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Le testimonianze dei pazienti IMMUNOREICA

Giorgio Tuscano

Gastroenterite cronica e ansia

Mi chiamo Giorgio Tuscano, ho 32 anni, e ho sofferto di disturbi gastrici per più di dieci anni ormai. Nel corso del tempo ciò che era iniziato come un semplice bruciore allo stomaco di tanto in tanto, si è trasformato in un incubo perenne. Sono stato curato per gastrite ulcerosa, colite nervosa, colite spastica, gastroduodenite, reflusso gastro-esofageo, stitichezza, e un centinaio di diversi presunti “virus” che mi hanno provocato settimane di diarrea.

Oltre a questo, soffro di sindrome ansiosa dall’età di 24 anni. Ho assunto nella mia vita sufficienti farmaci da riempirci un autotreno, dai gastroprotettori agli antimicrobici, dai procinetici a montagne di lassativi; solo per dare l’idea, ho assunto P. da 40 mg per 4 anni di fila, senza mai interrompere, ogni mattina. Saltare anche solo una pillola equivaleva ad una catastrofe, con dolori strazianti per tutto il giorno, persino bere acqua mi dava problemi in quei casi.

La risposta dei medici? “È lo stress”. Peccato che per quello assumessi già diversi psicofarmaci, con risultati davvero modesti.

Dopo una serie di vicissitudini che preferisco non raccontare nemmeno, ormai letteralmente prostrato nel corpo e nella mente, ho avuto modo, per puro caso, di vedere i risultati del protocollo con i miei occhi su una persona a me cara: vi assicuro che non credevo a ciò che vedevo io stesso. Decisi così di contattare la Dottoressa Cogliani con una netta sensazione “non sapevo cos’altro tentare”, le avevo provate tutte, sia nel senso dell’ansia sia nel senso dei miei disturbi digestivi e volevo vedere se il protocollo potesse essere adattato anche ai miei problemi, anche se nutrivo forti dubbi che una situazione così complessa come la mia potesse essere risolvibile.

Era metà di agosto del 2015, e i miei dubbi diventarono scetticismo quando, dopo un primo colloquio, la Dottoressa mi consigliò un cambio di alimentazione che definire radicale sarebbe riduttivo, e un altrettanto deciso numero di integratori da assumere quotidianamente.

Un integratore in particolare colse la mia curiosità, e insieme la mia perplessità: la cosiddetta betaina HCL, ovverosia, come mi fu spiegato, acido cloridrico da immettere nello stomaco! Ora provate a immaginarvi la faccia di una persona che non possa bere un solo cucchiaino di caffè -neanche se zuccherato alla nausea- senza avere forte bruciore allo stomaco, a cui si dica di ingerire acido cloridrico prima di ogni pasto.

Credo fu in quel momento che presi una decisione importante nella mia vita, che non fu, come si potrebbe pensare, quella di fidarmi del protocollo o della Dottoressa Cogliani: quelle vennero dopo. La decisione che presi quel giorno fu di non arrendermi e intentare qualcosa di nuovo, di aprire la mia mente a una vera cura della mia salute in un modo che non credevo possibile.

Da allora, per quanto possa sembrare incredibile persino a me stesso, la mia situazione è andata via via sempre migliorando. I dolori allo stomaco sono spariti, le fastidiose diarree ho scoperto essere causate da alterazioni della flora batterica, non ho più difficoltà a svegliarmi la mattina o a restare sveglio dopo i pasti per l’immane pesantezza, la mia ansia è migliorata, passando dall’assunzione di ansiolitici 3 volte al giorno a… non mi ricordo neanche quand’è l’ultima volta che li ho presi… e una serie lunghissima di altri benefici che non elenco perché quanto sto scrivendo non sembri una forma di propaganda.

Quello che sicuramente mi ha aiutato a seguire il protocollo è stato l’appoggio di mia moglie, che segue lo stesso protocollo ma per patologie diverse, con la quale ho condiviso tutti gli alti e bassi che si sono succeduti prima che si stabilizzasse la situazione.

A tutt’oggi ho una serie molto consistente di integrazioni, dovute alla molteplicità di carenze nel mio corpo scoperte nel corso dei mesi. Per il supporto che ho ricevuto dalla dottoressa Cogliani la clonerei e invierei un suo clone in ogni centro urbano.

La betaina la assumo ancora, a cicli, in quantità e tempi variabili a seconda dello stato del mio stomaco. Sono fiducioso che anch’essa diventerà, nel tempo a venire, solo un ricordo, proprio come problemi per cui l’ho assunta la prima volta.

*** Dopo 2 anni… ***

Mi chiamo Tuscano Giorgio, ho 34 anni e vivo a Reggio Calabria. Ho sofferto per anni di problemi gastrici, trattati di volta in volta come reflusso gastrico, gastrite ulcerosa, colite nervosa, sindrome da colon irritabile, ecc ecc. A queste si accompagnava una sindrome non meglio definita “ansiosa” con eccessi di rabbia e crisi di panico.

A 18 anni ho cominciato a soffrire di gastrite. “Troppi caffè” mi fu detto. A 23 anni cominciai a prendere tranquillanti perché mi sentivo sempre agitato, non riuscivo a dormire e un senso d’angoscia opprimeva spesso le mie giornate. “Troppo stress” mi fu detto. Nel frattempo continuavo a prendere farmaci per stare tranquillo, per digerire, per mangiare, per dormire, e anche per respirare.

A 27 il mio corpo cominciò a non rispondere più ai soliti farmaci e dolori addominali, insonnia e ansia divennero cronici. Mi aumentarono i dosaggi e cambiarono le molecole, ma i miei mali non accennavano a diminuire anzi aumentavano. Cambiai medici, che cambiarono ancora i miei dosaggi e le mie molecole, ma l’unica cosa che aumentava davvero era la mia rabbia e il mio senso di impotenza.

A 31 anni il mio medico curante mi mandò da uno psichiatra, che incrementò i miei ansiolitici e mi consigliò di fare terapia psicologica. A quasi 32 anni, non avevo più letteralmente la forza di andare avanti, distrutto da ogni tipo di dolore addominale, piegato dalla stipsi, tormentato da crisi di panico e attacchi di rabbia, qualunque cosa bevessi o mangiassi mi faceva star male. Ho avuto problemi col mio lavoro per la troppa malattia, e mia moglie era disperata quanto me. Pesavo 81 chili. Non sapevo più cos’altro tentare.

Un giorno un amico consigliò a mia moglie, affetta da psoriasi da anni, di provare a fare una dieta in cui eliminasse praticamente tutto ciò che mangiavamo normalmente, pensai che il mondo fosse impazzito. Ma dopo solo pochi giorni sotto i miei occhi increduli cominciai a vedere la pelle di mia moglie schiarire. Confuso, senza più molte speranze di uscire dal buco in cui mi trovavo, decisi di provare anch’io la stessa dieta come fai-da-te, ma i risultati furono molto modesti su di me.

In un ultimo disperato tentativo, contattai la dottoressa Cogliani… “Dottore più dottore meno” pensai. Da allora il mio mondo è cambiato. Non è stato facile, né indolore, e neppure veloce. Ha richiesto durissimo lavoro tanto da parte della dottoressa quanto da parte mia: mesi di dieta ferrea senza eccezioni, una integrazione complessa e mirata, rivista più volte per adattarla a vari “stadi” della mia ripresa o ai nuovi problemi che man mano emergevano.

Analisi, indagini, prove ed errori. Ho comunque continuato, visto la delicatezza della mia situazione, il supporto psicologico per quasi tutto il tempo. La dottoressa Ethel Cogliani è rimasta accanto a me e mia moglie Anna, rispondendo alle nostre domande anche assillanti, indagando le particolarità della mia patologia, consigliandomi come correggere non soltanto la mia alimentazione, ma anche tutta una serie di abitudini sbagliate nel mio stile di vita.

