Le 5 Sfere della Salute: le connessioni che nessuno vede

“Il medico dice che il mio è un problema di stress”.

Non so quanti dei miei pazienti sono venuti in studio la prima volta ed erano anni che i medici gli dicevano questa cosa, gli davano degli psicofarmaci e li mandavano a casa.

Peccato che il problema restava lì ingigantendosi giorno dopo giorno.

Il problema della visione tradizionale medica del corpo è un’iperspecializzazione settorializzata, che vede tutto in modo separato secondo le singole competenze dei singoli specialisti che, sommata alla sommaria amministrazione del paziente e a protocolli standard, sta condannando l’intera società moderna alla malattia.

Un disastro catastrofico: aggiustano una cosa ne rompono un’altra solo perché guardano verso un’unica direzione e ciò che non riescono ad osservare dal punto di vista che hanno scelto, non ne valutano neanche l’esistenza, sia come organo che come problema.

Sei depresso o ansioso? Ti danno psicofarmaci perché pensano sia un problema nel cervello.

Hai problemi intestinali? Ti danno gli antibiotici e probiotici perché pensano che sia solo un problema intestinale.

Hai problemi cardiocircolatori? Ti danno statine e anticoagulanti perché pensano che il problema sia nel sangue.

Non è facile combattere contro questo Sistema. E penso che lo puoi capire anche tu senza per forza una laurea: “1 problema = 1 rimedio” è un messaggio abbastanza semplice da comunicare al paziente e facile per il paziente da capire, molto diverso far capire i collegamenti che ci sono tra i diversi organi e come questi possono influenzarsi a vicenda.

Cosa mantiene in piedi questo sistema anche se non funziona ed evidentemente sta portando più danni che altro?

Quello che lo mantiene in piedi sono analisi troppo specifiche, per valori che poco c’entrano con il problema di base ma che vengono influenzate dai farmaci che i pazienti prendono e il paziente, vedendo “migliorati” i valori, si tranquillizza. Peccato che questo non vuol dire che sia veramente fuori pericolo. Peccato che guarire non vuol dire aggiustare dei valori.

Faccio un esempio banale che molti capiscono: il colesterolo alto fa male e che in caso sono necessarie le statine. Ma nessuno si chiede perché il corpo è stato portato a creare così tanto colesterolo.

Le motivazioni sono tante e non voglio discuterle qui, fatto sta che se abbassi il colesterolo, il problema che ha portato alla formazione di tanto colesterolo rimane invariato e continua a creare danni indisturbato perché noi stiamo tranquilli, perché il valore del nostro colesterolo è sotto a 200 (che poi non ti dicono che il problema maggiore è nei valori di colesterolo bassi e non in quelli alti… non lo sapevi?).

Dove risiede il vero problema?

Torniamo all’iperspecializzazione settorializzata di cui ti avevo accennato e quanto sia dannosa per il Sistema Uomo e il Sistema Salute che vorremmo aiutare.

Il problema vero è che ci sono diverse sfere più o meno grandi che si influenzano a vicenda, come gli ingranaggi di un orologio, e che portano l’insieme del corpo in un equilibrio stabile e in salute.

Esistono infatti 5 sfere che influenzano più o meno direttamente il nostro stato di salute:

