La Paleo non esiste

Sei arrivato ad un punto in cui non sai più cosa fare. I medicinali non fanno più effetto (se mai lo hanno fatto)… piano piano vedi il tuo corpo andare a precipizio… nessuno però sembra riuscire a dirti realmente cosa ti sta accadendo.

Smanettando nel web alla ricerca di una risposta ad una domanda che non sai neanche tu quale sia, sei alla ricerca di soluzioni alternative che ti possano restituire la speranza che qualcosa cambierà nella tua vita. E nella ricerca continua di soluzioni, sarai sicuramente arrivato su questo blog.

Non so, magari cercavi qualche approccio alternativo alle cure tradizionali per la tua patologia, magari “Alimentazione e Malattie autoimmuni”, magari “come curare in modo naturale (malattia/problema specifico)”. O forse sei arrivato al mio sito tramite segnalazione di qualche mio paziente, o tramite qualcuno che segue questo regime alimentare, anche non essendo mio paziente che però mi conosce come nutrizionista “paleo” (che brutta parola…).

Quindi, leggendo questo articolo, probabilmente ti senti spiazzato.

Continua a leggere e capirai perché la paleo non può esistere.

Devo molto alla paleo, e nella pagina in cui mi presento puoi capire quanto le devo. Ed è infatti proprio con lei che mi sono innamorata della nutrizione come strumento di salute, e baso il mio approccio su princìpi molto simili.

Ma come devo molto a questo regime alimentare, ho dovuto allontanarmene velocemente per tanti motivi che piano piano capirai. Perché se lo farai anche tu, ti aiuterà enormemente nel tuo percorso di guarigione.

Una cosa di cui sono certa (e che posso garantire firmandolo con il sangue) è che non darò mai cereali o latticini ai miei pazienti. Ma da qui a dire che il mio approccio è rimasto fedele totalmente alla paleo ne passa.

Il motivo per cui me ne sono allontana è molto semplice: in Italia è arrivato solo un libro decente che ne approfondisce i principi della paleo e risale agli anni ’70. Punto.

Questo ovviamente ha permesso a chiunque di dare una sua versione, una sua interpretazione, una sua rivisitazione, ma lasciando sempre e comunque la stessa etichetta. Bell’affare: ottimo per vendersi, pessimo per far capire i reali princìpi che ci sono alla base.

L’approssimazione con cui viene esaminata ormai mi sconforta, a dir poco. Sembra essere entrati in un telefono senza fili, in cui il messaggio semplice e pulito che è arrivato 40 anni fa è stato distorto per amor del vile denaro.

L’unica cosa che è rimasta indelebile è la favoletta dell’uomo paleolitico che cacciava e raccoglieva, che ormai viene presa in giro da tutti.

Noi sappiamo che le caratteristiche fondamentali della paleo sono:

  • NO cereali, latticini e legumi
  • SÌ carne, pesce, uova, frutta, verdura e frutta secca

Peccato che la paleo non è solo questo. Ma i più la riducono a questo, e poi la condiscono con argomentazioni al limite del ridicolo, che portano questo stile di vita ad essere considerato una vera e propria barzelletta.

Ovvio che per una spiegazione semplificata va anche bene, ma se poi vogliamo giudicare un regime alimentare da 2 righe abbiamo un problema: non ne comprendiamo i princìpi su cui si basa.

Infatti le indicazioni di base vanno bene soprattutto se sei in salute e non ci sono problemi di base nascosti, magari non diagnosticati. Ma da sola non riesce a risolvere tutti i casi quando si parla di malattie complesse come quelle autoimmuni o degenerative, in cui il corpo già ha subito tutta una serie di processi che hanno alterato il fisiologico funzionamento del corpo.

La semplificazione in certi casi può essere dannosa.

E molti che ne parlano, infatti, non ne capiscono realmente le potenzialità. E questo spesso vale anche per chi la pratica (o dice di praticarla).

Quindi posso tranquillamente dirlo: la paleo non esiste!

Esistono i princìpi su cui si basa, ma in realtà non esiste.

Intanto quello che è importante capire è che la paleo non è una dieta. Soprattutto perché l’idea di dieta si basa su un concetto che non appartiene assolutamente alla Paleo: la dieta è qualcosa di temporaneo, dopo che hai ottenuto il risultato puoi fare quello che ti pare (è questa la favoletta che ti raccontano).

La paleo è una filosofia di vita.