Alcune volte cambiavamo alimentazione di giorno in giorno adattandoli alle bizze che faceva il mio intestino: una volta stipsi una volta diarrea poi di nuovo stipsi… e di nuovo diarrea… finchè non si è arrivati alla stabilizzazione. E ogni volta modificavamo in modo da far rientrare il problema il prima possibile. Oggi, con pazienza e costanza, sono in grado di dire che sto bene.

Nonostante non abbia ancora finito il mio percorso con lei, ho raggiunto uno stato di salute tale da abbandonare la quasi totalità dei farmaci che assumevo, non soffro quasi più di stati ansiosi, non ho più alcuna crisi di panico nè d’ira, ho molta più forza e sono molto più resistente di prima, non manco più dal lavoro, ho perso 17 chili e mangio secondo il protocollo senza eccezioni da più di due anni – con gran soddisfazione, aggiungo.

Mi avevano detto che dall’ansia non si guarisce. Mi avevano detto che con i miei problemi dovevo convivere. Oggi sono io che dico che risultati impensabili possono essere raggiunti a patto di avere tre cose: la fortuna di essere seguiti da un professionista davvero competente, che voi abbiate davvero la costanza di seguirlo e il coraggio di provare davvero a cambiare il vostro modo di vivere.

Molto bene, la dottoressa è sempre stata chiara, precisa e molto paziente. Mi ha spiegato moltissime cose, e si è sempre resa disponibile, sono arrivato a contattarla anche quattro volte al giorno nei primi periodi.

Allo stato attuale ho sospeso tutte le terapie precedenti eccetto una, che è comunque in via di eliminazione progressiva. Essendo uno psicofarmaco da me assunto troppo a lungo tanto da indurre dipendenza, ha richiesto tempi lunghi e buone condizioni generali per ridurlo gradualmente.

Al momento lo assumo un giorno ogni 10 circa, sono arrivato anche a dodici senza, contro i sei giorni la settimana di prima. Nel mio studio ho ancora due cassetti stracolmi di farmaci di ogni tipo, dagli ansiolitici ai cortisonici, tutti ormai inutilizzati e scaduti: li tengo lì per ricordarmi ogni giorno come ero allora e come sto oggi.

Sono soddisfatto tanto quanto potrebbe esserlo un uomo che avendo provato l’ultima carta rimastagli senza neppure credervi troppo, oggi si senta nel pieno delle sue forze senza neppure aver terminato il suo percorso.

Inizialmente, infatti, il massimo delle mie aspettative era quella di perdere qualche chilo e magari riuscire a liberarmi dalla stitichezza, ma soprattutto speravo di liberarmi dai dolori costanti all’addome. Non credevo di raggiungere i risultati che ho ottenuto.

Christian Parisotto

Afonia cronica

Mi chiamo Christian Parisotto e ho 35 anni. Sono sempre stato iperattivo, sportivo e in perfetta salute, ma dal febbraio 2016 è cambiato qualcosa.

Venivo da un pesantissimo periodo lavorativo di circa 2 anni con soci che tradivano, orari di 15/18 ore al giorno, nuove responsabilità, nuove società che non ingranavano e sempre più pressioni esterne. Troppa tensione. Il mio corpo mi aveva dato un sacco di segnali che puntualmente ignoravo (stanchezza, insonnia, svenimenti) fino a quando ha deciso lui di fermarmi.

Improvvisamente a marzo 2016 rimasi completamente afono. Scambiandolo per un male di stagione, mi imbottirono di farmaci fino ad arrivare a due cicli di cortisone. La voce non tornava e io mi sentivo a terra. A questo si sono pure aggiunti problemi gastrici, difficoltà a digerire qualsiasi cosa e reflusso gastroesofageo continuo.

Per me che pensavo di avere una digestione di “ferro” erano cose completamente nuove. Ho girovagato tra gastroenterologi, foniatri, logopedisti: risposte senza senso, soldi buttati e nessuna soluzione. La mia vita era cambiata, non uscivo più, non riuscivo a comunicare con la mia compagna e amici, non riuscivo a lavorare perché ero completamente afono senza sosta. I dottori dicevano, pure con molto orgoglio, che non sarei tornato più quello di prima e soffrivo di reflusso come un novantenne.

Dopo 3 cicli di soppressori della pompa protonica e un ciclo di cortisonici (all’inizio di questa avventura), “Mettitela via” mi dicevano. Per me non esisteva questa possibilità. L’unica cosa che sapevo è che in un modo o nell’altro avrei saputo venirne fuori, qualsiasi terapia sarebbe stata valutabile.

Conoscevo la paleo dieta e ho cominciato ad applicarla. Mi sono messo a studiare, leggere libri e ne sono praticamente diventato un “talebano”. Ma la situazione non migliorava, anzi: la voce era sempre assente (passavo anche intere settimane senza dire una parola), ho cominciato a perdere velocemente peso (arrivando a -18 kg in un anno: la persona sempre felice, sorridente, loquace che ero non esisteva più) e la cosa cominciava a pesare enormemente anche al punto di vista emotivo. Non ce la facevo più e, in preda alla disperazione, ho deciso che mi serviva una mano.

Ho contattato Ethel, che avevo conosciuto tramite amici comuni via Facebook. Avevo bisogno di una persona che mettesse ordine e un metodo in quello che in parte già conoscevo. A gennaio 2017, primo colloquio: la soluzione c’era e sembrava a un passo. Ethel fu estremamente chiara fin da subito. Cominciammo subito il suo protocollo e mi diede un sacco di istruzioni utili e informazioni fondamentali. Il suo obiettivo è sempre quello che tu riesca a imparare a gestirti, non cura i sintomi ma insegna un nuovo modo di “vivere”.

La differenza la fa sempre la persona oltre alle conoscenze: e lei fa la differenza. Sempre costantemente presente, visto che ci scrivevamo praticamente ogni giorno, sempre disponibile a spiegazioni, consigli o miglioramenti. E ci crede sempre, anche quando sei tu il primo a mettere in discussione che potresti non farcela. Il suo apporto mentale, psicologico e umano fa la differenza.

I miglioramenti c’erano, lentissimi ma c’erano. E lei era sempre lì presente a cercare nuove soluzioni. Insieme abbiamo fatto un lavoro mostruoso e complesso che toccava tantissimi aspetti: dal surrene, alla meditazione, al rilassamento, al digiuno, al sonno per dirne alcuni.

Erano passati 14 mesi. I segnali del corpo continuavano: avevo sempre avuto una salute di ferro, ma in questi 14 mesi avevo pure avuto due operazioni (appendicite e ernia). Però la situazione generale era notevolmente migliorata, riuscivo a parlare anche se spesso dovevo fermarmi dal dolore per non sforzare. Ma almeno parlavo. La perdita di peso si era fermata a 58 kg per 180 cm.

Ero estremamente critico con me stesso e la mia situazione. I primi timidi risultati, secondo me, sono arrivati dopo circa 7/8 mesi. Anche se le persone all’esterno hanno visto già piccoli cambiamenti fin da subito. Cominciavo comunque a essere veramente stanco: emotivamente davvero stanco. A febbraio di quest’anno pensavo di mollare.

E qui Ethel ha fatto la differenza: mi sostenne in qualsiasi modo possibile, mi diede la forza e la carica di insistere ancora, che ce l’avrei fatta in un modo o nell’altro. Molte volte rischi di mollare un’ora prima del miracolo. E improvvisamente arrivò. Tutto il lavoro che avevamo fatto insieme, tutte le attenzioni, tutti gli esami di 14 mesi si trasformarono in un miglioramento improvviso.

Da marzo 2018 ho ripreso 8 kg, ho ripreso a fare attività fisica molto intensa, lavoro ma non ne sono più schiavo, ho ripreso a vivere e lo faccio molto meglio di prima perché mi ha insegnato a gestirmi. La mia voce migliora di giorno in giorno, non ho praticamente più dolore, non è ancora al massimo come volume ma ci arriverà. E mi è sembrato di rinascere.

