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Ho preferito scegliere di evitare complicazioni certe

Mariangela Masala, 55 anni
Osteoporosi e tiroidite di Hashimoto

Mi chiamo Mariangela Masala, ho 55 anni e a marzo del 2016 eseguo una MOC di controllo che evidenzia una osteoporosi avanzata a femori e vertebre con alto rischio di frattura.

Vista la gravità della situazione il medico mi propone il piano terapeutico Prolia (Denosumab): sottocutanea semestrale più diversi farmaci da assumere giornalmente. Alla mia domanda sugli effetti collaterali dei farmaci prescritti il medico un po’ scocciato mi risponde: “sono farmaci e qualche effetto collaterale lo danno pure” – tipo? Dico io. “Ma dolori articolari e muscolari… ma solo qualche caso, non è detto che succeda a lei”.

Per saperne di più cerco in internet e trovo alcune importanti raccomandazioni per minimizzare il rischio di osteonecrosi della mandibola/mascella e di ipocalcemia durante il trattamento con Prolia. Si segnala, inoltre, la possibilità di infezioni della pelle, delle vie urinarie e del cuore, mal di schiena, parestesie o rigidità muscolari, spasmi e crampi muscolari.

Panico.

Prendo tempo e passo ore sul computer a cercare risposte alle mie domande. Parlo con più persone possibili, medici e non: la credenza comune è che per curare l’osteoporosi si deve prendere il calcio e mangiare latte e formaggio in abbondanza anche in caso di intolleranza. Quante storie, poi ti abitui! Così mi dicono… Vengo anche a conoscenza degli effetti devastanti che il farmaco ha avuto su alcune donne del mio paese e del circondario.

Sono sempre più convinta che quella non è la mia strada ma nel contempo non trovo alternative fino a quando una persona, con cui mi era capitato di parlare di alimentazione, mi consiglia un sito e un nome: Ethel Cogliani.

Due giorni dopo il primo colloquio telefonico.

Sin dal primo momento Ethel mette insieme i pezzi del puzzle che io butto sul tavolo in modo disordinato: asma, dermatiti, allergie, intolleranze, insonnia, tiroidite di Hashimoto, crisi di panico, problemi digestivi, mal di stomaco, stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari e naturalmente osteoporosi- e ricostruisce la mia storia dandomi la speranza che da questa situazione potrò uscire cambiando alimentazione e stile di vita.

Dopo otto mesi di protocollo la mia condizione è decisamente migliorata: digerisco bene, ho più energie, sto migliorando la funzionalità tiroidea, non ho dolori articolari, ho una qualità del sonno decisamente migliore anche se non ho eliminato del tutto l’assunzione di (metà 0,25) Xanax (ma conto di toglierlo al più presto), durante la primavera/estate non ho avuto neanche un episodio di allergia (rinite, dermatiti).

L’osteoporosi non è immediatamente verificabile in quanto la MOC è prevista ogni due anni e sono al corrente che alla mia età l’osso si ricostituisce molto lentamente; per me sarà comunque un ottimo risultato non avere un peggioramento.

Inizialmente l’idea di non poter mangiare pasta e pane per sostituirli con tutta quella carne e soprattutto limitare il consumo di frutta… non la vedevo bene però mi sono detta o questa alimentazione o il Prolia. Ho scelto la prima.

La Salute è un diritto… di scelta!

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Sono in cura da Ethel dal mese di febbraio del 2015.

Prima mangiavo poca carne, una volta la settimana circa, pasta e pane preferibilmente integrali, verdure e, molta, molta, molta frutta.

Quello che mi ha spinto a chiamare Ethel è stato soprattutto il problema legato all’osteoporosi molto avanzata, ma i problemi erano davvero tanti:

- allergie cutanee e respiratorie: asma che mi costringevano ad assumere perennemente antistaminici, cortisonici e spesso antibiotici per bronchiti frequentissime
- reflusso gastroesofageo
- dolori addominali
- diarree alternate a stipsi
- insonnia cronica con ricorso ad ansiolitici
- depressione dell’umore
- acne e pelle asfittica
- depressione dell’umore
- dolori articolari
- tiroidite di Hashimoto

Nel corso degli anni (sono approdata da Ethel all’età di 54 anni) ho seguito diversi percorsi:

- medicina di base
- iridologia trattata con centrifugati di frutta e verdura e intrugli vari, fiori di back, e tinture madri
- medicina alternativa con diagnostica test muscolari e terapia omeopatica… con nessun risultato se non quello di avermi svuotato il portafogli
- medico omeopatico idem come sopra nessun risultato

Ma non avevo mai ottenuto nessun risultato. Tutto rimaneva sostanzialmente immutato.