Tuttavia uno dei suoi problemi centrali è che questo stile alimentare non lo possiamo fare!
Non abbiamo mammut, non mangiamo cacciagione (se non in rarissimi casi).

Quindi la paleo è un’idea.

L’unica cosa che possiamo fare della paleo è capirne i principi e ricostruire al giorno d’oggi i suoi princìpi adattandoli a quello che ha ancora da offrirci la nostra società e il nostro pianeta, ormai devastato dalla nostra stupidità.

9 persone su 10 che fanno questa dieta (e tutte quelle che non la fanno) non li conoscono, o questi princìpi non li hanno capiti.


Non puoi fare la paleo pura perché non esiste (se non nel passato)!

Questa è una cosa che devi sapere nel momento in cui entri in contatto con questo mondo.

Esiste invece la capacità di capire le potenzialità dei princìpi su cui si fonda tramite i meccanismi biochimici, biologici, evolutivi ed ecologici alla base del nostro funzionamento e del rapporto uomo-natura.

Quello che per me è importante trasmetterti è che vedere la paleo in modo eccessivamente semplificato farà di te un malato per sempre. E il perché sta nel fatto che hai incontrato veramente ciò che fa per te, ma nessuno ti sa spiegare come metterla in pratica.

Vorrei partire quindi dalla presa in giro più quotata dai media, per andare a toccare un po’ tutti gli argomenti che ti faranno capire quanto è riduttivo il modo di vedere le cose.

“Ma gli integratori nel paleolitico non esistevano, perché voi li prendete?”

Questa domanda dimostra tanta tanta ignoranza e voglia di far polemica da bar, come anche questa affermazione (equivalente):

“Ma se questa dieta è completa, perché integrare?”.

Giuro, quando mi fanno queste domande ho un diavolo e un angelo che mi compaiono sulle spalle. Il primo mi dice: “Dagli una testata e scappa, così ti togli alla radice il problema”, mentre l’altro mi fa: “Cogli l’occasione per spiegargli tutta la faccenda”.

Il problema base è che io mi faccio prendere dal consiglio dell’angelo, anche se so perfettamente che le persone che fanno una domanda del genere lo fanno per sfida e non cambieranno la loro idea, neanche se scende Veronesi dal cielo e glielo dice lui (se non conosci Veronesi, è colui che diceva che la pizza cura i tumori).

La storia finisce che io ho sprecato il mio tempo e la persona non ha capito un accidente di quello che gli ho detto.

Abbastanza deprimente.

Comunque a questa domanda si può rispondere anche molto semplicemente: perché i cibi di oggi non contengono tutti i nutrienti che contenevano quelli del paleolitico.

Pensaci un attimo: se l’italiano medio entra in un supermercato, mette qualsiasi cosa che trova negli scaffali nel carrello e esce senza chiedersi cosa andrà a mangiare, pensi veramente che possa interessargli qualcosa dei nutrienti contenuti in ciò che mangia?

Quello che impedisce questo tipo di comunicazione è un divario enorme tra il mio punto di vista (colmo di ricerca ed esperienza) e il suo (pieno di pubblicità, consigli del farmacista o del cugGino esHperto). È una lotta contro i mulini a vento.

Abbastanza deprimente.

Alla fine quello che posso fare è… gli do ragione: la paleo non esiste ed è impossibile farla.
E non può esistere, in parte, proprio grazie all’idiozia umana che ha sporcato acqua, aria, terreni e mari e ha reso i cibi nutrienti vuoti dei loro nutrienti, perché tanto basta che “si riempie il sacco” e hai mangiato.

No, quello si chiama “buttare la spazzatura” e quello che hai trasformato in pattumiera è proprio il tuo corpo.

Vabbé, andiamo avanti con il discorso.

Ma allora… perché la paleo non esiste?

L’inesistenza della paleo può essere teorizzata in 3 punti:

  1. L’ambiente in cui viviamo è diverso da quello passato
  2. Il nostro corpo durante la vita ha sviluppato problematiche che nel Paleolitico non esistevano
  3. Il nostro stile di vita non è uguale a quello del passato

Ora andiamo a vedere come queste considerazioni possono andare ad influire pesantemente sulla riuscita o meno di questo approccio sulla tua salute (in realtà su qualsiasi approccio alla salute, se non si conoscono e non si comprendono i suoi principi).