Penso che, se si arrivasse ad abbinare in modo sistematico un lavoro psicologico e motorio, i risultati già eccellenti si velocizzerebbero. Infatti sono stato spinto più volte da Ethel a tale ricerca e assolutamente quel tassello mi ha dato un’ulteriore spinta soprattutto nella fase di stabilizzazione dei risultati.

E ora ringrazio di aver avuto questa complicazione. Non è solo un protocollo: sono diventato emotivamente una persona migliore, più saggia, che si sa gestire, che sa prendersi le pause, che sa gioire anche delle piccole cose. E in più ho trovato una guida e un’amica.

Grazie, di cuore. E ora arriva il bello!

Giulia Gorghini

Oligoartrite sieronegativa, psoriasi, tiroidite autoimmune

Ciao a tutti, mi chiamo Giulia Gorghini, ho 36 anni e da febbraio del 2013 la mia vita è iniziata a cambiare, tutta colpa della mia salute che ha iniziato a darmi problemi senza capire neanche il perché…

Premetto che prima del 2013 non ho mai avuto problemi di nessun tipo, tranne le solite febbri stagionali e qualche dente del giudizio tolto… insomma difficilmente ho avuto bisogno di farmaci nella mia vita.

Tutto iniziò quando a gennaio 2013 ebbi un mese intenso di lavoro, nessuna sosta se non quelle delle 5 ore per dormire, il resto della giornata in continuo movimento lavorativo. Da lì inizio a sentire i primi acciacchi fisici sino al primo aumento di peso. Ero aumentata nel giro di un mese quasi 8 kg e non riuscivo proprio a giustificare il fatto che stavo aumentando di peso perché in realtà la mia alimentazione non era affatto cambiata, anzi mangiavo quasi esclusivamente verdure, solo carne bianca, yogurt magro e tutto ciò che fosse integrale.

Insomma ero una di quelle che mangiava sano, ma continuavo nonostante tutto ad aumentare di peso, nulla mi faceva scendere, neanche il digiuno. Insieme all’aumento di peso iniziavo a sentirmi sempre più stanca e sempre più triste, nulla mi rendeva felice e non riuscivo a controllare neanche i miei stati d’animo, insomma sbalzi di umore costanti.

Nel frattempo iniziai le prime analisi, le prime visite specialistiche che mi portarono sempre ad un risultato fallimentare, nonostante i miei impegni a seguire le indicazioni che i medici mi davano. Nulla da fare mi sentivo ogni mese peggiorare, fino a quando a settembre 2014 iniziai ad avere un forte dolore al ginocchio destro, dolore che nel giro di pochi giorni diventò sempre più forte e il ginocchio sempre più gonfio quasi da non riuscire a piegare neanche più l’articolazione.

Tutto questo lo avevo associato ad un esercizio eseguito in palestra, ma mi sembrava assurdo che fosse quello il motivo. Mi recai al Pronto Soccorso e da lì iniziò il mio calvario tra ortopedici e fisioterapisti, ma mi sentivo sempre più peggiorare, nessun tutore, nessun cortisone, nessuna infiltrazione, nessun esercizio riportava il mio ginocchio ad avere una funzionalità normale. Il peso che aumentava e i dolori che mi distruggevano.

Nel giro di un anno vidi la mia vita cambiare, non guidavo più, non riuscivo a camminare più di 10 minuti consecutivi, ma la cosa assurda era che il dolore non diminuiva nemmeno da ferma. Stavo impazzendo, non riuscivo proprio a capire, eppure avevo seguito tutte le terapie che mi erano state date dagli specialisti. Poi arriva maggio del 2015 e i miei dolori e gonfiori nel giro di un mese si distribuirono nel 50% del mio corpo, quindi al ginocchio destro si unirono la caviglia destra, il braccio destro, l’articolazione mandibolare destra e l’indice sinistro della mano.

Stessi sintomi del ginocchio, iniziai ad avere in queste articolazioni gonfiori e forti dolori che persistevano anche da ferma, anzi si manifestavano in forma più acuta durante le prime ore del mattino, ossia verso le 4/5, tanto che costrinsi il mio compagno a dormire in un’altra stanza visto il mio continuo lamento e non mi sembrava giusto che neanche lui dormisse per colpa dei miei dolori.

Tutto mi sembrava assurdo e nessuno che mi sapeva dire nulla, che mi sapeva guarire. Saltando il periodo estivo che ho passato tra divano e letto, sono arrivata finalmente a sapere cosa avevo, a sapere cosa mi stava dando tutti questi problemi, e quello in parte fu il giorno più bello di quel periodo bruttissimo. Ho trovato, dopo tanti incompetenti, un’equipe di reumatologi alla Columbus di Roma che mi dissero quello che avevo e mi diedero la terapia che mi permise di stare meglio, di risentirmi quasi una persona normale.

Arrivai lì il 14 settembre del 2015 che pesavo quasi 102 kg, nel giro di tre anni ero ingrassata di quasi 34 kg, un incubo. Mai pesata così tanto in 35 anni di vita. Lì dopo un’accurata visita e dettagliate analisi, mi è stata diagnosticata “l’oligoartite sieronegativa con psoriasi e tiroidite autoimmune”.

Finalmente si poteva dare un nome a tutto questo dolore che oramai da un anno e mezzo mi portavo dietro. Da lì iniziai una terapia basata su farmaci immunosoppressori. Farmaci che mi portarono dopo circa tre mesi ad avere i primi miglioramenti ma ancora non mi sentivo bene, ancora non stavo bene, e la mia rabbia ed angoscia aumentava giorno per giorno. Tutto questo non lo trovavo giusto… Iniziai uno stretto follow up in ambito reumatologico mediante visite reumatologiche, esami strumentali e analisi periodici.

Sì è vero mi sentivo meglio ma non abbastanza, i dolori erano diminuiti, riuscivo a salire una rampa di scale senza fermarmi, ero finalmente riuscita a riprendere la macchina, ma non stavo bene, fino a quando ho saputo tramite il mio compagno dell’esistenza della dottoressa Ethel che aveva conosciuto in quel periodo, dicendomi se volevo contattarla perché lei seguiva pazienti con malattie autoimmuni e che magari poteva essermi di ulteriore aiuto.

Inizialmente ero un po’ contraria e impaurita di prendere l’ennesima delusione.

Ma così non fu… sì è cosi, non ci posso ancora credere, dopo il primo incontro sono uscita dal suo studio già entusiasta, ma nello stesso tempo rimanevo ancora un po’ diffidente. Inizio così a fine giugno a seguire il suo protocollo, ma momentaneamente solo seguendo le indicazioni alimentari, per il supporto vitaminico dovevo aspettare il risultato delle analisi che portai al successivo controllo mensile. Mah, che dire! Dopo una settimana solo nell’avere cambiato alimentazione e dopo aver seguito i consigli della dottoressa Ethel, mi sembrava di vivere in un sogno dove prima o poi, pensavo, mi sarei sicuramente svegliata.

Risveglio scattante, non era più necessario aspettare un quarto d’ora per alzarmi dal letto, mi sentivo già carica e non con il mio solito stato d’angoscia, riuscivo ad avere una vita normale facendo cose che fino a giorni prima del protocollo non riuscivo minimamente a fare.

Ero contenta, ho ripreso a sorridere di più e ad avere la voglia di fare. Non mi sembrava vero, non potevo crederci, mi sentivo già bene! BENE: una parola che non usavo più da tre anni. Il 26 di luglio ho avuto il secondo appuntamento e quindi l’aggiunta di vitamine, e che dire, non mi sono iniziata a sentire bene ma benissimo.

Sapete, ho scritto questa testimonianza prima di partire dalle ferie che sono iniziate il 6 di agosto e sono terminate il 17 agosto. La sto concludendo solo oggi 18 agosto perché volevo essere ancora più certa di quello che stavo scrivendo. Sono state le ferie più belle che abbia mai fatto, tra amici e parenti, ma ancor più belle perché uscivo la mattina presto e rientravo la sera senza mai fermarmi, senza mai perdere l’entusiasmo e la voglia di fare.