Già con il cambio di alimentazione è migliorata notevolmente la mia pelle: più liscia, ha assunto un bel colorito roseo e appariva sempre meno asfittica. Ho iniziato ad avere più energie e gradualmente anche il mio umore è cambiato. Ho anche scalato gradualmente gli ansiolitici che prendevo per dormire, e piano piano sono riuscita ad eliminarli. Non l’ho fatto in un giorno e neanche in un anno, devo essere sincera, mi sono presa tutto il tempo che il mio organismo richiedeva. Ho imparato ad ascoltarmi.

Anche la digestione piano piano è migliorata e, anche se per tantissimo tempo ho continuato ad avere mal di stomaco legati alla gastrite e al reflusso, sentivo che piano piano la situazione migliorava. Dal punto di vista dell’osteoporosi il controllo con MOC a distanza di due anni ha evidenziato un arresto dell’avanzamento del processo.

Non ho più avuto episodi significativi di allergie, o comunque molto di rado quando sgarro e mi alimento con cibi fortemente allergizzanti. Mai più crisi di asma.

Ho intrapreso il percorso del digiuno solo perché mi fidavo di Ethel e ho solo risposto: “Ok, perché no?”

Non sapevo se ce l’avrei fatta, ma ci ho provato. Non sono mai andata oltre le 47-48 ore, a volte li faccio più brevi a volte più lunghi. Anche in questo caso mi ascolto, e capisco quando è meglio interrompere e quando continuare. In tutti questi anni ho saltato il digiuno settimanale solo due volte per motivi legati a malesseri vari.

Ho ricevuto sempre indicazioni molto chiare e l’introduzione è sempre stata molto graduale anche se, trattandosi di materia del tutto nuova per me, ho avuto bisogno di ulteriori spiegazioni che non sono mai mancate. Pieno sostegno sempre, mai sentita sola.

All’inizio ho avuto un po’ di paura per l’ignoto che mi aspettava, magari di stare male…ma non è mai successo niente. Con il tempo ho cominciato a sentirmi sempre meglio sia durante che dopo il digiuno. Adesso se per un motivo e per l’altro salto il giorno che mi prefiggo – non ho mai lo stesso per motivi di lavoro – mi manca qualcosa e non vedo l’ora di farlo.

Sento di aver trovato un equilibrio nel modo di alimentarmi e di essere sulla strada giusta. La mia vita è cambiata decisamente, soprattutto perché questo approccio abbraccia la persona nella sua interezza. Per cui, anche se non ho risolto interamente i miei problemi, sicuramente è cambiato il mio modo di relazionarmi con essi e con gli altri. Non lo so spiegare, però credo che tutte le energie che prima spendevo cercando di far funzionare un ingranaggio arrugginito adesso le utilizzo per stare bene con me stessa e con gli altri.

Sono stata seguita con cadenza trimestrale il primo anno o due, non ricordo, poi ogni sei mesi. L’intervento di Ethel è sempre molto calibrato sulle esigenze e specificità individuali.

Infatti i primi digiuni per me sono stati molto più faticosi, non solo emotivamente ma anche e soprattutto a livello fisico: moltissima debolezza, mal di testa, mal di stomaco… difficoltà a prendere sonno, nervosismo… però arrivare alla meta mi dava una sensazione di benessere e di accrescimento dell’autostima che mi ripagava di tutta la fatica.

Il dopo digiuno regala tante di quelle energie che non si capisce bene da dove escano fuori e quindi si vale la pena provarci. E poi a me regala una sensazione di pulizia bellissima e la capacità di riuscire a gestire lo stimolo della fame e della sete e il benessere interiore, oltre a quello fisico.

La difficoltà a prendere sonno il giorno di uscita e il mal di stomaco sono stati gli scogli più grandi, ma per fortuna non ho più… anzi ora che ci penso tutti i problemi legati al reflusso piano piano sono svaniti. Possibile che i disturbi durante il digiuno erano legati al problema base che si stava piano piano risolvendo.

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