q Carlotta Grigoli, 33 anni - Immunoreica
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Grazie ad un’amica… sono arrivata ad una soluzione senza medicine

Carlotta Grigoli, 33 anni
Tiroidite di Hashimoto

Eccomi con la mia testimonianza. Da buona ipotiroidea ci ho messo un po’ a scriverla, e perdonate l’ironia, ma ora voglio ridere di questa bestiolina autoimmune che mi ha cambiato la vita quasi quattro anni fa.

Io sono così convinta che la psiche influisca tantissimo sul nostro stato di salute, anche fisico, così come l’alimentazione: siamo quello che mangiamo, e quello che pensiamo. Solo che se hai una tiroide che ama auto-distruggersi, ne va non solo della salute fisica, ma anche di quella mentale ed emotiva. Sono io!

Diagnosticata questa malattia, visto che la tiroide era a pezzi, risposta anticorpale altissima: dal dicembre 2012 mi è sembrato di entrare nel corpo di un’altra persona. A stento mi riconoscevo: ho iniziato ad ingrassare senza motivo, mani e piedi freddi, umore pessimo, scoppi di pianto improvvisi, e soprattutto mi sono ritrovata senza energie. Io che ero così abituata a fare mille cose, a praticare sport sempre, mi ritrovavo con il fiatone dopo una rampa di scale.

Inizio il percorso standard per questa malattia: compensazione con Levotiroxina e arrivederci e grazie. Il problema è che questo approccio molto “a pezzi” e poco olistico mi ha sempre lasciata perplessa, e non era solo una mia convinzione, ma il mio corpo me lo comunicava incessantemente. Vero, la tiroide non funzionava, ma visto che la “farfallina” regola tutti i processi del nostro corpo, poteva essere solo una pastiglietta a rimettermi in salute? Ho iniziato a fare ricerche, studiare, cercare risposte alternative.

Oscillando tra l’accettazione e lo sconforto, soprattutto quando ho iniziato a vedere che invece di migliorare, con la famosa pastiglietta, peggioravo.

Mi svegliavo la mattina con la mente annebbiata, le mani gonfie e doloranti. Io, quella che leggeva una pagina e la fotografava, che nuotavo ogni giorno…dov’ero finita?

Sono stata arrabbiata con me stessa per mesi, poi con il mondo, soprattutto quello della scienza ufficiale. che nella persona dei medici allopatici, si limitava a sorridermi e dirmi “Beh, eventualmente alzi il dosaggio della pasticca”.

Poi l’incontro con Ethel! Sono gli amici a farci doni importanti, in questo caso la mia amica Maria Vizzini che mi ha parlato di Ethel e del suo protocollo.

Fin da subito ho incontrato una persona disponibile, preparata e umana: caratteristica, quest’ultima che purtroppo non accomuna molto terapeuti tradizionali.

Ho iniziato a capire che il nostro corpo è un sistema complesso e perfetto (ma questo lo sapevo già), ma che ha bisogno di essere supportato e oliato a dovere, in tutti gli ingranaggi, per funzionare a pieno regime: sono quelle cose taciute dall’informazione odierna, perché troppo a buon mercato per mantenere la gente in salute.

Dopo aver provato mille diete, dove il senso di fame e privazione perenne erano il comune denominatore, mi sveglio al mattino (con la mente lucida e le mani normali!) pensando che mi attende cibo vero che mi sazierà e mi darà energia!

Gli amici e conoscenti mi chiedono come riesca a dimagrire mangiando: beh, è l’unica via!

Di corpo ne abbiamo uno solo, e come dice la nostra Ethel, è un nostro diritto e dovere trattarlo il meglio possibile.

Ho riscoperto il piacere della tavola e del sentirmi bene. Non so se guarirò mai, o se quei piccoli anticorpi mi faranno compagnia per tutta la vita, ma così impareremo a convivere serenamente!

Grazie Ethel!

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