Sì, oggi lo posso dire: mi sento non BENE ma BENISSIMO e tutto questo grazie alla dottoressa Cogliani che grazie al suo lavoro e alle attenzioni che ha verso le malattie mi ha reso una donna felice.

Si oggi sono ancora sotto terapia di M., pur avendo già sospeso la S. spontaneamente. Devo rinunciare ancora al desiderio di diventare mamma per via dei farmaci che sto prendendo e non so ancora per quanto, ma oggi io sono felicemente malata, ho la forza e la voglia di affrontare il tutto e, non mi voglio illudere, ma sono convinta che quando a settembre andrò all’ennesimo controllo reumatologico qualche notizia positiva l’avrò anche da loro.

In 3 anni di patologia ho preso molti farmaci tra cortisonici e antidolorifici nonché una dieta alimentare datami dalla nutrizionista della Columbus di Roma e non avevo assolutamente intenzione di iniziare alcun altro protocollo perché ero stanca di non ottenere alcun risultato. Ora dire che sono soddisfatta è proprio poco, anzi lo consiglierei a chiunque voglia riprendere la voglia di vivere la propria vita, certo ancora c’è da lavorare, ma tempo al tempo.

In poche settimane ho potuto nuovamente dire di essere felice e tutto sembra procedere in discesa anche grazie ad una competenza che va oltre la malattia in sé ma anche del paziente che si trova davanti.

Ma il grazie più grande in questo momento lo posso dare e dire solo alla dottoressa Ethel Cogliani che con il suo protocollo nel giro di un mese mi ha ridato il sorriso. Ed è per questo che da quando l’ho conosciuta non posso fare a meno di parlare bene di lei, di consigliarla a chiunque ne avesse bisogno perché se dopo tanto dolore oggi SORRIDO è grazie a LEI.

Giusitta Latorre

Psoriasi e allergie

Mi chiamo Giusy Latorre, ho 48 anni e due figli di 15 e 12. Nonostante abbia sempre studiato e operato per una buona salute, ho sofferto di allergie senza potermene liberare né io né i miei figli. Ci siamo sempre appoggiati alla medicina ufficiale senza riuscire a trovare una soluzione in nessun modo sballottati tra medicina ufficiale e ospedali. I vaccini? Inutili! Cortisone e antistaminici? Sempre! Ero rassegnata ad avere l’asma.

Alla nascita della mia prima figlia, compare la psoriasi che curo con vitamine e dieta vegetariana seguendo indicazioni ayurvediche. Ma non mi ha mai lasciato divenendo dolore alle ossa diffuso, e diventando fortissima alle mani e cervicale. Ho trovato la dott.ssa su internet mentre cercavo di trovare un metodo per uscire dalla spirale di farmaci e dal dolore scopro il gruppo su FB.

Decido di far seguire i miei ragazzi per riuscire finalmente ad avere un metodo per tenere sotto controllo le loro allergie con cui sono nati: una rivelazione! Dopo anni di cortisone ed antistaminici stavano subito senza muco per giorni, respiravano!

Non finirò mai di ringraziare infinitamente Ethel anche per la pazienza e la delicatezza con cui ha aiutato il piccolo a fare le analisi. Dalla reazione emotiva lei stessa si è resa conto delle torture subite in anni di prelievi continui negli ospedali. Seguiti sempre Allergologi e Otorini vari, io ho fatto il vaccino per 3 anni nel ‘90 al ‘93. I ragazzi seguiti prima all’Umberto I e poi al Bambin Gesu’ dalla nascita antiistaminici, cortisone al bisogno e vaccino omeopatico negli ultimi 2 anni prima del 2016, al vaccino ci siamo arrivati su consiglio di una mamma che lo usava, a noi avevano consigliato al Gemelli il vaccino LAIS 2.500 euro a testa per 2 anni.

Una somma che non potevo affrontare da separata. Parlandone ad una mamma mi disse prova l’omeopatico e la Pediatra mi diede il P.I.. “Proviamo” mi disse, e funzionò: ho usato il dosaggio del sito della Vanda 1 compressa al giorno per 3 giorni la prima settimana e poi 1 a settimana. Ha funzionato dopo un mese circa, usando anche l’antistaminico insieme. Però avevo già diminuito il latte e i formaggi di testa mia. La pediatra riteneva fondamentale il latte per il calcio alle ossa.

Il test fatto in studio da lei è stato veloce e indolore. I benefici dei suoi consigli psicologici e la sua dolcezza hanno incoraggiato alle ulteriori analisi nei laboratori, dove i miei figli non volevano più mettere piede, conosciuti fin dalla nascita e da dove si esce sempre con gli stessi valori e ti danno sempre le stesse medicine… con lo stesso risultato…

I nostri grandi nemici sono il latte e la cioccolata, per cui i gelati e i dolci e la mozzarella ed i formaggi sono la nostra croce… i bambini li amano alla follia ma appena li mangiano gli torna una rinite molto forte. E poi c’è la Pasqua e il Natale e i nonni che regalano cioccolato e nelle case si mangia Lasagna e formaggio fresco… questa è la società in cui viviamo.

Dalla nascita non si vedeva un giorno senza farmaci, e il naso senza colare e starnuti, grazie al regime seguito si riprende la crescita e scompaiono i dolori mestruali di mia figlia e l’acne diffusa. Seguiamo Ethel da un anno e nonostante i molti risultati lottiamo con la riluttanza degli adulti che ci circondano perché ciò che sosteniamo non è confermato dai medici.

Ormai per me è una crociata e avverto tutte le mamme. Vi prego, non seguite i pediatri che si spacciano per nutrizionisti e che continuano ad avvelenare i nostri figli con latte industriale e poi darci il Milicon per i dolori di pancia dei nostri figli. Dovrebbero essere inseriti dei piani di informazione sul pericolo di allergie da cibo nei lattanti da subito, fare dei controlli ed evitare tali cibi, perché si instrada una vita di sofferenza per i bambini a causa degli alimenti per l’infanzia ormai industrializzati e pieni di latte in polvere.

Si dovrebbe fare una campagna di informazione di una dieta per le neo-mamme di sostegno all’allattamento con cibi senza latte vaccino, e non dare il glutine all’intestino in formazione agli infanti: e poi ci si chiede perché è sempre più diffusa è la celiachia!!! Nutrire con obiettivo la salute ormai sembra essere un’utopia perché disturba l’industria alimentare e farmaceutica, e i pediatri educano alla malattia fin dalla nascita…

Se avessi conosciuto IMMUNOREICA quando ero incinta non avrei dato ai miei figli l’alimentazione del pediatra e né il latte in polvere, non avrebbero avuto tutti i disturbi di cui ci siamo adesso liberati, e che ci ritrovano increduli ogni volta che tornano! Sì perché un altro mito è quello che bisogna reintrodurre i cibi dopo che ci si è disintossicati. Non si può reintrodurre regolarmente un cibo che intossica! Cosa che, invece, sostengono i dottori che fanno dieta di esclusione e poi reintroduzione.

Il corpo reagisce sempre e si vendica in varie forme. La conoscenza che l’intestino si ribella ai prodotti industriali, dovrebbe essere ben raccontata alle neo-mamme che bombardano (in buona fede) il corpicino del loro bambino con veleni spacciati per ottimi prodotti studiati per loro.

È pieno nelle corsie degli ospedali di riviste e campioncini che regalano alle donne incinte per far assaggiare e provare. Anche a me hanno regalato una valigetta in ospedale con tante bustine e prodotti di note marche per bambini, regalo gradito a molte: ne facciamo una con estratti ed articoli del sito di IMMUNOREICA???