La diversità del nostro modo di vivere è maturata in tantissimi millenni, da quando abbiamo deciso di abbandonare la Madre Africa. Prima in realtà mangiavamo tutti più o meno uguale. La genetica era molto meno varia, perché l’ambiente a cui ci eravamo adattati era simile per tutti.

Questo patrimonio genetico, accumulato per milioni di anni, ha subìto delle piccole ma talvolta significative variazioni causate da continui adattamenti che ci hanno permesso di sopravvivere nei vari distretti del mondo in cui ci siamo insediati.

Man mano che la velocità con cui ci si poteva spostare da un continente all’altro aumentava, aumentava la velocità con cui cambiavano le condizioni in cui il corpo si trovava a contatto. Ma, per contro, non è aumentata la velocità di adattamento del nostro patrimonio genetico a questi cambiamenti sempre più veloci.

Chi passa da un posto all’altro non cambia il suo patrimonio genetico, ma se lo porta dietro. Peccato che il patrimonio genetico che ti porti dietro è adattato all’ambiente da cui provieni, e non a quello in cui ti inserisci.

Faccio un esempio eclatante: le persone di colore hanno una produzione enorme di melanina perché il loro corpo si è adattato nei millenni (non nell’arco della loro vita) alla presenza di sole costantemente forte. Quindi, per proteggersi da eventuali danni derivati dalle radiazioni, si sono “inventati” una produzione maggiore di melatonina.

Se questi si spostano, supponiamo in Finlandia, in cui 6 mesi l’anno è notte e nel resto dell’anno vivono tra il tramonto e l’alba e poco in pieno giorno, puoi perfettamente capire cosa vuol dire spostarsi ma mantenere il tuo patrimonio genetico adatto ad un ambiente totalmente diverso.

Questo esempio, decisamente vistoso, puoi applicarlo per qualsiasi cosa ti viene in mente anche non visibile, e vale sempre.

Noi siamo adatti ad un determinato ambiente. Il nostro adattamento è avvenuto in milioni di anni, non qualche migliaio o centinaio o addirittura qualche decennio.

L’evoluzione è un equilibrio tra cambiamento (ambientale) e adattamento (individuo/specie).

Nel momento in cui avviene un qualunque cambiamento, nelle generazioni successive la natura si prende cura di selezionare quelli più adatti alle nuove condizioni, riducendo drasticamente di numero quelli meno adatti con meccanismi che ben conosciamo, e che devastano la nostra società: morte e infertilità.

Se muori prima di procreare, i tuoi geni (non adatti) non si propagano nella popolazione, e i più adatti possono procreare, moltiplicarsi e conquistare il mondo alle nuove condizioni.

Ma… in ogni storia che si rispetti ci deve essere un “ma”, se no non sarebbe interessante da raccontare.

Se i cambiamenti sono troppo ravvicinati gli uni agli altri, la specie non ha tempo di adattarsi ai cambiamenti, semplicemente perché la selezione non ha tempo di fare il suo lavoro. E quello che accade è la percezione che sempre più persone sono malate e deboli (penso che tu riconosci il quadro generale).

Se la velocità di cambiamento dell’ambiente è superiore alla velocità con cui una specie riesce ad adattarsi a quell’ambiente, la specie si estingue.

Riesci a seguirmi nel ragionamento? Perché adesso andiamo a complicarlo ed approfondirlo.

L’evoluzione continua…

Per milioni di anni non abbiamo cambiato ambiente, né le condizioni di vita, né il nostro modo di cibarci, né i nostri geni (oltre il 90% dei nostri geni si è strutturato per vivere in quell’ambiente).

Poi abbiamo iniziato a muoverci in ogni distretto del mondo, e lì alcune varianti sono subentrate per permetterci di sopravvivere (prendendo l’esempio della pelle, si è schiarita per permettere una maggiore penetrazione dei raggi solari più deboli a latitudini maggiori).

Questo processo di adattamento è durato qualche centinaio di migliaia di anni. Capito? CENTINAIA DI MIGLIAIA.

Tra i 20 e i 30 mila anni fa abbiamo iniziato, prima timidamente e dopo i 10 mila anni in modo massivo, ad introdurre cibi derivati dall’agricoltura. E l’allevamento, e anche il tipo di lavoro da noi svolto, ha cominciato a trasformarsi.

200 anni fa abbiamo dato il colpo di grazia alla nostra salute con la Rivoluzione Industriale, durante la quale tutte le componenti di abitudini e alimentazione che avevamo si sono rotte.