  1. Corpo. La prima sfera, quella maggiormente percepita, ma non per questo la più importante, subisce maggiormente gli influssi delle sfere più grandi perché in realtà è quella che ha gli equilibri più delicati e instabili.
  2. Mente. Una sfera che grazie a Freud abbiamo rivalutato, ma facendo il grandissimo errore di considerarla separata dal corpo. Il corpo influenza la mente, e la mente il corpo. Abbiamo iniziato a trattarla come una parte estranea creando farmaci specifici (non so se era meglio quando la ignoravamo). Da pochissimo si parla di psico-somaticità, e comunque quasi sempre a sproposito e senza capire le reali potenzialità di questa correlazione.
  3. Spirito. Pochi ci credono, ancora è una sfera lasciata all’esoterismo, ma crederci o non crederci non fa sì che questo influenzi più o meno la nostra salute. E non lavorarci è come tenere abbassato il ponte levatoio della nostra fortezza e far entrare indisturbati i nemici.
  4. Società. Siamo esseri sociali, e come tali interagiamo con gli altri esseri umani, e abbiamo creato comunità sempre più grandi per questo bisogno di socialità e di assolvere alle nostre esigenze primordiali. Il problema è arrivato quando abbiamo costruito delle esigenze che non corrispondono a quelle fisiologiche, naturali e quindi di salute. Abbiamo creato una società che ci ricorda costantemente queste esigenze inutili e che ci distrae da quelle fondamentali: siamo ormai diventati un’enorme comunità di esseri soli.
  5. Ambiente. La percezione di noi come esseri che si muovono nell’ambiente ma non come se ne facessimo parte (proprio come le nostre cellule fanno parte di noi) è quello che ci ucciderà, perché stiamo sottraendo all’ambiente le risorse che ci hanno mantenuto in vita e in salute fino ad adesso. E costantemente, dobbiamo porre sempre più attenzione a ciò che mangiamo, respiriamo, beviamo, tocchiamo, perché totalmente contaminato. Se non vogliamo rispettare l’ambiente per un senso puramente altruista, sicuramente abbiamo un motivo molto egoista per rispettarlo: la nostra salute.

Già iperspecializzarsi su una di queste sfere è a dir poco azzardato, pensare che la medicina ufficiale non solo ha scelto di predilezione una sola di queste sfere ma l’ha segmentata ulteriormente in tanti piccoli pezzetti, fa capire quanto sia errato l’approccio.

Come fai a capire la bellezza di un’opera d’arte da un piccolo frammento?

Come fai a capire la complessità del problema se lo osservi con la lente di ingrandimento invece che prendere un aereo per vederne la panoramica?

L’approccio corretto alla malattia deve passare da una visione di insieme, alla concentrazione sugli anelli più deboli a nuovamente la visione di insieme, per vedere se quanto stiamo facendo non sta alterando gli equilibri da altre parti, ad una visione di nuovo focalizzata. Questo è lo stesso processo che fa lo scultore quando si trova davanti il suo blocco di marmo grezzo e visualizza l’opera nella sua completezza prima di andare a lavorare sui dettagli, e ricontrolla costantemente le proporzioni in modo che il risultato sia armonioso.

La salute è armonia, la malattia è caos.

Riuscire a riportare in equilibrio il corpo non è facile, soprattutto se si osserva a compartimenti stagni il problema.

“Dottoressa, è un caso o potrebbe essere che la dieta mi abbia aiutato a…”

Quanti problemi ho scoperto proprio insieme ai miei pazienti essere correlati gli uni agli altri, anche solo vedendo svanire problemi su cui non avevamo minimamente posto l’attenzione! Troppi, ed è così che il mio spirito di esploratrice bambina viene alimentato da una curiosità irrefrenabile di capire la connessione successiva a cui non avevo ancora pensato.

La mente sostiene il corpo e il corpo la mente, se mente e corpo sono in equilibrio lo spirito sta bene e stando bene non si può in nessun modo danneggiare l’ambiente e si interagisce positivamente con gli altri. Viceversa, se ti trovi in un ambiente inquinato non puoi non ammalarti, se ti trovi in una società aggressiva e egoista ti ammali con matematica certezza. Queste sfere non sono l’una separata dall’altra.

Ma se la società è malata e l’ambiente contaminato, come faccio a restare in salute?

Rafforzando il corpo la mente e, per chi ci crede, lo spirito.

Non ci sono altri modi per aiutare il corpo a stare bene nonostante tutto. Se basta anche solo un piccolo problema per destabilizzarti non sei sano, o quanto meno la tua salute è molto precaria. E devi sperare che niente ti perturbi, se no puoi dire addio a quella che pensavi fosse una salute di ferro.

Quello che rende forte l’approccio IMMUNOREICA è la visione di insieme che viene costantemente rivista nell’ottica del comprendere non solo il corpo ma anche le fasi emotive che può attraversare e il contesto in cui si vive.