Io mi offro per distribuirlo e raccontare i pericoli di una alimentazione infiammante all’intestino del nascituro. Sono sicura che me ne sarebbero grate in molte che gli evito le nottate insonni a consolare un pancino in tumulto… e da lì comincia la lunga storia di distruzione dell’intestino di un nuovo nato che invece si ritiene che sia ‘normale’: si deve abituare alle nuove cose ti dicono… potesse parlare ci darebbe un botto in testa il povero intestino!! Altro che abituarsi.

C’è la malascienza e c’è IMMUNOREICA 😉

Cettina Sidoti

Psoriasi, artrite psoriasica, sclerosi multipla e reflusso gastroesofageo

Sono Cettina Sidoti, ho 55 anni e ho conosciuto il protocollo tramite FB nel gruppo “psoriasi fattori scatenanti – l’alternativa naturale” e conosciuta personalmente la dott.ssa Ethel Cogliani ad un congresso del gruppo a Roma a giugno del 2014.

Avevo contattato IMMUNOREICA per problemi di psoriasi, sclerosi multipla, artrite psoriasica, reflusso gastrointestinale. Avevo già fatto altre cure in precedenza ma avevo dovuto sospenderle sempre a causa di effetti collaterali.

Soffrivo di psoriasi da circa 40 anni, di sclerosi multipla da circa 20 anni, artrite da 10 anni, reflusso da 8 circa e per ciascuna problematica prendevo farmaci diversi che con il tempo hanno causato diversi problemi: per la psoriasi qualche crema, per la sclerosi Interferone, C., cortisone, per il reflusso O., ma niente di risolutivo, anzi.

All’inizio ho provato a seguire i consigli che venivano dati gratuitamente e già vedevo dei risultati interessanti che mi hanno convinta a farmi seguire per migliorarli e consolidarli. Era tutto molto chiaro ad ogni mia domanda c’era sempre una risposta chiara e immediata e anche per la gestione dei problemi che si presentavano di volta in volta c’era sempre un rimedio che mi permetteva di limitare al minimo i farmaci.

Soprattutto riguardo alla psoriasi e all’artrite reumatoide ho avuto veramente grandi risultati in alcuni mesi, per la sclerosi multipla non saprei dire, forse sì, nell’ultimo anno non ho avuto grandi ricadute e per il reflusso, ci stiamo lavorando proprio nell’ultimo periodo dopo una forte ricaduta in seguito all’assunzione di alcuni farmaci che mi hanno dato particolarmente fastidio.

L’ho contattata perché volevo farmi aiutare a guarire, nel senso generale, a migliorare come persona, non solo come malata e consiglierei assolutamente il protocollo proprio perché ho avuto ottimi risultati.

Grazie veramente


Daniele Fontanelli

Morbo di Chron, ipotiroidismo, asma bronchiale, influenza ricorrente

Mi chiamo Daniele Fontanelli, ho 58 anni, di professione Tecnico Sanitario di Radiologia Medica. Ho cominciato a non stare bene da giovanissimo. Sono sempre stato “cagionevole”, smilzo, “indietro” con la crescita. Negli anni della mia giovinezza, tra i 12 e i 30 anni, sono riuscito a stare bene o quanto meno molto meglio, poi sono cominciati i “disturbi”.

Prima lievi e sporadici, poi sempre peggio fino a condizionarmi pesantemente la vita. L’esordio cosi lento e costante mi ha portato nel tempo a dimenticarmi cosa volesse dire stare bene, e son giunto a considerare la mia corea di sintomi come la mia vita “normale”.

Stanchezza, confusione mentale, attacchi d’asma bronchiale, ma sopratutto violente e dolorosissime coliche addominali sub-occlusive che mi hanno portato a fare diversi lunghi ricoveri ospedalieri fino ai 45 anni, quando (dopo 10 anni di sofferenze, esami, colonscopie, gastroscopie, risonanze ecc.) mi viene diagnosticato il morbo di Crohn.

Faccio varie terapie farmacologiche (tra cui il cortisone). Tutte con scarsi effetti e per lo più temporanei. Solo la sospensione dell’alimentazione mi faceva stare meglio. arrivo a pesare 54 kg (sono alto 1,75 m). Alterno periodi di acuzie a periodi di remissione che purtroppo divengono, man mano che passano gli anni, sempre più brevi, fino a passare dallo stare malissimo allo stare male, ma mai bene.

Intorno ai 50 anni sono praticamente un invalido, sottopeso, sempre stanco svogliato e depresso, in più mi appare la psoriasi alle caviglie e una fascia di dermatite lichenosa all’addome (guarda caso) e ai genitali. Un inferno. Una non-vita. Un uomo finito in tutti sensi. Mi si prospetta l’intervento chirurgico, vogliono buttare un po’ di “budella” ormai compromesse per sempre, ma senza guarire ovviamente.

Da lì, nelle lunghe notti di degenza, arrivo a capire che se non prendo io in mano la mia vita e la mia salute nessuno lo farà per me. È una sorta di risveglio, prendo coscienza del fatto che ho guardato troppo fuori da me e troppo poco dentro. Del resto la medicina “ufficiale” non ha risposte da darmi se non che non guarirò e che staro sempre peggio, anche dopo la chirurgia.

Visto che la medicina “scientifica” non era evidentemente ed esplicitamente (me lo avevano più volte ribadito i miei medici curanti) in grado di risolvere soddisfacentemente i miei problemi, ma solo di offrirmi terapie tampone costose piene di effetti collaterali e nel mio caso anche poco efficaci, la soluzione più logica mi viene quella di cercare fuori dal consueto percorso calcato per anni senza apprezzabili risultati.

Dapprima, mi muovo a tentoni e faccio anche tante cose sbagliate o non efficaci (agopuntura, agopuntura secondo Voll, pranoterapia, massaggio cranio sacrale, ecc.) consulto anche una maga esperta in arti esoteriche, spendo una barca di soldi, fino a quando non faccio la cosa giusta imboccando la strada dell’alimentazione. Come non averci pensato prima in una malattia infiammatoria cronica del tubo digerente?! Ma i miei gastroenterologi su mia specifica richiesta hanno sempre escluso che il cibo avesse un ruolo attivo nei miei problemi che sono chiaramente, a detta loro, di natura genetica.

Incontro la Paleo, cambio lentamente stile di vita. Aiutato e seguito da vari altri specialisti e nutrizionisti, lentamente le cose cominciano a migliorare finché, nella mia continua ricerca (ormai dopo tanti vicoli ciechi sono scafato e ho imparato a riconoscere le informazioni meritevoli di approfondimento in mezzo al gran marasma di venditori di fumo) incontro il sito IMMUNOREICA e conosco la Dott.ssa Cogliani. L’avessi fatto prima! Mi sarei risparmiato tante spese inutili e tanto tempo perso.

Lei ha messo a punto e armonizzato le strategie che in una sorta di patchwork avevo, parzialmente in autonomia, adottato. Il mio star bene passa attraverso il corretto stile di vita, la corretta alimentazione, il come e il quando, l’analisi delle personalissime condizioni fisiopatologiche individuali e dunque dalla giusta integrazione oltre a molte altre “dritte”.

Sotto la sua “direzione d’orchestra” le cose hanno cominciato a integrarsi e a girare veramente bene. L’approccio della dott.ssa Cogliani è globale, a tutto tondo, dove la singola manifestazione patologica passa in secondo piano rispetto alle condizioni generali di vita del paziente. I risultati ovviamente, dopo tanti anni di malattia e l’intestino completamente devastato, non sono arrivati subito, ci son voluti anni, in cui però il miglioramento lento ma costante è diventato iperbolico sotto le sue direttive.

A oggi sono più di due anni che non ho più manifestazioni patologiche evidenti della mia malattia “principale”. Non assumo nessun farmaco, e quest’inverno non ho avuto incredibilmente nessun attacco d’asma (sarà un caso?). Ma soprattutto, e indipendentemente da tutto, ho riscoperto cosa vuol dire stare bene, che è diverso dal passare dallo stare male a meno peggio, al vivacchiare.