Ma il grosso del nostro problema è sorto non più di 70 anni fa, subito dopo il dopoguerra, in cui il processo di urbanizzazione e industrializzazione ha preso completamente il sopravvento.

Milioni contro centinaia di migliaia, contro decine di migliaia, contro qualche secolo, contro qualche decennio…

Come vedi, man mano che ci si avvicina all’epoca moderna, i cambiamenti sono diventati sempre più frequenti. E diventeranno sempre più veloci, mentre la nostra capacità di adattamento rimane pressoché costante (in realtà è rallentata, ma questo lo vediamo in un altro articolo, se no rischio di farti impazzire).

La conseguenza di tutto questo è che siamo in un’epoca di forte selezione naturale.

Ora devi decidere se:

  • farti falcidiare dalla selezione
  • cercare di rallentare l’eccessiva avanzata del progresso, comprendere gli equilibri e restaurarli (in parte) in modo da sopravvivere abbastanza dignitosamente, senza finire a trovarti con tubi e cateteri negli ultimi anni della tua vita

Il problema fondamentale è che questi cambiamenti nell’ambiente influiscono pesantemente sul nostro corpo. E se il nostro corpo non è adatto, questi cambiamenti sono sempre verso la malattia.

Infatti questi cambiamenti sono (come anche il tuo corpo sta sperimentando e come puoi osservare costantemente intorno a te) degenerazione, distruzione e decomposizione delle funzioni corporee.


Partire da un corpo sano è molto diverso che partire a lavorare su un corpo malato.

Questo è il primo principio che rende INESISTENTE la paleo.

Un corpo sano ha in sé ancora le risorse per rispondere correttamente agli stimoli, un corpo malato deve prima ripristinare un suo equilibrio interno per poi pensare a mantenerlo.

Danni esterni causano danni interni. I danni interni creano squilibri. Gli squilibri creano l’impossibilità di applicare alcune cose che in realtà, dopo che il corpo ha ripreso la piena funzionalità, può tollerare e addirittura trarne giovamento.

Il problema della paleo e della sua inapplicabilità, senza una reale conoscenza della materia trattata, è che nel paleolitico tutti i problemi che abbiamo adesso non li avevamo. Già, dobbiamo combattere anche contro quelli.

Quindi la paleo, nei suoi princìpi base, va bene per mantenere le condizioni ottimali, ma talvolta (non sempre) può non bastare per restituirle.

Abbiamo alimentato dei problemi enormi che i nostri antenati non avevano, e li dobbiamo considerare almeno finché non li risolviamo.

Dopodiché possiamo mangiare in modo più semplice con indicazioni base più generali. Fermo restando che, a meno che non diventi veramente ma veramente bravo a selezionare i cibi che mangi, e a rispettare tutta una serie di cose che moltissimi ignorano, e altri (per cultura, abitudini e gusto) non farebbero mai, le integrazioni le dovrai prendere a vita.

Quello che molti ignorano quando praticano la paleo è che la loro storia alimentare in qualche modo ha avuto un peso sul loro corpo. E questo peso si traduce ogni volta in uno o più problemi che vanno considerati:

  • problemi intestinali
  • problemi gastrici
  • problemi epatici
  • problemi alla cistifellea
  • problemi al pancreas
  • problemi ormonali
  • infezioni
  • intolleranze o allergie

Tutti questi problemi determinano una risposta ai cibi molto variegata per cui non basta la favoletta:

“Mangia carne, pesce, uova, frutta, verdura e frutta secca. Evita latte, latticini, legumi e zuccheri.”

No, ad alcuni non basta!

“Ethel, perdona, ma se io mangio carne e mi sento male, sarò forse intollerante?”

“Ethel, sento che frutta secca e crostacei mi danno fastidio”

“Appena mangio un’insalata prendo 2 chili”

Non abbiamo parlato di pasta e pizza. Abbiamo parlato di cibi che la paleo consente.

Ma allora questa paleo? Di cosa stiamo parlando?! Basta schematizzare, semplificare, indorare la pillola!

Tutti con la formuletta… e poi se non funziona? Non sappiamo che pesci prendere… e denigriamo.

La formuletta aiuta se hai capito il principio, se no ti permette solo di etichettare qualcosa senza sapere di cosa stai parlando.

Cosa fa della paleo la dieta migliore, e cosa invece la rende la dieta peggiore?