Inoltre, capire quanto il nostro stare bene dipende dalla salute dell’ambiente è fondamentale. Se in un momento storico ci fosse la quasi impossibile inversione di tendenza sull’aumento delle malattie, vorrebbe dire che anche l’ambiente sta giovando della presa di coscienza delle persone e delle loro conseguenti scelte.

Non ci può essere salute senza ecosostenibilità. Non ci può essere salute in una società con valori malati. Non ci può essere un corpo in salute senza una mente serena. E non ci può essere una mente serena senza un corpo in salute.

Vista così la questione è decisamente molto più complessa di quanto ci viene raccontata: prendi la pillola e via.

Se consideri che la stessa forte correlazione che c’è tra le 5 sfere principali c’è anche tra i singoli componenti delle singole sfere, allora capisci quanto l’approccio “1 sintomo = 1 medicina” sia l’approccio più sbagliato in assoluto. E come il percepire le singole parti del corpo come staccate le une dalle altre, o il corpo staccato dall’ambiente in cui si muove, o le scelte della società come non influenti sull’ambiente e quindi di conseguenza sulla nostra salute, non ha senso.

Siamo sani solo se troviamo equilibrio tra le varie sfere in un circolo virtuoso senza fine che si chiama Salute.

Da dove partire?

È questa una delle domande a cui è più difficile rispondere, perché in realtà non c’è un’unica risposta corretta.

La cosa ideale è sicuramente partire. 🙂

Sì, non è una battuta, ma spesso le persone si fermano all’inizio del percorso perché non sanno da dove partire, e questo le porta ovviamente a perdere moltissimo tempo.

Chi entra nel mondo IMMUNOREICA per ovvi motivi parte dall’alimentazione e dalla comprensione di come questa influisca sulle varie funzionalità del corpo in modo sinergico e coordinato, ma un percorso che abbia un senso non può assolutamente evitare di considerare un secondo passo, un terzo e un quarto.

Se parti dall’alimentazione, o dall’aspetto psicologico, o dal riordinare la tua vita, non importa.
Ho sempre pensato però che cominciare da qualcosa che facciamo 3 volte al giorno sia una cosa saggia, perché si riordina gran parte della vita.

Ma una cosa poco saggia è pensare che, tenuta sotto controllo l’alimentazione, si sia già completato il proprio percorso. Sì, può sembrare banale, ma molti si fermano al controllo ossessivo di cosa introducono in bocca o quante integrazioni prendono.

Benché io stessa creda che l’alimentazione sia alla base di una salute di ferro, all’interno del processo di alimentarsi ci deve essere la coscienza di ciò che accade dentro e del perché compiere quell’azione in un determinato modo può fare la differenza o meno. E non è solo una questione meccanica o chimica, ma anche come ci rapportiamo al cibo e al contesto in cui lo inseriamo.

La salute è nell’allineamento di ciò che sentiamo e ciò che facciamo: se siamo sempre depressi nel mangiare bene perché ci sentiamo forzati da una salute precaria in questo gesto, ogni volta che capiterà devieremo dalla strada tirando un sospiro di sollievo perché quella situazione ci è scomoda.

Ma com’è possibile che fare qualcosa che ci fa stare bene ci è scomodo? Perché non ne comprendiamo il significato, e in fondo ci fa più male fare qualcosa per farci stare bene che non stare male e fare qualcosa che riteniamo essere più piacevole.

È per questo che corpo, mente e spirito non possono non essere allineati se si vuole stare bene.

Non è pura idealità, ma il motivo per cui il 90% dei percorsi fallisce: raggiunto un obiettivo (perché l’obiettivo si raggiunge, eccome se si raggiunge) non si riesce a mantenere il risultato, ed è il motivo per cui il sistema farmacologico e medico ufficiale vincerà sempre.

Nelle testimonianze di alcuni miei pazienti puoi trovare la difficoltà che ci può essere in un percorso del genere, ma anche la gioia dei risultati ottenuti e mantenuti nel tempo, consolidati e migliorati.

Puoi decidere di far vincere il Sistema che ti tiene malato o decidere di intraprendere un percorso concreto ADESSO.

2018-06-11T19:13:40+00:00

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