Con i suoi consigli e le sue preziose indicazioni sono sveglio, vitale, reattivo, pieno d’energia, magro e muscoloso. Faccio sport, amo, insomma ho smesso di sopravvivere e ho cominciato di nuovo a vivere. Ho ottenuto i risultati più velocemente di quanto mi aspettassi, sembrava come se fosse il perfetto coronamento di anni di ricerca.

Mi rassicura molto il fatto che il protocollo sia in costante evoluzione grazie al lavoro costante di ricerca e sperimentazione di Ethel, proprio com’è il mondo in cui viviamo e lo stato di coscienza, in evoluzione.

Grazie Ethel!

Valentina Giubilei

Diabete autoimmune (tipo 1)

Da qualche mese facevo parte del gruppo della mia città che seguiva la dieta Paleo. Sulla pagina Facebook del gruppo, ogni tanto vedevo degli accenni a Ethel. Poi un amministratore del gruppo mi ha consigliato di chiedere dei consigli di salute alla dott.ssa Cogliani.

Allora ho finalmente dato una bella occhiata al sito, che prima invece avevo solo visto di sfuggita. Mi sono rivolta a lei per un problema di diabete autoimmune (tipo 1). Il suo approccio è stato molto accogliente, ma allo stesso tempo professionalissimo. Prima di fare un colloquio, ha voluto capire come mi stavo comportando con la mia salute, e se sarei stata in grado di seguire la Paleo e gli accorgimenti che si fanno per stare meglio con questo metodo, che credo personalmente sia solo per chi ci crede e ne ha fiducia.

Bisogna aprire la mente ad una visione a 360 gradi che non coinvolge solo il corpo, il cibo e l’integrazione… eh no, sarebbe troppo facile, o meglio non sarebbe sufficiente. Bisogna ascoltarsi, arrivare a conoscersi come non ci si è mai conosciuti, accettare dei limiti per superarne altri, imparare a fare parte del tutto col mondo e farlo armoniosamente… non ci si cura di sole medicine quando si vuole guarire.

La dottoressa è sempre stata molto chiara nelle indicazioni e mi ha sempre spiegato, con parole adatte alla persona con la quale sta parlando, i perché e i come delle scelte che fa per me. Così come mi ha sempre dato delle spiegazioni alle reazioni che vedo accadere quando iniziamo una fase del protocollo, o quando non riesco a spiegarmi perché il mio corpo ha reagito in un particolare modo ad un particolare stimolo… o magari a nessuno stimolo!

Ho sospeso degli integratori che mi erano stati dati da un diabetologo a cui mi ero affidata privatamente, e introdotto integrazione consigliata dalla dottoressa Cogliani. Altri integratori che già prendevo seguendo la dieta Paleo come la vitamina D e la vitamina K2 me li ha confermati.

Per quanto riguarda l’insulina, l’ho inizialmente diminuita al calare dei valori alti e fuori norma delle glicemie che misuro comunque e sempre almeno 5 volte al giorno. Ci sono periodi in cui ho glicemie talmente nei range delle persone normali in cui non necessito di iniettarmi insulina. In questi periodi, sempre maggiori, misuro le glicemie anche più spesso, per non dover sbagliare.

Sono stata diagnosticata diabetica due anni fa ed ancora lo sono. Solo che al momento riesco a tenere sotto controllo i miei valori. Appena diagnosticata, ho fatto le cure come da protocollo ospedaliero, che mi hanno in quel momento salvato la vita. Poiché il mio esordio è stato piuttosto forte.

Dopo quattro mesi ho scoperto la dieta dei gruppi sanguigni e ho deciso di provarla. Quello è stato un momento di grossa svolta nella mia vita. Ho visto la prima luce, poiché ho iniziato a capire il valore di una nutrizione diversa dalla dieta mediterranea. Fortunatamente il mio gruppo sanguigno zero mi permise di provare una dieta molto molto simile alla dieta Paleo. E così ho visto che il mio corpo iniziava a farcela da solo.

Ho imparato a gestirmi con la dieta dei gruppi sanguigni e mi sono iniziata a fare tante domande. Sono stata un po’ autodidatta una volta imparate le basi e da sola, studiando e leggendo ma soprattutto testando i cibi su di me, sono arrivata ad escludere da questa dieta degli alimenti e ad aggiungerne altri, così facendo mi sono sempre più avvicinata alla Paleo che era quella con cui riuscivo a gestire le mie glicemie.

A questo punto ho cercato un dottore professionista che potesse correggermi in caso di errori grossolani che un autodidatta può, suo malgrado, fare e che mi consigliasse la giusta integrazione. Devo dire che mi trovavo già bene con la dieta Paleo, ma seguivo diversi gruppi senza avere un punto di riferimento, che invece credo sia fondamentale.

Al momento sono veramente soddisfatta ed il mio augurio è che al cambiare del mio stato, Ethel riesca sempre ad indicarmi come aggiustare il tiro, come al momento. La disponibilità della mia dottoressa è impagabile. La consiglio a tutti!

Innanzitutto, vorrei consigliare al mondo di smettere di credere alla dieta mediterranea. Però ho imparato che ognuno ha il suo percorso. Io ci sono arrivata perché lo volevo: ho studiato la mia malattia tutte le sere su libri e su internet. Ho voluto davvero provare nuove vie per trovare un percorso nel quale mi sentissi partecipe fisicamente e mentalmente, nel quale non ci fossero dogmi ma una mano tesa.

Non siamo tutti uguali e molta gente, nel caso di un diabete, preferisce poter mangiare una pastarella al bar, un gelato in estate, una pizza con gli amici al prezzo di un’iniezione o due di insulina. Ed è giusto così allora, ognuno deve essere libero di scegliere per sé stesso accogliendo poi le conseguenze delle proprie scelte.

Mi aspettavo una dottoressa che sapesse curarmi. Ho trovato una dottoressa che è anche un’amica, che c’è: la differenza da tanti dottori è che lei c’è! Parlando di diabete, una patologia che viene influenzata da così tante variabili, posso parlare di risultati in generale, poiché anche un’arrabbiatura da poco può alterare le glicemie, ed ecco che si potrebbe pensare che il protocollo ha fallito… e invece NO!

In linea generale seguo IMMUNOREICA da 4 mesi, e posso dire che la mia ultima emoglobina glicata era di pochissimo più alta di una persona normale non affetta da diabete. Le precedenti non erano malvagie, ma non erano così buone. Il mio corpo si sta rimodellando, e la mia mente è serena perché mi sento in buone mani. Ho sempre voluto praticare il digiuno, ma essendo diabetica non mi sono mai sentita all’altezza di poterci provare da sola.

La dottoressa giustamente non me lo ha fatto provare all’inizio del nostro percorso, ha voluto conoscere meglio come ero, come reagivo, ha seguito i miei progressi e tutte le mie analisi. Ma da un mese mi segue nel digiuno secco, che al momento mi sta dando dei risultati stratosferici. E ripeto, il fatto che è con me mentre lo faccio, perché la sua presenza anche se non fisica è garantita, rende tutto molto sereno.

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Marzo 2020

Alla fine della prima testimonianza avevo appena iniziato i digiuni secchi. Tra la prima testimonianza e agosto 2019 ho sempre fatto i miei digiuni una volta a settimana per 24-36 ore sospendendo ogni integrazione o farmaco durante tutta la durata. Ho lavorato in spiaggia sotto il sole ogni mattina da giugno ad agosto e in acqua di mare per circa 1 o 2 ore a mattino.

Da luglio fino al 15 settembre mi sono alzata ogni mattina prima dell’alba per arrivare in spiaggia al momento dell’alba e guardarla – come dico io – negli occhi, cioè senza occhiali protettivi. Ogni mattina dopo l’alba, tornata a casa ho messo la faccia in acqua ghiacciata per bloccare un inizio di problema alla retina causato dal diabete, ormai totalmente sotto controllo. Mi hanno aiutato molto anche gli occhiali blu bloccanti che proteggono ogni sera i miei occhi dalle luci artificiali.