Quello che fa della paleo la dieta (filosofia alimentare) migliore al mondo è che funziona.

Funziona su tutti, poco o tanto, ma comunque ti senti mediamente meglio se non mangi porcherie industriali: è quasi matematico che questo accada.

Quello invece che la rende la peggiore è che se non funziona, essendo molto efficace, tutti cominciano a puntarle il dito contro per screditarla. E si inventano teorie sul perché non funziona che non stanno né in cielo né in terra:

“Eh, troppi pochi carboidrati”

“È una dieta iper-proteica” (?)

“I grassi fanno male al cuore”, e così via…

Insomma, tutte stupidaggini che solo chi ha fatto biochimica e fisiologia con l’Università della Pubblicità può dire.

Dato che qui si parla di malattie, cerchiamo di andare a fondo a questa cosa, perché può fare nettamente la differenza tra l’aver capito se un percorso non dà reali soluzioni dato che non è valido, oppure se semplicemente ci sono dei passi da fare – prima o insieme al percorso alimentare – per migliorare la situazione.

Intanto la prima cosa che bisognerebbe chiedersi non è “Cosa devo fare?”, ma:

“Cosa sto facendo che mantiene precaria la mia salute?”

Solo dopo che abbiamo dato una risposta (anche solo superficiale all’inizio, per carità) possiamo cominciare a muoverci. Questo vuol dire procedere con ordine.

La capacità del nostro corpo di elaborare il cibo è molto soggettiva. Non solo perché cambia da individuo a individuo, ma cambia anche all’interno di ciascun individuo nel tempo.

Intolleranze, allergie, difficoltà a digerire alcuni cibi cambiano in base al nostro livello di stress, di contaminazione del corpo, dei nostri ormoni, della salute dell’intestino.

Ho pazienti allergici a tutto, che anche solo toccando alcuni cibi avevano reazioni allergiche esagerate tanto da finire in ospedale. Adesso, con il tempo, si ritrovano a gioire a poter mangiarne anche solo un pezzetto.

Ho pazienti che le verdure quasi non le possono neanche vedere, figurati mangiarle. Adesso finalmente si riappropriano gradualmente della loro funzionalità intestinale, e le tollerano molto bene: c’è chi le tollera cotte, chi le tollera crude, chi ne tollera alcune, chi ne tollera altre.

Ogni tanto, se stai bene, anche la pizza, la pasta, i cibi spazzatura non fanno male… “ogni tanto”.

Neanche il cianuro, preso a piccole dosi e occasionalmente, uccide.

Ci sono 2 categorie di cibi:

  1. i cibi non tollerati per un breve periodo
  2. i cibi che generano l’intolleranza

E poi:

  • Il 90% dei cibi che sono in grado di generare seri problemi sono nelle esclusioni base della paleo. Banalmente: se siamo esseri umani, quei cibi ci danneggiano.
  • Il 5% (mi sa anche di meno) di solito è legato alla nostra genetica di adattamento determinata da dove proveniamo e dove viviamo (il principio della GeoPaleo Diet): in entrambi i casi dovremmo limitarne per sempre l’assunzione.
  • Poi c’è un 5% che può fare la differenza in determinate fasi della nostra vita e della nostra malattia, ma che in uno stato normale di salute non ci creano problemi.

Ora andiamo a complicare ancora di più il quadro.

La paleo non esiste anche per un altro motivo, oltre alla contaminazione, allo stato soggettivo di salute e alla genetica: non esiste perché non abbiamo più lo stile di vita di allora.

Quando stai 24 ore fuori all’aria aperta?

Quando stai quasi completamente nudo al sole?

Quando fai degli scatti, e ti riposi adeguatamente, e mangi in modo discontinuo alternando periodi di digiuno a periodi di abbuffata?

Quando viviamo nella socialità?

Quando viviamo periodi totalmente privi di qualsiasi stress?

Lo stress non è paleo.
Il lavoro quotidiano non è paleo.
La vita notturna non è paleo.
La sedentarietà non è paleo.
La vita al chiuso non è paleo.
La solitudine non è paleo.

E non sto parlando di cibo, bada bene.

Quindi se mangi paleo ma sei stressato, non sei in paleo. Se mangi paleo ma fai un lavoro 12 ore al giorno, 5 giorni su 7 al chiuso, con turni anche di notte, non sei in paleo.

