati in alcuni mesi, per la sclerosi multipla non saprei dire, forse sì, nell’ultimo anno non ho avuto grandi ricadute e per il reflusso, ci stiamo lavorando proprio nell’ultimo periodo dopo una forte ricaduta in seguito all’assunzione di alcuni farmaci che mi hanno dato particolarmente fastidio.

L’ho contattata perché volevo farmi aiutare a guarire, nel senso generale, a migliorare come persona, non solo come malata e consiglierei assolutamente il protocollo proprio perché ho avuto ottimi risultati.

Grazie veramente

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Autrice di "Dietro la Malattia" (2016), "Tiroide X-Files" (2017), "Super-Vivere nel XXI Secolo" (2020), "Paura" (2020) e "La Struttura della Salute" (2021). Editrice della rivista Immunoreica Magazine, la prima rivista dedicata all’approccio funzionale delle malattie autoimmuni.

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