Camminate al tramonto, earthing… Non ho avuto grossi eventi personali in questa fase, e il mio diabete è andato alla grande dall’ultima testimonianza fino al 15 settembre, tanto è che in diabetologia, date le buone glicate, mi hanno cambiato terapia togliendomi l’insulina diurna, quella prima dei tre pasti, e sostituendola con la metformina, che non è da iniettare ma è in compresse. Una vittoria, ne sono stata felice come una bimba a Natale.

Il Diabete alla metformina ha risposto subito alla grande. Anzi forse all’inizio meglio che in ogni altra fase. Credo di capire che al mio corpo piaccia essere “sorpreso” e che non mi possa mai adagiare ad una terapia o ad un accorgimento. Va sempre destato. Comunque all’inizio le compresse di metformina funzionavano bene, così bene che a metà estate, quando la mia glicemia era già buona al momento della misurazione prima del pasto, molto spesso dimezzavo la dose anche della compressa di metformina prima del pasto, prendendone mezza.

Una cosa che sapevo era che non dovevo mai sgarrare, non ho mai toccato un dolce, un carboidrato complesso o un latticino. Se lo avessi fatto, sarebbe salita la glicemia nonostante tutti gli sforzi ed accorgimenti. Ma non mi è mai pesato. Credo che siano servite proprio tanto.

Ho 3 grandi paure: che gli accorgimenti non bastino e che il diabete voglia sempre qualcosa di più e qualcosa di nuovo, che per qualche altra cosa io debba prendere dei medicinali che mi sballino l’equilibrio che ho, che la mia Ethel smetta di lavorare!

Nel breve termine ho notato subito una pelle più fresca, ringiovanita, senza un brufolo, capelli che erano sfibrati e fini erano diventati più sani corposi, atteggiamento più positivo a tutto nella vita, non mi sono scottata sotto il sole anche senza creme solari (che non ho più usato), non avevo più voglia di zuccheri o bevande zuccherine.

Le due cose che più influenzano la mia glicemia, a parimerito, sono ciò che mangio e gli eventi stressogeni. Infatti, a causa di diverse problematiche contingenti, le glicemie talvolta tornavano a fare i capricci, ma gli accorgimenti tenuti per farle rientrare nel medio periodo funzionavano e tornava tutto alla normalità-

Ora l’insulina rapida è stata sostituita da compresse di metformina, e quella serale da un’altra insulina retard molto più leggera e miscelata con L.. Dall’ultima testimonianza ad oggi, 15 settembre 2019, le mie glicemie sono molto buone, sono serena. Ho imparato ad ascoltarmi ed ho capito che fa più male lo stress e l’infelicità.

Che se divento un tutt’uno con la Natura, se apprezzo il cibo che mi cucino con amore e umiltà, se respiro bene, se cammino bene, se mangio bene, se onoro il sole, l’acqua e sto lontana quel che è possibile dell’inquinamento terrestre, acustico, luminoso, verbale, sensoriale, olfattivo, e dai brutti pensieri, allora la condizione che chiamate malattia… migliorerà.

Susanna Valente

Ipertiroidismo

Mi chiamo Susanna Valente, ho 32 anni e dal 2004 soffro di ipertiroidismo per il quale ho preso farmaci per 15 anni.

Purtroppo ogni volta che li ho interrotti, la mia tiroide iniziava a galoppare di nuovo. Il farmaco che ho preso di più in assoluto è stato il T., ma ho preso anche importanti dosi di cortisone ed E.. Circa nel 2010 mi hanno consigliato l’operazione per asportarmi l’intera tiroide, mi sono rifiutata e sono andata avanti a fare esami del sangue ogni 3 mesi e a sistemare di volta in volta la terapia. A questo problema che mi causava stanchezza, spossatezza, dimagrimento, sbalzi di umore e tachicardia, si sono aggiunti importanti disturbi di digestione e di candidosi.

Ho iniziato a curare i problemi di stomaco e intestino con la medicina omeopatica, in quanto il mio corpo era ormai assuefatto dagli antimicotici tradizionali e non rispondeva più. Qui è iniziato un duro lavoro su me stessa in quanto ho iniziato a capire cosa faceva per me e cosa no, e quindi una serie di diete ferree e rinunce.

Ho iniziato a stare meglio, ma il farmaco remava contro, dunque ho imparato a convivere con acidità di stomaco, stanchezza, irregolarità ecc… finché mi sono resa conto che esistevano saltuariamente giorni o periodi in cui stavo molto meglio, quasi bene e mi sono chiesta: cosa mi manca affinché io possa stare sempre bene (compatibilmente con lo stress, i mille impegni, il lavoro ecc.)? Perché non posso avere le energie che hanno tutti? Perché devo essere sempre così stanca e nervosa? Cosa posso fare per aumentare le mie energie e ammalarmi di meno? Eh sì, ogni virus e batterio che circolava era mio!

In quel momento della mia vita ho conosciuto Ethel grazie al mio fidanzato che si era interessato ai suoi libri. Ho quindi iniziato i colloqui con lei, a seguire le sue indicazioni sull’importanza del sonno, sull’alimentazione e sulle integrazioni da assumere.

Sin da subito mi ha incuriosito la questione sulla cura e su un approccio “non farmacologico” alle malattie autoimmuni, infatti è dal 2004 che ho problemi di tiroide, nello specifico ho una diagnosi di ipertiroidismo. In più, la nuova endocrinologa a cui faccio riferimento mi ha consigliato di prendere degli integratori oltre al farmaco. Per cui mi sono sorte delle domande: quali integratori? In che dosi? Mi faranno bene? Esiste uno specialista che può calibrare degli integratori su misura per me o devo accontentarmi degli integratori standard che magari contengono 1/1000 della sostanza di cui necessito?

Infatti nel corso degli anni mi sono affidata in totale a 4 endocrinologi. La prima dottoressa, dopo diversi tentativi di interruzione del farmaco e recidività della patologia, mi ha consigliato di rivolgermi al primario che mi ha proposto di essere operata (a 21 anni senza avere problemi di gozzo o di tumori). Ho trovato conforto nel terzo specialista che mi ha cambiato la terapia farmacologica dandomi la possibilità di non essere operata. A gennaio 2019 questo terzo specialista va in pensione lasciandomi nel vuoto più totale. Cerco un nuovo endocrinologo e trovo questa dottoressa che, oltre a prescrivermi un mantenimento farmacologico calibrato sui valori del sangue, mi consiglia in maniera molto blanda di prendere degli integratori.

All’inizio ero un po’ diffidente, in quanto affidarmi a qualcuno che non ho mai visto e conosciuto tramite web non mi ispirava per niente. Successivamente, ricevendo informazioni coerenti e vedendo quanto tempo mi dedica la dott.ssa Cogliani sia durante i colloqui che extra, mi sono affidata e trovo assolutamente funzionali e chiare sia le modalità di gestione delle informazioni che le indicazioni.

Da lì a 6 mesi a novembre 2019, su indicazione dell’endocrinologa e grazie ai risultati ottenuti e basandosi sugli esami del sangue specifici della tiroide, ho sospeso il farmaco e ad oggi sono quasi 7 mesi che non prendo farmaci, ho un sacco di energie e dormo alla grande. Ad oggi, a distanza di quasi un anno, sempre grazie alle indicazioni della dott.ssa Cogliani, mi sto avvicinando al digiuno e anch’esso mi sta dando grande aiuto soprattutto nel gestire le mie irregolarità di digestione (ma anche molti altri benefici).

Grazie a tutte queste tecniche, finalmente riesco a riconoscere i segnali che mi dà il mio corpo e dunque a regolarmi su quando, cosa e quanto mangiare, prevenendo spiacevoli sorprese. Ovviamente l’impegno deve essere costante in quanto i buoni risultati non piovono magicamente dal cielo, ma le sensazioni di benessere ripagano tutti gli sforzi che quasi non vengono più percepiti come tali.