Come puoi ben capire quindi, la paleo nella sua formulazione base è veramente troppo banale. Nei suoi principi è una vera e propria filosofia di vita.

Ed è per questo che dico che la paleo non esiste, ma di lei sopravvivono dei princìpi ai quali tendere.

Purtroppo questi princìpi non basta applicarli ciecamente. Bisogna comprenderli, studiarli e interiorizzarli (questa parola orribile… è il principio che fa funzionare o meno la paleo, perché la paleo LA DEVI CAPIRE, se no potrebbe non funzionare).

No, non basta la favoletta, perché se no non capisci perché funziona su alcuni e su altri non funziona. Devi capirne i principi fisiologici e biologici.

Siamo nati per fare determinate cose e ne facciamo altre: come se pretendessimo che un elefante volasse.

Siamo degli esseri sociali e invece viviamo in una società affollata di persone sole.

Siamo programmati per muoverci e invece stiamo sempre seduti.

Siamo programmati per dormire la notte e invece di notte, tra preoccupazioni, lavoro e bisbocce, non dormiamo.

Siamo programmati per mangiare determinati cibi e ne mangiamo altri.

Siamo programmati per l’assunzione di determinate sostanze e non di altre.

Siamo programmati per vivere nella Natura e ci siamo costruiti invece delle gabbie di cemento.

La paleo è ciò per cui il nostro corpo è programmato. È un’idea. E come tale deve essere trattata.

Ha ragione chi la critica dicendo che non si può tornare indietro, ma questo non ci impedisce di agire in modo da non danneggiarci ancora di più.

Se vedi un precipizio puoi decidere se continuare, fermarti o tornare indietro. Quel precipizio, se continuiamo nella direzione che abbiamo preso, è inevitabile.


Cibi che dobbiamo escludere a tempo indeterminato:

  • tutti i cibi non “specie-specifici” (cioè non adatti all’uomo)

Cibi che dobbiamo limitare a tempo indeterminato:

  • tutti i cibi non compatibili con la nostra genetica specifica

Questi primi 2 cibi li potremmo introdurre con il tempo man mano che ritroviamo il nostro stato di salute ottimale, ma non saranno mai tollerati nel lungo periodo, e tenderanno sempre a far ricadere il nostro stato di salute se assunti con regolarità.

In base al lavoro svolto sul nostro corpo potranno più o meno essere tollerati. Tenendo presente che “tollerare” vuol dire comunque che il corpo si trova in uno stato di sofferenza che prima o poi, se non lo facciamo recuperare adeguatamente, crolla nella malattia.

Cibi che dobbiamo escludere temporaneamente:

  • quei cibi che interferiscono pesantemente con lo stato di salute attuale ed impediscono la regressione della sintomatologia, ma che, passato il periodo specifico, potranno essere reintrodotti senza che facciano alcun danno

E già con questo quadro possiamo dire che la situazione si è complicata molto dalla favoletta:

“Mangia carne, pesce, uova, frutta, verdura e frutta secca. Evita latte, latticini, legumi e zuccheri.”

Se consideriamo poi tutte le componenti non legate direttamente all’alimentazione, la complessità del quadro e la variabilità dell’approccio diventano veramente specifiche per ciascuno, in base alla propria situazione personale, storica e ambientale.

Magari le varianti che dobbiamo fare su ciascuno di noi sono piccolissime, ma ci sono.

Ecco perché da tempo ho deciso di abbandonare il concetto di paleo, di evolutiva, di genetica ed abbracciare il concetto di funzionale. Tieni presente anche la fase in cui ci troviamo della vita e i danni che sta subendo il nostro corpo (e dovrà gestire finché non li aggiustiamo) e non solo del patrimonio che ci portiamo da quando siamo nati.

Infatti molte componenti del nostro corpo variano nel tempo, e rendono le richieste del corpo instabili: ci sono giorni ad esempio che mi mangerei un bue e giorni in cui andrei ad insalata, giorni in cui non disdegno qualcosa di dolce (anzi mi stuzzica) e giorni che se assaggio qualcosa troppo dolce (anche se è frutta) mi disgusta.

C’è in realtà una quarta variabile in tutto questo: le combinazioni di alimenti.

Se ci pensi… quando mai i paleolitici pensavano a come abbinare gli alimenti?! È una necessità che abbiamo adesso, proprio perché alcuni meccanismi si sono rotti e in qualche modo dobbiamo assecondarli finché non vengono ripristinati, se no ci troviamo seriamente in difficoltà a far ripartire il nostro metabolismo, o correggere il nostro assetto ormonale.