Oltre ad Ethel, dal 2006 mi sono affidata ad un dottore laureato in medicina ma specializzato in naturopatia che mi ha sempre assistita e supportata per quanto riguarda le mie problematiche di digestione. Infatti anche lui dalla cessazione del farmaco ha trovato netti miglioramenti globali. Ad oggi posso affermare che un grosso contributo lo ha dato anche il mio avvicinamento a dei piccoli digiuni programmati, sempre supportata dalla dott.ssa Cogliani. Non può essere quantificato… infinitamente è il valore che più si avvicina alla mia gratitudine e soddisfazione. Ho interrotto il farmaco e sto bene…che altro?

L’ho consigliato a più persone a me care. In generale lo consiglierei a chi davvero vuole dare una svolta e dunque è disposto a mettersi in gioco. Auguro a tutti di avere la volontà di mettersi in gioco. Questo permetterà di costruire insieme alla dott.ssa Cogliani un programma su misura, e poi tutto il resto vien da sé. Da che mi aspettavo di stare un po’ meglio e di avere un po’ più di energie, mi sono trovata ad avere superate tutte le mie aspettative.

Se consideriamo come lasso di tempo dall’inizio fino alla sospensione del farmaco, 5/6 mesi è stato il tempo minimo in cui ho iniziato a vedere enormi benefici, ma la qualità della vita è andata via via migliorando anche dopo.

Come accennavo precedentemente, un altro passo importante è stata l’introduzione di piccoli digiuni programmati che mi hanno portato a una regolarità intestinale mai avuta riscontrata neanche dal mio naturopata, che ogni volta mi vedeva migliorata ma mi segnalava sempre un problema digestivo. All’ultimo controllo, dopo 3 digiuni secchi di 36 ore settimanali, i disturbi che mi hanno sempre accompagnato erano spariti.

Andrea Albertin

Epatite autoimmune

Mi chiamo Andrea Albertin e ho 45 anni. Nel 2001, a seguito di controlli del sangue di routine, vengono riscontrati valori molto alti di transaminasi. Tramite esami approfonditi e prelievo epatico, mi viene diagnosticata l’epatite cronica autoimmune.

Ho iniziato la cura cortisonica prevista dal protocollo medico, con l’inserimento poi anche di A.. I valori erano rientrati nella norma, ma avevo seri problemi dovuti agli effetti collaterali, quali ad esempio la perdita per alcuni secondi della cognizione spazio-tempo in diversi momenti della giornata.

Ho sospeso di mia iniziativa tale cura ricercando alternative, naturopatia, agopuntura… ed infine omeopatia, che per parecchi anni mi ha aiutato. Dal 2015 però l’omeopatia non funzionava più molto bene, e i valori hanno iniziato a ritornare alti. In giugno del 2016 ho conosciuto casualmente Ethel ad un evento, dove sono venuto a conoscenza che si occupa di patologie autoimmuni.

Subito ho acquistato il suo libro e l’ho letto in pochi giorni, senza capirne molto, ma capendo che era la persona giusta e che mi potevo fidare di lei. L’ho contattata, fissato la prima visita online (visto la distanza di Roma da Padova) e subito ho iniziato ad “obbedirle”. Lo consiglio perché si basa su un metodo scientifico con l’uso di integratori, e non sostituisce la terapia della medicina “classica” ma va piano piano a renderla inutile e quindi rende possibile la sua sospensione.

Sono rimasto piacevolmente sorpreso anche dal compenso richiesto che, a differenza di medici specialistici a cui sono abituato da molti anni, non è per nulla elevato, visto anche che mi ha sempre dedicato molto tempo. Facendo due conti gli specialisti a cui mi sono rivolto per molti anni, mi hanno chiesto minimo il doppio senza ottenere alcun risultato e tenendomi pochi minuti. Anche questo per me è stato ottimo.

Già dopo poche settimane le analisi del sangue erano migliorate, e dopo circa 8 mesi di terapia i medici che mi seguono in ospedale sono positivamente sorpresi dal fatto che, con la dose minima di cortisone giornaliera, continuo ad avere i valori del sangue ottimi.

Questo mi ha permesso di evitare di prendere altri farmaci, ma soprattutto i medici hanno pianificato il fatto di poter sospendere tra 6 mesi anche la dose minima di cortisone, in quanto il mio organismo sta rispondendo in modo egregio!!!

Un grazie enorme a Ethel!!!

Fabiola De Dominicis

Artrite psoriasica

Mi chiamo Fabiola de Dominicis, ho 43 anni e soffro di artrite psoriasica, fibromialgia, allergia al nickel, allergia ad alcuni farmaci, sensibilità al glutine, ansia e attacchi di panico.

La mia storia è un po’ complicata, o meglio l’hanno resa tale molte delle figure incontrate negli anni, dove il mio corpo iniziava a non funzionare bene e oltre al fatto che nessuno riusciva a capire. Mi sono sentita troppe volte, forse tutte, non capita e cosa peggiore non creduta. È iniziato tutto con una mancanza di forze assurda a dolori che migravano in ogni parte senza tregua. Finché non avevo evidenti segni, tutti riconducevano questo malessere all’ansia, altra patologia di cui effettivamente soffro.

Fino a che con la mia prima gravidanza appunto, ho iniziato ad avere sintomi visibili e solo in quel momento effettivamente hanno iniziato a considerare l’idea che avessi altro e cosa peggiore a considerarmi. Soffrendo anche di allergia e fermamente convinta che c’erano altri approcci risolutivi oltre a quelli farmacologici (anche se fondamentali in alcuni casi, come mi ha insegnato la dottoressa Ethel) ho sempre rifiutato medicine, nonostante ne avessi bisogno. Per anni ne ho fatto a meno fino a che la malattia mi ha costretta a letto, per 4 mesi.

La mia situazione era degenerata, stavo malissimo, talmente tanto che mi ero convinta ad assumere qualcosa che potesse aiutarmi. Così arrivo in ospedale. Immunosuppressori e cortisone, a vita. Non ho vissuto bene nemmeno questo, assolutamente. È in questo momento che inizio a cercare su internet. Trovo un gruppo rivolto all’artrite psoriasica, inizio a confrontarmi, cerco nelle persone qualcuno che possa darmi informazioni, aiutarmi, qualcuno che ha risolto o che comunque abbia trovato miglioramento.

Ho trovato quel qualcuno. Non ho dovuto spiegare molto, ero a confronto con chi soffriva nel mio stesso modo e che senza titubanza mi ha consigliato la dottoressa Ethel. Un nuovo mondo. Disponibilità, attenzione, educazione, preparazione… questo è quello che si percepisce, da subito. La dottoressa Ethel già dalla prima telefonata ti accoglie, accoglie tutto, ti studia, va a fondo, non lascia nulla al caso. È presente, attenta, disponibile sempre. Mi ha aiutata, ha curato ogni mio aspetto, fisico e non per ultimo psicologico.

Il percorso con lei, serio e scrupoloso, ha avuto un riscontro positivo sin dai primi 15 giorni, man mano che andavo avanti, oltre ad avere la forza, i gonfiori, le cisti, i dolori, le allergie hanno trovato benefici, ad oggi almeno del 70%. Ho ripreso in poco tempo le mie normali attività, fosse anche alzarmi dal letto, andare in bagno da sola, camminare. Oggi grazie a lei, al suo percorso, al regime alimentare insegnato, alle integrazioni e accorgimenti di vita quotidiana ho imparato a conoscere un po’ di più il mio corpo ed i suoi segnali.

Riesco in maniera più lucida e profonda a capire cosa mi danneggia e cosa invece aiuta tutta quella che è la sfera psicofisica. Non ho più assunto cortisone, e per me questa è una grande vittoria. Il non aver iniziato la cura con gli immunosuppressori lo è stata ancora di più, e per questo non posso che ringraziare lei.

L’ho già consigliata a più persone e le stesse hanno riscontrato miglioramenti evidenti, quindi la consiglierei ancora e ancora e ancora.