Ovvio che più godiamo di buona salute, più le variabili tendono a ridursi, perché il corpo reagisce in modo ottimale anche a stimoli non proprio corretti.

Il corpo è una macchina perfetta in grado di funzionare, anche se gli diamo il carburante sbagliato. Ma sicuramente non ha le stesse prestazioni con un rifornimento adeguato.

Il corpo è una macchina perfetta in grado di funzionare, anche se gli diamo il carburante sbagliato. Ma sicuramente non ha le stesse prestazioni con un rifornimento adeguato.

Molto probabilmente quello che dovremmo prendere dalla paleo è imparare ad essere istintivi, proprio come lo siamo quando siamo piccoli e come eravamo qualche migliaio di generazioni addietro.

Sì, purtroppo dobbiamo studiare per educarci ad essere istintivi.

Siamo al paradosso.

La paleo è la dieta perfetta. Se la capisci in funzione di ciò che ti sta accadendo in questo momento, funziona. Se no, come ogni cosa fatta per fede, non funziona.

Ormai commercialmente vengono considerati paleo cose che paleo non sono, ma questo perché le persone tendono sempre a pensare di aver capito, mentre hanno capito solo quello che fa loro comodo.

Tu devi capire cosa ti fa stare in salute. Tutto il resto è fuffa.

Contro ogni etichetta, contro ogni semplificazione per trovare il tuo regime alimentare perfetto.

2018-06-11T19:13:33+00:00

8 Comments

  1. Carlo Madonna 20 marzo 2018 al 6:47 - Rispondi

    Ottimo.non fa una piega.ma dire in anti.eprima che la paleodieta.a non esiste mi sa di fuorviante.esiste .eccome se esiste.la dieta è un fatto.lo stile di vita paleo è un fatto.studiare per capire nel profondo che servono entrambi.chi si avvicina alla dieta è vero si ferma soltanto ad essa non percependo che i cibi attuali non sono paleo e che trovarli paleo e bio è molto difficile. Il potere sta nella conoscenza.

    • Ethel Cogliani 22 maggio 2018 al 11:50 - Rispondi

      Salve, lo scopo del titolo era quello di incuriosire e portare a leggere in modo da trasmettere quello che se no sarebbe stato magari schivato come uno dei tanti articoli sull’argomento. Quindi era volutamente provocatorio.

  2. Laura Sorlani 16 maggio 2018 al 8:28 - Rispondi

    Ho capito alla perfezione…Ma non so come risolvere…Ho accumulato 20 kg e mi sento gonfia e so che non va bene qualcosa nel mio corpo…Ma non so che fare…

    • Ethel Cogliani 22 maggio 2018 al 11:52 - Rispondi

      Salve, purtroppo non conoscendo nello specifico il tuo caso non posso in nessun modo darti una precisa risposta. Problema ormonale? Problema di stress? Stile di vita logorante? Intossicazione? Resistenza all’insulina? Problemi digestivi? Qualsiasi cosa può comportare una difficoltà nel raggiungimento degli equilibri di peso come di salute.

  3. fabio 16 maggio 2018 al 12:21 - Rispondi

    carissima dottoressa vorrei mettermi in contatto con lei per una eventuale visita zamboni fabio grazie

    • Ethel Cogliani 22 maggio 2018 al 11:56 - Rispondi

      Fabio buongiorno, ho visto il tuo contato ma ti rispondo qualora altre persone abbiano il tuo stesso problema.

      Per contattare IMMUNOREICA e approfondire la propria problematica o inviare una mail tramite la pagina contatti:
      https://immunoreica.com/contatti/

  4. Rossella Raina 22 maggio 2018 al 11:33 - Rispondi

    Bellissimo articolo Ethel, ne avevo bisogno, scusa se ho perso tempo a leggerlo prima di finire il questionario.. ma credo proprio ne sia valsa la pena.

    • Ethel Cogliani 22 maggio 2018 al 11:57 - Rispondi

      Buongiorno ^_^,

      Va benissimo, gli articoli sono fatti per dare spunti di riflessioni e aiutare anche sulla focalizzazione dei pazienti sui vari aspetti della propria vita che spesso vengono dimenticati o sottovalutati. Attendo il tuo questionario 🙂

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